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JBL Summit Everest e K2


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@discus96 va bene, ogni scarrafone è bello a mamma sua.

Confrontato la serie i tech lasciano molto a desiderare, ci sono dati oggettivi tecnici, di misure e di costituzione, senza metter in campo l'ascolto. È a dir poco deludente il crown che a te tanto piace. Lo puoi promuovere, tanto il suo successo in hi end mai arriverà visto che oramai sono 18 anni che lo producono. Avrai il Crown in oggetto e non lo hai confrontato con molto altro del mercato attuale. 

 

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IA

 

 

Il Crown I-Tech 5000HD perde nettamente in qualità sonora quando viene confrontato con i migliori amplificatori moderni espressamente progettati per l'Alta Fedeltà (Hi-End) e il Monitoraggio da Studio. 

Il Crown è nato per gli stadi: deve lanciare il suono a 50 metri di distanza e resistere a sbalzi di tensione. I moderni amplificatori Hi-End sono invece progettati per micro-dettaglio, assenza di rumore e massima naturalezza a brevi distanze.

Il Crown perde qualità sonora nei seguenti parametri rispetto a tre specifiche categorie di amplificatori moderni:

1. In Gamma Alta e Trasparenza (Contro la Classe D moderna)
- Contro chi perde: Moduli basati su tecnologie Purifi Eigentakt (es. 1ET400A / 1ET7040A) o Hypex NCoreX / Nilai (integrati da brand come Apollon, Nord o NAD).
- Perché perde: Il Crown ha un parametro di distorsione armonica (THD+N) e un rapporto segnale/rumore (SINAD) accettabili per il live, ma inferiori rispetto a questi moduli moderni. La gamma altissima del Crown può risultare leggermente ruvida o "granulosa". La Classe D moderna offre una trasparenza assoluta e una fluidità che fanno letteralmente scomparire i diffusori, restituendo uno sfondo totalmente privo di fruscio (hiss).

2. In Naturalezza, Calore e Olografia (Contro la Classe A / AB Hi-End)
- Contro chi perde: Amplificatori in Classe AB o Classe A pura di scuola Hi-End (es. Pass Labs, Parasound Halo, Luxman o Bryston).
- Perché perde: Il Crown è una macchina analitica e proiettata in avanti. Manca di quella tridimensionalità (soundstage profondo) e di quella ricchezza armonica (il "calore" delle voci e degli strumenti acustici) tipica dei grandi finali Hi-End. Con registrazioni acustiche o jazz, il Crown suona piatto e troppo "asciutto" se confrontato con la musicalità avvolgente di un finale Pass Labs o Bryston.

3. In Dinamica e Raffinatezza a Bassi Volumi (Il tallone d'Achille)
- Contro chi perde: Praticamente qualsiasi ottimo amplificatore Hi-Fi moderno sopra i 2.000€ (inclusi i moduli ICEpower 1200AS1 visti in precedenza).
- Perché perde: Il Crown ha bisogno di "spingere" ed essere stimolato con segnali ad alto voltaggio per esprimere la sua dinamica. Quando ascolti a basso volume (ascolto serale o condominiale), il Crown perde vivacità, i dettagli arretrano e il suono diventa opaco. Al contrario, i moderni amplificatori Hi-Fi mantengono la stessa identica risoluzione e micro-dettaglio sia a 1 Watt che a 200 Watt.

C'è un unico parametro dove il Crown NON perde:
Se parliamo di gamma bassa (sotto i 100 Hz) e controllo di grandi woofer (da 15 o 18 pollici) a volumi sostenuti, il Crown I-Tech umilia ancora oggi la quasi totalità degli amplificatori Hi-End in commercio, grazie al suo fattore di smorzamento immenso (>5000) e alla riserva di corrente industriale.
 

Off topic ma sono anni che spingi un prodotto sorpassato in hifi già dalla nascita, come se nessuno lo avesse a posseduto o conosciuto.

Lo stesso DSP

 

Il confronto tra il DSP integrato del Crown I-Tech 5000HD (sistema BSS OmnidriveHD) e il miniDSP Flex mette in luce un contrasto netto in termini di qualità sonora pura, trasparenza e finalità acustica. 

