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1927 Metropolis


avventuriero

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analogico_09
Il 20/07/2026 at 12:47, avventuriero ha scritto:

Sul tubo trovi assai facilmente quella fedele con la musica degli anni 20 (durata di circa 2 ore e 28 minuti).

  Metropolis è un film muto e va visto senza musica, se non quella che scegliamo noi o che risuoni nella nostra testa. Le musiche posticce creano stati emotivi estranei ed arbitrari.

Ai tempi le proiezioni venivano accompagnate da musicisti, pianisti in genere, che improvvisavano, chissà come, chissà cosa.., purtroppo lo spirito dello "spettacolo" che va oltre la fruizione del prodotto artistico per quello che lo stesso sia in grado di emanare, farci arrivare, vivere, sul mpiano formale ed esèpressivo, mentale ed emotivo, è evidentemente connaturato nell'essere umano che abbia bisogno di stimoli extra super per apprezzare, compendere, condividere, infine emmedesimarsi con i film, con un quadro, una musica, altre cose dell'arte che vivono straordinariamente di vita propria.
Ho fatto più volte questo esperimento con i film muti che consiglio a tutti.
Inizio a guardarli, concentrato unicamente sulle immagini, senza altre distrazioni che non siano le poche veloci didascalie. Piano piano dall'iniziale straniamento che produce la mancanza di musica e di parlato a cui siamo abituati, entriamo in una sorta di visione ipnotica, attratti dal plasticismo fotogenico delle immagini in movimento, dalle esprerssioni degli interpreti, dal linguaggio dei corpi, dei luoghi nel susseguirsi dei cambi di scena, dalle storie raccontante dalle immagini stesse, senza parole. Insomma, presi da questa sorta di "iimmedesimazione" visiva iniziamo a pertcepire dei suoni segreti, una sorta di musica immaginifica che sembra provenire dalle immagini stesse, parole dagli attori, musica delle immagini, immagini musicali.., o che montino nella nostra mente scatutite dall'inconscio, piano... piano (dolce carlotta) come in un sogno.
In tal modo si raggiungono stad(t)i di godimento meditativo davvero sublimi.

 

Garantisco. 😇 ☺️:classic_rolleyes:

Una buona copia, provare per credere.

Non dimentichiamo di di togliere l'audio. 

 

 

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avventuriero

Ciò che hai scritto è molto interessante e anche profondo, ma mi trovo diametralmente in disaccordo nel caso di Metropolis, il quale non penso sia il film adatto a questo tuo esperimento.

 

È un film muto (con dei distinguo), ma non senza colonna sonora.

Per esso fu composta una magnifica colonna sonora originale da Gottfried Huppertz (infatti, con tutto il rispetto che io provo verso Giorgio Moroder, perché di emozioni me ne ha fatte provare con i film da lui musicati originalmente, per ciò che ha fatto con Metropolis lo manderei molto gentilmente a quel tanto famoso paese).

Durante la realizzazione di Metropolis, tra il 1925 e il 1926 ancora non era disponibile il Vitaphone, o per lo meno il film ormai era in stato troppo avanzato di produzione per potersi dotare di un sistema Vitaphone.

La colonna sonora di Metropolis originale la ritengo importantissima in questo particolare film, anche perché stiamo parlando di un film di quasi 3 ore, in bianco e nero e muto di 100 anni fa. Diamogli la sua bellissima colonna sonora per fortuna sopravvissuta nelle partiture, che più volte si era anche scritto che fossero di ottima fattura.

Era ovvio che a quel tempo era necessaria un orchestra per ogni singola proiezione, ma nel caso di Metropolis, vista la bellissima colonna sonora originale, era l'obbligo.

 

La pensó diversamente Howard Huggies che a uno dei kolossal più costosi e travagliati della storia del Cinema, un film B/N muto quasi completato (Gli angeli dell'inferno), alla visione di The Jazz Singer, intraprese la pazzia di rigirare buona parte dei film con il sonoro.

