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Nella riproduzione audio domestica l'influenza dell'ambiente è sopravvalutata


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2 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

commette errori di percezione nel momento in cui si ascoltano due files digitali identici e si percepiscono cose diverse con tanto di attributi sonori immaginari

Evidentemente, e non è  certamente per me una sorpresa, non consideri che possa esistere un fenomeno sconosciuto a te ed chiunque altro a qualsiasi livello,e  tale da  poter determinare sostanziali variazioni all'ascolto senza assolutamente alcuna variazioneel segnale digitale,  elettrico ed acustico, e pertanto a parità di vibrazione dell'aria spostata dal trasduttore acustico.

Una razionalizzazione del fenomeno e tutto quello che ne conseguirebbe  potrebbe addirittura permettere illimitati livelli di indiscutibile  espansione qualitativa  tale da relegare ad aspetto marginale, quanto al momento venga universalmente ritenuto di piu o meno fondamenrale importanza

Al momento, come da sempre per ogni

fenomeno controverso che non trovi alcun riscontro strumentale,  si risolve,sic et simpliciter,  elencando una serie di presunte cause che giustifichino il presunto errore di valutazione.

Errori di percezione, varie forme di illusioni e suggestioni, bias cognitivi di ogni genere devono quindi, in assenza d'altro,  essere necessariamente  indicati con presunta certezza, come indiscutibile causa della presunta errata valutazione.

Che i files siano identici nessuno può giustamente metterlo in dubbio da cui la conseguente  deduzione, nel migliore dei caso, dell'errore di percezione.

.

Semplicistica conclusione, tipica di chi emette giudizi  di merito estraendo dal data base delle proprie conoscrnza  quanto possa risultare adeguato alla spiegazione di un fenomeno controverso, non procedendo in primis, senza alcun preconcetto,  attraverso un'approfondita osservazione sperimentale, imprescindibile per chi pretenda di procedere con metodo scientifico

Ad oggi,  con cadenza di circa 500 confrrme ogni mese, mi risultano da 7 anni ad oggi,  45000  anni entusiastici errori di percezione da parte di un ridottissimo numero di soggetti

Mi risultano altresì, 300  audiofili cinesi, esiste un video di 40 minuti in tal senso,  che hanno sperimentato sostanziali benefici  attraverso una tecnica che non determina assolutamente alcuna variazione del segnale acustico e pertanto ad assoluta parità di vibrazione dell'aria emessa dal diffusore e conseguentemente, a parità di vibrazione del timpano.

Apparentemente quanto sopra sembrerebbe off topic, lo è di fatto molto meno di quanto possa apparire, qualora , anzichè di indagare  all'infinito sui più reconditi aspetti del segnale elettrico ed acustico dei quale si sa oggettivamente tutto,  si rivolgesse l'attenzione alla modalità di elaborazione acustica del soggetto e conseguentemente  all'esistenza o meno di fenomeni  ed alla loro potenziale capacità di poter determinare sostanziali variazioni e/o alterazioni della stessa.

 

 

 

loureediano

Io proprio perchè penso che il cervello sia intelligente penso che sia possibile sentire 2 file identici come differenti

Proprio perchè è in continua elaborazione, elabora sempre in meniera un poco differente, dipende da un sacco di cose chimiche, come l'alcool le droghe, gli odori etc

Se mentre ascolto sento un cattivo odere, stare sicuri che anche il suone che interpreta il mio cervello ne sarà disturbato.

Infatti ci sono giorni in cui si sente l'impianto come mai vorremmo ed altri in cui ci sembra perfetto

Lo stato d'animo è condizionato da miriadi di fattori, non ultimo le aspettative

  • Melius 1
Il 04/09/2026 at 16:52, leonida ha scritto:

E' proprio perchè si beve stafalcioni indicibili (strafalcioni alle misure) deve essere considerato intelligente, anzi intelligentissimo, anzi geniale

Dev'essere considerato adattabile ma continua a preferire la condizione migliore. Intelligente è chi al freddo accende il fuoco e si scalda non chi vi ci si adatta. 

