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Jazz!


analogico_09
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analogico_09
3 ore fa, Casperx ha scritto:

Nè, sempre a mio modesto parere, si scorgono giganti tipo John Coltrane o Sonny Rollins. Mi sembra che tutte le novità discografiche siano,  o revival, o musica stile ECM che, ripeto a mio parere, poco ha a che fare con il fuoco della tromba di Dizzy Gillespie, del sax di Charlie Parker o della batteria di Elvin Jones. Questo il mio pensiero.

 

 

E' anche il mio pensiero.., come ricordato anche da @Gabrilupo che leggo ricorda bene ciò che scrissi, ci soffermammo varie volte su questa faccenda  e in corso di discussione affermai, e ancora affermo, che dopo l'ultima autentica rivoluzione del jazz coincidente col Brodo di Cagne messo a bollire dalla sciamano Miles Davis, il jazz è "morto". Non solo perchè non c'erano più i grandi musicisti di prima, ma soprattutto perchè, causa della stessa penuria di musicisti innovatori che non riuscivano a trovare più l'ispirazione da quello, il jazz non riusciva più ad esprimere il dolore. Il quale ha sempre rappresentato la base spirituale e psichica del jazz, che era dolente anche quando le note sfavillavano allegramente.., c'era sempre un fondo segreto di dolore e di tristezza in blues dietro l'apparenza... Un dolore lirico, cosmico,  antropologico, atavico, tribale... Con quella sorta di maggior emancipazione degli afroamericani (senza illudersi, il razzismo un po' sminuito vige ancora.., la cronaca ci dice dell'ultimo "negro" ammazzato a dalla polizia in quanto "negro", l'altro giorno).. il "popolo del blues" (fatta eccezione per la vecchia guardia che ovviamente aveva fatto il suo grane tempo e non poteva caricarsi sulle vissute e naturalmente stanche spalle pure il peso estetico del futuro, e a qualche ni uovo talento che purtroppo non ce la fa a far ripartire la nave incagliata a tutto vapore) si è inborghesito, iECMmito!... o peggio... Quello che gli ultimi autentici rivoluzionari del grande "Free" temevano potesse accadere...

Il RAP, hip-pop e altre coniugazioni della musica "ghetto", e mi fa piacere che anche Gabri la pensi così, è forse l'erede più legittima del jazz, nonostante la sua estetica più "semplice" delle complesse cotruzioni jazzistiche, la quale le radici formali e spirituali nello "scat" vocale, nella grande tradizione musicale afroamericana, nella musica schiava, nei work e plantation song, nello  spiritual, nel blues, nel gospel, ecc...

Per fortuna abbiamo un ricchissimo grande passato in jazz tutto da scoprire, ascoltarte e riascoltare a piacere dai dischi, non come dal vivo,  ma non è certamente poco...

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analogico_09
3 ore fa, Mister ha scritto:

Ascoltato a volume sostenuto con un buon impianto è una goduria. Poi se si riesce ad avere la versione XRCD ancora meglio.

 

Questa discussione è dedicata alla musica jazz.., sta bene anche l'informazione sulle qualità tecniche/audiofile del disco, ma in subordine rispetto alle prioritarie osservazioni di carattere musicale. Ottimo postare anche video musicali ma accompagnati da commento, breve o più lungo, a piacere, non che si debba scrivere un saggio..., su quelle che sono le caratteristiche più salienti della musica contenuta nello "strumento" discografico, o nell'audiovideo. 🙂

 

 

 

 

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9 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Il RAP, hip-pop e altre coniugazioni della musica "ghetto", e mi fa piacere che anche Gabri la pensi così, è forse l'erede più legittima del jazz, nonostante la sua estetica più "semplice"

Anch'io la pens(avo) cosi'. Nel senso: fino agli anni'90. 

Dalla fine anni '80 ai (forse tutti) '90 ho ascoltato soprattutto Rap e Hip-hop, e trovavo l' energia e rabbia e una certa originalita', tipiche del rock e del jazz. Soprattutto quelli con un chiaro riferimento e aggancio al sociale.

