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Le nostre esperienze negative con gli operatori del settore hifi


transaminasi
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alla fine e' solo una questione di correttezza e trasparenza , nient'altro.

Almeno per me.

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Secondo me il numero delle elettroniche esposte ed accese dovrebbe essere il minimo possibile...inoltre dovrebbero essere elettroniche fornite dagli importatori per poter avere un idea di cosa si andra ad acquistare...diversamente il rischio di comprare oggetti ,, usati e molto alto.

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eduardo
16 minuti fa, subsub ha scritto:

Dipende dal valore,, che si da all oggetto.

Infatti.

Tutto si puo'  vendere,  tutto si puo' acquistare.

Ma va'  dato il giusto valore agli apparecchi,  che devono essere definiti per quello che sono.

Non e'  piu'  possibile fare le nozze coi fichi secchi,   perche'  il web e'  diventato un competitor pericoloso.

Molto pericoloso.  

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37 minuti fa, subsub ha scritto:

all oggetto

Esattamente. A un certo punto si è cominciato a vederli come "oggetti", mentre sono principalmente degli "strumenti": l'unica cosa che veramente DEVONO fare è svolgere correttamente il proprio compito all'interno della catena di riproduzione. Ai fini dell'ascolto musicale, che è e resta l'unico vero obiettivo della loro esistenza, pretendere che siano immacolati (e per quanto ci resteranno poi? fino a che non lo tocchiamo con le mani no prefettamente pulite, o ci passiamo un panno troppo ruvido, o ci poggiamo sopra il telecomando, o il sole che filtra dalle finestre ne scolori una parte?) è del tutto secondario: magari piacevole, auspicabile, desiderabile ma superfluo.

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eduardo
14 minuti fa, Tronio ha scritto:

Ai fini dell'ascolto musicale, che è e resta l'unico vero obiettivo della loro esistenza, pretendere che siano immacolati

Allora,  seguendo il tuo ragionamento,  non esisterebbe  piu'   la categoria dell'usato.
Se un apparecchio - magari stra-usato - funziona regolarmente,  vuol dire che svolge esattamente la sua funzione  e quindi  puo'/deve essere pagato  come nuovo.
Ragazzi,  ma che state a di'  ??? 

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L'unica é appoggiarsi al fattore "non in casa", va ordinato. Solamente così quando se ne viene in possesso si é sicuri che sia merce fresca quanto una pizza appena sfornata. E si ha il privilegio di togliere personalmente lo scotch...

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cactus_atomo

@eduardo c'è differenza tra un apparecchio strausato ed un tirato fuori dalla scatola per un a breve èrova, la stessa che c'è yt un paio di scarpe usate prese ad un mercatino ed un paio di scarpe nuove ma che probabilme un altro cliente le ha brevemente 9ndossate, giusto per capire se la misura è giusta. personalmente con il nuovo pretendo di verificare l'apparecchio, per vedere se funziona come desidero io.

di apparecchi apparentemente nuovi e perfettamente imballati ma palesemente usate e difetatti ne ho visti diversi, ma mai avuto problemi con il mio venditore di fiducia, da lui l'usato era usato, il nuovo nuovo, l'ex demo un prodotto mai uscito dal negozio, e quello che usava nelle mostre pur classificato ex demo aveva un prezzo più vicino all'usato che all'ex demo vero, comunque te lo diceva. 

comunqu + giusto che se chiedo unprodotto nuovo mai uscito dalla scatola così debba riceverlo, però ovviamente se si è così pignoli come acquirenti, bisogna accettare che se quel prodotto non è presente come ex demo il negoziante non lo tiri fuori dalla scatola. e se voglio un nuoovo, non compro ex demo per risparmiare, meglio far fuori la scimmia che lamentarsi a posteriori

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eduardo

@cactus_atomo Enrico,  sono d'accordo con te su molte cose.

Pero'  non posso accettare che un apparecchio che e'  stato usato,  magari per molto tempo,  venga poi rimesso nella scatole e  venduto come nuovo.      Perche'  nuovo non e'.

Che poi funzioni perfettamente ed io sia disposto a comprarlo (ma al giusto prezzo),   ci sta.
Anzi,  diro'  di piu',  personalmente e'  la soluzione che prediligo.

Ma la suola delle scarpe usate differisce di molto dalla suola delle scarpe provate nel negozio,  con due passi avanti e due indietro.    
Ed il contachilometri della macchina nuova venduta dal concessionario puo'  segnare realisticamente una ventina di chilometri (controlli vari). 

Il problema e'  che i nostri  amati apparecchi  non hanno ne'  le suole ne'  i contachilometri.  

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cactus_atomo

@eduardo ovvio che ci vuole chiaerezza e anche fiducia, conosco chi sa imballare un apparecchio usato a regola d'arte ch pare nuovo ed intonso. dipende anche dal prodotto, se ha dieci anni, preferisco un ex demo che è stao in funzione in negozio ad un nuovo imballato fermo dieci anni in magazzino, i vecchi musical difelity avevano nell'imballo un fogietto che diceva più o meno l'imballo contiene un amplificatore ed un manule se uno dei due manc rivolgetevi l ngoziwnte. ecco direi che aprire un imballo per veridicare che l'oggetto è a posto e funzionante non si cosa da farlo classificare ex demo. 

