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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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@one4seven Grazie.

-

Segnalo inoltre per gli Analogisti puristi delusi, che d'ora in avanti avranno meno materiale per masturbarsi, una piccola casa discografica (forse alla luce dei fatti attuali non potrebbe essere altrimenti) che fa degli interessanti "dichiarati" Live Direct-to-2-track AAA di qualità sonora notevole a prezzi ragionevoli.

La serie "Studio Konzert" di casa Neuklang propone dischi audiophile in vinile vergine da 180 gr., registrati in presa diretta completamente in analogico e presentati in edizione limitata e numerata in una elegante confezione.

Addirittura sul retro è presentato il posizionamento dei microfoni!

Ne ho un paio, è pornografia buona.

  • Melius 1
19 ore fa, m.tonetti ha scritto:

 

 

Leggendo questo mi viene in mente che forse il problema di fondo sia culturale. Se si facesse una buona informazione anche tecnica non ci sarebbe bisogno di nascondere il passaggio in digitale DSD come se fosse il male assoluto.

.

Sarebbe ora che gli audiofili crescano, maturino, acquisiscano una nuova consapevolezza.

In questo senso lo scandalo Mofi può essere utile per allontanarsi dalle credenze mistiche che pervadono questo hobby. Bisogna iniziare al più presto a dare credito al merito, a chi fa le cose per bene, al risultato finale, prima di esprimere un giudizio.

.

Qualche tempo fa navigando sono incappato in questo blog che analizza le stampe migliori o peggiori https://ontherecord.co/category/bad-sounding-audiophile-records-the-complete-list/

Caso per caso. Si analizzano anche i Mofi. Alcuni considerati ottimi, ai primi posti, altri pessimi agli ultimi.

 

 

 

 

  • Thanks 2
giorgiovinyl
2 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Diciamo anche 150 nei casi più fortunati (molto fortunati) e per i titoli meno desiderati.

Monk's Dream sono riuscito a prenderlo a poco più di 150 euro. Ai tempi era un affaròn, col senno di poi non lo so riprenderei, fermo resta che suona incredibilmente bene.

 

2 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Io ho l'impressione che il pallino lo abbiano in mano non tanto i singoli appassionati, come te, che comperano una copia di Monk's Dream, ma lo zoccolo duro di negozianti e trafficoni che comperano più copie per il loro business.

Hai ragione. Però una cosa è il rivenditore di professione che lo rivende a 180 euro, per esempio Sound and Music, quello fa il suo lavoro ci paga spese di spedizione, tasse dogana più giustamente il suo ricarico. Altra cosa è lo speculatore che compra diverse copie e poi lo vuole rivendere a 350 se non di più. Quest'ultimo adesso rischia tanto

 

2 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Perché se viene a mancare quella benzina lì, la partita è chiusa sia per il nuovo che per il vecchio e gli One-Step pur di liberarsene te li tireranno dietro.

Può essere ma dobbiamo stabilire cosa intendiamo per il tirarli dietro. 5 euro dubito. 60-70 euro un One Step per come suona per me potrebbe valerli. 40 euro già sarebbe un affaròn.

Che poi i Resonance di cui tutti parlano bene ma di cui onestamente ammettono un passaggio in HiRes non è che siano proprio regalati e vanno sempre sold out

2 ore fa, OTREBLA ha scritto:

La produzione corrente di MFSL (in particolare i 33 giri) secondo me è ancora più in bilico degli One-Step, non essendovi nemmeno l'attrattiva del procedimento di taglio matrice ad una fase, procedimento che resta l'unico motivo di seduzione capace di indurre l'appassionato a spendere un po' (un bel po') di più del normale. 

Alberto.

A questo non ci avevo pensato, potrebbe essere anche se al prezzo a cui li ho comprati non ne rimpiango uno.