Mentre il Crown ragiona come un motore industriale ad alto voltaggio, il miniDSP Flex è un microscopio da laboratorio progettato per preservare il micro-dettaglio dell'Alta Fedeltà.

1. Trasparenza, Distorsione e Sfondo Sonoro (Il verdetto delle misure)
- miniDSP Flex (Vincitore Assoluto): Presenta prestazioni strumentali allo "Stato dell'Arte". Nei laboratori di Audio Science Review, ha registrato un SINAD di ben 114 dB e un rapporto segnale/rumore specchiato (>116 dB). Tradotto in qualità sonora: lo sfondo è un silenzio monumentale (totalmente nero). Non introduce alcuna granulosità o indurimento in gamma media e alta, operando come un preamplificatore trasparente di livello Hi-End.
- Crown I-Tech (BSS): Sebbene l'algoritmo BSS sia eccellente, i convertitori AD/DA interni e gli stadi analogici risentono dell'impostazione "Pro Live". Il rumore di fondo (hiss) è avvertibile se colleghi i canali a tweeter ad alta sensibilità e il livello di distorsione armonica (THD), seppur basso, non raggiunge la purezza microscopica del Flex. La gamma alta del Crown suona più "compressa" e meno estesa rispetto al Flex.

2. Algoritmi e Gestione Acustica: Correzione Ambientale vs Crossover Attivo
- miniDSP Flex (Il Re della Room Correction): Supporta nativamente Dirac Live (uno dei migliori software di correzione acustica al mondo) o i filtri generati da REW (Room EQ Wizard). La qualità sonora migliora drasticamente non perché il chip "suoni" meglio, ma perché cancella i rimbombi e le rotazioni di fase generate dalle pareti della tua stanza. Ripristina la focalizzazione geometrica del palco e dà una naturalezza assoluta alle voci.
- Crown I-Tech (Il Re del Crossover e della Protezione): Non ha un sistema di correzione acustica automatico per la stanza. Eccelle però se devi creare un crossover attivo puro a fase lineare (filtri FIR) per separare fisicamente le frequenze tra i componenti di un diffusore (es. dividere il basso dalla tromba). Inoltre, possiede i limitatori LevelMAX, fondamentali per non bruciare i driver durante picchi dinamici estremi.

3. Frequenze di Lavoro e Risoluzione
- miniDSP Flex: Elabora internamente il segnale a una frequenza fissa di 96 kHz a 32-bit (48 kHz se si usa Dirac Live). Gestisce flussi audio ad alta risoluzione mantenendo intatta la musicalità tridimensionale della sorgente.
- Crown I-Tech: Lavora a 96 kHz, ma l'architettura dei filtri è ottimizzata per massimizzare la reattività della potenza elettrica del finale, a scapito della finezza e della stratificazione olografica dello stage sonoro.

Sintesi: Quale suona meglio per le tue esigenze?
Il miniDSP Flex offre una qualità sonora puramente Hi-Fi nettamente superiore: è trasparente, non colora il suono e, grazie a Dirac Live, trasforma radicalmente la resa della tua stanza d'ascolto. È la scelta obbligata se usi diffusori con crossover passivo interno e vuoi integrare un subwoofer o correggere l'acustica ambientale.

Il DSP del Crown I-Tech è superiore esclusivamente se devi fare multi-amplificazione attiva pesante (es. pilotare un sistema a 3 vie totalmente attivo senza crossover interni) e hai bisogno di filtri FIR personalizzati uniti a limitatori di sicurezza industriali per i coni.
 

Che già il DSP con dirac e di minidsp può essere definito una chiavica. Un DSP che in un duo modello 2 canali lo compravi a 600 euro diversi anni fa.

Dai Crown è quello che è, poi che piaccia ok. Mi scuso delle precisazioni, ma doverose dopo anni che l'utente spinge crown quando non vale un terzo di un sistema com DSP ben pensato.