Poi si e' passati alla banale routine.

Ora ascolto soprattutto i classici degli anni?60.

-

Del resto condivido al 100% il tuo post.

Anche per il riferimento al ECM (se non sbaglio?), anche qui a parte gli anni 70 e 80.

Ho comprato qualcosa ad es. del "jazz" nordico, osannato dalla critica, o lo stesso Garbarek: ma non sono riuscito a farmelo piacere.

Ma sull' ECM (che IMHO e' stata per un periodo sinonimo di qualita'), mi piacerebbe un tuo parere.

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@analogico_09 mi rivolgo a te per fare le mie veci, io non sono in grado di metterlo per iscritto.

Per favore scrivi qualcosa sul genio unico che fu Thelonious Monk.

Io dico solo che per me è l'unico che mi pare mi dia l'impressione che le note provengano da qualcosa di ancestrale.

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analogico_09

 

2 ore fa, terlino ha scritto:

mi rivolgo a te per fare le mie veci, io non sono in grado di metterlo per iscritto.

Per favore scrivi qualcosa sul genio unico che fu Thelonious Monk.

Io dico solo che per me è l'unico che mi pare mi dia l'impressione che le note provengano da qualcosa di ancestrale.

 

 

Beh.., hai già "messo per iscritto" un caratteristica molto importante della musica  di Monk e di tutto il jazz, di tutta la musica afroamericana: l'"ancestrale". Un interessante punto di partenza.
Un po' quello che si diceva negli ultimi post parlando del jazz che si sarebbe distaccato dalle sue "ancestrali" radici (gli argomenti apparentemente diversi alla fine mostrano molti punti di congiunzione) finendo per snaturalizzarsi, per "morire", forse. Ti ringrazio per la fiducia, ma proviamo a formarlo insieme un quadro di Monk mettendo insieme i tratti salienti della sua personalità musicale, artistica, che combacia perfettamente con l'uomo che non può essere separato dalla sua musica. Ci sono molti forumer che mostrano di possedere i migliori dischi del grande pianista, quindi dagli ascolti fatti ciascuno di loro avrà maturato una propria idea, provando delle sensazioni, delle suggestioni sul "controverso" mondo musicale del "monaco" del jazz. Ne verrebbe fuori, suppongo, uno scambio di idee interessante.

Proverò ad andare per "immagini", non sono in grado di formulare analisi critico-formali, da addetti ai lavori, cosa che peraltro troverei noiosa nello specifico contesto. 

Monk è l'uomo delle "stravaganze" che componeva musiche "stravaganti". Per questa ragione all'inizio non fu considerato, nè preso sul serio da quella critica (mentre i grandi musicisti coevi, e successivi, lo mprendevano come "maestro", straordinario punto di riferimento) che non aveva capito che la musica "ancestrale" fosse fatta proprio di quelle cose ellittiche ed enigmatiche di cui era fatta la musica del pianista con le sue dissonanze inconsuete, impropabili, trasgressive, "provocatorie"...  Con "fiori" di melodie sbocciate dalle profondità della psiche più liriche ed oniriche, sospese tra l'ironia grottesca e beffarda  e il dolce sorriso del "bambino" che gioca, con gli esemplari "temi" presto divenuti grandi standard del jazz (uno per tutti il Round Midnight) spesso appena accennati con il "tipico" tocco pianistico percussivo e destinati a "coagularsi" in grumi di accordi subcoscienti e nelle progressioni ritmiche irregolari... e vorrei tornare a quanto affermi...
 

2 ore fa, terlino ha scritto:

Lui di cuore e cervello per me non ne mette, solo istinto.

 

 

... vero in parte, ma nell"anarchia", nella sua istintualità - solo una parte dell'articolatissimo e complesso insieme - la musica di Monk è anche  "ragionamento", progettualità (in)formale, fuori dal comune pur sempre frutto di una mente lucida che attinge all'"ancestrale" per recuperare gli elementi vivi della sua grande, increata "modernità" musicale fatta di "es", di "io" e di "ego"...

