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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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2 ore fa, cactus_atomo ha scritto:

Sulla durata dei supporti sappiamo benissimo che quelli digitali eterni non sono è che i vecchi nastri restano efficienti per 100 anni se ben tenuti. 

@cactus_atomo come già scritto le mie audiocassette degli anni 80' (che usavo per l'homecomputer) nonostante la perfetta conservazione diverse di loro non funzionano più. Di tutti i cd che possiedo tra audio e dati nessuno, ripeto, nessuno mi ha mai abbandonato se non quelli che ho graffiato in modo selvaggio impunemente. 

11 ore fa, gorillone ha scritto:

Poi, io non li compravo prima e non li compro ora … semplicemente perché non mi piace come suonano … anche se tutti decantano ….

Secondo me vanno valutati caso per caso, però se non ti piacciono fai benissimo a non comprarli.

Almeno tu sono sicuro che hai ascoltato dei MoFi e hai fatto confronti.

Altri invece, sono sicuro che non ne hanno mai ascoltato uno, però dicono la loro con sicumera.

9 ore fa, gorillone ha scritto:

Preferisco le edizioni originali.

Mi rendo conto che, nel jazz, costano una cifra ma un one-step non costa meno.

Per gli One Step ti do ragione ma un Tone Poet non costa tantissimo e un Classic ancora meno, anche in questo periodo di carovinile a 25 euro circa massimo lo trovi. Quanto ti costerebbe una prima stampa?

Purtroppo non potremo saperlo mai, solo i tecnici mofi sanno come suona il file dsd 256 in confronto con i loro vinili.

Ma la logica qualcosa dice.

Io sono convintissimo che i dsd 256 siano molto più fedeli al master originale di quanto non lo siano i vinili che ne sono ricavati.

Se sul loro sito ci fosse il vinile X in vendita a 150 € e il file dsd 256, da cui hanno ricavato il vinile, allo stesso prezzo, io non avrei il minimo dubbio, mi prendo il file.

  • Melius 1

Una precisazione : Bernie Grundman ha parlato di drop out del formato digitale. Non DROP DOWN. Per chi non lo sapesse, il drop out è quella momentanea mancanza (o diminuzione del livello) del suono su nastro dovuto a smagnetizzazione localizzata del nastro stesso. Su nastro analogico può sicuramente capitare, su nastro digitale capiterà, ma non so che influenza possa avere in riproduzione. E se intendeva drop out nel formato digitale informatico (HD o memorie a stato solido) ha detto una corbelleria.

  • Melius 1
  • Thanks 1

A proposito di ristampe jazz, mi faccio, e vi faccio, una domanda, il prossimo One Step di Somethin' Else, considerato che è stato ristampato in analogico qualche anno fa da Analogue Production (doppio 45 giri) Music Matters (45 e 33) e sopratutto e da pochi mesi uscito Il Blue Note Classic (che si trova a 25 €), chi lo comprerà?

Ne sono previste 10.000 copie, e il mercato era già saturo anche prima che si sapesse del passaggio in DSD.

 

Class action in arrivo

https://www.rollingstone.com/music/music-news/mofi-sued-over-claims-its-analog-albums-were-made-with-digital-mastering-tech-1234580198/amp/

 

Ma in sostanza la figura la fanno soprattutto i noti santoni superanalogisti (Fremer in testa) che per decenni hanno declamato e romanzato la superiorità dell'analogico

Fremer che ovviamente se la prende con Esposito

https://www.washingtonpost.com/music/2022/08/05/mofi-records-analog-digital-scandal/

Ma, ahimè:

"Whatever Esposito’s approach, there is no doubt that without him, MoFi’s process would have remained a secret."

Grazie Esposito.

Ma ormai la figuraccia del sistema "superiorità dell'analogico" fatto di interessi (ancorché minuscoli rispetto ad altri settori), miti e guru è sotto gli occhi di tutti.  

Ovviamente è solo l'inizio

Pensiamo ad es alla ridicola romanza sul dsd superiore al pcm (l'ultimo rifugio degli analog boys, prima o poi affonderà anche quella).

 

 

  • Melius 1
  • Haha 1
14 ore fa, veidt ha scritto:

eppure sono tanti, operatori del settore e tecnici compresi, a sostenere la superiorità strutturale del PCM rispetto al DSD. Tant'è vero che i file in alta risoluzione sono ormai tutti in PCM. 

@veidtnon voglio andare OT, ma ne puoi trovare altrettanti che sostengono la superiorità del DSD. Diciamo che in PCM è più facile lavorare sull'editing se qualcosa non è perfetto. Con DSD devi passare tramite DXD, che è PCM. Sul fatto poi che i file in alta risoluzione sono tutti PCM è proprio falso: fatti un giro su https://www.nativedsd.com/ e su https://www.highdeftapetransfers.ca/.

Se l'affermazione invece è che in streaming c'è solo PCM allora è vera, anche perchè i file PCM "pesano" molto meno

11 minuti fa, FabioSabbatini ha scritto:

Grazie Esposito

Nemmeno. Grazie a gola profonda all'interno della stessa MoFi. Esposito ha ammesso candidamente di essere stato imbeccato, e che senza "suggerimento", non ci sarebbe mai arrivato.

@FabioSabbatini quando si tratta di piacere di ascolto, la superiorità teorica di un sistema conta poco. in generale sono più appagato dalla riproduzione vinilica, talvolta anche in vecchie esecuzioni datate, più raramente ho preferito il digitale al vinile. il mezzo è una cosa, quello che viene messo nel mezzo e come è discorso diverso. il vinile dovrebbe avere minore dinamica, e sulla carta è così, ma causa loudness war (esplosa col difitale) mi capita spesso di trovare i vinili più dinamici, ovviamente non è il mezzo ma come il mezzo è stato usato- 

sarà dovuto ad interessi, orecchie lesionate, nostalgia, fissazione, moda, ma il vinile è protagonista indiscusso dei fil di romero, morto vivente che torna e si mangia i vivi

8 minuti fa, one4seven ha scritto:

Esposito

Esposito è un pesce piccolo in questa vicenda, ovvio che è stato... usato. 

Comunque ha fatto bene. Per me.

In qualche modo prima poi il bubbone sarebbe sciopato

🙂

 

@one4seven quesro vale per chi va a comprare le nuove edizioni in serie limitata gabellate per full analog, io ho vinili quasi tutti d'epoca quelli recenti non sono da collezione, poi ho anche dei vinili del passato, denon, cbs, telefunken con su scritto registrazione digital, all'epoca una novità, e forse 4 vinili ristampati da file digitali. pensa a quanto ascotano in digitale ricavato d registrazioni in orgine anoogiche (praticamente tutto il pop e rock ante '80)

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