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Certo che l’ambiente è una brutta bestia!


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3 ore fa, iBan69 ha scritto:

D’altronde, un ambiente eccessivamente assorbente, andrà ad ovattare il suono, a perdere ambienza e soundstage, oltre che brillantezza.

Ni, difficile avere un ambiente eccessivamente assorbente, anche fosse molto assorbente non ovatta ne toglie brillantezza, rende tutto molto molto definito e privo di aloni. Diverso, ed è quello che di norma succede, renderlo assorbente con oggetti dallo spessore irrisorio, allora diventa assorbente solo dai 2000 hz in su e ..... buonanotte. L'ambiente deve essere assorbente e molto più di quanto si pensi ma lo deve essere in modo costante con lo scendere della frequenza, almeno fino sotto i 200 circa, poi si fa veramente difficile, intanto si è portato a casa un buon risultato, sotto ....... bisogna pensare ad altro.

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@Audiohiker non ho foto della vecchia sala e non ho misure. I miei sono giudizi d’ascolto come tutti quelli che hanno dato il contributo in questa discussione. Se per te non sono degni di nota ne prenderò atto. Per inciso, nessuna delle due stanze è quadrata e non ho mai avuto problemi di collocazione dei diffusori sia prima che adesso avendo abbastanza spazio. Per il nuovo ambiente mi sono trasferito da poco e ci sto lavorando per migliorarlo ma il primo approccio è stato quasi traumatico.

 

P.S.: per ogni giudizio completo ti manca di chiedermi un referto medico dell’otorino attestante che non ho deficit acustici, solo così il mio Intervento sarà degno di nota 😂

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@cri sicuramente danno una mano nel correggere alcuni problemi ambientali, i miglioramenti sono udibili ma miracoli non ne fanno tranne se non intervieni in maniera pesante. Rivolgiti a loro per una consulenza gratuita e ti diranno tutte le indicazioni del caso, il titolare Davide Perrucchini è una persona molto gentile, squisita e preparata.

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Il 6/5/2021 at 13:32, dadox ha scritto:

, vi rendete conto quante e quali conclusioni ne trae da questo primo impatto?


è successo, ricordo di un forumer che non scrive più da un pezzo il quale dopo aver cambiato casa tutto contento di ottenere un'ambiente dedicato dalla cubatura importante era impazzito a risolvere il problema di bassi paccioccosi e fuori controllo del suo superhiendimpiantone.
Dopo estenuanti tentativi del tutto infruttuosi ha dovuto gettare la spugna....credo  sia passato ad altri hobby.

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Mi è capitato di sentire l'impianto in una stanza +/- CUBICA....non ce ne sono venuto fuori, per fortuna ho potuto cambiare stanza. Le avevo provate tutte, niente da fare.

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30 minuti fa, BEST-GROOVE ha scritto:

era impazzito a risolvere il problema di bassi paccioccosi e fuori controllo del suo superhiendimpiantone

Una della ipotesi a cui spesso penso...

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  • Moderators
6 ore fa, dadox ha scritto:

Una della ipotesi a cui spesso penso...


purtroppo l'insensatezza nel dare un senso ai tanti soldi spesi volendo ottenere diffusori importanti come dimension con woofer importanti come diametro o come somma di questi può portare anche a quel genere di situazioni.
Diffusori piccoli in ambienti piccoli, diffusori grandi in ambienti grandi ma in quest' ultimo caso sempre cum grano salis; son passati anni che ho sentito e seguo questa regoletta.

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@davenrk infatti in una stanza cubica ho usi minidiffusori e anche così ci sono dei problemi, o vai di correzione attiva, come ho fatto io. Non ci sono altre possibilita a meno di cambiare stanza. 

 

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12 ore fa, eduardo ha scritto:

eggo addirittura di Fibonacci  per gli ambienti in cui ascoltiamo.

Ma c'e' sempre da imparare ........  

 

Mah potrebbe anche essere - pensa che il limite per n tendente ad infinito di Fibonacci(n-1) / Fibonacci (n) = sezione aurea 

 

A volte (dai ricordi di matematica) le equazioni differenziali fanno questi scherzi -

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@giuseppeb1986 ma no.... Hai frainteso il mio intervento  non era polemico. Trovo molto interessante discutere di acustica ambientale ed i tuoi interventi sono interessanti. Proprio per questo volevo capire meglio che problemi avevi con il nuovo ambiente e magari una foto e qualche misura poteva aiutare a comprendere.

