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Il buon vino


rebeccariccobon
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5 ore fa, flamenko ha scritto:

mai assaggiato un ramandolo?

il Verduzzo? certo . . .  e molti anni prima che avesse la DOCG (AD 2001) , , , , e anche il Picolit

vedo ora un DRI RONCAT (in cantina ho il loro Sauvignon - tappo Stelvin) Ramandolo DOCG - Uve Decembrine 2012 alla modica cifra di 27 euro per la mezza bottiglia (0,375)

se allo stesso prezzo mi danno la 0,750 . . .  potrei farci un pensierino (2 bt per assaggiarlo)

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per esempio: la selezione drironcat decembrina a 50 € a bt ha un prezzo così alto in quanto la produzione (irrisoria) ha una richiesta (facilmente)  superiore

a 50 euro si troveno 1er cru classe di oltre 10 anni

la produzione annuale di Sauternes si avvicina a 3,5 milioni di bottiglie e non è che possono mantenersele per venderle a prezzi esagerati (salvo eccezioni)

e neanche possono abbassare la resa per ettaro visto che le bottiglie prodotte per ettaro sono (mediamente) poco più di 1.500 (!!!)

 

PS : visto ora il disciplinare del ramandolo DOCG pubblicato in gazzetta ufficiale .... sono permesse fino a 7.000 bottiglie per ettaro (oltre 4 volte il sauternes)

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Nessuno che abbia un amico o un parente con la passione di fare il vino?

Da parte di mamma conto un rinomato e pluripremiato produttore di Vapolicella ed Amarone.. ma imho le bottiglie buone prodotte in famiglia escon tutte senza etichetta.

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@tigre Fino a qualche anno fa lo facevo insieme a mio padre, abbiamo ancora tutto l’occorrente, tini, torchio, macina e via dicendo.

Nella zona dove vivo ci sono parecchie vigne di gente che lo fa ma per consumo familiare.

Fra questi vi sono alcuni amici e parenti.

Pero’ ci stanno anche due grosse aziende che spediscono il loro vino in tutto il mondo, piu’ una, meno grande, ma che fa un vino superlativo.

Cio’ detto, e con tutto il massimo del rispetto, non cambierei mai una bottiglia di vino “di casa” con una comprata, qualsiasi sia il suo prezzo.

 

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3 minuti fa, samana ha scritto:

’ detto, e con tutto il massimo del rispetto, non cambierei mai una bottiglia di vino “di casa” con una comprata, qualsiasi sia il suo prezzo

Non ho tutta sta esperienza per esser assolutista. Non sono manco sto bevitore. Tanto meno esperto o conoscitore, come presumo siano coloro che sono intervenuti nel 3d.

Ma il Valpolicella fatto in casa che i parenti mi regalavano e che bevevo anni fa, mi sembra di ricordare fosse di categoria diversa da quelli commerciali che in questi anni ho gustato qua e là..

 

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7 minuti fa, tigre ha scritto:

Ma il Valpolicella fatto in casa che i parenti mi regalavano e che bevevo anni fa, mi sembra di ricordare fosse di categoria diversa da quelli commerciali che in questi anni ho gustato qua e là

Sarei rimasto stupito del contrario.

Le cose fatte in casa, ovviamente se sapute fare, hanno un altro sapore e genuinita’ rispetto ad un prodotto commercializzato.

 

Questa e’ un’ azienda che era quasi sparita qualche anno fa, poi un ragazzo, il discendente della famiglia, ne prese in mano le redini con entusiasmo e passione.

Producono un vino delizioso e possente..

https://www.nicoteraseverisio.it/it/

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a propò del vino "contadino"

andai a comprare un pollo ruspante e volle farmi assaggiare il suo vino dicendomi :

"moijma dic ch sà n'ccò d'acet" (mia moglie dice che sa un pò di aceto)

veramente sapeva solo di aceto al che gli dissi: "non ci capisco molto ma a sensazione tua moglie ha ragione!"