Rimpiango invece i vinili greymarket non autorizzati o quelli autorizzati ma con master da cd (insomma quelli che tu chiami cidili, comprati a inizio anni 2000 quando ricominciai a comprare vinili e ancora non avevo chiaro quali fossero i vinili di qualità e quelli no. Ma per fortuna sono pochi neanche una decina

 

@_Diablo_ come non essere d'accordo... Però te ne sarai accorto che è una mission impossible tentare di fare ragionare su questi aspetti. 

Lo hai rilevato anche te, vecchi e nuovi  audiofili alle prese con il nuovo modo di comunicare su youtube e Company, non si capacitano. E fanno anche ridere, ammettiamolo ... 😁

giorgiovinyl
16 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

Qualche tempo fa navigando sono incappato in questo blog che analizza le stampe migliori o peggiori https://ontherecord.co/category/bad-sounding-audiophile-records-the-complete-list/

Caso per caso. Si analizzano anche i Mofi. Alcuni considerati ottimi, ai primi posti, altri pessimi agli ultimi.

Bel link... grazie...

giorgiovinyl
1 ora fa, _Diablo_ ha scritto:

Alla luce di tutto ciò sono d'accordo con quanto detto anche dal CEO PSaudio, è un ottimo modo passare da Master bobina a Master DSD. La stampa del vinile può spesso suonare meglio del DSD stesso.

Questa è stata la mia sensazione e l'ho scritto nel thread

 

"Ho diversi vinili MoFi e in genere sono eccellenti a volte sensazionali. Chiaramente non tutte le ciambelle riescono con il buco e dipende anche dalla registrazione originale, ma non suonano affatto freddi e digitali.

Ho anche diversi SACD MoFi e vale lo stesso discorso ma, almeno nel mio impianto, il vinile ha qualcosa in più,

a volte anche più di qualcosa.

E' un impressione perché ho non doppioni vinile-sacd, quindi non ho fatto confronti diretti."

Aggiungo che però mi piacerebbe fare un confronto tra un One Step DSD e uno interamente AAA

 

Still Spinning

Della lista pubblicata da  densenpf, ho due titoli, di circa una ventina di mofi che posseggo.

sono: Alan Parson Project  "I Robot" (doppio vinile 45 RPM)

Paul Simon  " Still Crazy After All These Years" (doppio vinile 45 RPM One Step)

Fermo restando tutte le critiche giustamente sollevate, suonano entrambi benissimo, con altissima qualità di stampa, tranne che per un disco di Simon, leggerissimamente eccentrico cosa per me non ammissibile in produzioni di questo tipo.

Suonando molto bene, quest'ultima cosa mi da più fastidio della poca trasparenza mostrata dalla casa.

51 minuti fa, one4seven ha scritto:

come non essere d'accordo... Però te ne sarai accorto che è una mission impossible tentare di fare ragionare su questi aspetti. 

Lo hai rilevato anche te, vecchi e nuovi  audiofili alle prese con il nuovo modo di comunicare su youtube e Company, non si capacitano. E fanno anche ridere, ammettiamolo ... 😁

.

Certo che è impossibile, anche vedendo la caratura di certi personaggi. Gli youtuber sono audiofili ancor più integralisti, che hanno fatto della loro "malattia" per questo hobby un lavoro. Alcuni molto competenti e utili nel loro campo se presi con le dovute cautele. Ma ognuno con le proprie idee e convinzioni dogmatiche. Verità rivelate a poco prezzo!

.

Quello che non mi capacito rispetto al mio modo di vedere le cose é come faccia un audiofilo che lo è da anni (e quindi dovrebbe avere maturato una certa esperienza) a chiudersi la mente sempre di più anziché aprirsela?

Detto da chi usa ormai da anni con soddisfazione sia supporto liquido che vinile.

.

Ogni anno si impara qualcosa di nuovo e si capisce che le cose non sono come si pensavano prima. Anche la vita di tutti i giorni è così: se insegna, insegna che non bisogna legarsi troppo ai pregiudizi, a non dare tutto per scontato e restare aperti, curiosi alle esperienze.

