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Vinili audiofili vs stampe dell’epoca


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  • Moderatori
Inviato

@gorillone ho tre stampe di Oxigene di jarre , tutte originali del 1976/77, italiana, francese e inglese, suonano in 3 modi differenti, tutte ben suonanti, ma la francese ha qualcosa in più. 

Inviato

Io ho due stampe dei Ten Years After, "Sshhh" e "Watt": le stampe Deram sono un gradino sopra rispetto alle Chrysalis.

Inviato

Credo sia normale: le variabili sul processo di produzione degli LP sono talmente tante... Già a parità di lacca, ogni "stamperia" ha (aveva) le sue particolarità di processo. Le differenze,  sono inevitabili. Tant'è che nella quotazione degli LP si è cominciato a fare differenza anche tra quelli prodotti da diverse stamperie dello stesso paese, vedi stampe USA. 

Figuriamoci se la stamperia si occupava pure del taglio lacca (anche oggi se devi produrre un LP porti alla stamperia il file pronto), quale nastro gli arrivava etc... 

Gli LP sono quanto di più lontano da una produzione industriale basata su degli standard, per come siamo abituati oggi.

Inviato

@one4seven

Le variabili sono tante, ma, a questo punto hanno ragione quelli del sito sopra riportato definendo Hot stampers dei dischi che suonano veramente bene.

Paragoni su vinile li ho fatti su 2 stampe (sono un po’ poche!) dello storico disco Songs for beginners di Graham Nash.

La prima è una prima stampa americana “Presswell press” del 1971, la seconda è una stampa UK del 1972.

Ebbene, non c’è paragone, la stampa UK surclassa incredibilmente la stampa USA in tutti i parametri: finezza della grana, senso di verità, trasparenza, energia, dolcezza delle voci, bassi.

E’ un disco audiofigo! 😂

Potrei aprire un thread su questi paragoni … se interessa

Inviato

Chi ha ragione non lo so, però le differenze si possono presentare sicuramente. Perché no, sarebbe interessante, discuterne. Io però "doppioni" in LP non ne ho.. 

cactus_atomo
Inviato

la compressione è un fattore ineliminabile, sia che di parta da master digitali  anaogici,il prodotto finale è destinato ad un mercato medio, dove un tasso di compressione ragionevole è accettato e preferito. e in alcuni casi (ascolti in mobilità) un prodotto molto compresso sifa preferire. Non è un caso se la loudness war nasce con il digitale come prodotto do mass che si ascolta in cuffietta facendo altro, un brano poco compresso in queste cindizioni diventa non percepibie nei pianissimo e distrbante nei fortissimo

d'altr parte, non illudiamoci, se il master è un cesso, non possiamo pnsare di trasformarlo in un prodotto audiofilo a meno di non stravolgere il master originale. d'atra arten se voglio ascoltarem leregistrzioni levedi furtwangler effettuata in una berlino sotto assedio, dovtò ben accettare qualcje compromesso sonico

Inviato

@cactus_atomo

Io sto parlando, con tutto il rispetto, di originali o comunque di ristampe dell’epoca.

Di quelle costose degli ultimi anni, frega poco, obiettivamente.

Tanto non le compro!

cactus_atomo
Inviato

@gorillone mnco i, ho praticamente tutti vinili dell'epoca, con pochissime eccezioni di materialestampato in epoca recente ma ascoltando in prevalenza lassica sn fortunato, i vinili di classica sono tanti, ecnomici e normalmente in ottime cndizioni

Inviato

@cactus_atomo

Infatti!

Io questa fissazione per le ristampe faccio fatica a comprenderla, oltretutto pagate a peso d’oro.

 

loureediano
Inviato

Io di The Wall ne ho 7 copie.

5 sono stampe dell'epoca

La mia prima copia comprata al momento della sua uscita è francese di stampa.

Poi ho stampe dell'epoca inglesi,americane e giapponese

Tutte prime stampa.

Poi ne ho 2 di relativamente recente pubblicazione, certamente derivate da digitale.

La copia che preferisco in assoluto è quella francese che avrò ascoltato innumerevoli volte.

 

 

 

 

 

Inviato

@ediate

Una certa quantità di compresa c’è sempre, quando fai l’editing di un master finale, ma qui c’è chi asserisce, senza ombra di dubbio e senza possibilità di controbattere, che i vecchi dischi erano più compressi della muove ristampe. È impossibile perché ai vecchi master per aumentare la dinamica occorrono apparecchiature che ora sono quasi tutte digitali

Inviato

@gorillone Non è possibile, ed è facilmente dimostrabile, fare entrare in qualsiasi media analogico "consumer" una dinamica superiore a 50-55 dB (LP), una decina in più sui nastri magnetici in cassetta, una quindicina di dB in più in quelli a bobina a due tracce ed altissima velocità. Quindi la compressione (ripeto, benevola) di eventi analogici che spesso superano queste soglie è del tutto necessaria per la bontà del trasferimento. Uniamoci pure il fatto di dover ascoltare tutto ad un volume medio... e la pietanza è bella servita. Chi afferma che un master si può trasferire "tale e quale" su un LP non ha mai registrato nulla, con un microfono, su un registratore a cassette... 🤗

giorgiocana82
Inviato

@ediate mi fai venire in mente il tascam che avevo quando suonavo e che spesso usavo per esercitarmi con la chitarra elettrica... aveva il mixer e il registratore multitraccia a cassette

se non davo un taglio al volume saturava da paura con distorsioni continue

Inviato

@giorgiocana82  Se ci avessi accoppiato un compressore non avresti avuto quasi nessun problema. Il vero problema è che questi strumenti bisogna saperli usare... 🙂

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