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@samana @tigre Trovo abbastanza complesso il discorso circa la superiorità del vino fatto in casa rispetto a quello commercializzato. Io sono pro vino commercializzato per quanto possano esistere delle eccezioni. Io lavoro nel mondo del vino e vi garantisco che esistono aziende che producono ancora il vino "genuino". Fino ad una certa dimensione le aziende si possono ancora permettere di lavorare senza troppa tecnica, più cresce il numero di bottiglie più si deve scendere a compromessi e allora è sempre più difficile , secondo me, bere vini emozionanti (questo è  il mio discrimina tra un vino che mi vien voglia di bere e un vino che definisco inutile in quanto non mi dice nulla, quindi posso bere acqua...)

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Ieri sera, un signor greco di Tufo. Complesso con sfumature che vanno dai fiori ad un accenno di idrocarburo e sorretto da una notevole vena acida

IMG_20210424_2032060.jpg

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Paranoid.Android
2 ore fa, Ste81 ha scritto:

idrocarburo

Benzina? sarà la falda inquinata😄

Comunque come già detto sono un somaro di vini e non bevitore,

Ho assaggiato il barbaresco del 2017 acquistato già citato ma non è nulla di che.

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@Paranoid.Android alcune uve su terreno vulcanico danno dei profumi che vanno dall'acetone alla pietra faccia, nei casi estremi alla gomma bruciata... Per il barbaresco, quello di fontanabianca non è un mostro di complessità.  Fresco piacevole, buono ma non eccezionale. A te che vini piacciono?

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2 ore fa, Ste81 ha scritto:

Fino ad una certa dimensione le aziende si possono ancora permettere di lavorare senza troppa tecnica

 

le mie datate frequentazione vitivinicole mi porta a dire che:

in vigna occorre creare le condizioni per cui la natura esprima il suo meglio e non è richiesto un decisivo  apporto  tecnologico e chimico (troppo lungo spiegare come) ma anche in vigna la tecnologia aiuta a monitorare le condizioni ambientali/climatiche per il controllo dello sviluppo e dei cicli vite/uva.

il discorso si capovolge in cantina, laddove una estrazione del mosto che non faccia danni al futuro vino richiede apparati meccanici/tecnologici dai costi stratosferici.

Anche la fermentazione richiede un altissimo contributo di tecnologie computerizzate (in primis il controllo delle alte temperature prodotte dalla stessa fermentazione) se non si vuole ammazzare il  bambino nella culla.

e poi in partenza occorre separare NETTAMENTE il contadino dal vignaiuolo, sfortunatamente ho avuto parenti contadini e non vignaiuoli e vi assicuro che capiscono più di acqua che di vino.

c'è qualche eccezione sul pianeta terra? ne conosco a malapena un paio

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4 minuti fa, Ste81 ha scritto:

danno dei profumi che vanno dall'acetone alla pietra faccia, nei casi estremi alla gomma bruciata...

il mio moto è:

se non sa di feccino un bianco buono non è

se non sa di catrame un rosso buono non è

e per sentirli, il vino deve maturare da 3/4 anni in avanti (i bianchi) 

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@artepaint secondo me anche in cantina non serve chissà che tecnica,  ma fare 20 damigiane o 20000 bottiglie è  un po' diverso. Mio zio fa vino, qualche damigiana, è buono, ma un buon produttore fa molto molto meglio

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Paranoid.Android
27 minuti fa, Ste81 ha scritto:

quello di fontanabianca non è un mostro di complessità

Infatti mi è sembrato molto piatto.

27 minuti fa, Ste81 ha scritto:

A te che vini piacciono?

Non sono bevitore. Diciamo un astemio selettivo. Fino a due decenni fa penso di avere provato gran parte dei produttori scozzesi di whisky. Attualmente le uniche bottiglie che ho a casa sono di Campari che non manca mai.

Tornando al vino è un prodotto che proprio non riesco ad apprezzare e che assaggio più per curiosità. A differenza di mia moglie il cui padre e stato per anni coltivatore del raro vitigno autoctono della Tintilia (molto buono) ma poco conosciuto.

Quindi per poterlo apprezzare deve colpirmi particolarmente come un buon dolcetto d' alba un Syrah un Gewurtztraminer o un Sauvignon.

Recentemente ho apprezzato questo (14 euro)

 

sauvignon.jpeg

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