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Jazz!


analogico_09
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analogico_09
57 minuti fa, transcriptor ha scritto:

Neanche a dirlo il titolo è Chet Baker a Paris

 

 

Conosco il disco, ottima compilation di brani registrati tra il 1955 1956 nella capitale francese

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analogico_09

Questo secondo me è un album capitale, bellissimo,  di J. McLean nel quale la derivazione parkeriana dell'altosassofonista appare particolarmente evidente.

 

 

 

  • Melius 1
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analogico_09
36 minuti fa, Amemas ha scritto:

E questo, lo conosci (domanda retorica)?

 

 

Domanda pertinente.., non lo conosco, sarà sicuramente un ottimo disco.., Coleman lo ascoltai alla tromba a un concerto del Music Inn dei '70.., non la suonava alla Freddie Hubbard.., per dire.., la suonava con i limiti di chi non è trombettista, senza virtuosismi ma avendo come obiettivo la musica, la musicalità...
Un po' come il "Mingus plays piano".., non un pianista ma con un senso sommo della "spontaneous composition and improvvisation" (sottotitolo del disco) da far invidia a certi pianisti di di "rondò a la  turk" per appasianati di esotismi turistici dei viaggi organizzati... 😄

 

Il modalismo di Mingus collima con l'impressionismo ... Ravel, Debussy.., sono tutti molto vicini tra di loro... Un genio assoluto Mingus.., unico, massimo.., se dovessimo fare una classifica sarebbe il primo della mia lista dei più grandi musicisti jazz della storia...
 

 

 

... Di Demon Dance ho il CD.., ma alla fine ciò che conta è "avere" la musica... 😉

 

 

  • Melius 1
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analogico_09
11 minuti fa, Napoli ha scritto:

sax tenore di cui si parla poco.

 

Prova ad introdurlo tu, siamo qui per questo. Conosco poco Tina Brooks.

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@analogico_09 @Amemas conosciuto all' inizio per le sue collaborazioni in album come the sermon di jimmy smith o

il bellissimo open sesame di freddie hubbard.Nel 1958 firma un contratto con la blue note e registra 4 splendidi album:

minor move-true blue-back to the tracks e the waiting game. Dal 1961 non registra piu nulla, muore nel 1974 a causa dell'abuso di sostanze stupefacenti a 42 anni.A parte True blue tutti i restanti album sono stati pubblicati solo dopo la sua morte.

  • Melius 1
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@Napoli @analogico_09

Una settimana dopo aver partecipato alle sessioni di registrazione dell'album di debutto di Freddie Hubbard, Tina Brooks entra in sala di incisione per registrare l'album True Blue che, inspiegabilmente, risulterà l'unico a essere pubblicato dall'etichetta di Lion & Wolff. Ci vorranno 3 decadi per indurre la Blue Note a tirar fuori dal cassetto le altre registrazioni fatte dallo sfortunato sassofonista. Sicuramente non un pioniere alla Dexter Gordon, né un innovatore alla Joe Henderson, ma Tina Brooks rimane comunque un grande sassofonista capace di un fraseggio al contempo dolce e spigoloso, dotato di brio melodico e di una scrittura carica di pathos. Forse, se non avesse avuto la sfortuna di "incontrare" l'eroina, i numerosi problemi di salute che lo afflissero nella breve vita e, perchè no, dei produttori incapaci di leggere e riconoscere le sue potenzialità, avrebbe potuto regalare altre belle pagine di groove jazz come quella dell'album in oggetto.

Good Old Soul

 

  • Melius 1
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analogico_09

@mchiorri Si, ma non si finirebbe mai di prendere musiche di altri contesti culturali misti, che prendono anche dal jazz senza appartenere all'estetica, alla cultura,  all'"antropologia" afroamericana, mi riferisco alle varie forme di contaminazioni e fusioni di cui è pieno il mondo, il "tempo".., dal momento che con l'avvento del jazz il novecento musicale terrestre, non solo popolare, non solo occidentale, specialmente il popolare, ne restò quasi interamente impressionato...

Ci vorrebbe credo un topic specifico per trattare in maniera centrata questi generi musicali diversi; è possibile fare dei riferimenti anche qui, così ci si riferisce alla classica contaminata dal jazz, e al jazz contaminato dalla classica, ma sempre in funzione del discorso focalizzto sul jazz...

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analogico_09

@mchiorri Questa idea di un jazz sincretico, la sua applicazione pratica massiva, ha contribuito a minare, fino a sfldarle,  l'identità estetica, poetica, psichica, oltre che culturale, antropologica, sociale, del jazz.
Oggi abbiamo in molti casi, basti osservare certe liste di dischi divisi per generi musicali del web, negli stessi negozi dei dischi, che le musiche inclassificabili, più o meno spurie e impersonali, od anche di qualità, che non si sappia dove metterle, vengono infilate nella lista del jazz... 🙏

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explorerdue

Study In Brown di Clifford Brown e Max Roach. Album appena preso su amazon e già consumato 🙂, per me una riedizione eccezionale:

 

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Poi Sandu è un capolavoro

 

 

  • Melius 2
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