 

Le parole dicono poco.., lasciamo "parlare" la musica... un misto di "imprespressionismo" e di blues (radici) ...

Curiosa la cover del disco.., il "bambino che gioca"...

 

 

 

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analogico_09
2 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Mi permetto di intromettermi solo per sottolineare che, riguardo all'ancestrale, Monk era in buona compagnia, pensa a Mingus?, giusto per fare un esempio.

 

 

Esempio azzeccatissimo, ma Mingus è un altro universo da trattare sia nelle discussioni d'insieme, sia a parte... 😉

 

Ricordo un vecchio topic su Monk che grazie al contributo di diversi utenti venne su molto bene, ricco di riflessioni e info interessanti, potremmo provare a fare delle sedute spiritiche per evocare i topic scomparsi... 😄

Anche su Migus fu creata una nutrita e approfondita "letteratura" fatta in "casa" che (non dico fosse migliore di quella contenuta dai libri) non è possibile ritrovare nei libri in quanto frutto di idee nate spesso all'impronta e nella pluralità di appassianate ed esperenziali, "sudate" vedute raccolte nel corso dei tempo, attraverso numerose discussioni diversamente impostate...

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analogico_09

Thelonious Monk: "Straight, No Chaser" è un documentario diretto nel 1988 da Charlotte Zwerin, prodotto da Clint Eastwood, sulla vita e la musica di Monk, con immagini rare,  interviste a musicisti, conoscenti, familiari del pianista. Molto interesante, un grande lavoro docu-bio_cinematografico.

Nel finale ci sono le sequenze del funerale di Monk che viene mostrato disteso nella sua ultima dimora materiale: la bara.

 

Le immagini, l'audio sono quel che sono, varrebbe la pena vederlo in DVD originale... https://www.amazon.it/Straight-No-Chaser-Thelonious-Monk/dp/B000053VC9

 

 

 

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analogico_09
11 ore fa, dariob ha scritto:

 

Anche per il riferimento al ECM (se non sbaglio?), anche qui a parte gli anni 70 e 80.

Ho comprato qualcosa ad es. del "jazz" nordico, osannato dalla critica, o lo stesso Garbarek: ma non sono riuscito a farmelo piacere.

 

Ma sull' ECM (che IMHO e' stata per un periodo sinonimo di qualita'), mi piacerebbe un tuo parere.

 

L'ECM per quanto riguarda il jazz fu etichetta di grande prestigio, basti pensare non solo a Jarrett. Resta tuttavia un marchio ancora importante ma, per come la sento io, si hanno oramai dei simulacri di jazz (anche in funzione del fatto che il jazz autentico sia diventata merce molto rara) finiti nel grande calderone di un manierismo consunto e risaputo nel quale ribollono le musiche del folclore non solo nordico, le suggestioni di "classica", altre esperienze musicale, fatti salve altri progetti discografici più genuini che non dubito vi siano benchè non ne sia a conoscenza.

 

Garbareck ebbe un inizio sotto l'egida del jazz e della fresca novità "contaminata", ma anche lui è si è da tempo avviato versoi la "maniera".

Trovo ancora suggestivo il progetto "Officium" realizzato con The Hilliard Ensemble, fu una novità.., una curiosa sorpresa, in casi del genere repetita iuvant sed stufant ... 😉

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Riguardo all'ECM anche nella produzione recente, a mio avviso, si trovano autentiche perle.

Mi vengono in mente gli ultimi cd di Abercrombie o di Carla Bley, Jarret con Charlie Haden, o il recente disco di Scofield.

 

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23 ore fa, analogico_09 ha scritto:
Il 14/4/2021 at 12:17, Casperx ha scritto:

Nè, sempre a mio modesto parere, si scorgono giganti tipo John Coltrane o Sonny Rollins. Mi sembra che tutte le novità discografiche siano,  o revival, o musica stile ECM che, ripeto a mio parere, poco ha a che fare con il fuoco della tromba di Dizzy Gillespie, del sax di Charlie Parker o della batteria di Elvin Jones. Questo il mio pensiero.