 

Nel caso di Metropolis, io credo che se Fritz Lang avesse dovuto iniziare le riprese di Metropolis nel 1926 anziché nel 1925, avrebbe anch'esso optato per il sonoro completo (le didascalie sarebbero eventualmente rimaste per spiegazioni, oppure si sarebbe dotato di una voce fuori campo narrante) anche perché il film ha moltissimi dialoghi di persone che parlano tra di loro (ovviamente senza suono registrato), quindi secondo il mio punto di vista, ma nemmeno troppo mio, ma oggettivo, Metropolis non sarebbe stato necessariamente un film muto, ma lo era per necessità tecnica. 1 solo anno di produzione posticipata lo avrebbe reso un film sonoro completo. Anzi, sono abbastanza sicuro che se il film fosse stato un successo di pubblico e critica alla sua uscita (e non lo fu affatto purtroppo), quindi oltre a non essere quasi subito mutilato e ritirato dalle proiezioni prima del previsto, quindi accumulato un bel po' di denaro al botteghino, in termine di poco tempo sarebbe stato completamente doppiato, perché appunto gli attori recitavano parlando per moltissimo tempo.

Sarebbe stato un caso particolare: un film del cinema espressionista tedesco, con il parlato sonoro e sono abbastanza sicuro di questo.

Anzi è un grande regalo quello della musica originale sopravvissuta.

 

Stesso discorso i magnifici film di Charlie Chaplin, sul lato colonna sonora (composta da lui stesso), che ritengo essere importantissima, protagonista dei suoi film.

Tuttavia a Charlie Chaplin di certo non avrebbe giovato il parlato sonoro nei suoi film. La sua forza era proprio nella sua espressività del corpo e della mimica. "Sarebbe stato un grande spreco far parlare Charlie Chaplin"!

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avventuriero

Il mio precedente messaggio contiene errori di scrittura. Durante la modifica del testo era scaduto il tempo, quindi chiedo ai signori moderatori di cancellarlo, poiché non esprime bene ciò che volevo dire.

Il messaggio corretto è il seguente:

 

@analogico_09

Ciò che hai scritto è molto interessante e anche profondo, ma mi trovo diametralmente in disaccordo nel caso di Metropolis, il quale non penso sia il film adatto a questo tuo esperimento/proposta.

Metropolis è un film muto (con dei distinguo) più per necessità tecnica che per vocazione e certamente non senza colonna sonora, che fu composta appositamente per esprimere ciò che le parole durante la produzione 1925/1926 non potevano dire.

Fu composta una magnifica colonna sonora originale da Gottfried Huppertz (infatti, con tutto il rispetto che io provo verso Giorgio Moroder, perché di emozioni me ne ha fatte provare con i film da lui musicati originalmente negli anni 80, per ciò che ha fatto con Metropolis lo manderei molto gentilmente a quel tanto famoso paese).

Durante la realizzazione di Metropolis, tra il 1925 e il 1926 ancora non era disponibile il Vitaphone, o per lo meno il film ormai era in stato di produzione troppo avanzato quando il sistema diventò disponibile.

La colonna sonora di Metropolis originale la ritengo importantissima in questo particolare film, anche perché stiamo parlando di un film di quasi 3 ore, in bianco e nero e muto di 100 anni fa, restaurato da pellicole di proiezione (non i negativi originali), alcune delle quali addirittura 16mm, quindi già abbastanza "disgraziato" (non per sua colpa). Diamogli almeno la sua bellissima colonna sonora per fortuna sopravvissuta nelle partiture, che più volte si era anche scritto che fossero di ottima fattura, anche perché era su misura per il film e infatti era molto importante rispettarne i segni.

Era ovvio che a quel tempo era necessaria un orchestra per ogni singola proiezione, ma nel caso di Metropolis, vista la bellissima colonna sonora originale, era l'obbligo.

Io credo che se Fritz Lang avesse dovuto iniziare le riprese di Metropolis nel 1926 anziché nel 1925, avrebbe anch'esso optato per il sonoro completo (le didascalie sarebbero eventualmente rimaste per spiegazioni, oppure avrebbe introdotto una voce fuori campo narrante) anche perché il film ha moltissimi dialoghi di persone che parlano tra di loro (ovviamente senza suono registrato), quindi secondo il mio punto di vista, ma nemmeno troppo mio, ma oggettivo, Metropolis non sarebbe stato necessariamente un film muto, ma lo era per necessità tecnica. Un solo anno di produzione posticipata lo avrebbe reso un film sonoro completo. Anzi, sono abbastanza sicuro che se il film fosse stato un successo di pubblico e critica alla sua uscita (e non lo fu affatto purtroppo), quindi oltre a non essere quasi subito mutilato e ritirato dalle proiezioni prima del previsto, e accumulato un bel po' di guadagno dal botteghino (cosa che non successe), in termine di poco tempo sarebbe stato completamente doppiato, perché appunto gli attori recitavano parlando per moltissimo tempo.