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@cactus_atomo  Buona questa.........."Se abito in una villa di campagna cui si accede da 5 km di sterrato sarei un folle a prendermi una ferrari, ai problemi ambientali è bene pensarci prima.."  aggiungo io, magari con qualche buca...😉.. comunque la Ferrari può sempre metterla in una stanza dedicata per sentire il motore....😃

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@iBan69 Ah, quelle.

Teoria.....

Nella pratica, gli ambienti non sempre sono  regolari e sono pieni (o vuoti) di roba che incide positivamente o negativamente sul suono.

Bisogna provare, provare, provare ... per trovare la quadra (metodo empirico),  oppure misurare e non spostare più niente (metodo migliore per divorziare).

Fibonacci non aveva di questi problemi.

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Fibonacci aveva il problema della riproduzione dei conigli 😄

 

19 ore fa, iBan69 ha scritto:

un ambiente troppo assorbente, non sfruttando le riflessioni (che non sono tutte negative), toglie aria, respiro e ambienza al suono

 Più che di riflessioni, che in una certa finestra temporale e oltre un certo livello sono certamente negative, parlerei invece di diffusione. In quel caso l'energia non viene persa ma utilizzata per rendere l'ambienza, che tanto aumenta il senso di tridimensionalità.

Il giusto mix di assorbimento, dove serve, e di diffusione è, a mio modo di vedere, la ricetta per ottenere buoni risultati.

Si può andare per tentativi, ma il modo più rapido e sicuro per avere un buon ambiente è imparare a misurare e agire di conseguenza.

  • Melius 2
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14 minuti fa, il Carletto ha scritto:

Fibonacci aveva il problema della riproduzione dei conigli 

Maledetti,  non smettevano mai di fare sesso.

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34 minuti fa, il Carletto ha scritto:

Più che di riflessioni, che in una certa finestra temporale e oltre un certo livello sono certamente negative, parlerei invece di diffusione. In quel caso l'energia non viene persa ma utilizzata per rendere l'ambienza, che tanto aumenta il senso di tridimensionalità.

Il giusto mix di assorbimento, dove serve, e di diffusione è, a mio modo di vedere, la ricetta per ottenere buoni risultati.

Si può andare per tentativi, ma il modo più rapido e sicuro per avere un buon ambiente è imparare a misurare e agire di conseguenza.

Ecco,  mi avete fatto ricordare una mia esperienza di tanti (piu'  di 40  😒)  anni fa.

Quando,  da diciottenne,  abitavo  ancora a casa dei miei,  mio padre - pensando di isolare acusticamente la mia camera - ne fece ricoprire interamente di spessa moquette il pavimento e le pareti,  e fece montare un controsoffitto con pannelli fonoassorbenti.

Il risultato acustico me lo ricordo ancora:   nessun problema di rimbombi,  anche ad altissimo volume,  ma perdita della scena.      Praticamente sparita la tridimensionalita'.

Ma allora,  data la mia eta' .....,  contava solo una cosa.

I 280  watt per canale del mio Soundcraftsmen che facevano volare le JBL 4315  🤣     

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1 ora fa, il Carletto ha scritto:

 Più che di riflessioni, che in una certa finestra temporale e oltre un certo livello sono certamente negative, parlerei invece di diffusione. In quel caso l'energia non viene persa ma utilizzata per rendere l'ambienza, che tanto aumenta il senso di tridimensionalità.

in realtà bisognerebbe parlare di diffrazione delle onde sonore. La diffusione è la successiva condizione derivante da questa. 😏

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3 ore fa, eduardo ha scritto:

E quale sarebbe l'applicazione in campo ambiente audio ?

 

Mah potremmo  prendere 3metri che è l'altezza della sala come standard, quindi avendo questo come parametro fisso la larghezza e la lunghezza delle medesima sarebbero circa:  4,85   e 7,85  - quindi saremmo in un cuboide dove vi è la sezione aurea tra le varie dimensioni - poi credo si possa approfondire il triangolo di ascolto-

 

ma è per me un pour parler - bisognerebbe essere esperto delle equazioni e delle soluzioni relative alla teoria dei modi

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