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Melius Club

MoFi e il remaster che non soddisfa le aspettative dei clienti.


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12 minuti fa, one4seven ha scritto:

In alternativa, dato che quel CD Giappo pone diverse difficoltà, il remaster 2011  va benissimo.

Io mi accontento del BR 24/96 del 2011. Non si può cavare il sangue dalle rape...

Il 10/07/2026 at 22:12, ediate ha scritto:

@OLIMPIA2 

Non lo metto in dubbio, non ho però mai provato un loro SACD; certo, a voler tenere fede alla loro "mission" dovrebbero pubblicare in digitale solo master "nativi digitali", ma non vedo molto il senso di questa operazione: tutte le copie digitali di un master digitale sono identiche tra loro per definizione matematica... a meno di manipolazioni in fase di mastering. Ma allora non è più un "master originale" nativo.

Il mastering viene quasi sempre fatto ( tranne che nei cd/sacd Universal Flat Transfer ). Il mito "come il master originale" è un mito. Tanto per dire, il nastro utilizzato per fare il taglio della lacca è sempre un production master (copia di prima generazione del master ), qualsiasi etichetta, qualsiasi edizione. Poi, nei tempi moderni, in digitale, questa distinzione non ha senso, ma stai pur tranquillo che nessuno ti vende il master a € 39,90. In nessun caso. C'è solo Velut Luna che (dice) di darti il master. :classic_laugh:

Aridaje... come "il master originale" non significa la copia fisica. Che sia il nastro o un file.

Perchè vi fermate sempre su ste sbronzate? :classic_laugh:

 

Significa rispetto del bilanciamento tonale! Si parla di equalizzazione, non di processi meccanici.

Nel caso in oggetto, Van Halen 1984, i clienti MoFi si sono lamentati proprio perchè il SACD è estremamente aderente al Master, cioè senza bassi. E questi hanno detto che glielo equalizzano con più bassi, secondo le richieste. 

Ma che c'è di difficile da capire?

35 minuti fa, one4seven ha scritto:

Aridaje... come "il master originale" non significa la copia fisica. Che sia il nastro o un file.

Perchè vi fermate sempre su ste sbronzate? :classic_laugh:

 

Significa rispetto del bilanciamento tonale! Si parla di equalizzazione, non di processi meccanici.

Nel caso in oggetto, Van Halen 1984, i clienti MoFi si sono lamentati proprio perchè il SACD è estremamente aderente al Master, cioè senza bassi. E questi hanno detto che glielo equalizzano con più bassi, secondo le richieste. 

Ma che c'è di difficile da capire?

Hai ragione, pienamente ragione, estremamente ragione. Va bene ?

Io parlavo di tutt'altro, basta leggere. Fra un po' farai scoppiare la Terza Guerra Mondiale perché la MoFi si è "piegata" al volere dei clienti, falsando il suono del master originale. Abbiamo capito. :classic_sad:

51 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

Io parlavo di tutt'altro


Ma anche lì, paventi cose non corrette.

In una produzione digitale, il master è quello che trovi nel cd o in streaming dei dischi appena usciti. Punto. Copia 1:1.

Il problema "master" è una roba limitata al periodo analogico, in cui i diversi passaggi dalla registrazione alla stampa degli LP e contestuale digitalizzazione con l'avvento del digitale, imponevano cambi di tecnologia che introducevano differenze di prestazioni.

Una copia di un nastro (seconda, terza generazione e così via), non introduce un cambio del bilanciamento tonale, semmai introduce un peggioramento del rapporto S/N, che è tutt'atra cosa. I "danni" più grossi si possono fare, nel taglio lacca per gli LP (che è a tutti gli effetti un mastering), perché necessita di una equalizzazione "forzata". Ma anche no, se uno è bravo, e la catena di produzione, compresa la stamperia, è di alto livello.

La digitalizzazione di un nastro è un processo "trasparente". I "danni", eventualmente, anche lì, si fanno dopo, e sono opera di equalizzazione, cioè di REMASTERING. Cioè un nuovo master.

E questo vale anche per le produzioni native digitali.

Prendo il master, e lo rimasterizzo (chessò, edizione per il 20th..). Cioè faccio un nuovo master. 

La sintesi, di tutto ciò, è che non è una questione tecnica. E' una questione editoriale.