Sarebbe stato un caso particolare: un film del cinema espressionista tedesco, con il parlato sonoro e sono abbastanza sicuro di questo.

Attenzione però: non bisogna fraintendermi, poiché sono contento che Metropolis alla fine abbia dovuto essere un film B/N e muto, perché il suo fascino, la sua bellezza è data dal fatto che lui è esattamente in quel modo,con la sua magnifica colonna sonora originale però, che è parte integrante dell'esperienza.

 

Stesso discorso sulla colonna sonora riguardo ai film di Charlie Chaplin (composta da lui stesso), che ritengo essere importantissima, protagonista dei suoi film.

Tuttavia a Charlie Chaplin di certo non avrebbe giovato il parlato sonoro nei suoi film. La sua forza era proprio nella sua espressività del corpo e della mimica. "Sarebbe stato un grande spreco far parlare Charlie Chaplin"!

 

Sul discorso del "lasciar correre l'ormai avviata produzione di un film B/N e muto", la pensó diversamente Howard Huggies che a uno dei kolossal più costosi e travagliati della storia del Cinema, a film quasi completato (Gli angeli dell'inferno), alla visione di The Jazz Singer, intraprese la pazzia di rigirare buona parte dei film con il sonoro.

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@avventuriero Col senno del poi si potranno fare tutti i paragoni del mondo, intravvedere prospettive diverse da quelle che il "nudo" film mostra di se stesso Quel che vorrei dire è che Metropolis nascendo, "girato" col senno del cinema muto trova ispirazione formale, tecnica e contenutistica, attraverso la prospettiva linguistica puramente cineticomatografica priva di suoni e di musiche diegetiche ed extradiegetiche. L'unica possibile. Ogni altra speculazione critico-fenomenologica a posteriori, finalizzata ad arricchire la pietanza che nasce già pienemante sapida con tutti gli ingredienti che la compongono in mirabile equilibrio tra di loro, benchè in buona fede, resta a rischio di aggiungere troppa maionese al sublime rombo che andrebbe cotto in padella esclusivamente con un filo di olio extra vergine di oliva e con null'altro che possa sovrapporsi al  metafisico sapore del pesciotto rimasto intonso. La scelta del vino è ovviamente a piacere, ma non cambia il sapore del pesce. Così come la scelta musicale, su base personale, non cambia la perfetta autonomia che il film Metropolis vanta in tutta la sua muta asciuttezza e compiutezza. Poi.., ciascuno avrà i suoi gusti e in base agli stessi opererà delle scelte fruitive proprie. 

Ora, vero è che la colonna sonora di Metropolis composta da Gottfried Huppertz tra il 1925 e il 1926, in accordo con il regista Fritz Lang, possa essere considerata come la colonna sonora originale del film (la prima del film a Berlino non ricordo la data esatta, mi pare allo Zoo... di Berlino, avvenne con l'aggiunta dell'orchestra sinfonica diretta dallo stesso autore che componeva in accordo con Lang) ma resta il fatto che il film sfodera un'autonomia espressiva, letteraria, psicologica, "filosofica", immaginifica, visivo-visionaria, ancora oggi strabiliante.
Tutte queste azzuffate di colonne sonore composte da vari "avventori" - patite da molti altri film muti, anche dove qualcuno potrebbe sembrare più azzeccato  - pure belle ci mancherebbe, di fronte alla grandezza del film quale pura espressione cinematografica, non fanno altro che coprire la pietanza con strati di maionese a dir poco "molesti" che riempiono la disturbata panza in men che non si dica. Lo scorrere sereno muto e solitario dei fotogrammi di Metropolis riporta la pace nei nostri cuori, serenità e leggerezza nelle nostre menti roposate, stanche di elaborare prospettive critiche che fanno mperdere di vista la fragranza delle immagini mute che stiamo vedendo, e forse asoltando... 
Aveva ragione Bunuel, che amava infinitamente Lang, quando notava in colui che fu il suo maestro d'elezione, la presenza di kitschiate un poco pedanti.
Metropolis, come già ricordavo nell'altro post riportando il pensiero dello stessto Bunuel, e umilissimamente il mio che elaborai fin dalla prima visione (non "capii" la storia morale troppo facile facile, retorica e banale...), sul piano testuale, delle "morali" delle favole in esso contenute, resta francamente superato, nasce superato: lo stesso Lang lo riconoscerà in un'intervista che mi piacerebbe condividere ma ora non posso ricopiare a manina. Sono cose scritte  sulla carta, su un articolatissimo, prezioso "programma di sala" che fu realizzato in occasione della poderosa  retrospettiva dell'opera omnia di Fritz Lang che si tenne nel novembre/dicembre del 1990 presso il Palazzo delle Esposizioni e nell'ex, leggendario d'essais Il Labirinto, di Roma rigorosamente fatto sparire... 