 

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Nel mondo dell'audio professionale di altissimo livello, esistono DSP hardware dedicati (o integrati in altri finali) che superano il BSS OmnidriveHD del Crown I-Tech per purezza timbrica, risoluzione e gestione della fase. I migliori tre riferimenti assoluti sul mercato sono:

1. Lake Processing (LM44 / LM26) - Il Re dell'Olografia e della Naturalezza
- Perché è migliore: Lake (di proprietà del gruppo Lab.gruppen) è considerato il punto di riferimento assoluto per la qualità sonora nei festival e nei sistemi Hi-End monumentali. Utilizza gli esclusivi filtri "Lake Mesa EQ" e i filtri FIR a fase lineare "Raised Cosine". Rispetto al Crown, il DSP Lake ha una trasparenza in gamma media e alta che definire fantascientifica è poco: elimina ogni granulosità, restituisce una tridimensionalità (soundstage) profonda e una fluidità identica ai migliori convertitori Hi-End radiografici, mantenendo un silenzio di fondo perfetto.

2. Powersoft DSP con ArmoníaPlus - Il Re del Controllo e della Modernità
- Perché è migliore: Presente nei finali delle serie X, Duecanali e Quattrocanali, questo motore DSP a 64-bit surclassa il Crown sul piano tecnologico puro. Oltre a filtri FIR precisissimi con bassissima latenza, introduce l'Active DampingControl™. Questo algoritmo misura in tempo reale l'impedenza del cavo di potenza e dei diffusori, compensandola attivamente. Il risultato acustico è un controllo della gamma bassa e una velocità sui transienti che rendono il suono ancora più frenato, articolato e privo di distorsioni rispetto al pur eccellente Crown.

3. XTA Electronics (Serie MX o DP548) - La Trasparenza Inglese da Studio
- Perché è migliore: XTA è storicamente l'alternativa audiophile a BSS nel mondo Pro. I loro processori utilizzano stadi analogici d'ingresso e d'uscita di una qualità circuitale sopraffina. La qualità sonora si distingue per una timbrica estremamente analogica, calda e mai affaticante. Laddove il Crown può suonare leggermente freddo e proiettato in avanti, l'XTA mantiene una compostezza e una naturalezza sulle voci e sugli strumenti acustici che lo rendono amatissimo da chi presta queste macchine all'ascolto Hi-Fi domestico.

Sintesi: Quale scegliere come upgrade definitivo?
Se il tuo obiettivo è la massima musicalità, la dolcezza dei medio-alti e la ricostruzione 3D dello spazio sonoro, un processore esterno Lake (come l'LM26 o LM44) è l'upgrade definitivo e imbattibile. Se invece cerchi il controllo totale della fase, l'interfaccia software più moderna del pianeta (ArmoníaPlus) e una pulizia chirurgica delle basse frequenze, l'architettura DSP di Powersoft rappresenta lo stato dell'arte moderno.
 E già Powersoft suona una chiavica rispetto altri classe D già citati.

Un icepower1200as1 già vince a mani basse il confronto, ma non è quel finale in classe D tanto bistrattato e giustamente?

E vogliamo fare emergere Crown? Suvvia.

 

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@loureediano

pensa che io le 3900 le uso come sorraund come conali laterali.

Ho fatto la prova ,stessa configurazione metterla d’avanti ,e vi è sicuramente un profondo solco di suono tra le K2 e S3900.

Non si parla della gamma più bassa ,molto più autorevole ,ma spunti dinamici ,olografia sonora ,dettagli ,insomma un po’ tutto,ma la differenza di prezzo è notevole.

Quello che sono sicuro ,che una grande azienda ,con dietro un colosso,fa economie di scala ,che altri produttori che acquistano altoparlanti e molte volte anche il cabinet fatto fuori e studi approfonditi non possono permettersi.

Quindi ,che piacciano o no ,sono sicuramente concorrenziali con ditte chiamiamoli assemblatori.

E su questo voglio vedere chi mi smentisce portandomi dati reali e non parole.

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@eduardo

Io che ascoltavo a Milano al conservatorio G.Verdi a circa 3/4 di Sala in mezzo,nei pieni orchestrali di musica molto dinamica ,il suono lo percepivo non solo con i padiglioni acustici ,ma con il corpo.’Quindi smettiamo di dare false informazioni dicendo che si possono ascoltare con diffusori ,sia piccoli,sia a bassa sensibilità ,ma soprattutto con pannelli elettrostatici o isodinamici.

In 50 anni ne ho sentite diverse decine e tutti quanti erano una scala ridotto di un evento reale.