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Paolo 62

La questione è complicata. Da una parte è vero che se un apparecchio è rimasto chiuso in uno scatolone per anni c'è il rischio che abbia problemi ai condensatori elettrolitici o alla meccanica, dall'altra c'è sempre la possibilità di comprare un usato pagandolo per nuovo. In molti negozi si tiene sempre acceso un impianto per far musica di sottofondo oppure un televisore acceso ed è sempre lo stesso, magari per anni: se si decide di comprarlo quanto è giusto pagare?

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transaminasi
Il 27/7/2022 at 09:02, Tronio ha scritto:

Mi chiedo quand'è accaduto che siamo diventati così snob da pretendere che il nostro "tesssoro" non sia mai stato toccato da mano umana prima di giungere fino a noi...

 

Penso sia accaduto soprattutto con l'avvento del web che ha comportato la scoperta degli altarini.

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magicaroma
Il 27/7/2022 at 10:20, dadox ha scritto:

quando se ne viene in possesso si é sicuri che sia merce fresca 

Proprio sicuro sicuro?

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transaminasi
33 minuti fa, BEST-GROOVE ha scritto:

fortuna che tante supermegamaxipippe sugli oggetti se sono veramente nuovi, veramente intonsi, veramente mai violati da mani profane non me le sono mai fatte da ... sempre.

Come ho già scritto nella pagina precedente, a me è capitato di concludere un accordo (che è un contratto avente forza di legge) per l'acquisto di diffusori nuovi imballati ricevendo invece una coppia di casse con un imballo che senza dubbio era già stato aperto senza sapere se il rivenditore avesse soltanto alzato le alette delle scatole perchè non aveva niente da fare, se avesse solo tirato fuori ed esposto il prodotto senza farlo suonare, se l'avesse fatto suonare per qualche tempo, se ci fosse un qualche difetto estetico o funzionale, se fossero state acquistate da un cliente chissà quanto tempo prima e poi restituite in permuta, ecc.). Nonostante questo non ho chiamato per farmele sostituire, nè ho fatto pesare che avevano violato gli accordi. Comunque capisco che ciò che hai scritto non si riferisce alla scorrettezza o meno dell'operatore ma all'iniziale 'pretesa' della scatola sigillata. In quel caso, sapendo che con quel rivenditore il rischio c'era, ho chiesto il nuovo imballato solo per essere certo al 99% di non pagare per nuovo un prodotto che nuovo non era. Pensa se avessi concordato per un ex demo...

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47 minuti fa, magicaroma ha scritto:

Proprio sicuro sicuro?

Cazzarola, se siamo al punto di non riconoscere i sigilli apportati dai costruttori meglio darci alla filatelia... 😬

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transaminasi

La mia seconda esperienza negativa (la prima è stata quella del Cocktail Audio già riportata) è 'ambientata' dallo stesso rivenditore del predetto Cocktail. Si parla di diversi anni fa e mi riferisco all'acquisto di una coppia di cavi di potenza di un noto marchio hifi al prezzo scontato di 1.800€. Correva il mese di luglio e io ho chiesto al rivenditore di procedere al volo con l'ordine in modo da ritrovarmi a settembre al rientro dalle vacanze con i cavi a casa. Gli ho anche detto, come in effetti ho fatto, che glieli avrei pagati subito per intero per agevolarlo con l'ordine. Ho agito in questo modo perchè qualche giorno prima avevo contattato il distributore per chiedere info tecniche su quei cavi e lo stesso, al termine della conversazione, mi ha detto di affrettarmi a ordinare in quanto a breve avrebbero chiuso per ferie e che avrei rischiato di vedere i cavi solo a ottobre. Dopo una settimana ho chiamato il rivenditore per chiedere se avesse ordinato i cavi e lo stesso mi ha risposto "Sì, tutto ok. A settembre arrivano". Peccato che poco dopo ho chiamato il distributore per avere la conferma e mi è stato detto che l'ordine non era stato effettuato! Ho allora chiamato il rivenditore dicendo che avevo saputo che l'ordine non era partito e a quel punto vi ha proceduto al volo. Mancavano tre giorni alla chiusura per ferie del distributore e quest'ultimo ha potuto inviare l'ordine per un pelo. Se non avessi chiamato, a settembre mi sarei sentito dire che ci sarebbe stato ancora da aspettare. Diciamo che da allora non ho acquistato più nulla da quel rivenditore. 

La terza e ultima esperienza negativa è ancora più risalente. Ordinai una coppia di diffusori nuova imballata e mi arrivò usata, ma non usata come usiamo noi la roba ma proprio massacrata. Gli imballi sembravano finiti sotto un Frecciarossa, la laccatura aveva diversi graffi e la base era scorticata, come se avessero spostate le casse senza piedini sull'asfalto. Il rivenditore in quel caso si scusò dicendo che c'era stato un errore. 

Oltre a tali eventi si sono verificati episodi di poco conto, cioè non scorrettezze ai limiti dell'illegale. Per esempio quando durante il mese di luglio '16 acquistai le 800d3 il rivenditore mi chiese la cortesia di pagargliele in anticipo assicurandomi che a settembre sarebbero arrivate. Risultato: arrivarono nella seconda metà del mese di ottobre...

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12 minuti fa, transaminasi ha scritto:

mi chiese la cortesia di pagargliele in anticipo

Questa non è una cortesia, è un atto di fede.

Posso capire una cauzione, un acconto, ma pagare in anticipo tutto mi sembra esagerato ed anche controproducente, dal momento che il distributore viene normalmente pagato con termini dilatori anche ampi.
Per tanti motivi che non sto qui a spiegare, con il semplice ritardo di un mese ti è andata anche bene.

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