Due parole introduttive, vado di fretta, ci si risente magari a voi piacendo, gentile "avventuriero", grazie a voi per aver dato il via ad una discussione sul capolavoro  Metropolis estendibile spero convenientemente fino al cinema più in generale, finalmente! :classic_wink:

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Già alla prima visione di Metropolis, ho notato più e più volte che il film volesse parlare.

Ripeto, Metropolis è un film muto per necessità tecnica e non per vocazione.

Gli elementi dell'espressionismo ci sono, ma il film avrebbe voluto parlare.

È proprio la colonna sonora originale a dargli quella voce mancante per mancanza degli strumenti allora non disponibili.

E il risultato è stato magnifico. Non avrei voluto che Metropolis fosse stato con il parlato sonoro oppure a colori. Mi è piaciuto così com'è.

Tuttavia come ho già detto: ho preferito i primi due tempi al terzo (poiché il film internamente è suddiviso in 3 tempi).

Lo ritengo un film meraviglioso, che però avrebbe meritato maggiore approfondimento sulla città alta di Metropolis (estremamente poco raccontata) e meno risorse impiegate per il terzo tempo che sostanzialmente è un via vai di gente nel caos più assoluto.

Interessante che dopo 100 anni ci siano discussioni su un film che per come si sono comportati i produttori dopo la sua uscita, non avrebbe nemmeno dovuto più esistere.

Già tanto che non abbia fatto la fine di:

London After Midnight.

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40 minuti fa, avventuriero ha scritto:

Già alla prima visione di Metropolis, ho notato più e più volte che il film volesse parlare.

 

40 minuti fa, avventuriero ha scritto:

1) Già alla prima visione di Metropolis, ho notato più e più volte che il film volesse parlare.

2) Ripeto, Metropolis è un film muto per necessità tecnica e non per vocazione.

1) Infatti, quel che divevo, le immagini parlano. E "suonano". soggettiva non già oggettiva. 

2) Non ti sembra di essere un po' troppo assetivo e ribadente? Forse ti prendi un po' troppo sul serio, Giochiamo un po'.. serva a smussare le supponenze. 

 

40 minuti fa, avventuriero ha scritto:

Gli elementi dell'espressionismo ci sono, ma il film avrebbe voluto parlare.

È proprio la colonna sonora originale a dargli quella voce mancante per mancanza degli strumenti allora non disponibili.


Ma il film parla, parla attraverso le immagini. Il cinema è l'arte delle immagini e come tale nasce. Poi si... "degenera" con il sonoro. Ciò che prima non fosse disponibile non potrà in nessun modo essere preso in considerazione. Non esiste, chiuso il discorso. Se mio nonno c'avesse avuto le ruote sarebbe stato una carriola... ma non aveva le rote ed è Comunque rimasto uno straordinario nonnetto... 

Prendiamo le cose per quello che sono e che hanno potuto essere rivelandosi in grado di raggiungere gli altrissimi livelli dell'espressione artistica anche senza avere le ruote per diventare carriola... Aspettative assurde.

Un po' come il discorso che se Bach avesse avutoi lo steinway sarebbe stato... cosa? taluni e non si rassegnano al fatto che pur senza la più sofisticata tecnologia degli strumenti Bach sia riuscito a comporre ed esprimene con il "semplice"  clavicembalo (il quale non è affatto semplice) l'increato cosmico-universale irripetibile. Con il pianoforte si suona  Bach senza poter interetare Bach se non nell'ottica romantica o post-romantica che è un'altra cosa. 