 

  • Melius 2
cactus_atomo

quando nachque il digitale, e ben prima dellla introduzione del cd, molti vinili venivano da un master digitale che però, essendo una novità tecnologica, veniva accetttato e considerato un plus. c'erano i cbs digital recording, i denon pcm i teldec e tanti altri. ma il passaggio digitale veniva dichiarato alla luce del sole-

adesso i vinioi non sono per il grande pubbico, m per i collezionisti, quindi un priliferare di edzioni a 180-220 gr, edizioni limitate, ristamper audipphile, che spesso nulla hanno di sostanzialmente differente dalla produzione meno "nobile". anche in passato si stamapavano migliaia di copie dai master analogici 8pensiamo a quante copie sono uscite di tdsotm), ma all'epoca i master non erano considerati preziosi come oggi (l'intero archivio dei nastri della argo è andato distrutto in un incendio, nessuno aveva pensto ad una copia di backup), si nfacevano tanti master copy diprima generazione che venivano mandati alle filiali dei paesi destinatari. oggi, con il rischio delle copie digitali, i nastri rramente escono dalle casseforti e anche i master di prima o seconda generazione si tende a non lasciarli in giro.

ma gli astuti venditori sanno che nessuno compra un vinie olo per come suona e per venderlo ad alto prezzo deve essere edizione limitatata, aaa e almeno 180 gr

Il 27/7/2022 at 20:02, densenpf ha scritto:

E qui hanno trasferito anche l'attrezzatura idonea non solo per salvaguardare questi nastri, ma per produrre copie perfette A/D.

Per questo sospetto che non sia neanche più vero da parecchi anni che vai alla casa discografica, questa impegna archivista e tecnici per permetterti di riversare con le tue macchine e i tuoi tecnici i master in DSD e poi andartene.

Mi sa che da anni ormai funziona tipo "Ciao sono DJ di Universal, ti sto mandando l'email con il link al cloud e la password per il download dei master che ci avete chiesto. Si, anche tu saluta tutti... si certo... ma vaff... ".

Poi potranno conservare e manutenere (se ogni tanto non lo srotoli un negativo cinematografico o un nastro magnetico musicale rischi in un decennio o due di trovare tutto malamente incollato, deformato, anche "allungato") in magazzini attrezzati e a temperature controllate fino a quando e quanto materiale?

Vero che, ormai da molti anni, tanta produzione artistica registra già direttamente in digitale, prima o poi quindi l'archiviazione dei supporti analogici cesserà, ma non oso immaginare la quantità di materiale.

Un disco non ha mica solo un nastro di mixdown (cioè il risultato del missaggio finale) e uno di master (cioè la masterizzazione del mixdown): i multitraccia (quelli che hai riversato, mixandoli appunto, nel mixdown) delle singole canzoni, dove li mettiamo? Anche i multitraccia quindi sono stati o verranno riversati in digitale. Capirai sono pieni di nastro adesivo, ditate... stile copia cinematografica da proiezione. In un piccolo documentario, che riguardava la scansione e il restauro digitale, ho visto i danni provocati dalle ditate sui fotogrammi ed è allucinante quello che combinano.

Ripeto, per me sono anni che l'analogico puro non esiste più a livello di supporti consumer.

Poi è anche affascinante, romantica se vogliamo l'idea che l'opera muoia per sempre... solo copie.

Sbaglio o Carmelo Bene sosteneva che musica e cinema erano "arte già morta prima ancora di esistere... cogliote, nata morta intendo... muore mentre viene registrata, fessi... "? 😁😁

Il 26/7/2022 at 00:41, one4seven ha scritto:

1. AAA suona meglio rispetto ad ADA.

2. Analogico suona meglio del digitale.

3. DR alto meglio di DR basso (questa per esempio è una delle mie, anche se so perfettamente che non è sempre così).

4. Hi res suona meglio del 16-44

5. Valvole suonano più calde dello stato solido.

6. La classe A suona meglio della classe D.

Leggo questo Thread con una certa personale soddisfazione... in fondo sono tutte cose che dico da anni... anzi da una vita!

E però... però mi pare che qui nel calderone ci si butti di tutto e cioè ...con l’acqua sporca si rischia di buttare via il bambino appena nato!

