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Max Richter, le Quattro Stagioni "recomposed"


Severus69
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@analogico_09 Personalmente questa sviolinata mi emoziona.

Io vivo l'arte come un primitivo 🤣

Prima la devo percepire con i miei sensi e dopo decido se é entrata in sintonia con il mio essere.

Con questo non mi permetto di decidere io se sia o non sia arte.

L'arte comunque é fatta anche di tanti piccoli artisti e da tantissimi piccoli capolavori e generi sia in musica che in pittura e scultura e architettura e  in altre mille forme d'arte.

Me ne rammarico se non riesco a entrarci in sintonia però del resto non siamo tutti uguali .

Ed è bellissimo così 🤣

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Almeno so da dove viene l’idea della colonna sonora dei bridgerton,  una cover fatta con impegno, saranno contenti gli amanti del pop un po’ meno Vivaldi.

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_Diablo_
Il 23/4/2022 at 10:13, Severus69 ha scritto:

da qualche giorno sto ascoltando questa versione "blasfema" del capolavoro di Vivaldi. Le ho ascoltate molto

 

Per ora ti dico grazie. Senza nessuna pretesa di competenza e da una preliminare orecchiata da Youtube, direi che è un'interpretazione molto espressiva, che mi piace. Approfondirò.

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Ascolto molti generi diversi, dalla classica al rock da più di cinquant'anni, ma questi rifacimenti non mi prendono proprio. Nel senso che non riesco a sentire questo disco a luce spenta e concentrato.

Mi sembra più adatto a una colonna sonora o a una filodiffusione. Boh? 

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loureediano

Le emozioni possono esserci date da tante cose, l'arte è una di questa, ma non tutto ciò che è arte al singolo può dare emozioni.

Ci sono cose che a me danno emozione che ad altri non solo non ne danno, ma risultano indigeste. Naturalmente è vero anche il contrario, a me certe opere d'arte, anche altamente valutate dai critici, non mi dicono nulla, se non addirittura mi infastidiscono.

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Gingobiloba

@Severus69 Quoto!

 

Secondo me Biondi ha fatto un'esecuzione grandissima delle Quattro Stagioni, ogni esecutore ha il suo cavallo di battaglia, sentito dal vivo con Bach e non mi ha fatto innamorare, forse non era in giornata, boh...

 

 

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Membro_0013
1 ora fa, Gingobiloba ha scritto:

Secondo me Biondi ha fatto un'esecuzione grandissima delle Quattro Stagioni, ogni esecutore ha il suo cavallo di battaglia

 

Infatti. Quoto in pieno. Ne ha fatte due, di registrazioni grandissime delle Quattro Stagioni, ma per me la prima (inizio anni '90) è la migliore. Vivaldi è comunque - come dici tu - il "cavallo di battaglia" di Fabio Biondi. Forse è lui il musicista che mi è capitato di ascoltare dal vivo più volte in vita mia, dato che a Torino è stato sempre "di casa". E il suo Vivaldi, sia dal vivo che in disco, è ancora oggi il più vivido, il più fantasioso, il più emozionante.

 

Quanto a Max Richter conosco bene la sua "ricomposizione" delle Quattro Stagioni, che sono andato ad ascoltare più di una volta sull'onda della bella serie televisiva "L'amica geniale", dove alcuni brani fanno da colonna sonora. E devo dire che è un'operazione che mi lascia, per così dire, "diviso": lo trovo un disco piacevole da ascoltare, che mi riporta un po' alle atmosfere minimaliste che ho sempre apprezzato, soprattutto nelle composizioni di una quarantina di anni fa di Steve Reich e Philip Glass. Ma si tratta pur sempre di un'esempio di estetica postmoderna, dove la citazione prevale sulla creazione, e l'originalità latita.

Come si è detto già nel presente thread, ottimo come colonna sonora o come musica da tenere in sottofondo come "compagnia" mentre si fa qualcos'altro, ma per un ascolto critico e concentrato preferisco altro.

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Membro_0013

Poi, tanto per divagare, dato che Max Richter viene etichettato sotto la definizione un po' omnicomprensiva di "neoclassico", vorrei aggiungere che anche in quell'ambito c'è di meglio. Una composizione che recentemente ha visto la luce in un'edizione discografica postuma (anche stavolta da parte della Deutsche Grammophon) è la bella "Drone Mass" del compianto Jòhann Jòhannsson, compositore islandese di colonne sonore e non solo, che nel caso specifico si avvale dell'eccellente apporto delle voci del "Theatre of voices" di Paul Hillier. A mio modestissimo parere, qui siamo su un altro pianeta.

