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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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@max

Dopo la metà degli anni 70 sono un po’ peggiorate le registrazioni, ma la roba moderna … può anche essere analogica, ma ha un suono diverso.

C’è libertà (per ora), quindi se ti piacciono le ristampe, prendi le ristampe.

Lasciami una battuta, però, i ristampari sono un po’ degli analogisti di ritorno …. ora vogliono l’analogico, ma senza un tic e lo vogliono che suoni secondo le mode odierne, quando tutti registrano in digitale a parte qualche sparuto musicista che ha i soldi per potersi permettere tutto in analogico.

Quindi jazz e classica sono esclusi o quasi.

Non si può identificare un analogista tipo in un ristamparo.

Non lo dico con acredine o cattiveria, ma è un controsenso, quasi un ossimoro

  • Melius 1
1 ora fa, max ha scritto:

insomma..saranno AAA ma le logiche-attrezzature di mixaggio erano diverse da quelle utilizzate oggi dai tecnici che vanno per la maggiore, tipo Gray...per la mia esperienza luci e ombre soprattutto dopo la metà degli anni 70

Al netto che Gray non fa opere di remix, ma solo di trasferimento (è Wilson uno degli esperti sui remix da nastri originali), è chiaro che le attrezzature odierne non sono quelle di allora. Quanto peso abbia ciò non saprei di preciso. Però come dichiarato dallo stesso Gray, lui ci mette le mani e riequalizza a seconda del caso. Per cui, non sono vecchie e nuove attrezzature a fare la differenza sostanziale, ma l'idea di suono che si voleva (e si poteva) allora, e quella che si vuole (e si può) oggi.

 

loureediano

Io certi discorsi non li capisco se non per fare polemica

Mi pare che nessuno qui abbia detto che un disco in vinile suona male se ricavato da un passaggio in digitale, mi pare che tutti abbiamo magnificato l'opera fatta sugli album di De André ricavati da file 24/192

Quindi io non mi sento defraudato ad aver comprato il cofanetto di De Andrè o molti altri LP derivati da file digitale mi sentirei defraudato se me lo avessero fatto pagare il triplo dicendomi che era tutto analogico.

  • Melius 1
9 ore fa, aldofranci ha scritto:

Quel che è pure evidente però, tanto per sviluppare un ragionamento sulla vicenda che non sia solo tuonare (con piena ragione) contro lu fetentone di mister Mofi, è la renitenza tua e di tanti altri a trarne il primo e più importante insegnamento:

voi audiophili, per come state messi all'anno 2022 di Nostro Signore, siete altamente buggerabili.

A me invece pare evidente l'incapacità di alcuni, incluso te, di capire una cosa semplicissima, ovvero che se sei vittima di un inganno, non significa che tutti gli altri ti stiano ingannando.

Ma capisco bene che per chi è interessato a far passare i Rolex falsi per quelli veri, per i più vari motivi, è essenziale che gli appassionati credano che tra gli uni e gli altri non vi sia alcuna differenza.

.

9 ore fa, aldofranci ha scritto:

E lo siete perché basate gran parte delle vostre granitiche convinzioni su cose che sono irrilevanti quando va bene...equivalenti al nulla cosmico quando va male.

Ecco appunto.

Alberto.

Con tutto il rispetto, per capire una cosa come questa non ci vuole la laurea in filologia:

 

9 ore fa, aldofranci ha scritto:

E lo siete perché basate gran parte delle vostre granitiche convinzioni su cose che. sono irrilevanti quando va bene...equivalenti al nulla cosmico quando va male. 

.

Alberto.

Un disco non è un Rolex, ne un'opera di Modigliani.

È un prodotto INDUSTRALE, da scaffale, replicato in migliaglia e a volte in milioni di copie. 

@OTREBLA L'opera originale ne è solo una, la registrazione originale. È solo quella che ha un valore.

Noi stiamo parlando del processo di produzione di banali Copie fatte in serie.

 

Per questo i tuoi paragoni sono totalmente fuori luogo.

 

Progressive
9 ore fa, one4seven ha scritto:

è chiaro che le attrezzature odierne non sono quelle di allora. Quanto peso abbia ciò non saprei di preciso

E per fortuna direi, pensa se allora avevano a disposizione la tecnologia di oggi.

