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Don't Look Up di Adam McKay


martin logan
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8 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Ci sono le assurdità, le banalità e le ipocrisie del mondo mediatico statunitense, la sua cronaca politica recente, gli stereotipi della civiltà americana (la famiglia bene rifugio).

C'è la follia.

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faber_57
20 ore fa, meliddo ha scritto:

La cattiveria non è davvero cattiva, tutto è  edulcorato. 

In effetti, per essere davvero cattivo, non doveva "salvare" la famiglia ed i rapporti di amicizia: in questo concordo con te.

Fosse andato fino in fondo avremmo potuto accusarlo di essere troppo cattivo, perchè in fondo famiglia ed amicizia sono l'ultimo nostro rifugio dalla disperazione.

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Mi è piaciuto, l’ho solo trovato troppo lungo. Lo avrei sfrondato di almeno mezz’ora, ci sono diversi momenti non indispensabili, tra cui ì troppo insistiti inserti documentaristici. Attori bravi, per me la migliore Jennifer Lawrence.

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Aldo Grasso nel trafiletto quotidiano del Corriere dì oggi titola: la morte della sala il trionfo dell’algoritmo. Riferito proprio a questa produzione “cinematografica”. Tanto che mi trovo qui perché stavo per aprire un thread in merito.

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Ora, il mio nuovo avatar parla per me. Sala tutta la vita, ovviamente (ma anche da casa, purché sia una produzione veramente per la sala).

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Con Aldo Grasso credo anche io che in questo caso siamo forse dì fronte ad un punto di svolta. Cos’è cinema nella nuova era? Netflix sarà la nuova MGM? Ci ho visto proprio l’impronta di Netflix questa volta più che mai in questa produzione (forse è il cast, forse è il tema, forse come disse quello è il mezzo che fa il messaggio, o è il mezzo che ci porta sul suo linguaggio)… l’unica cosa che non ci vedo però davvero è l’essenza della sala (che peraltro a pensarci c’è anche nei cinepanettoni, btw)…

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boh, ve la butto lì…. adesso scelgo la pillola giusta e poi vi dico come si chiude il ragionamento, al momento non saprei neanche io…

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analogico_09
Il 3/1/2022 at 21:10, appecundria ha scritto:

È una sensazione curiosa, quando ti piace qualcosa che per altri è una ignobile puttanata. Allora sono andato a leggere i giudizi di qualche critico vero, ebbè mi sento meglio. 

 

 

Beh.., però non avevi letto anche il mio giudizio da ctitico indipendente 🤓  per poterti sentire fino in fondo risollevato...  😄 🤣

 

 

Il quale giudizio sarebbe che ho iniziato a vederlo ieri sera il film, e che dopo una mezz'oretta ho mollato perchè era troppo profondo e ficcante per chi come me ha gusti molto semplici. Inoltre nel vedere due grandi interpreti come Di Caprio e la Streep recitare con quell'aria di chi sembra capitato lì per caso poco convinto di fare quel che sta facendo.., mi sono sentito ancor più inadeguato anch'io per induzione o "compassione"... 😄
Ho seguitato a vedere qualche altro spezzone di pellicola a campione.., convincendomi sempre più che non sarei mai stato in grado di apprezzare pienamente quei gradi di intensità cinematografica così originali, punteggiati da una cotal frizzante e irreristibile ironia che levate.., quella profondità metaforiche ed allegoriche così trascendentali cucinate più in "camicia" che all'agrodolce.., e così fino al finale.., dove, la devo proprio esprimere tutta la mia ammirazione di fronte alla geniale e ammaliente "citazione cine(o)fila" finale ad imitazione del finale di Zabriskie Point della grande esplosione con tutti i pezzi della varie "cose" svolazzanti per l'aire, però 'sta botta senza "danzare" con la musica dei PF come accade nel film di Antonioni. Peccato.., 🤷‍♂️ fosse stata perfetta la "citazione" ci saremmo trovati di fronte al primo capolavoro cinematografico più assoluto  del terzo millennio, ed avremmo tutti esclamato in coro trionfalmente: ma allora il cinema è ancora vivo!!   😅🙂

 

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andreac75

Mah....io l'ho guardato e non è che lo abbia trovato questo gran capolavoro. Carino forse, ma non è un film che rivedrei volentieri. Si lascia guardare, ma, pur essendo un film che critica la società moderna, non è neanche troppo graffiante.  Spicca la recitazione di Di Caprio, sopra la media dei film "made in Netflix", ma l'ho trovato davvero un po' piatto.

