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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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L'idea del dropdown nasce dalla necessità di creare una copia d'archivio che può essere sempre usata per ripristinare l'opera. Se mi sforzo un po' riesco anche a ricordare il nome del teorico del principio che incontrai un paio di vite fa in un convegno sulla conservazione dei beni culturali. La parola importante nell'introduzione è "sempre". Gli archivisti, quelli duri e puri temono, più di ogni altro il fenomeno dell'obsolescenza tecnologica. Ho letto che la copia DSD sia quella che garantisce la conservazione, se fossi un archivista sarei morto di paura. Il dropdown deve essere più vicino possibile all'analogico perché è l'unico modo per mettersi al riparo dall'obsolescenza tecnologica. Gli archivi cinematografici sono su pellicola mica su scansioni digitali a n-mila pixel ed il principio è ovvio. 

Ciao 

D.

 

 

  • Thanks 1
52 minuti fa, damiano ha scritto:

Ho letto che la copia DSD sia quella che garantisce la conservazione, se fossi un archivista sarei morto di paura. Il dropdown deve essere più vicino possibile all'analogico perché è l'unico modo per mettersi al riparo dall'obsolescenza tecnologica.

@damiano nessuno dice che la prima copia debba essere digitale; ma se la copie analogiche sono destinate a distruggersi/modificarsi nel tempo, si rischia di veder modificate/distrutte le opere d'ingegno: perchè allora correre questi rischi? Se nell'antichità avessero avuto il digitale invece della pietra che si polverizza o della pergamena, oggi potremmo avere più opere letterarie/filosofiche da leggere, quanti capolavori ci siamo persi per colpa della sabbia del tempo? Proprio qualche giorno fa ho tirato fuori qualche audiocassetta del mio caro homecomputer degli anni 80'. Cassette non conservate in cantina, quindi senza polvere o umidità, lontane dalla luce, insomma perfettamente conservate nella loro custodia sigillata con il nastro riavvolto; ebbene, nonostante che il registratore del mio vecchio homecomputer sia perfettamente funzionante con l'azimuth perfettamente allineato, alcune di queste cassette non funzionano più; alcuni giochi/programmi non si eseguono; eppure la registrazione è ancora presente sul nastro, solo che qualche dato si è inevitabilmente perso quindi alla fine non caricano. I nastri analogici degli anni 50' e 60' non sempre erano di eccellente qualità e comunque lontani dalla tecnologia d'oggi. Se oggi è possibile produrre nastri che non si modificano/distruggono nel corso degli anni, allora ben venga un archivio soltanto analogico ma chi può garantirci questo? 

20 ore fa, one4seven ha scritto:

Ma io non devo vendere nulla... 😁 

Casomai avrei dovuto aprire un 3d AAA. 

Ma va 😁

A mio avviso, come ho ripetuto più volte, la dichiarazione di Mofi sulla qualità audio del digitale è il fulcro principale della vicenza.

1 ora fa, damiano ha scritto:

dall'obsolescenza tecnologica

Mi sorge un dubbio. Perché l'obsolescenza tecnologia dovrebbe "colpire" la tecnologia digitale, e non quella analogica? Sono entrambe tecnologie. Dovrebbero essere soggette alla stessa legge...

  • Melius 1
43 minuti fa, Jackhomo ha scritto:

dichiarazione di Mofi sulla qualità audio del digitale è il fulcro principale della vicenza.

Anche secondo me quello è un altro passaggio piuttosto importante. Anche se, dato il caso, non potevano certo dire il contrario. Però è sempre la valutazione generale dei lavori MoFi, da tutti riconosciuta, all'oscuro dei fatti reali, ad incastonare la validità di quella dichiarazione.

11 minuti fa, one4seven ha scritto:

Però è sempre la valutazione generale dei lavori MoFi, da tutti riconosciuta, all'oscuro dei fatti reali, ad incastonare la validità di quella dichiarazione.

Esattamente! mi è sembrato superfluo riportarlo nuovamente 🙂

@Jackhomo

Preferisco le edizioni originali.

Mi rendo conto che, nel jazz, costano una cifra ma un one-step non costa meno.

Io, comunque, mi riferisco a musica amplificata o a classica dove ho molte prime stampe (no barocca, please) ;

in questi casi, le ristampe si sognano l'energia e la correttezza timbrica degli originali.

Le ristampe jazz vanno bene, ma non spendo cifre alte per il jazz

8 ore fa, glucar ha scritto:

ricordo male, o pagine addietro hai detto che non hai titoli mfsl?

Ricordi male. Ho vari MFSL del periodo JVC, tra classica e Jazz, mentre ne ho soltanto 5 del periodo digitale,  vale a dire le tre perle di Madeleine Peyroux (Careless Love, Bares Bones, Half A Perfect World), che però sono abbastanza certo nascano digitali, e due doppi 45 giri che ho preso perché c'era il prezzo Affaròn, ovvero meno di 30 Euro (spediti): Bob Dylan The Times They Are A-Changin' e Forever Changes dei Love.

 

Alberto.

  • Thanks 1

Ho parlato del dropdown e basta. Sulla tecnologie di imaging (cinema ad esempio) è chiaro: l'analogico si legge anche ad occhio nudo. Non saprei come relazionarlo all'audio; forse l'esperto che parlava di dropdown (Grundmann?) intendeva che si dovrebbe usare uno standard tecnologico di riferimento da usare come base comune per la conservazione a lungo termine. Aggiungo: la conservazione d'archivio dei supporti analogici, pellicole, nastri ed altro, va fatta in ambiente controllato. In casa, per quanta cura si possa usare, il deperimento è inevitabile e, ad esempio, è successo anche per qualche CD.

Ciao 

D.

cactus_atomo

@veidt tutto si deteriora, il vantaggio di una copia digitale è che fare un backup periodico identico allo originale è veloce e poco costoso. 

Sulla durata dei supporti sappiamo benissimo che quelli digitali eterni non sono è che i vecchi nastri restano efficienti per 100 anni se ben tenuti. 

Indubbiamente un file digitale può essere trasferito via streaming su CD o su vinile ma viene a cadare il carattere collezionistico le edizioni a tiratura limitata e questo è l'industria audio che non lo vuole. Mofi se si accetta che si può fare un buon vinile da un master conservato in digitale chiudere be i battenti, prezzi più alti per prodotti simili alla concorenza

12 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

Mofi se si accetta che si può fare un buon vinile da un master conservato in digitale chiudere be i battenti

Sicuro? MoFi ha pubblicato e pubblica LP da master nativo digitale (su cui non c'è alcuna discussione in merito), e non li differenzia di prezzo dagli altri.

4 ore fa, one4seven ha scritto:

sembrerebbe, da quanto dichiarato, dal 2011 in poi. Sulla quasi totalità dei titoli pubblicati. Sicuramente su tutti quelli di proprietà della Sony.

Grazie per la risposta. Anche io posizionavo la problematica a partire dagli ultimi 10-12 anni. Buoni ascolti. 

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