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La corazzata Mofi/Music Direct si è autoaffondata?


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6 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

Voglio inoltre ricordare a tutti coloro che parlano di truffa ( che è un reato punito dalla legge ) che esiste anche la diffamazione.

Hai certamente ragione, tanto che Lincetto, in maniera molto “equilibrata” sottolinea che non si tratta di truffa, perché da nessun parte la MoFi ha scritto che si trattava di un procedimento completamente analogico. 
È pur vero che nella lettera di scuse pubblicata, la MoFi è costretta ad ammettere una mancata chiarezza sul processo eseguito per ottenere l’album finale. 
In questo senso, la mancata dichiarazione che tutto, TUTTO, deriva dal primo Master in digitale DSD, potrebbe essere tuttavia equiparata ad una truffa, quando si parla di vinile venduto ad appassionati convinti di materiale analogico.
Molto dipenderebbe dal giudice, ma ecco è più facile che MoFi venga condannata per truffa, che qualcuno di questo Thread per diffamazione!

15 minuti fa, one4seven ha scritto:

non buttiamo il 16/44 (anche se non serve più

Certo, non è che “butto via niente”! Esiste una marea di album FONDAMENTALI dal punto di vista artistico, in 16/44. Ma qui si parlava di copiare un Master, e il balzo tecnico e sonico consentito dal DSD 128/252 e dal PCM 24/96 o 24/192 è sicuramente un balzo notevolissimo.

Peraltro il problema con quei vinili (ne ho alcuni della Teldec e della Denon proprio degli anni ‘80) è un po’ lo stesso dei CD coevi: gli archi “gelidi”, il pianoforte con “poche armoniche”, una certa sensazione di “congestione” della grande orchestra e …via discorrendo.

 

39 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

ma il segnale analogico che pilota il tornio di incisione da dove arriva ? Nell'ottica di minimizzare i passaggi, potrebbe arrivare da un nastro analogico. Se così fosse, i vinili MoFi sono AAA

È buono questo tuo approfondimento sulla dicitura AAA, perché ci suggerisce che questa nomenclatura non garantisce la “totale” assenza di un passaggio in digitale. Sbaglio?

In altri termini, tu dici: chi spergiura sul fatto che le altre case discografiche dichiarano un “tutto AAA”, potrebbe ignorare che basta riversare su un nastro in analogico quello che ho ottenuto in Digitale… e il gioco è fatto! Possibile sia davvero così?

2 ore fa, aldofranci ha scritto:

Loro sono furfanti, ma voi siete grulli. 

E un furfante che incontra un grullo è una combinazione più micidiale del marine col suo fucile. 

Non più grulli di qualunque altro consumatore che si fidi di ciò che dichiara il produttore.

E comunque molto meno grulli di quelli che sono convinti che una conversione ADA sia sostanzialmente irrilevante. Quelli sì che sono grulli da competizione, anche se capiscono tutto loro ovviamente.

1 ora fa, TetsuSan ha scritto:

Sappiamo che il master originale analogico è stato riversato in DSD256, possiamo supporre che il mastering sia stato fatto in analogico, ma il segnale analogico che pilota il tornio di incisione da dove arriva ? Nell'ottica di minimizzare i passaggi, potrebbe arrivare da un nastro analogico. Se così fosse, i vinili MoFi sono AAA

Eh, lo dicevo io che Cristo è morto di freddo! :classic_biggrin:

Alberto.

46 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

 

Peraltro il problema con quei vinili (ne ho alcuni della Teldec e della Denon proprio degli anni ‘80) è un po’ lo stesso dei CD coevi: gli archi “gelidi”, il pianoforte con “poche armoniche”, una certa sensazione di “congestione” della grande orchestra e …via discorrendo.

 

Una tecnologia non ancora matura... Però attenzione. Su alcune di quelle registrazioni ci hanno rimesso le mani, facendo sparire quei "difetti". Penso ai SACD della Esoteric.

