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Jazz!


analogico_09
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blucatenaria

@analogico_09 capolavoro assoluto, un caposaldo dellamusica del 900, una sintesi perfetta di antico e moderno in cui gioco, collaborazione e intesa tra i musicisti entrano in un connubio ideale con le capacità compositive ed espositive dell'autore, il tutto intriso di una emotiva discesa che tocca le corde più profonde dell'anima, laddove non si potrebbe mai immaginare di poter arrivare. Ad un soffio dal passo estremo che solo la morte immagino possa dare

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Intanto se posso darvi un consiglio non partite senza lunghi ascolti di bebop e hardbop all'ascolto del free.

Poi fondamentale, il bebop e lo hardbop possono essere ascoltati distrattamente, ma se volte veramente entrare nel mondo dei suoni chiudete gli occhi e viaggiate. Questo per il free invece è condizione irrinunciabile. Non si può fare altro o pensate ad altro, bisogna farsi trasportare nel viaggio interstellare.

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3 ore fa, terlino ha scritto:

Intanto se posso darvi un consiglio non partite senza lunghi ascolti di bebop e hardbop all'ascolto del free

Curiosamente io ho fatto il percorso inverso, ma non faccio testo. Era il 1983 (o il 1984) e, convinto da un amico di mia sorella, sono andato a vedere un concerto degli Art Ensemble Of Chicago in un teatro della mia cittá. Una musica stranissima, un suono potente e misterioso ma in quell'occasione, quello che mi ha tenuto incollato alla sedia, fu lo "spettacolo tribale" a cui i suddetti erano dediti nelle esibizioni dal vivo

Venivo da esperienze musicali legate all'ambito cantautorale, al soul e alla disco anni 70 e al rock "classico". Dopo quel concerto niente è stato più come prima. Dopo di allora sono (ri)partito dai classici e via via sino al jazz moderno e contemporaneo.

 

 

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analogico_09
4 ore fa, Beppardo ha scritto:

praying with eric

 

Si, il Town Hall Concert.., straripante.., come tutti gli altri concerti eseguiti da Mingus con lo stesso sestetto, stesso anno, con gli stessi brani più altri, nelle varie capitali europee durante la leggendaria, lunga tournè del 1964 nel vecchio continente.

Esistono vari video di tali concerti,  imperdibile, anche in CD, un triplo album America Records, mono/stereo, del concerto registrato dal vivo al Theatre des Champs Elysees di Parigi il 19 aprile 1964, giusto 57 anni fa per una musica che appartiene al futuro...

(nelle edizioni originali del 1971, io ho quella italiana, "So long Eric" risulta erroneamente accreditato come "Goodbye Pork Pie Hat". Johhny Coles accreditato per tutti i brani abbandonò il sestetto dopo "So long Eric", costretto a tornare negli Usa per motivi di salute.

 

 

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Il bellissimo filmato del concerto di Amsterdam ... in quintetto, John Coles assente ... meraviglia anche questo live, ma più "controllato".., il concerto di Parigi fu più intesnso "sanguigno" .., meno "raffinato" ma con un "duende furioso"...

 

 

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analogico_09
4 ore fa, terlino ha scritto:

Intanto se posso darvi un consiglio non partite senza lunghi ascolti di bebop e hardbop all'ascolto del free.

Poi fondamentale, il bebop e lo hardbop possono essere ascoltati distrattamente, ma se volte veramente entrare nel mondo dei suoni chiudete gli occhi e viaggiate. Questo per il free invece è condizione irrinunciabile. Non si può fare altro o pensate ad altro, bisogna farsi trasportare nel viaggio interstellare.

 

 

Come dicevo sopra, "ascoltare" senza cercare di "capire"... In quanto a viaggi interstellari, ne compii alcuni con la Intergalactic Research Arkestra di Sun Ra, attraverso i dischi.., quello che posto è un live del 1970, tra i migliori del Dio Ra ...

intitolato "It's After The End Of The World".., eccellente registrazione Basf MPS...

 

 

 

... altri viaggi li ho compiuti durante i 6 concerti di Sun Ra cui ho assistito negli anni '70 e '80...

 

ero sull'astronave di Pescara jazz del 1976... musica, teatro, danza,  poesia... scattai qualche fotina che vorrei condividere con voi appassionati di jazz

 

 

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analogico_09

Nel 1980, a Roma, partiva un'altra navicella intergalattica... fu un "viaggio" a colori... non vorrei annoiare con i miei ricordini.., ma che ci stanno fare chiuse in un cassetto ad ammuffire.., faccio volare un po' anche loro ...  😄

 

la prima immagine in particolare mi da' l'idea di come sia il free jazz...

 

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@analogico_09 👏Foto bellissime (sono dia?): mi chino di fronte a cotanta maestria.

Io del concerto sumenzionato dell'Art Ensemble ho una registrazione "domestica" fatta personalmente con l'ausilio di un registratore portatile di media qualità. Pensa che, per darti la misura della durata dello "spettacolo", non è bastata una cassetta da 90 Min. che mi ero portato appresso! 

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@analogico_09 Sei una miniera! Complimenti!

