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Melius Club

La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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20 minuti fa, Jackhomo ha scritto:

ed io più i vinili sono silenziosi e più sono certo si tratti di un passaggio digitale

Ni. Se hai avuto modo di avere tra le mani edizioni jappo d'annata, saprai che sono famosi proprio per il loro "silenzio".

Sono diversi gli aspetti che concorrono alla silenziosità di un LP. La mescola di PVC in primis.

Certo che non aggiungere "rumore analogico" di fondo, aiuta.

Il dsd se ben usato e supportato dalla macchina adeguatamente, è quanto di più vicino al suono analogico. Personalmente farei fatica a distinguere, penso. E mi disturberebbe proprio zero se il mio disco, ovviamente ben suonante come di regola i mofi suonano, avesse un passaggio su dsd ab origine.. anzi forse è meglio così, che stressare un nastro allo spasimo, e non avere una qualità costante su tutte le copie.

  • Melius 2
giorgiovinyl

Da 1h e 19 minuti potete sentire cosa pensa del digitale Bernie Grundman:

Problemi alte frequenze, tutto suona piatto, l’ambienza viene persa, il digitale fa suonare tutto lo stesso conclude con disease malattia. 
Scommettiamo che qui non direte più “io l’avevo detto fin dall’inizio quello che sostiene Grundman” 😉

18 minuti fa, alexis ha scritto:

Personalmente farei fatica a distinguere, penso.

Hoffman, ma non è il solo, afferma che il passaggio in DSD, è trasparente, e non è distinguibile "in condizioni normali". 

C'è stata anche una discussione su cosa intendesse con "in condizioni normali".

Io direi che il caso MoFi lo abbia chiarito senza dubbio.

1 ora fa, appecundria ha scritto:

Noooo!!! Ma davero davero? Chi se lo sarebe magginato!

Dovresti spiegarlo a chi è convinto che le ristampe audiophile sono prive di interventi in equalizzazione (indipendentemente se effettuati in dominio analogico o digitale). 🙂

giorgiovinyl
5 ore fa, one4seven ha scritto:

quindi gli LP MoFi suonano piatti sulle altre frequenze? 

Cmq ho aperto il 3d appositamente di la per parlare di questo aspetto.

No. Ma non è questo il punto. Il punto è che Grundman se deve realizzare un vinile preferisce lavorare interamente in analogico. Dopo queste sue dichiarazioni, si possono avere ancora dubbi che i vinili da lui curati per la Craft (Contemporary), Analogue Productions o chicchessia siano AAA? Per me no

Poi che si possono avere risultati ottimi o anche eccezionali anche in digitale non l'ho mai negato, fin dall'inizio del thread.

Però come  si può sostenere che Grundman sia rinc********? Vai su Discogs digita Bernie Grundman imposta 9-0 per visualizzare le sue produzioni più recenti e indicami quali vinili o cd suonino male.

 

giorgiovinyl
7 ore fa, TetsuSan ha scritto:

se fra 50 anni volessimo ristampare "Kind Of Blue" sarebbe meglio fare il cutting dalla copia analogica odierna o dal DSD 256 ricavato oggi? E se ( è successo ) il master su nastro andasse distrutto in un incendio ? Mentre il master DSD256 è serenamente backuppato in 2-3 datacenter sparsi per il pianeta ? La tecnologia DSD 256 ci consente di cristallizzare un suono per (consentitemi) l'eternità. Il nastro analogico può dire altrettanto ? Tra 100 anni i registratori a bobine dove saranno ?

Non so che età hai ma fra 50 anni, anche fossi ancora vivo avrei 108 anni. Cosa ristamperanno interesserà (speriamo) ai nostri figli.

Sempre che ci sia ancora una razza umana evoluta tecnologicamente sulla terra tra 50 anni magari avranno il DSD (o PCM) Hal 9000 altro che 256.

7 ore fa, TetsuSan ha scritto:

Se chi mi legge fosse George Martin ed avesse avuto a disposizione il DSD 256, lo avrebbe snobbato come fa Bernie Grundman ??

Se mi citi George Martin non posso che risponderti che lui lavorava in analogico con i tapes. Quello che voglio io, ora nel 2022 è la possibilità di ascoltare i vinili dei Beatles realizzati interamante in analogico, e per fortuna con il box mono me l'hanno data.

Se poi realizzano operazioni di remix come quelle di Giles Martin lavorando in HiRes devono essere trasparenti, come in effetti sono stati. Cosi poi sarò io a decidere se prendere lo stesso il vinile, che comunque non costava 180 euro, o ascoltare in HiRes.

Questo la MoFi non l'ha fatto.

 

41 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

Questo è l'atteggiamento che mi piace, penso di avere fatto lo stesso

Ho un anno meno di te, e scusami se te lo dico, a te di come e cosa e come ascolteranno nel futuro non interessa molto. Interessa ora et semper AAA.

smarmittatore

che il passaggio digitale sia trasparente, può essere, che una ristampa MoFi one step suoni meglio di una prima stampa ,può pure essere, anche se ho sentito pareri contrastanti..., ma... DI SICURO  suonerà differente e non come era stata concepita, nel bene e nel male. Pur apprezzando MoFi, anche se uso solo il digitale ( ma ho modo di ascoltare spesso l' analogico in una catena a me assai nota), ho sempre trovato un suono un po' edulcorato, che a me piace, s' intende, ma talvolta perde quella grinta originale. Faccio l' esempio di Kind of Blue fra il cd normale e il mofi.

Probabilmente Unplugged di Clapton, Mofi che vorrei comprare sarà simile...

giorgiovinyl

Si è vero, su come ascolteranno in futuro, 50 anni poi, non riesco a concentrarmi.

Sono molto più interessato, e preoccupato, di cose per me più importanti e contingenti, come il surriscaldamento globale, una possibile escalation del conflitto in Ucraina e di quello che succederà in Italia dopo le elezioni.

 

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