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MoFi e il remaster che non soddisfa le aspettative dei clienti.


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23 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

Forse prometteva il mixdown e non era quello ?

 

No. MoFi per statuto, cioè per scrivere OMR sulle sue release, garantisce come fonte del suo lavoro, il nastro originale del master (in caso di vecchie produzioni analogiche). No del mixdown. Del Master. E non da copie di seconda o terza generazione. In quel caso, poiché a l'originale non ha accesso, scrive MFSL, e non OMR.

In caso di produzioni native digitali, prende una copia digitale del primo Master, di quando è uscito il disco.

5 ore fa, one4seven ha scritto:

mixdown stereo > mastering per LP. Per risparmiare, sempre più spesso sugli LP non stanno facendo un master apposito partendo dal mixdown, ma tagliano la lacca alla bene e meglio con il master per la distribuzione digitale.

Quindi @one4seven nello specifico caso di Thriller cosa MoFi non utilizzò ? Il mastering su bobine per LP (certo, era in dsd256) ? O utilizzò il dsd256 del mixdown (certo, se doveva fare un remastering cos'altro avrebbe potuto utilizzare ?)

1 ora fa, one4seven ha scritto:

MoFi per statuto, cioè per scrivere OMR sulle sue release, garantisce come fonte del suo lavoro, il nastro originale del master

Tu dici : non del mixdown. Bene, in analogico, di copie originali di ciò che tu chiami "master per vinile" ne puoi fare quante ne vuoi, partendo da un unico mixdown e riproducendolo più volte con la medesima catena di mastering. Qual'é quello originale ? Tocca poi capire quale "master" dovrebbe usare MoFi per i sacd, ma questo è un altro discorso.

@TetsuSan finchè non lascerei perdere il mixdown, che è un lavoro non finito (manca il processo di mastering con cui si realizza il master, appunto), non ci caverai mai le gambe, sempre se vuoi capire.

 

16 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

nello specifico caso di Thriller cosa MoFi non utilizzò ?


il NASTRO del master non utilizzò. Ma una sua digitalizzazione. 

Intraposero, anzi venne fuori che lo facevano sempre, un passaggio digitale, nella produzione degli LP.

Chiaro che per il SACD il problema non si pone.

8 ore fa, one4seven ha scritto:

il NASTRO del master non utilizzò.

Per forza : dovevano fare un remastering, si deve partire da quello che tu definisci mixdown.

O no ? Lo hai scritto tu. O per caso vorresti fare un remaster partendo da un prodotto già sottoposto a mastering ???

Inoltre : se (come tu sostieni) MoFi doveva partire dal master (quindi un qualcosa che ha già subito un'elaborazione chiamata mastering), MoFi ha sempre sbagliato. Mi sembra una cosa assolutamente inattendibile.

In definitiva, la domanda è : per ottenere la massima fedeltà sonora, quando si deve effettua il remaster di un'opera si parte 

1) da quello che @one4seven chiama master ( quindi un qualcosa che è già stato sottoposto a mastering )

2) da quello che @one4seven chiama mix down ( quindi un qualcosa che NON è stato ancora sottoposto a mastering )

 

Scegli tu la tua risposta tra le 2 proposte.

 

A corollario : secondo te la Sony cosa si salva digitalmente, in linea di principio : il tuo "mix down" (che io chiamo master) o il tuo "mastering" ?

( volendo tutte e 2 : quindi quale fornisce a MoFi che fa remastering ?? ).

8 ore fa, one4seven ha scritto:

Chiaro che per il SACD il problema non si pone.

Invece, secondo il tuo modo di pensare, dovrebbe porsi eccome. 2 supporti del medesimo titolo pubblicati "gemelli"  dovrebbero avere la medesima fonte. Cosa facciamo, fratello ricco (LP) e fratello povero (SACD) ??? :classic_biggrin:

1 minuto fa, TetsuSan ha scritto:

dovevano fare un remastering, si deve partire da quello che tu definisci mixdown.

 

Ci rinuncio. :classic_laugh:

Se c'ha voglia te lo spiega @djansia sennò fa lo stesso, si campa tranquilli anche senza.

@TetsuSan il problema è che ti ho già risposto ed ho ripetuto lo stesso concetto più volte, con tanto di esempi. Idem ha fatto il nostro DJ. 

Può tranquillamente bastare.

Poi come si dice, uno è responsabile di ciò che dice, non di quello che il lettore capisce o non capisce.

3 minuti fa, one4seven ha scritto:

ti ho già risposto

Avrai anche risposto, non c'è dubbio, ma non alla domande che ti ho posto,  che rispecchiano il nocciolo del problema. A dire il vero potrebbe anche essere ipotizzabile la risposta "non lo so", ma se non la si usa significa che si ha la risposta ma non la si vuole dare.....chissà perché. Il mitico KUELO potrebbe, in questi casi, essere di grande aiuto. 

3 ore fa, TetsuSan ha scritto:

In definitiva, la domanda è : per ottenere la massima fedeltà sonora, quando si deve effettua il remaster di un'opera si parte 

1) da quello che @one4seven chiama master ( quindi un qualcosa che è già stato sottoposto a mastering )

2) da quello che @one4seven chiama mix down ( quindi un qualcosa che NON è stato ancora sottoposto a mastering )

Ripropongo.

52 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

per ottenere la massima fedeltà sonora

Quale "fedeltà sonora"?

C'è anche da considerare la natura delle fonti disponibili per masterizzare nuovamente (remastering) un master già esistente.

È digitale o analogica? Vecchia di quanto, dieci o quarant'anni?

Ogni disco ha la sua storia, la sua archiviazione, il supporto, può essere andato perduto del tutto e hai a disposizione solo un riversamento digitale flat dal primo master del 1971 o del 2005.

Cambia tutto ma in linea generale la successione è quella che ti è stata spiegata.

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