Un po' come quando tutti parlavano de "il buco" e io ogni volta che provavo a guardarlo mi addormentavo dopo 10 minuti.

Secondo me ci sono film di critica sociale 1000 volte più appassionanti. Senza andare a scomodare film che per molti potrebbero essere mattoni, ad esempio Joker secondo me è una critica molto più cruda e dura all'indifferenza della società moderna. Davvero, però, ve ne sono svariati che superano in quanto a senso critico questa pellicola. Anche io l'ho trovato quasi "auto referenziale".

Una sorta di Idiocracy....senza essere....Idiocracy.

 

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Il 11/1/2022 at 01:23, SalD ha scritto:

Aldo Grasso nel trafiletto quotidiano del Corriere dì oggi titola: la morte della sala il trionfo dell’algoritmo.

Aldo Grasso come critico, certamente ha facoltà di esprimersi ci mancherebbe, ma la sua quotazione come critico è alquanto scarsa. D'altro canto non scriverebbe per quel giornalaccio inutile. Quando mai si è criticato un film a partire dalla sua casa di distribuzione? Certo esiste ed esisteva il cinema chiamato "indipendente", non condizionato da certi interessi, certamente da lodare, seguire, ammirare con curiosità e interesse, ma se guardiamo a cosa stava dietro alle principali major del passato tipo Paramout, ecc dovremmo gettar via il 95% dei capolavori del cinema e della sua storia. Come si può notare già le premesse insite nel titolo di Grasso sono errate e prevenute. La morte della sala c'entra poco col film e l'algoritmo è un'altra cosa. Non per nulla la morte della sala è in realtà promossa dal giornale da cui è pagato (come anche da Repubblica intendiamoci). Non serve leggere l'articolo visto che già le premesse sono fuori da ogni logica.

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@Pinkflo3 … Non ne sapevo nulla di tutte queste cose. Adesso vado ad approfondire meglio questi insights sul Corriere e su Aldo Grasso. Mi intriga la cosa….

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Nel caso dì specie, ho solo utilizzato il riferimento per sintetizzare una riflessione che mi trovo sempre più spesso a fare, negli ultimi tempi. Nel senso opposto, vale lo stesso per Disney che vuole fare la piattaforma dì streaming con Disney plus.

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Il mondo dei media è ampio e articolato.
Vedendo il film mi è mancata proprio quella componente che reputo proprio specifica degli sceneggiatori che usano il metalinguaggio cinematografico nel contesto per cui è nato e con l’intonazione che gli è propria.

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È come se uno che parla un inglese maccheronico si presenta a fare l’interprete solo perché è più figo dì tutti nel look e dice cose fighe. Va bene, mi piace l’esperimento. Mi è sembrato un bel contenuto mediatico con un linguaggio cinematografico un po’ maccheronico, però. Ecco. Tutto qui. IMHO

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Buon film (7) anche la grande scommessa (8) è meglio. I detrattori per il 90% secondo me sono novax e/o repubblicani

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16 minuti fa, stanzani ha scritto:

I detrattori per il 90% secondo me sono novax e/o repubblicani

L’altro 10% di Democrazia Proletaria come il sottoscritto 😵

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@meliddo si, è la mia posizione. Il mezzo e il contenuto, Quello che mi è sembrato la nota stonata in questo caso. Il come. Poi quello che dice il film mi piace e mi interessa molto.