Il 04/09/2026 at 16:04, antonew ha scritto:

Tra l'altro, quando concludi dicendo che per fortuna l'udito si adatta e si beve strafalcioni indicibili, stai paradossalmente confermando proprio il concetto che cercavo di esprimere con quella metafora.

Non esattamente, mi pare evidente cercassi di esprimere un concetto leggermente diverso atto a declassare ed evidenziare la stupidità del microfono. Cosa di per se improponibile, l'ignoranza è dell'uomo non dello strumento. Strumento certamente migliorabile ma già ora più che sufficiente ad accendere il fuoco di cui sopra. 

Il 04/09/2026 at 16:10, mozarteum ha scritto:

Sentii una saletta Adami, grande chiarezza, messa a fuoco tutto bello bravi tutti, ma il brindisi della Traviata con Anna Moffo (dignitosa registrazione RCA) suonava stridulo.

Ma stridulo perche’ e’ proprio la registrazione non ottimale, esaltata in quella saletta.

In un contesto domestico piu’ “morbido” torna a suonar bene (non il massimo ma bene).

Io non so cosa tu abbia ascoltato ma io tutte le sale trattare sentite, alcune in particolar modo, eccessivamente potrei dire, suonano decisamente più morbide di quelle normali. Quelle troppo assorbenti arrivano ad essere quasi attufate. Non male con la classica ma troppo grassoccie col resto. Voglio dire che in generale e per mia esperienza dovrebbe succedere l'esatto opposto. 

Il 04/09/2026 at 16:10, mozarteum ha scritto:

Sentii una saletta Adami, grande chiarezza, messa a fuoco tutto bello bravi tutti, ma il brindisi della Traviata con Anna Moffo (dignitosa registrazione RCA) suonava stridulo.

Ma stridulo perche’ e’ proprio la registrazione non ottimale, esaltata in quella saletta.

In un contesto domestico piu’ “morbido” torna a suonar bene (non il massimo ma bene).

Ora bisogna capire qual e’ il fine di un audiofilo.

Per me l’audiofilia ha un valore soprattutto documentario (ascolto, lirica sinfonica e cameristica) e di “piacere” per un buon ascolto, anche con registrazioni problematiche ma di grandissimo valore artistico. Mai avuta la sensazione neanche con impianti da trilioni che ad esempio un concertato del Macbeth potesse essere “vero” (chi lo

conosce

sa). Siamo dunque sempre nel campo della surrogazione.

Non sono molto interessato alla riproduzione perfetta d’un disco tecnicamente perfetto ma artisticamente mediocre.

Peraltro anche i dischi  tecnicamente perfetti suonano piu’ che bene in un ambiente domestico ben arredato con i consueti piccoli accorgimenti che usiamo tutti.

Questo per la mia esperienza e per il mio punto di vista.

Capisco anche il vostro ma il vantaggio marginale (eventuale) non vale tempo e spesa per me (imho)

Con le Avalon?

Erik il Rosso
2 ore fa, appecundria ha scritto:

risposta, direttività, distorsione

Questi tre sono pesantemente influenzati negativamente dall’ambiente. la risposta in maniera addirittura tale da rendere ininfluente la linearità tanto ricercata nei diffusori, +- uno due tre db da X a y quando in stanza picchi e nodi se non curati sono anche +- dieci.  Direttivita: riflessioni primarie e secondarie se non gestite bene fanno uguali danni ed influiscono anche sulle distorsioni anche temporali percepite nel caso i tempi di percezione non siano coerenti con il suono principale.  

  • Melius 1
ilmisuratore
25 minuti fa, leonida ha scritto:

non consideri che possa esistere un fenomeno sconosciuto a te ed chiunque altro a qualsiasi livello,e  tale da  poter determinare sostanziali variazioni all'ascolto senza assolutamente alcuna variazioneel segnale digitale

No

25 minuti fa, Dufay ha scritto:

Il tuo è ottimizzato? 

Come?