 

 

E' anche il mio pensiero..,

D'istinto viene anche a me da dire che condivido quanto scrivete nei vostri post, a questo proposito volevo però chiedere a voi a e a tutti quelli che leggono cosa pensate di quella che viene identificata come la "nuova" giovane scena Jazz inglese quali il duo Binker & Moses o Maisha e gli altri musicisti nell'area della casa discografica della Brownswood Recordings. Oppure ancora all'acclamato Kamasi Washington. Io di primo acchitto faccio un po' fatica a condividere gli entusiasmi che leggo invece accesi, ma mi riservo dei riascolti più attenti (tempo permettendo).

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analogico_09
46 minuti fa, Masaniello ha scritto:

Abercrombie o di Carla Bley, Jarret con Charlie Haden, o il recente disco di Scofield.

 

 

Per carità, nomi di prestigio ma non mi sembra rappresentino tutti la novità.., alla lista se ne potrebbero aggiungere molti altri, ma appartengono al ben più glorioso passato discografico della casa.  cmq l'ho scritto che ci saranno anche cose buone, oltre il jazz e le "contaminazioni" fatte in serie... .

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analogico_09
44 minuti fa, deaf ear ha scritto:

volevo però chiedere a voi a e a tutti quelli che leggono cosa pensate di quella che viene identificata come la "nuova" giovane scena Jazz inglese quali il duo Binker & Moses o Maisha e gli altri musicisti nell'area della casa discografica della Brownswood Recordings. Oppure ancora all'acclamato Kamasi Washington. Io di primo acchitto faccio un po' fatica a condividere gli entusiasmi che leggo invece accesi, ma mi riservo dei riascolti più attenti (tempo permettendo).

 

 

Le giovani leve non mancano di certo.., anzi, oggi ci sono molte più scuole di prima, le prospettive didattiche sono sempre più sofisticate e pronte a sfornare dei veri "tecnici" della musica in quantità.., virtuosi dello strumento.., ma il jazz dov'è?.., si presto a dire "jazz" solo perchè si suona la tecnica di quella msica.., a quel jazz manca l'esperienza del "dolore" e della "strada".., la tecnica è alla portata di tutti, chiunque un minimo portato può imparare a diventare uno strepitoso "giocoliere" con il suo strumento, capace di intenerire i cuori e creare le ... "emozioni" facendo leva sugli effetti ed effetti speciali melodici sentimentali di superfice e con le abilità delle "dita".., ma ci sono altre cose che fanno la musicalità, la poetica e l'espressione musicale, sia nel jazz come pure nella classica, e in tutte le musiche d'arte del mondo, cose che non si imparano nei corsi specializzati e "accademici" bensì nella "scuola" della strada che prima di insegnarti la lezione ti fa costantemente gli esami... parafrasando l'aforisma di Wilde che porto in firma.

 

Mi viene in mente il nostro Massimo Urbani..., così, d'istinto.., ci dice niente? Io qualche "ricordo" di lui, del suo "dolore" e della sua tecnica generosa e asservita all'espressione, lo conservo, magari proverò a condividere in questo spazio, ora devo chiudere la pagina...

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7 ore fa, deaf ear ha scritto:

la "nuova" giovane scena Jazz inglese quali il duo Binker & Moses o Maisha

Ho sentito un po' di cose su youtube, perche' erano state proposte proprio qui (grazie melius!), in un thd ante incendio.

-

Tutto piu' che dignitoso per carita', bei pezzi, bravi strumentisti ma, tutto gia'sentito ,jazz-rock, fusion, contaminazioni, crossover ecc.

"Il piede batte in continuazione, ma il cuore mai o quasi"

Non e' mia, l'ho letta nonsodove, in una critica musicale😁

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