 

Ma per quanto mi riguarda ho  l' impressione che per cominciare ad apprezzare il free (almeno nelle sue espressioni meno "ortodosse),

bisognerebbe essere piu' giovani: mente piu' aperta, piu' disposta ad accogliere sonorita' , diciamo aliene a quanto ascoltato per 60 anni.    Parlo per me, naturalmente.

Ho comunque un mare di jazz da ascoltare!

 

 

 

 

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analogico_09

@Amemas @dariob Grazie ad entrambi toppo generosi, mi fa piacere condividere queste immagini che appartengono ahimè alla storia... 😉

 

3 ore fa, Amemas ha scritto:

o del concerto sumenzionato dell'Art Ensemble ho una registrazione "domestica" fatta personalmente con l'ausilio di un registratore portatile di media qualità. Pensa che, per darti la misura della durata dello "spettacolo", non è bastata una cassetta da 90 Min. che mi ero portato appresso! 

 

 AEOC e Sun Ra erano molto generosi con i tempi.., seguivano i loro flussi di "coscienza" musicali in piena libertà, in realtà i musicisti neri in "esilio" e non, trovavano l'"america", il meritato rispetto, la giusta considerazione, il senso della propria dignità  in europa... Registravo anch'io ai concerti, ho alcuni nastri trasferiti in CD,  altri sono ancora nei file in forma liquida.., devo dire che i nastri hanno retto molto bene il peso del tempo... 

 

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@dariob  non è mai troppo tardi ... 😉 magari da giovani la mente è più elastica e capiente, spesso anche naturalmente "presuntuosa", ma la maturità, il più ampio bagaglio esperenziale aiuta a comprendere meglio le cose che un tempo ci sfuggivano..., detto in linea di massima, ogni persona si pone di fronte alle cose in modo diverso.

Io nel fiore della mia seconda gioventù... 😄 ... sto scoprendo e riscoprendo molto rock/pop che prima non mi stimolava particolarmente o proprio per niente.., e lo faccio senza rimpianti perchè i fondamentali del genere li ho seguiti, ma, a parte qualche ecceszione, sempre in secondo piano rispetto al jazz, alla classica, ad altri generi musicali world, etnici.., si può seguire mica tutto nella vita. Ora mi sento più aperto e mi capita di scoprire affinità sottili tra i generi musicali preferiti e quelli che consideravo più "commerciali" pur seguitando ad avere delle priorità e delle prefenze...

 Ad esempio, mentre ho risocperto Lou Reed, e alla grande, un genio!, non rieco ancora a "capire" nè "sentire" i Genesis, sempre ad esempio... Ma non andiamo troppo OT... 😉

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transcriptor

Salve , do il  mio contributo, il jazz come genere L ho scoperto nel 1998 frequentando amici che solevano andata a concerti in una chiesetta sconsacrata nel paesino di Olivola( fra Alessandria e Casale) dove suonava in certo Nando De Luca , il tutto sovvenzionato da un ricco milionario svizzero amante del luogo e della musica.Seguirono concerti gratuiti al teatro di Alessandria e influenze di amici con età superiore alla mia nati con il jazz e non con il Rock 🎧.

Ma la vera rivelazione fu ascoltare un disco di Chet baker avuto In regalo18 anni prima e mai utilizzato.

Disco proveniente da una casa discografica di Parigi dove avevo fatto visita.

Neanche a dirlo il titolo è Chet Backer a Paris

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analogico_09
1 ora fa, Amemas ha scritto:

L'assolo di McLean è di una forza espressiva notevole, per non parlarè di quello di Moncur al trombone. 

 

 

Il suggestivo e "misterioso" andamento del tema iniziale e finale di questo brano ha qualcosa di inquietante, di "funereo".., la ripresa finale di Grachan Moncur III, sulla scansione percussiva della batteria e del vibrafono, raccolta dal sax di McLean, sembra una marcia funebre...

 

Jackie McLean è un musicista di altissimo livello, forse non pienamente riconosciuto come altri sassofonisti della sua generazione. Il suo jazz è molto personale, vigoroso, forte di "carattere", si discosta dall'hard bop più mainstream.., si avvicina di più al Bop.., a Charlie Parker, il suo idolo...

 

Questo ricorda Miles Davis nella sua autobiografia scritta con Q. Troupe:_

 

<In quell'album [DIggin' whith the M. D. Sextet] Sonny Rollins diede tutto quello che aveva, e anche Jackie McLean. [...] Venne anche Charlie Parker a sentire e si mise in regia. Jackie era già nervoso perché era il suo debutto in studio, ma quando vide Bird, che era il suo idolo, a momenti uscì di testa. Continuava ad andare da lui a chiedergli cosa ci faceva lì, e Bird a rispondergli che si stava solo facendo un giro. Gliel'avrà chiesto un milione di volte. Jackie voleva che Bird se ne andasse perché così sarebbe stato più rilassato. Ma Bird continuava a dirgli come suonava bene e a incoraggiarlo, e questo alla fine rese la prova di Jackie davvero fantastica>
 

 

Album non di meno interessante "Demon's Dance", organico di tutto rispetto:  Jackie McLean - Alto Saxophone Woody Shaw - Trumpet Lamont Johnson - Piano Scott Holt - Bass Jack DeJohnette - Drums ...  quest'ultimo davvero un "dominatore" di instancabile e potente energia percussiva...

 

 

 

Un sentito omaggio a John Coltrane ...
 

 

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