Le cose sono come sono, non come vorremmo fossero. 

In ogni caso, si potrà fare.., io stesso non disdegno affatto guardare un film muto con l'aggiunta di una musica "intelligente" capace di sottolineare le sfumature espressive e poetiche senza la pretesa di sostituirsi alle immagini o   predominare sulle stesse. Ma mi pongo fi fronte a tale visione con un diverso atteggiamento/aspettativa, vale a dire che prendo il cinema muto come cinema muto e il cinema muto musicato come un film che non è né muto, né sonoro.. insomma un ibrido divertente e sta bene tutto basta saper distinguere.  

 

Sugli aspeti più "deludenti" del capolavoro Metropolis, abbiamo già ampiamente detto.., diciamo che il "la" è risuonato nei miei primi post.Tu suggerisco di non stare dietro a troppe considerazioni, aspettative cnon troveranno appagamento.., resta sul film quel che il film, muto, riewsca a comunicarti con i linguaggio delle immagini che hanno già all'interno di se stessa anche i "suoni", la "musica", le parole. Inutila andare a cercare ciò che non può esistere e ti allontana dal centro della erità estetica e poetica di Metroplis, il più (pessimo) capolavoro immenso di Fritz Lang. :classic_biggrin:


 

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Ascoltiamo ad esempio la colonna sonora nelle sequenza Moloch composta daHuppertz... splendida, ci sta, si sincronizza bene con le immagini, ma è naturalistica, prevedibile, invadente, tende a sostituirsi alle immagini, oppure a soprapporsi ad esse, immagini  in grado di esprimere tutto quello che il regista voleva espèrimente mentre "girava" il film in silenzio, da sole... Bellissimo lo spettacolo.., ma questa musica ci viene imposta, non ci è permesso attraverso la fruizione del film muta di ascoltare la nostra colonna mentale ed emotiva,  sempre immaginifica.  E' come quando un film spiega tutto per filo e per segno, senza trascurare nessun particolare.., senza lasciare un filino di suspend se, di mistero... impedisce allo spettatore di immaginare in proprio i significati lasciati aperti... 

 

 

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- IMPORTANZA DELLA COLONNA SONORA

La tua disamina sulla potenza delle immagini è leggitima.

Tuttavia la colonna sonora è parte integrante dell'esperienza di un media.

Se è vero che Metropolis anche senza musica è potente, perché come ho fin da subito notato a livello visivo è indescrivibile (va appunto visto) è parte dell'esperienza.

Il film non è soltanto del regista, dello sceneggiatore, dello scenografo, del direttore della fotografia, del compositore, ecc. ma è di tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo (certamente il merito non è distribuibile in uguali parti per tutti poiché, non tutti hanno dato lo stesso contributo).

Come ho già detto prendo per buono Metropolis così com'è e l'ho amato per questo, ovviamente con la colonna sonora di Gottfried Huppertz.

 

- METROPOLIS E IL SONORO DEL PARLATO 

Resto del parere (condivisibile o meno) che il film aspirava a un sonoro completo (è impossibile non notarlo), esattamente come "le persone che avrebbero voluto avere le ruote per essere una carriola" ma per un motivo o un altro non vi sono riuscite.

Il film è pieno di persone che dialogano tra di loro con la recitazione consueta di un film parlato e fa abbastanza strano non sentirne le voci. Certamente non mancano gli espressionisti (principalmente i 2 giovani protagonisti che incarnano abbastanza quel tipo di cinema), ma il film era pronto per il sonoro completo.

Ma è bello così com'è, come ho detto poi volte. Non c'è bisogno che io lo ribadisca. Il mio pensiero è questo e appunto non deve essere per forza accettato o contestato.

 

- ABUSO DELLA MUSICA NEI MEDIA

Delle mie considerazioni/esperienze che esulano da Metropolis, ma che probabilmente chiariscono la mia posizione su ciò che è Immagine, Suono, Musica:

La mia passione per cinema (e anche altri tipi di media) nasce dai film che mi impressionarono per la loro colonna sonora. Se è vero che probabilmente sono tanto visivo quando auditivo, assai difficilmente sono riuscito ad amare un media che non avesse una colonna sonora che mi appassionasse.

Ed è importante fare una dichiarazione, tante volte ho detto che:

"la musica è la più abusata di tutte le arti".