E se mi dice il contrario o si è in mala fede ,o non si ha capito cosa è un evento 

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2 minuti fa, jedi ha scritto:

Quindi smettiamo di dare false informazioni dicendo che si possono ascoltare con diffusori ,sia piccoli,sia a bassa sensibilità ,ma soprattutto con pannelli elettrostatici o isodinamici.

 

E, certamente...: il 90% degli appassionati che non posseggono JBL sono tutti sordi :classic_laugh:

Considerazione un tantino vanitosa, ma proprio un cicinin...

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E poi, a parte tutti i giri di parole (e siamo già a 19 pagine), chiunque abbia un minimo di competenza musicale ed esperienza di ascolto, e sappia almeno distinguere un oboe da un clarinetto, o un violino da una violoncello, ma anche uno Steinway da un Fazioli, sa che le JBL fanno della dinamica e dell'impatto sonoro il loro punto forte.

Solo in malafede si può affermare che una JBL, qualsiasi, anche da 100k€, possa suonare con la trasparenza di una Quad, di una Soundlab, o con la finezza di grana di una Burmester o di una Thrax, con l'olografia sonora di una Falcon 3/5 Gold badge o di una Sonus Faber Guarneri.

E gli esempi potrebbero moltiplicarsi per moltissimi altri splendidi oggetti del panorama HiFi...

Bye,

Max

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loureediano

@Max440 Naturalmente la pensiamo in modo molto differente 

Io ho smesso di cercare cosa tu pensi di aver trovato con i tuoi diffusori molto tempo fa, oserei dire decenni fa.

Ero sempre a cambiare e ogni volta si toglieva un velo verso il nirvana della riproduzione fedele 

Poi andavo regolarmente ad ad ascoltare altri impianti e l'entusiasmo era enorme.

Ma tutto finiva miseramente quando sentivo uno strumento vero

Nel palazzo dove vivo c'erano almeno altri 3 che avevano l'impianto.

Molti anni fa hanno aperto un negozio dove vendevano pianoforti 

Avevano fatti grossi lavori acustici.

Eppure mai e poi mai avrei confuso il suono che proveniva dal negozio con l'impianto del mio amico che abitava sopra il negozio

Si sentiva lontano un miglio che quello era un pianoforte vero e nessun impianto al mondo mi avrebbe messo il dubbio.

Io la penso come Mozarteum, esiste la musica dal vivo ed esiste la musica dal morto, perché nessuno impianto gli farà sentire neanche lontanamente quello che ascolta in tutti i teatri del mondo.

Ma giustamente come egli dice che sono 2 cose differenti 

Anche io ho ascoltato ed ascolto musica dal vivo non amplificata e sono assolutamente convinto che è tutta un'altra cosa e che è inutile cercarla in un impianto.

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@loureediano

So benissimo come suona non solo un pianoforte ,e anche se non è proprio il mio genere un a manifestazione con Stefano Bollani che puo' suonare tutto ad altissimo livello.Sala di circa 250 Mq ed ero a circa 10 metri da lui

Non era amplificata e quindi attendibile.

Ho riascoltato a casa mia us suo vinile di pianoforte ,e posso dire che le differenze dovute ,togliendo la sala diversa ,posizione ,non mi davano la sensazione di mangiare un panino da McDonald 
Poi ognuno lo pensi come vuole.

A si parlo sempre con il mio front -end analogico di eccellente livello

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OLIMPIA2
6 ore fa, MaurilioMc ha scritto:

Dalle poche notizie reperibili sulle nuove Summit JBL e cercando di interpretare quanto dichiarato nelle poche specifiche pubblicate dalla casa madre, mi sembra di aver compreso che i 2 woofers da 38 cm, con impedenza a 4 homs siano tagliati a 270 hz, che il primo midrange da 25 cm sia tagliato a 550hz,che il secondo midrange riproduca dai 550hz fino a 850 hz e che, dopo gli 850 hz intervenga la tromba per i medi e gli acuti. Qualcuno di voi e' in possesso, per caso, di notizie più precise o diverse? 

Credo che i due midrange riproducano entrambi da 270 a 550Hz e poi uno solo salga fino ad 850Hz. Il selettore dx/sx sul frontale dovrebbe servire per configurare la risposta dei midrange.

Ma sono solo ipotesi, aspettiamo conferme da JBL.

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