 

  • Melius 1
1 ora fa, one4seven ha scritto:

In una produzione digitale, il master è quello che trovi nel cd o in streaming dei dischi appena usciti. Punto. Copia 1:1

Ammesso che sia così ( e non lo è ) perché il cosiddetto "master" viene sottoposto al successivo mastering ? Non potrebbero fare un master fatto e finito ? Perché andarsi ad incasinare con vari masturzi analogici e digitali sul master a 2 tracce quando potrebbero benissimo finalizzare il lavoro partendo dal multitraccia digitale ? E se il master è quello dopo il mastering ( e non lo è ), come si chiama il prodotto del mix ? Pre master ? A cosa serve, a questo punto ?

Non veniamo a raccontarci che il mastering fa parte del processo creativo, perché non applica nulla che non potrebbe essere applicato, con maggior accuratezza, prima.

Per questi motivi la tua affermazione è palesemente sbagliata e priva di fondamento, a meno che tu non abbia una interpretazione della parola "master" tutta tua. Per me il master è il frutto della fase di mixaggio, quando vengono definiti livello, panning, delay ed effetti vari per ogni singolo strumento e da' come risultato una traccia stereofonica ( o multicanale, eventualmente ).

@TetsuSan se esistono due fasi della lavorazione del suono, mixaggio (quello che descrivi tu) e mastering, un motivo c'è. C'è sempre stato, si è sempre lavorato così, e si continua a lavorare così.

Perché un conto sono gli obiettivi di lavorare sul multitraccia (prima fase), e un conto gli obiettivi del lavorare sul pezzo intero già mixato (mastering).

Esistono due termini separati apposta. Sono due lavori diversi.

E quando qualcuno ci rimette le mani, si chiamano REMIX e REMASTER.

C'e un motivo perché l'edizione 2018 di Animals dei Pink Floyd è un REMIX (non un remaster), e Steven Wilson fa REMiX (per cui è famoso) e non "semplici" REMASTER.

Kevin Gray, Grundmann, SH, MoFi fanno invece REMASTER.

.

.

Ti è stato spiegato anche in altri 3d.

Dopo per te, puoi pensare naturalmente quello che ti pare. 

 

1 ora fa, TetsuSan ha scritto:

perché il cosiddetto "master" viene sottoposto al successivo mastering ?

In linea generale da mixaggio ottieni il mixdown.

Il mixdown viene poi sottoposto a mastering.

Quello che continui a chiamare master è il mixdown.

1 ora fa, TetsuSan ha scritto:

come si chiama il prodotto del mix ?

Mixdown.

  • Melius 1
1 ora fa, TetsuSan ha scritto:

Per me il master è il frutto della fase di mixaggio,

Sbagli.

Questo è il mixdown.

(sai che non ho ancora capito perché ti interessano questioni che non riguardano l'ascolto e l'ascoltatore?)

Ad oggi il flusso di lavoro di una grande produzione va così:
 

 

  • mixdown stereo > mastering per distribuzione digitale (CD, Piattaforme, Download, a volte BluRay e/o SACD con conseguente gestione dei samplerate a seconda della destinazione)
  • mixdown stereo > mastering per LP. Per risparmiare, sempre più spesso sugli LP non stanno facendo un master apposito partendo dal mixdown, ma tagliano la lacca alla bene e meglio con il master per la distribuzione digitale. Il fenomeno lo si sta analizzando per esempio qui > Clicca. (vedi ultimo disco di Madonna)
  • mixdown Atmos/Multichannel > mastering per distribuzione digitale (Piattaforme, Download e talvolta BluRay con gestione dei vari formati a seconda della destinazione)
5 ore fa, djansia ha scritto:

Sbagli.

Questo è il mixdown.

(sai che non ho ancora capito perché ti interessano questioni che non riguardano l'ascolto e l'ascoltatore?)

Questa domanda falla all'opener, ed in generale a chi dice che vengono pubblicate le copie del master originale, e se ti azzardi a farle diverse perché il pubblico le vuole equalizzate, apriti cielo !!! A me non me ne frega proprio niente, se mi piace una versione bene, sennò amen.

Qui si parla di "master originale", ma poi si specifica del mastering per cd, per vinile, per streaming.

Ma quanti "master originali" esistono di un'opera ?

Per me uno : quello che poi si usa per fare le varie versioni, i remaster presenti e futuri. Lo vogliamo chiamare mixdown ?

Va bene, ci siamo solo incaponendo sulle definizioni.

Quindi MoFi, quando faceva credere di vendere prodotti ricavati direttamente dal master originale, dove sbagliava ? 

Forse prometteva il mixdown e non era quello ?

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