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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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@maxbara sai qual'è il problema? 

Dante la chiamava legge del contrappasso. 

Se avessero evitato per anni, dico per anni, di asserire la superiorità di questo e di quello, anche con discreta supponenza ed atteggiamento alla "se non lo senti sei sordo", forse oggi sarebbero meno sbertucciati. 

 

 

E cmq non si sta parlando di una azienda alimentare, ne sono robe che riguardano la salute. Insomma, sono dischi eh. Quindi gli sfottò ci possono pure stare... 😁

E' indubbio che è più interessante considerare la riflessione audiofila, che si é resa necessaria. Alcuni pregiudizi o assiomi alla luce dei fatti si sono pesantemente incrinati.

,

Stringendo al massimo vedo due insegnamenti:

1- Impossibilità di riconoscere "On the Fly" la natura digitale o analogica della catena di produzione di un disco in vinile. E qui è inutile girarci attorno è una bella botta alla credibilità per i guru pipistrelli.

2- Il DSD4x usato da Mofi e in generale il digitale nella loro produzione si è rivelato efficace. Chiaramente insieme alla cura e alla ricerca della sorgente prima: il master originale. Questo invece è una mina per chi è convinto che la tecnologia digitale degeneri la qualità o che si perda qualcosa per strada.

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Ragionare su questo è sicuramente più stimolante piuttosto che sottolineare da 40pag. l'atteggiamento ingannevole di Mofi, per cui ci saranno conseguenze di mercato o legali, che solo il tempo potrà quantificare.

10 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

l'audiofilo non ha mai avuto gli strumenti per scoprire il trucco di MoFi.
Giorgio ad esempio, ha ascoltato Monk's Dream soltanto nella versione One-Step; se avesse avuto anche un'altra versione Full Analogue, su due 45 giri, certamente si sarebbe accorto che qualcosa non andava.

.

Questa è una tua speculazione tuttavia, non ne abbiamo la riprova e probabilmente non l'avremo mai. L'unica cosa che possiamo dire è che alcuni Mofi sono stati preferiti ad altri AAA.

Solo adesso che si sa che Mofi è ADA (o ADAA) c'è qualcosa "che non va"? Altrimenti si continuerebbe a esprimersi in un giudizio di "preferenza", come chi si è sperticato in lodi per alcuni Mofi in questi anni.

.

Dal mio punto di vista gli audiofili "esperti" dovrebbero sempre dubitare di essere sordi. Ed essere aperti all'esperienza. Anzichè sparare sentenze dopo due secondi netti di ascolto. Prima lo capiscono e meno danni faranno a loro stessi e ad altri sventurati che li seguono e che finiranno per coltivare gli stessi pregiudizi.

Detto da chi usa felicemente sia analogico che digitale.

.

Rispetto all'argomento, rileggi il primo post, non siamo affatto OT. Anzi è proprio l'argomento, poichè c'è un rapporto di relazione stretta. Come in un perfetto Uroboro il serpente Mofi ha morso la coda degli audiofili, uno non può esistere senza l'altro. Mofi sapeva bene che pubblicizzare il suo uso della tecnologia digitale in un ambiente così tradizionalista, per non dire oscurantista, le avrebbe eroso fette di mercato.

L'inganno si è inserito ad hoc, non a caso, per soddisfare le credenze della propria clientela.

32 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

certamente si sarebbe accorto che qualcosa non andava. Magari lo avrebbe messo sull'avviso già il 33 giri della Impex, che è tripla A.

 Davvero, faccio fatica a capire come si possa essere convinti di come stanno le cose, in maniera quasi "religiosa". 🙂

28 minuti fa, _Diablo_ ha scritto:

Mofi sapeva bene che pubblicizzare il suo uso della tecnologia digitale in un ambiente così tradizionalista, per non dire oscurantista, le avrebbe eroso fette di mercato.

L'inganno si è inserito ad hoc, non a caso, per soddisfare le credenze della propria clientela.

Non sono d'accordo. Sarebbe andata come dici tu se MoFi avesse accettato di misurarsi ad armi pari con chi produce edizioni tripla A. Allora sì.

Se avesse lanciato il guanto di sfida, che qualcuno senz'altro avrebbe raccolto, poteva essere credibile la tua ipotesi, mentre invece è destituita di ogni fondamento.

L'inganno c'è stato perché era l'unico modo per competere con le edizioni tripla A, della cui superiorità sonora MoFi è ben cosciente. Ha voluto sfidare il campione, truccando le carte.

Alberto.

  • Haha 1

@OTREBLA

19 minuti fa, OTREBLA ha scritto:

Ha voluto sfidare il campione, truccando le carte.

Ammesso e non concesso che il tuo ragionamento sia valido: E ha pure vinto. 

Perché "il trucco" funziona, e non è stato scoperto per la sua natura, ma per via "traversa".

giorgiovinyl

Io però vorrei capire perché tanta acredine e rancori nei confronti degli appassionati dell'analogico.