Disprezzo abbastanza le trasmissioni televisive per quanto "violentino" la musica. Fateci tutti caso che basta guardare una qualsiasi trasmissione TV, tipo un programma Mediaset di varietà (per citare i peggiori) e ritrovare spezzoni di qualsiasi genere musicale anche di pochi secondi, presi generalmente per il ritornello, anche (quasi sempre) quanto è assolutamente inutile tirarli in ballo denigrandoli, per non parlare dei "Medley" che ho sempre detestato, e che addirittura i cantanti stessi si prestano a performare, rovinando le loro stesse canzoni.

 

- COLONNE SONORE CHE HANNO SALVATO ALCUNI MEDIA

Ebbene, se esistono film che anche senza colonna sonora probabilmente non avrebbero perso il loro smalto, uno su tutti "I giorni del cielo", nonostante la magnifica composizione di Ennio Morricone (e Metropolis non è uno di questi, poiché la OST gli serve eccome), altri invece senza di essa sarebbero stati persi e/o inconcludenti, se non dire quasi tutti i film dell'epoca buona delle OST (fino al decennio 2010 circa).

Tutti i film di George Lucas e Steven Spielberg:

Sono un appassionato dei loro lavori, ma lo sono immensamente di più del lavoro svolto da John Williams.

Le composizioni di uno dei più grandi compositori del 1900 hanno reso i film di Lucas e Spielberg quello che sono.

Immaginate la scena delle biciclette che volano senza la OST di Williams, oppure del brontosauro, sempre senza la OST di Williams. Non sarebbero rimaste immagini simbolo del cinema, assolutamente no.

 

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23 ore fa, avventuriero ha scritto:

- METROPOLIS E IL SONORO DEL PARLATO 

Resto del parere (condivisibile o meno) che il film aspirava a un sonoro completo (è impossibile non notarlo), esattamente come "le persone che avrebbero voluto avere le ruote per essere una carriola" ma per un motivo o un altro non vi sono riuscite.


Che sia impossibile non notare che Metropolis aspirasse al sonoro completo è una tua personale e legittima (benchè eccessivamente assertiva ed a mio parere non condivisibile) opinione. Il fatto che Metropolis sia un film - tra gli ultimi - dell'era del muto che pur nella sua "mutezza" esprime tutto ciò che il regista intendeva esprimere sotto il profilo formale e contenutistico, espressivo, poetico, sociofilosoficomorale (un po' "sgangherato"...) attraverso il puro linguaggio cinematografico, con la sola forza prorompente e rapinosa delle immagini  che bastano ed avanzano a se stesse dandoci pure il resto, è un dato di fatto inoppugnabile, universalmente riconosciuto come tale e non si discute. Punto

 

Poi.., a qualcuno piace caldo... ci mancherebbe... libero quindi di fruire Metropolis ed altri film del muto come meglio ti aggrada (Piace anche a me farlo) ma senza dare al tuo piacere/prefderenza, alla tua personale opinione o credenza  carattere di oggettività. 

Io parlavo di persone anzi dei tempi nei quali non avendo a disposizione le ruote le persone non potevano pensare di averne per farsi carriola dal momento che non si può sentire la mancanza di ciò che non si è mai posseduto in quanto inesistente. Non parlavo di persone che avrebbero voluto avere quanto esistesse già e che per qualche motivo fosse loro sfuggito o che fosse stato negato. Quindi stai portando il discorso sul tuo personale campo di interesse che non è il terreno d'indagine nel quale si stava zappettando prima... 

Se ai tempi del muto non esisteva la tecnologia del sonoro, non si poteva fare il sonoro, un truismo il mio, ma tant'è, e gli autori dei capolavori del cinema muto ( guarda caso negli annali del cinema spesso si annoverano per primi  i capolavori del muto) realizzavano l'arte increata e sublime  con i soli  -si fa per dire - strumenti estetico-linguistici della "muta" espressione cinematografica che racchiude in sè suoni, voci e musiche "segrete", Cos' come tutte le grandi opere  musicali nascondo in se il "teatro", l'immaginifico. Come pure "suona" la pittura che prima dell'invenzione del cinema e della fotografia era anche il cinema e la fotografia dei popoli. Etc.

