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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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Il 31/8/2022 at 00:00, one4seven ha scritto:

Se c'è chi acquista LP solo se dichiarati (vero o meno che sia) AAA, è evidente che si pensi che sia la tecnologia a fare il suono in primis, e non la mano che la usa

 

il pensiero di tanti, tantissimi appassionati vinilomani  che sino a qualche mese fa 

spendevano decine e decine di euro per un vinile pseudo AAA spesso a  tiratura  limitata (sic!) e ritenuto a torto il sacro graal  :classic_biggrin:

 

oggi gli stessi fanno finta di niente, anzi dicono che la notizia MOFI  e' una non notizia  😎

Comunque per chi volesse sentire cosa sa fare un master e una produzione completamente 100% analogica… si prenda lo sfizio di ascoltare giusto per esempio un LP come questo… non c’è bisogno di andare in America da mofi… abbiamo le nostre eccellenze come foné..

trasparenza e naturalezza e dinamica di un altro pianeta, rispetto alle solite minestre commerciali, anche le migliori..😊

image.jpg

6 ore fa, glucar ha scritto:

Questa è una bella domanda, chapeau. Purtroppo, almeno per ora, non credo potremmo avere risposta.

Una risposta c'è, ed è stata realizzata con la forte collaborazione di Bernie Grundman. E' un disco di Lyn Stanley e si intitola "London with a twist - Live at Bernie's" registrato interamente nello studio di Bernie Grundman. Possiedo sia il vinile che il SACD e, set up personale a parte (ognuno di noi ha il suo e ne conosce il suono) permette di ascoltare i medesimi brani registrati live in contemporanea su 3 media diversi, confrontando :

- live direct to disk su vinile ( non ci sono nastri, non ci sono files, praticamente come agli albori dell'industria discografica )

- needle drop (vinyl rip) da master disk metallico registrato in dsd su sacd usando un set up analogico sontuoso( non ci sono nastri )

- da nastro a 76 cm/sec a dsd sullo stesso sacd

- da master protools a cd (strato cd del sacd) diretto da files a cd, ancora senza nessun nastro coinvolto

Che io sappia, non ci sono altre opere che consentano di mettere a confronto, in maniera paritaria, 4 diversi sistemi di generazione del master. Non chiedetemi cosa si sente, non ve lo dirò mai, anche perché rischio di scatenare l'inferno.

  • Melius 1

@TetsuSan io però sono convinto che le etichette audiophile ci vadano giù "pesante" a sistemare il "sound". O meglio, fanno ciò che ritengono opportuno a seconda dell'obiettivo che si sono prefissati. Magari in alcuni casi basta una ritoccatina, ed in altri un intervento più corposo. E sono pure convinto che in un modo o nell'altro, abbiamo una loro "firma sonora".

30 minuti fa, one4seven ha scritto:

tutto possibile in dominio digitale sicuramente. Anche in dominio analogico? 

 

Tutto tranne i riverberi (escludo ci sia qualche pazzo che usa un vecchio plate o molla analogico, piacevoli ma grezzi e colorantissimi) che sono processi troppo complessi e raffinati per poter essere fatti in dominio analogico. Vedi ad es. i sofisticatissimi riverberi a convoluzione (Lexicon, TC e pochi altri) che hanno qualche uso nel mastering e remastering di musica classica. 

 

30 minuti fa, one4seven ha scritto:

In soldoni, MoFi ad esempio, citando la sua consolle di Paravicini, avrebbe a disposizione tutta quelle possibilità di intervento, prima di passare al taglio lacca?

 

Non credo che Mofi, stando a quanto dichiarano ed essendo un etichetta che cerca una resa "clean" cara ai puristi, utilizzi altro che l'eq della console di Jim de Metalontani.

Poi vallo a sapere. 

Facevo un discorso più in generale sugli strumenti utilizzabili nel mastering. Il grosso di quei processi citati sono in macchinari analogici o digitali (o plug in di una DAW) esterni alla consolle da mastering, che ha un EQ parametrico e al massimo un compressore on board. 

5 minuti fa, alexis ha scritto:

trasparenza e naturalezza e dinamica di un altro pianeta, rispetto alle solite minestre commerciali, anche le migliori..😊

Ricci spesso produce dei dischi stupendi sotto il profilo tecnico, peccato che ogni tanto nelle confezioni dovrebbe aggiungere 4 stuzzicadenti per tenere le palpebre ben sollevate. Registrare live con 2 - 4 microfoni mixati direct nel master tape garantisce ottimi risultati, ma dubito che un disco come Thriller potesse essere realizzato con simile modalità.

Il confronto è un non confronto, portare simili dischi a paragone è fuorviante, tuttavia serve per capire "quanto bene possa suonare un sistema".

  • Melius 1
6 minuti fa, one4seven ha scritto:

etichette audiophile ci vadano giù "pesante" a sistemare il "sound

Dipende da cosa intendi per "pesante". Un'attenuazione (oppure un'esaltazione) di 1 db nella zona dei 300 hz cambia completamente l'impatto del disco e la resa delle voci. 1 db, Provare per credere.

  • Melius 1

@TetsuSan vero, serve a capire il potenziale della presa diretta su tape, che ovviamente non va bene con tutta la musica, ma va benissimo per registrare la classica o il jazz o musica acustica nella migliore forma possibile. Ovviamente è una piccola etichetta indipendentemente per cui è già un miracolo che riesca comunque a cooptare interpreti di primo livello 🙂

@one4seven Ascoltato, "dice molto meno" e non esamina minimamente l'influenza del nastro.  Però suona stellare e se qualcuno ha dei dubbi sul dsd256, può essere comunque una buona base di confronto. Ho segnalato Lyn Stanley perché la tua domanda confrontava proprio la fattispecie nastro si / nastro (quasi) no.

17 minuti fa, aldofranci ha scritto:

Non credo che Mofi, stando a quanto dichiarano ed essendo un etichetta che cerca una resa "clean" cara ai puristi, utilizzi altro che l'eq della console di Jim de Metalontani.

Poi vallo a sapere. 

Quanto incide, secondo te, sulla resa finale, un processo "full analogue", rispetto ad un processo "misto", o "full digital"?

(sempre che abbia senso come domanda, abbi pazienza 😁)

Il punto però non è stabilire se sia meglio una registrazione analogica o digitale in DSD o meno. Questo potrà essere anche interessante dal punto di vista audiofilo. 
Qui si parla di registrazioni analogiche in origine e se ha senso o no un passaggio in digitale per poi produrre un vinile. 
Io la penso un po’ come Steve Hoffman già da prima che lui si pronunciasse. 

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