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Melius Club

Amplificatori chiari e amplificatori scuri


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Ogni apparecchio ha una sua firma sonora,non è che suona chiaro o scueo a seconda del diffusore che gli si collega,questa è una panzana,un Mc,o un Acc per fare degli es li riconosci subita a prescindere dal diffusore che gli colleghi.Questo sarebbe possibile solo con appaecchi totalmente neutri,ma sappiamo che ciò non è possibile,certo poi il marketing ed ecco il miracolo....

  • Melius 1
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https://melius.club/topic/9552-amplificatori-chiari-e-amplificatori-scuri/page/5/#findComment-543727
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@Collegatiper no, l'Atoll non e' morbido ma altri Francesi si , come dicevo prima la nazionalita' a volte non conta....

L'Harman Kardon generalmente non e' morbido ma il Carver cm 1090 si e non tutti i Carver sono morbidi come lui...

SALVO.

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@jimbo certamente, esiste il sound family ma anche all'interno dello stesso marchio ci sono differenze, la stessa Yamaha ha prodotto l'ax 2000 che non era cosi' brillante come altri prodotti del marchio nello stesso periodo...chiaramente organizzando un certo set-up ambiente compreso possiamo ottenere variazioni di rilievo.

SALVO.

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https://melius.club/topic/9552-amplificatori-chiari-e-amplificatori-scuri/page/5/#findComment-543731
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  • 3 anni dopo...
checilascialozampino

Molto interessante questa discussione!

Nella mia.piccolissima esperienza e piccolissimo budget, un giorno, 20 anni fa, sentii un piccolo amplificatore e mi innamorai del suono.

 

Prima avevo un Pioneer fine anni '90, il mio primo amplificatore ed ovviamente ci tenevo un sacco, con due Milani degli anni '60 credo.

Tutti i blasonati che citate, non li ho mai sentiti.

 

Trovo questo piccolino in un mercatino a 10 euro, e mi si apre un mondo.

Esce un suono caldo che non avevo mai sentito.

 

A 20 anni ero una specie di polistrumentista autodidatta.. al piano studiavo direttamente Chopin saltando tutti i preliminari, una tromba presa ad un mercatino a Londra.

 

Gioco col violino di mio nonno da quando riesco a stare in piedi, poi flauto chitarra, didjeredoo e via dicendo.

 

A 18 mio padre mi regala una viola.

Adoro QUEL timbro.

 

Il passaggio dal violino alla viola è per me come passare dal vino bianco ad un buon vino rosso.

 

Passare dal Pioneer al GBC del '67, transistor al Germanio, come passare da una grappa secca ad una barricata.

 

Come passare dalla vodka al Cognac.

 

Preferisco un bel Cognac ambrato guardando il fuoco che scoppietta.

 

Da quei 14 watt forse del GBC certo non si può aspirare a grandi volumi d'ascolto.

 

Quindi inizio a cercare il modello, smonto casse a tre vie e ricostruisco cabinet adibiti, cerco un preamplificatore vintage che stia ben accoppiato per colore di suono.

 

Ho 4 GBC paralleli divisi in gamma sonora, ai vari woofer midrange e tweeter.

Equalizzo dal GBC a seconda dell'ampiezza del diametro del woofer, o tweeter, col controllo toni.

 

 

Risultato?

Per ME ottimale.

Il "gioco" era usare degli amplificatori di 60 anni, alcuni totalmente originali, con una "tecnologia ponte" e riuscire ad ascoltare tutti i vari generi di musica.

Certo nelle registrazioni di concerti in acustico danno il massimo, il punk un po' meno.. il prog mi soddisfa.

 

Bob Dylan, Leonard Cohen, De André sembra che cantino in stanza.

Per "me". Che poi non ho molti riferimenti.

 

Però mi piace tantissimo poter modificare da pre ai GBC i toni, ed agire direttamente sul volume di un tweeter "solo" o di un medio alto, o di un medio basso, o un basso.

 

Agire direttamente coi toni su "quel" woofer.

 

Perché appunto non tutta la musica è uguale, e non tutti i miei ascolti sono uguali.

 

Alla sera, mentre cucino, mi piace ascoltare Lester Young di sottofondo, ed aumento il volume dei bassi, abbasso la potenza dei tweeter e dei medi.

 

Ma se voglio ASCOLTARE il suo sax, allora alzo i medi ed i medi alti, cambio tutta l'impostazione dei GBC in parallelo portando anche i woofer più bassi (32 cm) a spingere sui medi.

 

Se sono le 15 del pomeriggio i woofer più grandi sono al minimo, e spingo su tweeter e medio alti per non disturbare.

 

Se voglio un ascolto attento, imposto tutto a seconda di quello che sto ascoltando.

Se è Battiato ottimizzo tutto per sentire sia i bassi sia le più piccole sfumature dei tweeter. Ad ogni ascolto tento di ottimizzare il setup e tirare fuori il meglio.

Che alla fine, come per tutti, è:

 

Quello che IO vorrei sentire dal mio impianto, e che probabilmente MAI raggiungerò fino in fondo..

 

Altrimenti, dove sta il "gioco"?

Per me è così!

 

ogni amplificatore ha un TIMBRO suo proprio, al di là del controllo dei toni che su esso non posso incidere in modo determinante.

 

Alla vodka o al gin preferisco il cognac, un brandy italiano va benissimo.

La birra la gusto rossa. D'estate va bene anche bianca.