 

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  • Administrators
cactus_atomo

premesso che nella musica classica le variazuini su un tema di... sono sempre esistiti e che persino bach ha preso spunto dai capolavori vivaldiani, quello che non capisco è perchè chiamare 4 stagioni un qualcosa che 4 stagioni di vivaldi no è. mi sa di escamotage pubblicitario, di trovata mediatica. la musica cossidetta neoclassica ha cose che mi piacciono ed altre meno, come tutti i generi musicali, magari non mi piacciono le cose che non riesco a capire, ma non vedo perchè ricomporre un capolavoro del passato, non sarebbe meglio comporre qualcosa di nuovo chiamandolo che so variazioni sulle 4 stagioni oppore omaggio a vivaldi?

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analogico_09

 

 

 

Il 29/4/2022 at 17:52, Look01 ha scritto:

Personalmente questa sviolinata mi emoziona.

Io vivo l'arte come un primitivo 🤣

Prima la devo percepire con i miei sensi e dopo decido se é entrata in sintonia con il mio essere.

Con questo non mi permetto di decidere io se sia o non sia arte.

L'arte comunque é fatta anche di tanti piccoli artisti e da tantissimi piccoli capolavori e generi sia in musica che in pittura e scultura e architettura e  in altre mille forme d'arte.

Me ne rammarico se non riesco a entrarci in sintonia però del resto non siamo tutti uguali .

Ed è bellissimo così 🤣

 

Questa interessante dissertazione sull'arte, un po' risaputa, se posso permettermi, c'entra poco però con quello che dicevo sull'emozione, che tutti proviamo - a meno di non essere dei "sassi". L'emozione da  fare assolutamente salva, ci mancherebbe che anzi si autosalva da sola quale "meccanismo" "primitivo", connaturato con l'essere umano. Per questo secondo me parlare di emozione ha poco senso per gli altri che non ne traggono vantaggio nello scambio delle idee, delle esperienze, ecc, se non per se stessi. Viva l'emozione purchè non sia solo emozionismo (mi emoziono quindi esisto...) e non anche "evoluzione"... 

 

Il 29/4/2022 at 17:52, Look01 ha scritto:

Prima la devo percepire con i miei sensi e dopo decido se é entrata in sintonia con il mio essere.

 

Prima i "sensi", l'emozione "automatica" poi la fase evolutiva, la "conoscenza", l'elaborazione intellettualepoetica, culturale, "critica", spirituale... anzi, le varie cose possono accadere nello stesso tempo all'interno dell'animo umano fatto di testa e di pancia, core e coratella... 😄

 

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analogico_09
7 ore fa, Don Giuseppe ha scritto:

Ne ha fatte due, di registrazioni grandissime delle Quattro Stagioni, ma per me la prima (inizio anni '90) è la migliore. Vivaldi è comunque - come dici tu - il "cavallo di battaglia" di Fabio Biondi.

 

Davvero molto molto bella anche la registrazione dei primi anni '90, per Opus 111, rispetto alla successiva "Virgin" un po' meno "disarcionate", come ho già avuto modo di definirla in altro mpost  Non ricordo se realizzarono un disco insieme, forse no (Alessandrini affrontò in proprio con Concerto Italiano le Stagioni vivaldiane non risultati non di meno eccellenti per Naive nel 2006), ma verso la metà dei '90 ascoltai Fabio Biondi e Rinaldi Alessandrini insieme in uno splendido concerto  al Museo Etrusco di Villa Giulia, più o meno metà anni '90.., con tanti concerti ascoltati la memoria a volte incespica...

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analogico_09
13 ore fa, loureediano ha scritto:

Ci sono cose che a me danno emozione che ad altri non solo non ne danno, ma risultano indigeste. Naturalmente è vero anche il contrario, a me certe opere d'arte, anche altamente valutate dai critici, non mi dicono nulla, se non addirittura mi infastidiscono.