 

23 ore fa, avventuriero ha scritto:

Il film è pieno di persone che dialogano tra di loro con la recitazione consueta di un film parlato e fa abbastanza strano non sentirne le voci.

 

Ma in tutto il cinema muto, ad iniziare dai grandi capolavori , da Nascita di una Nazione del 1915 di Griffit (che un po' il manifesto della nascita del cu imema  come arte non più semolici immagini in movimento), i film di Murnau, di Eizenstejn, di Sjostrom, Chplin etc si cerca di "mimare" il dialogo tra i personaggi ad effetto più o meno realistico,  in Metropolis potrà sembrare più evoluto il metodo ma il film è del 1927, il sonoro aveva già aperto le porte, Lang avrà perfezionato la tecnica imitativa rendensoa più realistica. Ma resta evidente che anche in Lang resta evidentissima la "stilizzazione" imitativa del dialogo fatto a parole. Siamo ancora pienamente nel cinema muto. 

 

Sul resto del tuo post, tutto molto interessante, andiamo un po' fuori carreggiata, le tematiche toccate sono tante e si aprirebbero altri filoni discorsivi che ci porterebbero molto lontano, bellissime lontananze ma ora fa troppo caldo.., un po' per volta. 

 

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Il 01/08/2026 at 12:43, avventuriero ha scritto:

La mia passione per cinema (e anche altri tipi di media) nasce dai film che mi impressionarono per la loro colonna sonora. Se è vero che probabilmente sono tanto visivo quando auditivo, assai difficilmente sono riuscito ad amare un media che non avesse una colonna sonora che mi appassionasse.

 

Il cinema, un film va ben distinto da un "media", realtà completamente diverse. Nel cinema sonoro la colonna sonora è molto importante, spesso coprotagonista con l'immagine, quando si fa sottolineatura di ogni invenzione immaginifica, del sentimento umano, come una sorte di discreto o più incisivo leitmotif nelle caratterizazioni dei vari personaggi, nello scavo psicologico,  senza mai porsi sulle immagini in maniera sovrastante, inva(dente)siva, disturbante.

Luis Bunuel (non vorrei annoiare ma ognuno avrà il suo nume tutelare dell'ispirazione e delle conferme di quanto si pensi in prorio in fatto di cinema o d'altro) che faceva scarso uso delle musiche, a parte i primi film della trilogia surrealista nei quali "monta" in funzione nascostamente "beffarda" le musiche degi suoi amati compositori: Brahms, Wagner) sosteneva che la musica nei film si rivela spesso una facilità troppo grande quando usata nel tentativo di sopperire alla scarsa o nulla pregnanza estetica ed espressiva delle immagini, al fine di suscitare un'emotività che le immagino non sono capaci di stimolare nello spettatore. Sacrosanta verità, è piena la stori del cinema di film del genere. 

Come già confessato, a me non piace affatto la colonna sonora di Metropolis cosiddetta originale, del tutto esterna al film, composta da  Huppertz, in quando eccessivamente retorica ed invadente, discretamente tronfia, pressante e pesante nel raddoppiare le immagini, scene e sequenze già di per se molto "ritmate" ai limiti del lisergico che posseggono inoltre una loro musica interiore, una evidente presenza si suoni, rumori, clamori. Un autentico pasticcio, mi pare di assistere al paradosso che siano le immagini a dare un po' di spessore, a mio modesto avviso, alla mediocre colonna sonora. 

 

 

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50 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Luis Bunuel (non vorrei annoiare ma ognuno avrà il suo nume tutelare dell'ispirazione e delle conferme di quanto si pensi in prorio in fatto di cinema o d'altro) che faceva scarso uso delle musiche, a parte i primi film della trilogia surrealista nei quali "monta" in funzione nascostamente "beffarda" le musiche degi suoi amati compositori: Brahms, Wagner) sosteneva che la musica nei film si rivela spesso una facilità troppo grande quando usata nel tentativo di sopperire alla scarsa o nulla pregnanza estetica ed espressiva delle immagini, al fine di suscitare un'emotività che le immagino non sono capaci di stimolare nello spettatore. Sacrosanta verità, è piena la stori del cinema di film del genere. 

Grandi registi contemporanei come Michael Haneke e i F.lli Dardenne hanno fatto la scelta radicale di eliminare del tutto il commento musicale nei propri film.