Iniziamo dal punto 1) Per chi ama il vinile, mi pare sacrosanto sapere se nella registrazione c’è un passaggio in digitale! Quindi lo “scandalizzarsi” è sacrosanto, specie se uno ha pagato un LP come due anni di abbonamento a Qobuz HiRes ..hehe.

Anche il punto 2) è una affermazione confusa e confondente. L’analogico suona meglio del primo digitale? Se un buon analogico, sì suona meglio sempre e comunque! Perchè? Perché la musica classica in formato 16/44 nun se pò sentì, specie se uno come me va sempre ai concerti dal vivo.

Sul digitale recente, invece, almeno sulla musica classica, il digitale HiRes con registrazioni recenti, per dire le nove sinfonie di Beethoven con la Chamber Orchestra of Europe, dirette da Nezèt-Seguin, in formato 24/192, suonano più belle e naturali di qualsiasi registrazione in vinile io abbia mai ascoltato, su qualsiasi giradischi di qualsiasi prezzo! E queste sinfonie uscite due settimane fa le ho ascoltate su un DAC da 2000 euri, roba che spesso solo la testina di un gira costa così..

3) Sono felice di leggere, finalmente, anche da te questa affermazione! Sì, in genere è meglio un DR alto, ma non deve essere la Bibbia! Il perché l’ho spiegato in diversi miei Thread...

4) Anche questa affermazione è buttata lá per confondere! È ovvio che una pessima registrazione in HiRes 24/96 suoni peggio di un’ottima registrazione in 16/44... ma se si parla della stessa registrazione e dello stesso mastering, ecco allora l’ascolto in 24/96, specie di musica classica e jazz, è proprio di un altro pianeta per qualità audio... e lo dico da possessore di diversi player Accuphase... mica pizza e fichi!

Scrivevo circa 10 anni fa (il tempo vola...) che il formato HiRes 24/96 secondo me era l’Optimum... oggi, Luglio 2022, la stragrande maggioranza degli album che escono da parte delle grandi etichette (Decca, Deutsche Grammophon) sono in formato 24/96! Beh... avendo buoni orecchi, è stato facile essere allora un buon profeta..😝

Sulla affermazione 5) non voglio neppure entrare, perché sarebbe davvero parlare del sesso degli angeli...

Sulla 6) purtroppo invece sì! Mi piacerebbe, davvero, che la classe D, e parlo di oggetti progettati e prodotti nel 2020,21,22 e ascoltati di recente anche a Monaco... appunto mi piacerebbe dire che suona bene come la classe A, perché costa molto meno e sopratutto... con un Luglio così  bollente, scalda assai meno! Purtroppo, a casa mia, non è così... tanto che la cuffia RAAL con un ampli in classe D diventa così poco “ascoltabile” che l’ho messa via fino a settembre, quando riaccendo il finalone in classe A!

Peraltro sono state dette diverse cose poco precise e “abborracciate” nel corso della discussione, per esempio, quando @giorgiovinylparagona SACD a LP,tratti da file DSD 256! I vecchi SACD sono DSD a 32 o massimo 64! E ti credo che si sentono peggio del disco in vinile ricavato da file DSD 254!

Insomma... mi pare che regni ancora troppa troppa confusione sotto il sole... troppi pregiudizi... troppa approssimazione... ed è ovvio che poi qualche azienda se ne approfitta! E ci guadagna... 😉

  • Melius 1
giorgiovinyl

@SimoTocca Io paragono i supporti venduti da MoFi, quindi vinili e sacd.

In un intervento ho scritto anche che se la MoFi fosse stata trasparente suo passaggio in DSD dei vinili, e avesse messo in vendita il file DSD 256 avrei potuto anche scegliere di acquistare quello potendolo ascoltare  a quella risoluzione grazie al mio lettore Esoteric.  A parità di prezzo comunque tra un file e un sacd preferisco comunque  quest’ultimo. 
Comunque tutto mi fa pensare che anche per i sacd la MoFi lavora in DSD 256

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