Leggo di togliersi i sassolini dalle scarpe anzi macigni. Ma si può sapere cosa vi abbiamo fatto?

Per esempio vorrei capire chi ho mai sbertucciato?

Io ascolto musica in tutti i modi possibili:  in vinile, cd, Sacd e HiRes. Mi mancano solo le bobine.

O vi da fastidio che apriamo thread sulle ristampe analogiche per consigliare a tutti i forumers ottime ristampe?

Oppure vi disturba la discussione sugli affaròn vinilòn creato da Alberto sia in cima ai thread musica? E' stata una scelta della moderazione non nostra, e se lo seguiste ogni tanto quelli di voi dotati di giradischi potrebbero accaparrarsi una ristampa se non AAA sicuramente buon suonante. 

Sicuro che questo sentirsi sbertucciati non abbia più a che fare con voi e con le vostre insicurezze che con noi?

Se siete così convinti che il digitale sia sempre meglio non dovrebbe farvi ne caldo ne freddo se noi ci scambiamo consigli sui qualche vinile.

Vorrei proprio vedere voi, sicuri che in cieco riconoscereste un file HiRes 24/192 da un 24/96 o da un semplice cd?

Che quel sacd importato dal Giappone sia davvero un riversamento flat?

Senza misurarlo riconoscereste un cd compresso è uno no?

Guardate che le fisime audiofile non le abbiamo solo noi analogisti?

Che poi, l'ho scritto tante volte, non credo neanche di essere un audiofilo.

 

 

  • Melius 1
giorgiovinyl

Per quanto riguarda i MoFi, l'ho già scritto più volte, e non ho difficoltàa riammetterlo, per come suonavano non avrei mai detto che avessero un passaggio in digitale.

Però la Mofi, pur se truffaldina, ha fatto un lavoro allo stato dell'arte.

In genere la differenza tra vinile AAA e quello di provenienza digitale è facilmente percepibile.

Chiunque di voi confronti un Blue Note 75 con gli 80  o i Classic.

Don Was dette l'incarico a Joe Harley e Kevin Gray per realizzare i Tone Poet proprio perché si rese conto che i Music Matters suonavano molto meglio delle ristampe Blue Note 75.

Altri esempi: confrontate il cofanetto dei Beatles mono AAA con quello stereo oppure il cofanetto di Nina Simone periodo Philips realizzato dalla Universal con passaggio in HiRes con le due successive ristampe Acoustic Sounds.

@OTREBLA mah... Bisogna vedere rispetto a cosa: rispetto all'aspetto commerciale no. Perché i trucchi prima o poi, in una maniera o nell'altra, vengono fuori. E su questo aspetto Mofi è stata davvero poco lungimirante. 

Ma dal lato "sonico", beh sì, ha vinto, o quantomeno pareggiato. 

Sempre che anche gli altri giochino secondo le regole. 😉

C'è un fatto su cui @_Diablo_ ha ragione. Se Mofi avesse dichiarato fin da subito il suo reale processo produttivo, probabilmente non avrebbe avuto gli stessi volumi di vendita. Poteva pure suonare meglio di tutti gli altri, ma tanto se il mercato vuole il bollino AAA, te vendi solo se ce lo appiccichi sopra. In maniera del tutto scorrelata dall'effettiva qualità del prodotto.  

Non si può non ammettere che il mercato degli LP audiophile sia "viziato" da questa caratteristica.

 

 

Guarda che questo presunto problema si poteva tranquillamente risolvere proponendo, almeno in qualche caso, le due versioni, DSD e AAA. Oppure, ripeto, sfidando i concorrenti a realizzare una versione tripla A migliore. E stai tranquillo che la sfida avrebbe indotto molti audiofili a comperare entrambe le stampe.

Si fa ancora a tempo eh, Analogue Productions può decidere di stampare nella sua collana ammiraglia UHQR, aggiungendovi lo One-Step, il Monks Dream. Spero per MoFi che non lo faccia (ma se io fossi Chad Kassem mi precipiterei a stampare tutto il possibile tra i titoli MFSL One-Step, in UHQR Tripla A One-Step. Dopodiché fisserei un prezzo inferiore rispetto ai MoFi).

 

Alberto.

 

@giorgiovinyl Giorgio, qui un girapadelle ce l'abbiamo tutti. Ci piacciono gli LP, ci piacciono i cd, ci piacciono i files etc..

Poi però ci sono quelli che "è meglio solo quello che ascolto io". 

Quando fai così (non te eh), ti esponi pericolosamente, indipendentemente dal formato scelto per mettersi in quella posizione.

Banalmente, stavolta se la sono presa nel sedere quelli del "è meglio solo quello che ascolto io" versione LP AAA.

Quelli che si sentivano più sicuri di tutti... 😁

 

 

 

 

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