 

 

Si ma parlando di emozioni, di quel che piace e non piace senza motivare un minimo, non si dice nulla delle cose di cui si parla. E  questo non è costruttivo, utilie ai fini dello scambio delle idee, delle info, delle opinioni che sono lo scopo di un forum... In tutta sincerità a me interessa meno di nulla sapere delle altrui emozioni che non mi dicono nulla, nè dicono nulla di chi le prova, nemmeno a chi le prova...

Non mi sembra una notizia sensazionale sapere che tizio si emoziona con questo e si annoia o si infastidisce con quell'altro... non è cosa dalla quale si possa imparare qualcosa, sulla quale si possa riflettere in qualsivoglia modo. Quello dell'emozione istintiva, lasciata nelle sue forme primitive ed automatiche, resta un piacere sensoriale vago ed effimero che dura quel poco durante e dopo l'ascoltro. Cosa resta in noi stessi dell'emozione provata in una frazione temporale relativamente breve o lunga, in ogni caso esauribile, che non porti anche ad una riflessione conoscitiva più profonda, ad una maturazione intellettuale e affettiva più duratura e consapevole sul fronte del godimento estetico?

 

Dovremmo cercare anche di motivare le ragioni del nostro piacere e dispiacere, del perchè certe cose le troviamo piacevoli e altre indigeste, emozionanti o non emozionanti... Se tutte le discussioni fossero improntate sul mi emoziona, non mi emoziona, dovremmo installare nel club un infaticabile emozionimetro... 😄 La mia mia vuole essere un'osservazione ironica ma benevole, non inutilmente pl olemica, spero di riuscire nell'intento e che non te la prenda a male...

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Velvet
Il 23/4/2022 at 15:39, Look01 ha scritto:

, Max Richter, Olafur Arnalds, Ludovico Einaudi, Remo Anzovino

Cos'è, il gioco scopri l'intruso (o gli intrusi)? 😄 

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Look01

@analogico_09

16 ore fa, analogico_09 ha scritto:

. Quello dell'emozione istintiva, lasciata nelle sue forme primitive ed automatiche, resta un piacere sensoriale vago ed effimero che dura quel poco

 Nella mia vita ho ricordi di questo tipo che mi resteranno indelebili finché campo🤣🤣

 

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analogico_09
4 ore fa, Look01 ha scritto:

 Nella mia vita ho ricordi di questo tipo che mi resteranno indelebili finché campo🤣🤣

 

Ne ho anch'io, tanti, nella vita bisogna accontentarsi di tutto, di quello che passa il convento e di quello che passiamo noi a noi stessi come frutto di conquista, di impegno, di maturazione, di "fatica", perfino.., anche in aggiunta a quello che passa il convento...
Per quanto riguarda l'arte preferisco la seconda opzione che ci rende più consapevoli e maturi. Le cose cotte e magnate in arte non sono possibili, se si cercano quelle fonti anch'esse di godomento, perchè no?.., sia pure, ci mancherebbe, tutto serve, basta saper distinguere, si potranno cercare e trovare trovare, non nel mondo dell'arte.
 

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Look01

@analogico_09

3 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ne ho anch'io, tanti, nella vita bisogna accontentarsi di tutto, di quello che passa il convento e di quello che passiamo noi a noi stessi come frutto di conquista, di impegno, di maturazione, di "fatica", perfino.., anche in aggiunta a quello che passa il convento...

Riflessione molto profonda con l'età la vita mi ha insegnato a sorridere e a gioire  anche del bicchiere mezzo pieno.

Per esperienza se aspetti che sia  pieno del tutto, perdi troppo strada facendo e la vita é breve.

Quindi capisco che le "Quattro Stagioni" di Verdi siano un' Opera unica e irripetibile, ma alle volte sentire anche Richter mi mette in pace con il mondo.

 Non sono un amante della classica, non l'ho mai approfondita.

Ascolto poche cose :" Le Suite per Violoncello di Bach"  e le "Variazioni Goldberg" sono le opere che sento frequentemente.

Però l'arte non è solo frutto di impegno e  fatica, mi viene in mente a tal proposito, un libro scritto da un pianista  diventato amico di Glenn Gould . Dove racconta che la sua carriera  finì nel momento in cui  senti suonare Glenn Gould,  si rese conto che nonostante tutto il suo impegno e abnegazione non sarebbe mai arrivato a quei livelli.

L'arte é fatta anche di genio , sregolatezza e libertà.