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@selby998Anche Hitchcock per alcuni suoi film rinunciò alla musica,  concentrandosi sulla forza della fotogenia plastica, sull'azione, sulla suspense "silenziosa". Ancor prima il grande regista francese Robert Bresson la cui filosofia era quella di emancipare, distaccare l'arte cinematografica dal teatro, dall'invasione della musica. Sydney Lumet girò film con la soloa misica diegetica delle immagini. Per tornare a Fritz Lang nel '33, quando il sonoro diventò una realtà,ralizzò l'alteo suo capolavoro "M - Il Mostro di Dusseldorf" senza alcun commento musicale a parte il motivo musicale fischettatto dal mostro protagonista in funzione diegetica. 

Il cinema è l'arte delle immagini e la muaica non è solo nei suoni. 

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Dreyer,

1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Luis Bunuel sosteneva che la musica nei film si rivela spesso una facilità troppo grande quando usata nel tentativo di sopperire alla scarsa o nulla pregnanza estetica ed espressiva delle immagini, al fine di suscitare un'emotività che le immagino non sono capaci di stimolare nello spettatore.

Mi trovo in pieno accordo e come improvvisa detonazione mi è comparsa nelle retine la Giovanna d'Arco di Dreyer, pur non rivedendo la pellicola da oltre trent'anni.

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Io ho pienamente espresso il mio parere nel mio ultimo post (antecedente a questo) circa la il suono del parlato o della colonna sonora nei film.

 

Tuttavia riguardo a queste ultime riflessioni pubblicate dopo le mie, mi trovo in accordo su alcune considerazioni.

Penso si possa anche riassumere così:

Se è vero che Metropolis sarebbe stato ugualmente potente anche senza colonna sonora (@analogico09 addirittura anche di più), esistono invece altri film che senza di essa di sarebbero stati menomati per non dire altro.

Esempi ,sebbene offtopic:

Un film su tutti che è surclassato dalla sua stessa colonna sonora: Una nuova speranza (e il film non è male, attenzione, ma la OST è di tutt'altro livello). Questo però avviene quasi in ogni film dove ci siano le composizioni di Williams o Jarre.

Riguardo a Hitchcock, del quale c'è stato un periodo di cui sono stato assiduo fruitore, il film che più mi è piaciuto è stato Vertigo, ma ha la OST c'è eccome (uno dei migliori lavori di Herrmann).

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21 minuti fa, PL-L1000 ha scritto:

mi è comparsa nelle retine la Giovanna d'Arco di Dreyer


Un estinguibile capolavoro dell'umanità. Film muto a cui veniva associato durante le proiezioni dei commenti musicali cosiddetti "originali" suonati generalmente al piano in modo improvvisato senza partitur,  ogni volta in modo diverso  a fini unicamente spettacolari per intrattenere meglìio il pubblico. Era un po' quello che accedeva con tutti i film muti che oggi si cerca di restaurare togliendo loro di dosso le croste musicali secolari tra bl'assurdo e il pessimo. 

Bunuel ne scrive del film, una breve, straordinaria pagina come sempre non priva di graffiante sarcasmo mai volgare o rancoroso che si lascia davvero ammirare. Bunuel, scartata ogni retorica militaresca ed eroicistica, coglie pienamante l'intenzione di Drayer che intende presentare la pulzella di orleas come una creatura umana disarmata, ingenua, innocente. 

 

Non posso ricopiarlo a manina tutta intera.., riporto la parte finale dello scritto

 

<... E l'umaniità della Pulzella si effonde dall'opera di Dreyer  più che qualsiasi altra delle interpretazioni che conosciamo. Tutti proviamo l'impulso di assestarle qualche sculaccione per darle subito dopo una chicca. Negarle il dolce per la sua rigidità infantile, per la sua trsparente ostinazione, d'accordo. Ma bruciarla, perché? Cosparsa di lacrime, lambita dalle fiamme, rapata a zero, sporca come una bambina, anche così smette un momento di piangere per seguire con lo sguardo dei colombi che si posano sulla cupola della chiesa. Poi, muore. Abbiamo conservato una delle sue lagrimucce, che è rotolata fino a noi, in una scatolina di celluloide. Lacrima indolore, insapore, incolore, goggia della più pur sorgente.>

(Luis Bunuel: Un Tradimento Inquqlificabile)

 

 

 

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