.

Senza evoluzione tecnologica nel campo musicale saremmo rimasti al suono vintage che in tanti amano perché è così che è stato registrato e bla bla...

22 minuti fa, one4seven ha scritto:

L'opera originale ne è solo una, la registrazione originale. È solo quella che ha un valore.

Non lo spiegare a me, spiegalo ai responsabili di MFSL.

Io so da me cosa ha valore e cosa non ne ha. 

So esattamente quanto vale una ristampa ricavata da file digitale, al centesimo lo so, e quanto una ricavata direttamente da nastro.

Poi se hai ragione tu che problema c'è? MFSL venderà tranquillamente migliaia di One-Step digitali (non a me) al prezzo di 100 o 125 dollari a copia, nonché migliaia di doppi 45 giri DSD a 60 dollari a botta, eccetera.

E tutta questa vicenda verrà presto dimenticata come qualcosa di non così grave, considerando che la qualità comunque non è venuta meno, e che in fondo dai...in fondo è uguale! Sono tutte menate degli audiofili!

Benissimo! :classic_biggrin:

Alberto.

 

26 minuti fa, one4seven ha scritto:

L'opera originale ne è solo una, la registrazione originale. È solo quella che ha un valore.

Giustissimo.

Il problema nasce quando mi spacci un disco come "la copia più vicina all'originale" una copia che subisce un trattamento digitale e ometti di specificarlo. E il motivo lo conosciamo tutti...

@OTREBLA ma guarda che tutti i dischi in vendita, fatti in serie, sono copie della registrazione originale.

Lo so benissimo che il mercato da più valore a copie (vere o presunte) AAA. Tutto sta a vedere perché. 

E quanto questo perché sia attinente con la realtà.

Basta non dimenticare che stiamo parlando di aziende che fanno copie però. Non di produzioni artistiche originali ed uniche.

Il 4/8/2022 at 20:49, _Diablo_ ha scritto:

) Chi dice che Digitale è il top sempre e comunque. Strumentalizza questa vicenda per dimostrare che gli audiofili sono ancorati a vecchi pregiudizi e formati ormai anacronistici. Non comprano o usano vinili. Posizione futurista.

Ed approfitta per togliersi i sassolini (macigni) dalle scarpe...aggiungerei 

Ciao 

D.

 

Al di là di ogni considerazione, quella perpetrata da MOFI è una truffa bella e buona. Non è qui però che bisogna disquisire se una copia (dal master?) trasferita in DSD256 sia più o meno valida dell'originale analogico, che poi, quanto sia originale, considerando che una copia di un master analogico si deteriora allo stesso modo delle copie successive di una foto jpg, è tutto da dimostrare.

Personalmente - ma è una mia opinione - ritengo che un nastro riportato in DSD256 senza manipolazioni possa anche suonare meglio del master originale (basta copiare un proprio LP su un DAT per rendersene conto e stiamo parlando di macchine alla portata di tutti), ma, per l'ignaro acquirente, se non si specifica totalmente e con chiarezza il processo utilizzato questo ha solo un nome: truffa.

  • Melius 2
Il 30/7/2022 at 13:00, rock56 ha scritto:

Mi ricordo negli anni '80 quando dagli scaffali la gente prendeva i CD e la prima cosa che guardava era se c'era scritto DDD altrimenti lo riponeva

Lo facevo anch'io (non di riporli, ma di pensare che fossero migliori) fino a quando non mi accorsi - piuttosto velocemente - che alcuni AAD suonavano meglio, molto meglio.

Anzi, agli inizi i DDD erano forse quelli col suono peggiore. 

Addirittura ricordo l'ultima integrale Beethoveniana di Karajan della DG, tutta in digitale (DDD): letteralmente inascoltabile; un pastrocchio inverecondo, timbricamente scorretto, di suoni impastati e confusi. 

A quei tempi non ero audiofilo, ascoltavo su un compattone di 💩 o su un lettore cd portatile con le cuffiette; quindi le differenze dovevano essere ben evidenti. 

 

P. S.: scusate il ritardo, sto leggendo ora. 

Ospite
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