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Melius Club

1927 Metropolis


avventuriero

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1 ora fa, avventuriero ha scritto:

Se è vero che Metropolis sarebbe stato ugualmente potente anche senza colonna sonora (@analogico09 addirittura anche di più), esistono invece altri film che senza di essa di sarebbero stati menomati per non dire altro.

....... Riguardo a Hitchcock, del quale c'è stato un periodo di cui sono stato assiduo fruitore, il film che più mi è piaciuto è stato Vertigo, ma ha la OST c'è eccome (uno dei migliori lavori di Herrmann).

 

 

Metropoli fu e resta un film potente senza colonna sonora.

Non solo in Vertigo, in ogni altro film nel quale sia presente la composizione musicale del geniale Herrmann, per per in assoluto il più grande autore di scores cinematografici, entra la benedizione... La lenta, sensuale e languida partitura di Vertigo che accompagna l'analogo andamento filmico, frammezzata da una perenne sensazione di morte, non è più o meno potente del nevrotico, aggressivo sconcertante,m scioccanter scores di Psycho. Etc. Peccato che il lungo sodalizio tra Hitch e Hermann, diciamo tra l'Universal, Hitch ed Hermann si concluse nel un triste, rancoroso litigio. Il fiasco al botteghino di Marnie, opera peraltro bellissim, fu in parte attribuito ingiustamente alle musiche di Herrmann.  La major chiese ad Hitch di ottenere da Hermann una partitura più sfruttabile "commercialmente" e più digeribile per il pubblico per il successivo film, il Sipario Strappato [tra i meno memorabili del maestro del brivido].

"Non volendo rinunciare ad Herrmann, Hitch trasmise il messaggio al compositore dhe provocatoriamente compose uno degli scores più duri, audaci, violento e belluini e antisfruttabili di tutta la storia della musica da film americana ... Organico orchestraled: dodici flauti, sedici corni, nove tromboni, due bassi tuba, quattro timpanu, otto contrabbassi... e nemmeno un violino!senza una sola parentesi melodica con notevoli sbilanciamentio verso la tonalità :classic_ohmy: "Una chiara provocazione , e la Universal la raccoglie chiedendo ed ottenendo da Hitch, a musica già ultimata, il licenziamento o la sostituzione di Herrmann con John Addison ... che si limita a illustare la vicenda di spionaggio con qualche tocco di jazz, di pop e qualche  puntatina nel vagamente sinfonico. Herrmann commenterà: "Da tempo Hitch desiderava unam usica "leggera" in un suo film: per Psycho all'inizio voleva addirittura del jazz combo! Sono felicissimo che finalmente abbia potuto essere esaudito". ... Il dopo Herrmann la filmografia di Hitch si svolge in una linea decisamente declinante. Topaz, Ferenzy [grande film] si risolvono nella routine. Il colpo d'ala avviene con Family  Plot (1976) che segna l'incontro tra il vecchio maestro e l'alfiere della nuova musica da film hollywoodyana, John Williams  ... [tanto amato dal nostro @avventuriero che sarà contento di ciò ] il quale cattura in pieno, con uno scores nervosamente ironico, frastagliato ...  così lontano dai turgori e dalle espansioni foniche di Guerre Stellari e di altri kolossal da lui musicati, a polpa autocritica, sorniona e scettica del canto del cigno hitchcockiano, dimostrando così ancora una volta che musicare una favola (o un incubo) di Hitch non avrebbe mai potuto voler dire appellarsi alla routine ..."

(da  Hitchcock in musica di Roberto Pugliese)  


Lo scores composto inizialmente da Herrmann per Il Sipario Strappato di Hitchcock infine respinto

 

 

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27 minuti fa, PL-L1000 ha scritto:
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Un estinguibile capolavoro dell'umanità.

Un refuso immagino.

In ogni caso, Maestro, Vi ringrazio per aver riportato ulteriori pregnanti considerazioni di Buñuel, sempre attualissime.

 

 

Essì, il termine esatto voleva essere inestinguibile.., mannaggia la fretta. :classic_biggrin: Grazie della segnalazione e del maestro non vorrei finire per crederci... :classic_laugh: 

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Ma proprio io avevo iniziato con lo scherzo!

Come infatti avevo introdotto a Ruggero!

Anzi avevo anche voglia di dire questa discussione mi ricorda soprattutto la mostruosa esperienza di Fantozzi con il Professor Guidobaldo Maria Riccardelli, che a posteriori, devo davvero ricredermi su quanto in realtà quel iconico episodio della tragicommedia italiana volesse raccontare.

In modo parodiato, storpiato e caricaturale, tratta fugacemente molti temi che io solo da poco ho potuto realmente conoscere e di cui oggi il 99% di chi guarda film ignora:

Le pellicole che bruciavano molto facilmente, la quasi totalità dei film muti andati perduti, fotogrammi che raccontano talmente tanto da richiedere gruppi di persone per dibattiti (il montaggio analogico, il dettaglio degli stivali dei soldati, l'occhio delle madre, la carrozzella del povero bambino che precipita dalle scale).

Fui sempre attratto da quel episodio, sebbene la prima volta che vidi il Secondo tragico Fanzozzi (circa 25 anni dopo la sua uscita) ero ancora un ragazzino.

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Il cinema nel cinema mi ha sempre suscitato interesse.

Un caso unico e irripetibile:

Quanto alcuni anni fa vidi per la prima volta "Nuovo cinema paradiso", alla conclusione del film (e che conclusione), riprodussi nuovamente il fine da capo e lo riguardai fino alla fine.

È stato un caso isolato.

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19 ore fa, avventuriero ha scritto:

Il cinema nel cinema mi ha sempre suscitato interesse.

 

 

E cinema nei film ... Mi viene subito in mente "L'ultimo Spettacolo", un capolavoro di Peter Bogdanowich da non perdere, il regista che come fece Truffaut con Hitchcok, curò un meraviglioso libro di interviste con sua divinità  Orson Welles "IL Cinema secondo Orson Welles" A proposito del quale nel suo Don Chisciotte, film più controverso, incompiuto, e come altri travagliarto, abbiamo delle sequenze esilaranti nella quale il cavaliere si ritrova in una sala cinematohgrafica gremita di bambini nella qule si proiettava un film di guerra in costume, se non ricordo male. Chisciotte allora prende la spada e comincia a combattere calando fendenti contro i cavalieri con le lance proiettati sul grande schermo lacerandolo lo schermo  tra la gazzara dei ragazzini divertiti ed eccitatissimi che favevano il tifo per lui... Una scena molto emblematica, finzione e realtà che si contrappongono, allegoria del cinema, delll'arte... non serve commentare, purtroppo nel tubo c'è una clip di quelle scene che si vede troppo male... ...

 

 

 

 

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