dariob Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre Ma il termine 'natura' e 'naturale' serve per vendere qualsiasi cosa, quindi va bene per l'economia e quindi lo promuoviamo
LUIGI64 Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre E naturalmente, ben pochi cattolici/cristiani all'appello 😎🙄
LUIGI64 Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre Ritornando un attimo sul libero arbitrio ... Se il libero arbitrio è limitato dai processi inconsci e dai condizionamenti, questo non rende superflua l'introspezione e la ricerca interiore, al contrario ne rafforza il valore. Molto prima delle neuroscienze, la filosofia, la psicoanalisi e le tradizioni meditative e contemplative, avevano già intuito l'importanza di osservare i propri pensieri e riconoscere i meccanismi che ci determinano. Non certo per raggiungere una libertà assoluta, ma almeno per ampliare il grado di consapevolezza entro cui possiamo esercitare la nostra libertà. Pratiche di consapevolezza , presenza e ricordo di sé, sono più attuali che mai...
briandinazareth Inviato 28 Settembre Inviato 28 Settembre 6 ore fa, LUIGI64 ha scritto: Se il libero arbitrio è limitato dai processi inconsci e dai condizionamenti, È più profondo di così. Quello che emerge è che proprio la consapevolezza della scelta avviene a posteriori
LUIGI64 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre Io non sarei così perentorio Da quello che leggo, l'argomento è piuttosto dibattuto e sempre in evoluzione In sintesi: Nelle micro-scelte motorie e arbitrarie (es. muovere un dito senza un motivo), la sensazione di aver "voluto" il gesto nel millisecondo esatto è in gran parte una ricostruzione ricostruttiva a posteriori guidata dal rumore neurale o da automatismi motori. Nelle decisioni complesse, ponderate o orientate a uno scopo, la riflessione cosciente precede e modula le reti neurali prima dell'azione. L'idea che l'intera vita decisionale sia una finzione a posteriori non è supportata dai dati empirici rigorosi sui processi deliberativi. (Gemini)
faber_57 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre 1 ora fa, LUIGI64 ha scritto: Nelle decisioni complesse, ponderate o orientate a uno scopo, la riflessione cosciente precede e modula le reti neurali prima dell'azione. Ricapitoliamo. L'evoluzione ci ha costruito in un certo modo: un sistema biologico che reagisce in modo automatico agli stimoli con l'unico scopo di procreare ed un DNA che indirizza pesantemente ciò che saremo. Poi veniamo concepiti e, dal primo istante nell'utero, un'altra lunghissima serie di eventi indipendenti dalla nostra volontà ci predispone a certi comportamenti. Si nasce e da quel momento, tra educazione e ambiente, ci viene imposta un'altra camicia di forza anch'essa totalmente indipendente dalla nostra volontà. Poi arriviamo a questa mattina: sei un giudice ed hai fatto una colazione abbondante. Devi decidere di alcune libertà vigilate e, su 10 richieste ne concedi 6. Però, dalla decima alla ventesima, siccome ti manca glucosio nel sangue, quel glucosio che fa funzionare la tua parte più razionale, ne respingi altre 10, identiche nei contenuti alle precedenti. Dimmi un po' dove sta il libero arbitrio, che sono curioso: il cervello nel quale questo famigerato ente dovrebbe manifestarsi è in preda a continue tempeste elettrochimiche frutto dell'evoluzione, dell'educazione e dell'ambiente. L'unica maniera per uscirne elegantemente è sperare che esista un'anima incorporea che, miracolosamente, abbia effetto sul corpo: posizione indimostrabile, ma psicologicamente di grande aiuto.
LUIGI64 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre 26 minuti fa, faber_57 ha scritto: L'unica maniera per uscirne elegantemente è sperare che esista un'anima incorporea che, miracolosamente, abbia effetto sul corpo: posizione indimostrabile, ma psicologicamente di grande aiuto. Non sono d'accordo E l'anima, qualora esistesse, non c'entra nulla Discorso interessante ma siamo fuori tema Andrebbe certamente approfondito, ma il tuo approccio abbraccia il determinismo assoluto Ci sarebbe anche il compatibilismo Secondo questa prospettiva, non occorre un'anima immateriale che interrompa la causalità fisica. Una decisione può essere completamente realizzata dal cervello e tuttavia essere considerata libera quando deriva dalle proprie ragioni, intenzioni, valori e capacità di controllo, anziché da una coercizione esterna (Chatgpt)
faber_57 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre 3 minuti fa, LUIGI64 ha scritto: Non sono d'accordo E l'anima, qualora esistesse, non c'entra nulla Guarda, accettare questi ragionamenti penso sia quasi impossibile per noi: proprio perché questa convinzione di essere agenti responsabili è cablata nel nostro cervello e, qualsiasi cosa facciamo e pensiamo, è sempre presente. Però l'omuncolo che pensiamo guidi le nostre azioni deve per forza essere nel nostro cervello, il che lo rende preda di tutti i condizionamenti dei quali ho scritto prima. Se poi, come sembra da alcuni esperimenti, è un omuncolo che racconta una storia ex-post, peggio mi sento.