Passivo + attivo 

Lo avevo già specificato 

  • Melius 1

Per esperienza, un ambiente con misure che rientrano nell'area di Bolt, con un posizionamento ideale dei diffusori e del punto di ascolto (sweet spot) che si basa sulla regola del triangolo equilatero e sul controllo delle prime riflessioni parietali, già conta più dei diffusori stessi, se poi aggiungiamo delle pareti che assorbono e diffondono il suono nei punti dove serve e in più si smorzano i bassi con pannelli profondi almeno 50 cm, allora mi sento di affermare con convinzione che un ambiente così, influenza il suono percepito più dell'impianto.

In conclusione per me, nella riproduzione audio domestica, l'influenza dell'ambiente non è sopravvalutata.

  • Melius 1
mozarteum

Avete considerato che l’udito potrebbe avere esso dei deficit? Mi spiego.

Quando ero giovane con udito di un giovane, assieme ad altri amici eravamo spesso invitati da un grande audiofilo di nostra conoscenza un po’ avanti negli anni a sentire musica. Casse Esl elettrostatiche grande amplificazione ma lui era scontento perche’ avrebbe voluto un suono piu’ brillante. Mise cosi’ un supertweeter.

ne fu soddisfatto. Per noi l’impianto era gia’ sbilanciato prima, cosi’ divenne trapanante. E’ verosimile che il nostro sentisse poco o comunque non bene le frequenze alte.

Poi ci sono anche i gusti.

A me piace il suono smaltato, lucente. E’ probabile che questo tipo di suono corrisponda a una esaltazione di non so quale fascia di frequenza.

Pero’ cosi’ a me piace perche’ il suono e’ vivido, come lo sento nelle sale che piacciono a me. Mi riesce di apprezzare di piu’. Ovviamente senza alterare l’equilibrio tonale (se si altera si percepisce subito l’artificiosita’ ed arriva la fatica d’ascolto: quest’ultima richiede un minimo di tempo di ascolto sicche’ a mio avviso la commutazione A/B per fare confronti non e’ affatto risolutiva).

ma cosi’ facendo si snatura la registrazione potrebbe obiettarsi!! No, la registrazione e’ sempre quella, la percezione estetica del pezzo eseguito identica, si e’ solo cambiato di posto in sala rispetto a quello pensato dall’ingegnere del suono.

Ovviamente queste considerazioni presuppongono un minimo (direi un massimo abbiate pazienza) di esperienza di come “agisca” il suono acustico dal vivo.

Cosi’ sembrera’ paradossalmente inverosimile un suono giudicato a posto dai puristi, e verosimile un suono non a posto.

Ovviamente prendete queste considerazioni senza estremizzarle, sono audiofilo anche io di lunga data, sono anche consapevole dei limiti del mio impianto ma arrivati a un certo punto un difetto vale l’altro. Cio’ che conta e’ godere della musica riprodotta nel migliore dei modi consigliati dal proprio orecchio

  • Melius 1
  • Thanks 1
ilmisuratore
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Avete considerato che l’udito potrebbe avere esso dei deficit? Mi spiego.

Quando ero giovane con udito di un giovane, assieme ad altri amici eravamo spesso invitati da un grande audiofilo di nostra conoscenza un po’ avanti negli anni a sentire musica. Casse Esl elettrostatiche grande amplificazione ma lui era scontento perche’ avrebbe voluto un suono piu’ brillante. Mise cosi’ un supertweeter.

ne fu soddisfatto. Per noi l’impianto era gia’ sbilanciato prima, cosi’ divenne trapanante.

Se c'è una perdita di sensibilità alle alte frequenze può anche essere normale (ad una certa età) 

Però, per chi effettua misure, ci si accorgerebbe se ci fosse qualcosa di strano...ad esempio: il mio setup produce alle misure una risposta molto regolare, dunque se io avvertissi una carenza di alte frequenze e mi costringesse ad incrementare la risposta in alto un dubbio sulla mia capacità uditiva me lo creerei :classic_smile:

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