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Guarda caso ieri sera ero agli Arcimboldi con mia moglie per l’Attimo Fuggente. E appunto non ho potuto non fare una ulteriore riflessione su questo aspetto. Cambia diciamo il media, il contesto, il teatro, quindi necessariamente deve cambiare il come, l’arrangiamento, la sceneggiatura, il cast, tutto. Altrimenti il “come” influisce sul cosa si dice e rischia dì creare quell’effetto che prima ho cercato dì descrivere con l’aggettivo maccheronico. In questo caso, è proprio facile da capire, cosa intendo dire.

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Poi, mia moglie, che ha fatto studi classici (semiotica, ste robe qua), diversamente da me che sono analfabeta in questo caso e parlo per sensazioni, dunque mi ha fatto notare che nel caso dì Don’t look up, le due cose “come” e “cosa” si intrecciano proprio in quanto è lo stesso messaggio del film.

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Cioè, quello che per me sembra la nota stonata è proprio la contraddizione sociale di cui narra il contenuto del film, del resto tutti sanno tutto e ognuno spara le peggior ca…te senza nessun senso del ridicolo… quindi anche Netflix è legittimata a cimentarsi con cast dì questo livello in una produzione alla Netflix … chi sono io per dire che il linguaggio cinematografico è quello cui mi ero abituato con Fuori Orario (così vedo se questa volta sono più fortunato con Enrico Ghezzi, rispetto ad Aldo Grasso, sic)… sono io che magari sono un po’ rimasto intrappolato nel tempo, come il famoso Antonio dì Avanzi 😱

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6 ore fa, SalD ha scritto:

dunque mi ha fatto notare che nel caso dì Don’t look up, le due cose “come” e “cosa” si intrecciano proprio in quanto è lo stesso messaggio del film.

Osservazione molto interessante: si vede che ha studiato. 😁
Attoroni, trama da film demenziale, ma quello che si racconta è la "vera" realtà attuale, e lo sappiamo tutti benissimo. Non è feroce, non fa ridere, e ci si infastidisce a guardarlo. Finisce malissimo, ma con un inno a famiglia e amicizia. E con lo sberleffo della presidentessa mozzicata.
Se non incarna tutta la contraddizione del mondo attuale un film così...
E poi non è che per forza lo si debba accostare ai capolavori supremi dell'arte cinematografica. Basta che faccia pensare un po'.

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@faber_57 si, ma come è stato detto meglio anche da altri, a volte si ha la sensazione che chi vuole passare per quello che critica un certo tipo di costumi e comportamenti poi è lo stesso che ne incarna la più intima essenza. Hai presente il giornalismo tipo striscia la notizia? Ecco, certe cose lasciano questo tipo di retrogusto. A prescindere da tutto.

Poi capita che ci siano persone, un po’ complicate, tipicamente certa gente che votava Democrazia Proletaria, che ha questo tipo di sensori. Ha un fiuto per queste cose che non ti tornano. Ma va bene. Siamo strani noi. Mica gli altri. E vai di capolavoro dell’era moderna. Film di denuncia, tutto quello che vogliamo. Siamo di fronte al neorealismo dell’era moderna e non me sono accorto..

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Me lo dicono sempre i miei figli che sono un boomer. A pranzo quello più piccolo mi ha parlato di cultural misappropriation e checca…o, io ero abituato a dire parla come mangi….

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7 minuti fa, SalD ha scritto:

Hai presente il giornalismo tipo striscia la notizia? Ecco, certe cose lasciano questo tipo di retrogusto.

Perfetto. Ecco perchè avrei preferito il regista albanese. Ma forse fa più effetto se un film così lo fanno coloro che contribuiscono attivamente a creare questa schifosa realtà nella quale viviamo con colpevole piacere.

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@faber_57 uhm!

Son contento che stiamo entrando sulla stessa lunghezza d’onda. Però tu dici? Ho i miei dubbi. L’effetto è di normalizzare tutto. Questo ho imparato da 30 anni di striscia la notizia, delle iene, di report e compagnia cantante. Però capisco cosa intendi. È una bella questione. Anziché dircelo tra di noi nel sottobosco… che poi uno rischia di passare pure per l’intellettualoidi di turno… eh, è una bella questione ingarbugliata…. 

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