Quindi ancora una volta "calma"...

Quando si tratta di affrontare un disco noi pensiamo subito a quelle siglette: AAA, 16/44, 24/96, DSD flat transfer, etc... (Ognuno ha la sua preferita). E pensiamo di aver capito tutto solo leggendo quello.

No. Non è così. Produrre un disco è un lavoro più complesso. E sono tanti i passaggi che possono determinare quale sia il risultato finale. Indipendentemente da quelle siglette.

Vedo che è dura da capire...

Non dovrei dirlo (perché poi l'intera faccenda non è propriamente legale), ma mio padre, ormai defunto e quindi non più perseguibile, era - fra le altre cose - appassionato di pesca subacquea ed immersioni in apnea.

Un giorno (siamo negli anni '50) recuperò in mare una varietà di reperti di origine romanica: anfore, brocche, piatti e vasellame vario, che provvide a portarsi a casa (da qui l'illegalità della cosa). 
Alcune cose erano semplici frammenti, altre oggetti interi; tutti ovviamente in terracotta. 
Si erano perfettamente conservati in quanto sprofondati in una zona di fondale melmoso che li aveva protetti. 
Evidentemente una recente mareggiata li aveva fatti riaffiorare dal fondale.
Fra questi ricordo una specie di bicchiere, dipinto di nero. La pittura era incredibilmente ben conservata tanto che si vedevano ancora le impronte delle dita dell'artigiano che lo aveva dipinto (e probabilmente anche realizzato). Nel pitturarlo lo aveva tenuto per la base poggiato sulla punta delle cinque dita della mano (tipo il classico verso all'italiana del "ma cosa vuoi?") mentre con l'altra lo dipingeva. Le impronte delle dita, sporche di vernice, erano rimaste indelebilmente impresse sulla base del vaso. 
Ricordo che questa cosa, da bambino, mi aveva molto impressionato: quelle erano le impronte digitali (e analogiche) di un uomo vissuto duemila anni fa. 
Fin qui la realtà. 
Ora la fantasia:
trascorrono gli anni e porto il bicchiere ad analizzare; viene fuori che è un falso, realizzato da qualche buontempone in epoca recente e poi gettato in mare. 
Lo guardo e non mi provoca più nessuna emozione.
Eppure l'oggetto è sempre lui, solo che ha perso la sua anima.
Fatte le debite e rispettosissime proporzioni, posso capire cosa voglia dire, per un appassionato, credere di possedere una copia AAA di un nastro originale di 50/60/70 anni fa e scoprire che così non è.
La qualità non c'entra nulla, quella è roba da audiofili. 

  • Melius 1
2 ore fa, SimoTocca ha scritto:
6 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Ma questo s'è capito da pagine e pagine. La pattuglia dei digitalisti è qua per dimostrare che l'oro 18k è uguale all'oro 9k.

No, ad onor del vero questa fondamentale dimostrazione, che l’oro 18 K è uguale a quello a 9 K, è stata data dalla numerosa pattuglia degli “analogisti” convinti, pattuglia che per anni ha esaltato la qualità dei vinili MoFi senza sapere che in realtà stava ascoltando un …master digitale! Tutto qui… semplice semplice…

Ah questa perla me l'ero persa! E' un profluvio di scienza digitalista in questo thread!

Peccato che non so quante pagine fa abbia già scritto che non è possibile accorgersi di un riversamento digitale Hi-Res, se non hai a disposizione lo stesso formato riversato direttamente da nastro.

Ma  se disponi del medesimo One-Step nella versione AAA, allora sì che te ne accorgi.

A pensarci meglio, forse alcuni digitalisti di questo forum non se ne accorgerebbero...in effetti...:classic_biggrin:

Alberto.

  • Haha 1
2 ore fa, TetsuSan ha scritto:

Sappiamo che il master originale analogico è stato riversato in DSD256, possiamo supporre che il mastering sia stato fatto in analogico, ma il segnale analogico che pilota il tornio di incisione da dove arriva ? Nell'ottica di minimizzare i passaggi, potrebbe arrivare da un nastro analogico.