 

L'"anima" dell'amplificatore, è quella che scegliamo o cerchiamo.

Il suo timbro, la sua dinamica certo -che da me so languire- il suo spazio, il suo rumore di fondo -che da me non è assente-.

 

Da una viola di fabbrica non avrai mai il timbro di una viola di un liutaio.

Puoi cambiare corde, ma il timbro è quello.

 

Certo un ottimo musicista ti fa commuovere anche con una scatola di legno con due corde.

 

Buon anno a tutti!

La cosa bella, alla fine, è emozionarsi con la musica!

Molto interessante questa discussione!

Nella mia.piccolissima esperienza e piccolissimo budget, un giorno, 20 anni fa, sentii un piccolo amplificatore e mi innamorai del suono.

 

Prima avevo un Pioneer fine anni '90, il mio primo amplificatore ed ovviamente ci tenevo un sacco, con due Milani degli anni '60 credo.

Tutti i blasonati che citate, non li ho mai sentiti.

 

Trovo questo piccolino in un mercatino a 10 euro, e mi si apre un mondo.

Esce un suono caldo che non avevo mai sentito.

 

A 20 anni ero una specie di polistrumentista autodidatta.. al piano studiavo direttamente Chopin saltando tutti i preliminari, una tromba presa ad un mercatino a Londra.

 

Gioco col violino di mio nonno da quando riesco a stare in piedi, poi flauto chitarra, didjeredoo e via dicendo.

 

A 18 mio padre mi regala una viola.

Adoro QUEL timbro.

 

Il passaggio dal violino alla viola è per me come passare dal vino bianco ad un buon vino rosso.

 

Passare dal Pioneer al GBC del '67, transistor al Germanio, come passare da una grappa secca ad una barricata.

 

Come passare dalla vodka al Cognac.

 

Preferisco un bel Cognac ambrato guardando il fuoco che scoppietta.

 

Da quei 14 watt forse del GBC certo non si può aspirare a grandi volumi d'ascolto.

 

Quindi inizio a cercare il modello, smonto casse a tre vie e ricostruisco cabinet adibiti, cerco un preamplificatore vintage che stia ben accoppiato per colore di suono.

 

Ho 4 GBC paralleli divisi in gamma sonora, ai vari woofer midrange e tweeter.

Equalizzo dal GBC a seconda dell'ampiezza del diametro del woofer, o tweeter, col controllo toni.

 

 

Risultato?

Per ME ottimale.

Il "gioco" era usare degli amplificatori di 60 anni, alcuni totalmente originali, con una "tecnologia ponte" e riuscire ad ascoltare tutti i vari generi di musica.

Certo nelle registrazioni di concerti in acustico danno il massimo, il punk un po' meno.. il prog mi soddisfa.

 

Bob Dylan, Leonard Cohen, De André sembra che cantino in stanza.

Per "me". Che poi non ho molti riferimenti.

 

Però mi piace tantissimo poter modificare da pre ai GBC i toni, ed agire direttamente sul volume di un tweeter "solo" o di un medio alto, o di un medio basso, o un basso.

 

Agire direttamente coi toni su "quel" woofer.

 

Perché appunto non tutta la musica è uguale, e non tutti i miei ascolti sono uguali.

 

Alla sera, mentre cucino, mi piace ascoltare Lester Young di sottofondo, ed aumento il volume dei bassi, abbasso la potenza dei tweeter e dei medi.

 

Ma se voglio ASCOLTARE il suo sax, allora alzo i medi ed i medi alti, cambio tutta l'impostazione dei GBC in parallelo portando anche i woofer più bassi (32 cm) a spingere sui medi.

 

Se sono le 15 del pomeriggio i woofer più grandi sono al minimo, e spingo su tweeter e medio alti per non disturbare.

 

Se voglio un ascolto attento, imposto tutto a seconda di quello che sto ascoltando.

Se è Battiato ottimizzo tutto per sentire sia i bassi sia le più piccole sfumature dei tweeter. Ad ogni ascolto tento di ottimizzare il setup e tirare fuori il meglio.

Che alla fine, come per tutti, è:

 

Quello che IO vorrei sentire dal mio impianto, e che probabilmente MAI raggiungerò fino in fondo..

 

Altrimenti, dove sta il "gioco"?

Per me è così!

 

ogni amplificatore ha un TIMBRO suo proprio, al di là del controllo dei toni che su esso non posso incidere in modo determinante.

 

Alla vodka o al gin preferisco il cognac, un brandy italiano va benissimo.

La birra la gusto rossa. D'estate va bene anche bianca.

 

L'"anima" dell'amplificatore, è quella che scegliamo o cerchiamo.

Il suo timbro, la sua dinamica certo -che da me so languire- il suo spazio, il suo rumore di fondo -che da me non è assente-.

 

Da una viola di fabbrica non avrai mai il timbro di una viola di un liutaio.

Puoi cambiare corde, ma il timbro è quello.

 

Certo un ottimo musicista ti fa commuovere anche con una scatola di legno con due corde.

 

Buon anno a tutti!

La cosa bella, alla fine, è emozionarsi con la musica!

 

Ciascuno asuo modo, come crede meglio!

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@roop è meno brillante perché è filtrato in modo tale da erogare di più sullo spettro audio relativo alle basse frequenze quindi risponde in maniera lineare su tutto lo spettro di frequenze ma in termini di efficienza la offre di più in basso.

SALVO

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