Ti ringrazio per questo scambio di idee.

 

 

 

 

 

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analogico_09
3 ore fa, Look01 ha scritto:

Per esperienza se aspetti che sia  pieno del tutto, perdi troppo strada facendo e la vita é breve.

 

Nessuno pretende di ottenere solo il bicchiere del tutto pieno.., però quel poco di cui  ci si accontenta credo sia meglio seguirlo al meglio delle possibilità... La vita breve ben visssuta potrebbe essere meglio di una vita lunga mal vissuta, è tutto realtivo. Voglio dire che il meglio del vivere ognuno se lo sceglie a suo piacimento. Però qui si parla di arte...

 

3 ore fa, Look01 ha scritto:

Però l'arte non è solo frutto di impegno e  fatica

 

 

... e secondo me quando si è deciso di seguire l'arte non ci si può accontentare del bicchiere mezzo pieno, questo vale per le cose del vivere quotidiano più contingente e urgente, a volte pressante; l'arte è una scelta ideale, di poesia, entrano in ballo fattori psichici del profondo, non appartiene all'ordinario.., è un modo di "trascendere", o di "nobilitare", non dico negare o rifiutare, la realtà "prosaica", la norma, la routine più o meno prevedibile.., quindi l'arte richiede un certo impegno, più o meno importante, a seconda di quanto e di come si sia coinvolti.
Anche quando non riusciamo a riempirlo di più, o interamente, non bisognerebbe mai rinuciare al tentativo di riempire il bicchiere.., "non senza fatica si giunge al fine"... dicevano gli antichi... A proposito, circa la fatica, ho usato volutamente un termine un po' esagerato.., diciamo che per arrivare a certi livelli della comprensione artistica bisogna fare qualche "scacrificio" che per l'appassionato di arte è portatore di gioie, mica di "condanne".., essere dotati di curiosità e di voglia di avventura: siamo noi che, avendola scelta,  seguiamo l'arte, non è l'arte che segue noi... 😉

Il mondo della poesia, dell'arte, dello spirito, chiede che il bicchiere sia sempre pieno.

Io ringrazio te della tua pacatezza per l'interesse che mostri verso questi argomenti e offro da bere: due bei bicchieri pieni pieni di buon vino rosso. 😄 👍

 

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Look01

Grazie a te davanti a un buon bicchiere di 🍷 , ci si avvicina all'arte in allegria e magari potresti darmi qualche buon consiglio sulla musica classica.

Se sei nella provincia di Venezia e riusciamo ad accordarci, nonostante i nostri impegni , volentieri il secondo ovviamente contraccambio io 😃.

Se vuoi  sentiamoci via mail.

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analogico_09
23 ore fa, pifti ha scritto:

Mi è sembrato di trovarci un amore sincero per l'opera di Vivaldi, la cui trasfigurazione tenta di allontanarlo dalla banalità dell'uso che ne viene spesso fatto, legandolo ad un linguaggio moderno ma cercando di preservarne lo spirito.

 

 

Personalmente in questo brano non ci sentro nessuna trasfigurazione della musica di Vivaldi, trattandosi di una semplice rifacimento con dei momenti che sono pura "ricopiatura" delle frasi musicali originarie. Nessuno nega inoltre che sia un rifacimento, non io. La mia opinione non è basata su tale dato di fatto. Il problema è che questo lavoro, piaccia o meno, per me musicalmente modesto in quanto tale (ho già più volte motivato la mia opinione), anzichè essere preso per quello che è, viene "stracapito" rispetto a quella che è la sua effettiva caratteristica semantica, musicale, tecnico-espressiva, formale. Io ad esempio non ci sento il "minimalismo" di Glass, Part,  Riley, ecc. Il minimalismo musicale non è prendere partiture originali ed elaborare altro toglieno gran parte delle stesse per lavorare sul resto.
Ciò che dice di se stesso l'autore in rapporto alla musica composta, la sua apprezzabile e interessante "letteratura", resta sul piano delle buone intenzioni, legittime e gradite le quali tuttavia non determinano la risuscita automatica del brano stesso: ciò che conta è il risultato musicale (non si chiede mai all'oste se il vino è buono...) che non ha bisogno delle "didascalie" esplicative, autopromozionali. Figuriamoci.., la musica è l'arte dell'esprimere ciò che le parole non possono dire.

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