Bè non è mica detto, quello sarebbe un passaggio in più e sicuramente, per quanto accurato, lossy, in quanto vi è la produzione di un secondo nastro a partire dal DSD.
Se ho ben inteso tu dici: Mastertape stereo (A)  > file DSD (D) > nastro analogico (A) > Driver tornio e taglio lacca (A)

Questo procedimento non può essere considerato  AAA, è ADAA (anzi AADAA, se consideriamo il master multitraccia iniziale)

Per rispondere alla tua  domanda ma il segnale analogico che pilota il tornio di incisione da dove arriva?

Può arrivare tranquillamente da un DAC o dalle stesse uscite della DAW con cui è stato acquisito il mastertape stereo e rispetto al percorso precedente si salta un passaggio, io ritengo infatti che in MOFI questo fanno, ovvero:
Mastertape stereo (A)  > file DSD (D) > PC-DAW o DAC esterno > Driver tornio e taglio lacca (A)

Questo procedimento è ADA (AADA considerando il multitraccia), e rispretto al precedente c'è appunto un passaggio in meno.


In definitiva perché complicarsi la vita e perdere dati producendo un nastro stereo se hai già un mastertape stereo di partenza?

Acquisici in DSD e via DAW o DAC esterno piloti il tornio, fine, ad essere puri.

Perchè ecco, già che hai acquisito in digitale, perché non rifare il suono... ad usum?

 


 

@rock56  @marsattacks grazie per i vostri contributi dei MOFI che avete segnalato, mi sembra di capire che il suono di questi risulta in generale più coinvolgente e dinamico, tutto più intelleggibile e con una timbrica  più ricca e piena.

Tutto chiaro, grazie!

Mi torna infatti.

19 minuti fa, scroodge ha scritto:

Perchè ecco, già che hai acquisito in digitale, perché non rifare il suono... ad usum?

Per lo stesso motivo per cui ci sono un sacco di produttori che registrano in multitraccia Protools e mixano su nastro analogico stereo, per dare "quel tipico sound analogico, un po' sporco" alle loro produzioni. Risultato vinili DAA. Mi sembra che vengono usati dei mixer particolari, i summing mixer.

1 ora fa, TetsuSan ha scritto:

Per lo stesso motivo per cui ci sono un sacco di produttori che registrano in multitraccia Protools e mixano su nastro analogico stereo, per dare "quel tipico sound analogico, un po' sporco" alle loro produzioni. Risultato vinili DAA. Mi sembra che vengono usati dei mixer particolari, i summing mixer.

Ah bè in quel caso certo, ed è vero che alcuni lo fanno, ma fai prima ad usare outboard analogici a partire dal file di acquisizione, esci dal dominio digitale in analogico (ovviamente) , fai "il suono" in analogico, rientri in digitale e da lì tagli la lacca..


Oppure fai tutto prima di convertire in digitale…
 

Dipende solo come sai, da tre cose: tempo e  risorse a disposizione e margine di ricavo rispetto ai primi due..

Le possibilità sono infinite in effetti..

Il 6/8/2022 at 17:48, one4seven ha scritto:

Capisci che la credibilità l'hanno persa (semmai ce ne avevano una) pure gli audiofili?

Questo però dovrebbe essere argomento di un Thread a parte altrimenti si rischia di spostare l'indice accusatorio dal "truffatore" al "truffato". 

E comunque, accusando gli audiofili di creduloneria, si affossa la posizione di MOFI in quanto la circonvenzione d'incapace è un'aggravante. 

Con tutte questi giudizi sul consumatore boccalone sono felice che voi non foste responsabili di assolutamente nulla quando ci fu lo scandalo dei furbi che facevano il vino con metávino e metánolo..  mah.. sono senza parole..

Ospite
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