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Melius Club

Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


Messaggi raccomandati

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

La Venezi con le pale a vento dovra’ tenersi a debita distanza da solisti e prime parti onde evitar cecate di bacchetta

il palco della Fenice non è nemmeno tanto ampio, .. mi sa che gli organici di Bruckner è meglio non li programmino ...

Un quartetto di LVB e passa la paura

Ho disponibilità di un biglietto platea fila G per concerto al teatro del Maggio Musicale Fiorentino a Firenze domenica 3 maggio alle 17.
Programma
Piano concerto n1 di Tchaikovsky
Sinfonia n 9 dal nuovo mondo di Dvorak.
Pianista Andrea Lucchesini
Direttore Michele Mariotti

 

Il concerto è tutto esaurito e non si trovano biglietti in vendita 

Ieri sera.

Concerto notevole. Direttore, orchestra e solista davvero bravi.

Franz Schubert, Sinfonia n. 3 

W.A.Mozart, Concerto per pianoforte n. 19

Mendelssohn, Sinfonia n. 3 in la minore per orchestra “Scozzese”, op. 56

Consigliati se passano dalle vostre parti. 

Screenshot_20260425-121520_Samsung Browser.jpg

  • Melius 1
2 ore fa, senek65 ha scritto:

Ieri sera.

Concerto notevole. Direttore, orchestra e solista davvero bravi.

Franz Schubert, Sinfonia n. 3 

W.A.Mozart, Concerto per pianoforte n. 19

Mendelssohn, Sinfonia n. 3 in la minore per orchestra “Scozzese”, op. 56

Consigliati se passano dalle vostre parti. 

Screenshot_20260425-121520_Samsung Browser.jpg

Ascoltati a Bologna 2 anni fa con lo stesso direttore. 

Molto bravi, anche in quel caso hanno fatto Schubert, la quarta. 

Il tuo programma bellissimo! 

  • Thanks 1
7 ore fa, garmax1 ha scritto:

Molto bravi, anche in quel caso hanno fatto Schubert, la quarta.

la quarta è la mia preferita,

ho un bellissimo ricordo di una serata al Valli in cui Abbado diresse la Mahler proprio nella quarta di Schubert (e Martita Argerich in Mozart❤️

che nostalgia!! 

 

  • Melius 1
14 ore fa, regioweb ha scritto:

la quarta è la mia preferita,

ho un bellissimo ricordo di una serata al Valli in cui Abbado diresse la Mahler proprio nella quarta di Schubert (e Martita Argerich in Mozart❤️

che nostalgia!! 

 

Già,  che concerti quelli di Abbado. Sempre una meraviglia. 

  • Melius 1
  • 2 settimane dopo...
mozarteum

OT: la prima fila della Sinopoli (mio posto di abbonamento) ha l’acustica migliore del mondo per la musica da camera: potenza di suono, ricchezza armonica, riverbero perfetto, che sia un piano o un quartetto si fa sesso con la musica. Buona in generale anche nel resto della sala ma la’ davanti e’ goduria somma sei a tu per tu con l’artista senza cape davanti

  • Melius 1
analogico_09
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

posso dire solo che non ho mai ascoltato una marcia funebre della seconda sonata di Chopin cosi’ intensa, nell’incedere inesorabile del primo tema, scandito in un crescendo di suono di inaudita potenza tragica, che ha poi dato al noto cantabile - di nuda poesia e senza alcuna indulgenza melodica- un senso autentico di “memoria” d’una perdita irrecuperabile. L’ultimo misterioso mov della seconda sonata e’ apparso non piu’ avulso, ma come un epigono luttuoso d’impazzimento in cui sono risuonati i richiami dei movimenti precedenti. Leggendario Volodos

 

 

Avevo sottolineato nel programma generale questa data - tanto Chopin sia diventato quasi una rarità - ma per una coincidenza di eventi fastidiosi ho dimenticato. Nel leggere per di più il tuo commento me ne rammarico doppiamente per la defezione. 

Ho inoltre provato la netta sensazione che le parole da te usate per dire dell'interpretazione del pianista russo potrei aggiungerle alle mie, con il tuo permesso, a commento di quella che seguito a ritenere la più grande interpretazione della Sonata nr. 2 di Chopin, quella che più ne rispetta il carattere "anarchico", volitivo, rivoluzionario e beffardo, una "finta" sonata, invero un collage di brandi diversi ma legatin insieme da una  chimica compositiva degna del genio più grande ed assoluto, così carica di phatos viscerale, di profonda, straziante, pura musicalità anti-letteraria, permeata da una  selvaggìa ancestrale (musica selvaggia la definisce inoltre Schumann nel suo "diario" musicale intitolato La Musica romantica). Alla radice del dolore più profondo e definitivo che emerge senza consolazione e catarsi nelle acute dissonanze del presto finale (che presagisce il Free Jazz) 
Avrei voluto ascoltare anche Volodos perchè stanco di ritenere che nessun'altra interpretazione al mondo potrebbe mai eguagliare questa "live" di  Vladimir Davidovich Ashkenazy. Da restarne atterriti! 

 

 

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