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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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giorgiovinyl
41 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Penso che però l'argomento sia OT e si rischi una nuova deriva tecnicistica. 
Forse sarebbe meglio aprire un thread a parte.

Alberto.

Si probabilmente hai ragione. Volevo però fare un report per quanto possibile completo ma figurati se non prendevano la palla al balzo. Mea culpa

@giorgiovinyl Guarda, ti faccio una proposta e rimaniamo in topic.

Siccome la diatriba è master analogico VS. master digitale (mi sembra che tutta la questione MoFi sia alla fine riconducibile a questo concetto o meglio ancora : cutting da analogico VS cutting da digitale) poniamoci una domanda : se fra 50 anni volessimo ristampare "Kind Of Blue" sarebbe meglio fare il cutting dalla copia analogica odierna o dal DSD 256 ricavato oggi? E se ( è successo ) il master su nastro andasse distrutto in un incendio ? Mentre il master DSD256 è serenamente backuppato in 2-3 datacenter sparsi per il pianeta ? La tecnologia DSD 256 ci consente di cristallizzare un suono per (consentitemi) l'eternità. Il nastro analogico può dire altrettanto ? Tra 100 anni i registratori a bobine dove saranno ?

Ed i materiali per la manutenzione ? Sono motivazioni esaustive ? Se chi mi legge fosse George Martin ed avesse avuto a disposizione il DSD 256, lo avrebbe snobbato come fa Bernie Grundman ?? ( e sorvoliamo sul fatto che Analogue Productions gli da' da fare tanti bei lavori, per cui in tutta la conversazione un filino di conflitto di interessi è evidente ).

Ho esposto il mio pensiero con un minimo di vision, non saprei dire se è giusto o sbagliato.

  • Melius 2
37 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

Forse ha un po' più di esperienza di te, o il parere di Grundman vale solo quando da sostegno alle proprie tesi?

Poi mi zittisco, ma qualcuno ha mai sentito il dropout di un file ?

Per me Grundman può lavorare anche fino a 150 anni, ma forse alla sua età qualche "licenza poetica" può scappare.

O forse è rimasto al DAT.

"si sente se su un LP c'è un passaggio in digitale".

Il caso MoFi rimette in discussione una lunga serie di convinzioni audiofile. 

Su questa ondata, diversi Sound Engineering di fama, stanno pian piano sbottonandosi... svelando (forse) l'ovvio. Sono loro che decidono qual'è "il suond" che vogliono dare ad una produzione, e non le tecnologie usate per realizzarla, se non in maniera "secondaria", come mezzo per raggiungere l'obiettivo prefissato.

La discussione (ri)parte da qui.

 

Steve Hoffmann dice che se un master analogico viene accuratamente riversato in DSD 256, in normali condizioni il risultato in DSD 256 è indistinguibile dal master originale. Aggiungo io : in DSD 256 il segnale così registrato è tale e quale per l'eternità. Per un master analogico, no.

Non posso dare il mio parere perché ad oggi il confronto proposto non è fattibile. Non esistono 2 vinili dove l'unica differenza di produzione è il passaggio in digitale.

Ma esiste un vinile con relativo SACD di Lyn Stanley (registrato live da Bernie Grundman) dove è più che evidente che il nastro analogico non è il miglior supporto analogico disponibile.

Relativamente al sound di una produzione, sono le persone che usano le apparecchiature e non viceversa. Se un disco mi piace, non mi interessa se per produrlo sono partiti da un MP3 a 128 kbps. SE compro un disco MoFi ( e li compro ) non mi è mai interessato che master è stato usato. I dischi MoFi in generale mi fanno godere per come suonano. Punto. E nessuno mi ha mai puntato la pistola alla tempia per comprarli. Se costassero meno ne comprerei di più ?

Certo, come chiunque li compra.

 

  • Melius 2
8 ore fa, one4seven ha scritto:

fortuna che il 3d non doveva andare OT. Siamo a livello de "la fantasia al potere"... 

..in effetti 😁

Mentre è bandito parlare di digitale, fa specie visto che Mofi ha chiaramente asserito che i loro vinili sono digitali 🙂

4 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Da quel poco che sto ascoltando mi sembra però che tutti si tengano molto alla larga dalla scottante questione MoFi.

..ovvio, mica possono dire la verità, crollerebbe tutto. Vedremo in quanto tempo canteranno anche i loro dipendenti...🙂

31 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

I dischi MoFi in generale mi fanno godere per come suonano. Punto. E nessuno mi ha mai puntato la pistola alla tempia per comprarli.

Ma certo, hanno trovato la giusta "equalizzazione" che piace a molti audiofili che spendono tantissimo per avere vinili in primis silenziosi, ed io più i vinili sono silenziosi e più sono certo si tratti di un passaggio digitale...

@one4seven hai messo un titolo che non acchiappa...🙂

Mofi dichiara che il digitale migliora la qualità audio...

16 minuti fa, senek65 ha scritto:

Credevo fosse chiaro a tutti da tempo

Non lo è. 

Nello specifico, avrai inteso che si parla di riedizioni audiophile. 

Un mercato trainato, chiaramente, più dall'aspetto tecnico (le famose 3A), che dal resto. 

Se c'è chi acquista LP solo se dichiarati (vero o meno che sia) AAA, è evidente che si pensi che sia la tecnologia a fare il suono in primis, e non la mano che la usa.

Proprio perché, la mano che la usa (o meglio il committente della mano), spinge l'acquirente a credere che sia così. 

Il caso MoFi ha rovesciato questa dinamica, portando alla luce che trattasi solo di dinamica commerciale, che poco a anche vedere con la realtà dei fatti.

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