LUIGI64 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre Ma non voglio parlare di trascendenza o simili Dobbiamo attenerci alle evidenze scientifiche Mi pare di capire che il tuo sia un approccio da determinista duro Non tutti gli scienziati aderiscono a questa posizione Poi ognuno può preferire una teoria rispetto ad un'altra, ovviamente
Max440 Inviato 29 Settembre Autore Inviato 29 Settembre QUANDO IL PASTORE CHIAMA, di Don Antonello Iapicca " Certo la fede non si misura con le dimensioni delle folle. Certo. Ma è anche certo che, senza un'ideologia che prima lava il cervello e poi spinge i corpi, ormai privi della ragione a guidarli, a spargere odio e violenza, senza un'indignazione, una protesta o una rivendicazione, non si scende in piazza e nelle strade. A meno che il seme, quello sì piccolissimo, della Parola che dona la fede, non sia stato seminato nei cuori. E allora, quei cuori accendono la ragione a condurre i corpi nelle piazze e sulle strade ad annunciare il mistero dell'amore che li ha colmati. E si scopre che, dietro al frastuono della violenza ideologica e religiosa, c'erano milioni di persone, giovani e meno giovani, a vivere una fede che sembrava evaporata di fronte alla modernità dell'ideologia e all'avanzare della sottomissione fatta religione. È bastato un Papa mite, di pace e di Vangelo, e il gregge che pareva sommerso in un mare di irrilevanza esce allo scoperto, lieto nella semplicità della propria fede. Perché i cristiani sono così: camminano nella storia senza far rumore, senza accampare diritti, neppure quando vengono trucidati; amano dove nessuno ama, difendono la vita dove la maggioranza invoca la morte, custodiscono la Verità nel tripudio della menzogna. E quando il Pastore chiama, ascoltano la sua voce, l'unica che il loro cuore conosce, e lo seguono, attratti irresistibilmente da Colui verso il quale il Pastore li conduce. Che il mondo si stupisca, minimizzi, polemizzi e irrida è cosa nota. Meno noto è che, proprio per la salvezza del mondo, Dio ha scelto quel popolo che oggi si sta riversando nelle piazze e nelle strade della Francia. Perché Cristo è risorto, e non muore più. E con Lui i cristiani, a Parigi come in ogni altro angolo del mondo, per annunciare a tutti l'unica speranza e l'unico Salvatore. "
Tokyo Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre E se avesse ragione Federico Faggin? Sostiene che la coscienza sia una proprietà fondamentale e irriducibile dell'universo, e che quindi preceda la materia anziché derivare da essa. Faggin rimarca che la coscienza è legata a stati quantistici puri non clonabili. Come detto sopra le nostre conoscenze sono ridotte e non sarei così sicuro della interpretazione deterministica. 1
Max440 Inviato 29 Settembre Autore Inviato 29 Settembre 16 minuti fa, Tokyo ha scritto: Sostiene che la coscienza sia una proprietà fondamentale e irriducibile dell'universo, e che quindi preceda la materia anziché derivare da essa. Un po' come lo strutturalismo antropologico (Levi-Strauss): ci sono "strutture geometriche" che sono connaturate all'essere umano e fanno parte di tutte le culture. Io sostengo che anche la Coscienza sia un "dato di fatto", come sempre sostenuto da C.S. Lewis e da Don Giussani (vedi "Il senso religioso")
LUIGI64 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre 35 minuti fa, Tokyo ha scritto: Federico Faggin Faggin si è ispirato molto al pensiero orientale (pratica la meditazione). Non è quindi un caso che, nelle sue teorie, la coscienza occupi un ruolo centrale e molto molto importante Alcuni non credenti tendono ad accostarsi al riduzionismo e al determinismo duro, mentre alcuni credenti, d'altra parte, tendono a sottovalutare quanto il libero arbitrio umano sia condizionato e limitato. Io mi colloco nel mezzo, riconoscendo quanto siamo influenzati da ogni tipo di schema e condizionamento, senza per questo concludere che la libertà sia una mera illusione. 1 1
faber_57 Inviato 29 Settembre Inviato 29 Settembre 24 minuti fa, Tokyo ha scritto: E se avesse ragione Federico Faggin? Sostiene che la coscienza sia una proprietà fondamentale e irriducibile dell'universo, e che quindi preceda la materia anziché derivare da essa. Qui ci sta bene la teiera di Russell . Le teorie vanno prima corroborate e poi sottoposte a falsificazione. Qui siamo sulla metafisica spinta, ancora. Comunque concordo con te che le nostre conoscenze sono ridotte e che non bisogna dare per scontato niente; personalmente però preferisco il metodo scientifico: se no vale qualunque cosa.
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