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Melius Club

Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


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Grancolauro
Inviato
Il 14/10/2026 at 19:24, Lolparpit ha scritto:

Nei miei ascolti live sono diventato molto più tollerante su note sbagliate. Recital pulitissimi mi hanno talora annoiato. Altri meno perfetti avvinto e convinto.

Sono d’accordo anch’io. L’accenno che ho fatto alle diverse note sporche nella seconda Ballata eseguita da Beatrice Rana nasceva dal fatto che questa pianista sbaglia sempre pochissimo, incredibilmente quasi niente considerata la difficoltà tecnica del repertorio che frequenta. Quindi la cosa mi ha sorpreso. Credo pure io non sia facile tornare nel circuito dopo una gravidanza, e sicuramente Beatrice non è ancora al 100%. 
Riguardo ai concerti “imperfetti”, ne ricordo uno di Radu Lupu disastroso dal punto di vista delle note sporche e dei vuoti di memoria, eppure fu un concerto di tale intensità emotiva che lo ricordo ancora oggi come una delle cose più belle a cui ho assistito in vita mia. 

  • Melius 1
analogico_09
Inviato
18 ore fa, PL-L1000 ha scritto:

fossi in te preparerei un pacco natalizio di salamelle da sugo, coppe di testa, salami ferraresi, cappellacci di zucca e pampepato da spedire alla volta di Roma. :classic_biggrin:

 

 

Ottima idea, torno ora dall'aver degustato le specialità culinarie ferraresi, comacchiesi, ravennate e dintorni romagnoli, una vera delizia inclusa la squisita cortesia delle persone, la bellezza dei luoghi naturalistici, mentre certe strade, angoli dei paesi e città a tratti quasi fermi nel tempo sembrano rimandare agli immaginari cinematografici degli anni '40 e '50... Un piacevole ritorno al passato. :classic_cool:

 

Scusate il giretto ricreativo!

 

 

  • Thanks 1
Inviato
1 minuto fa, analogico_09 ha scritto:

Un piacevole ritorno al passato

Basta non viverci!:classic_laugh:

  • Haha 1
analogico_09
Inviato
10 ore fa, mozarteum ha scritto:

L’altro ieri si e’ inaugurata la stagione da camera di Santa Cecilia con un concerto inconsueto -tenutosi al Teatro dell’Opera: una serie di canciones d’amore spagnole (De Falla ed altri) cantate dalla fuoriclasse Lisette Oropesa. Bellissime, non le conoscevo

 

Insomma una cantante che vale tanto ora quanto pesa... :classic_biggrin:

 

Fossi stato a Roma lo avrei afferrato, la musica spagnola ha sempre quella "cadenza" fascinosa intrisa di sensualità e di quel misterioso sapore di amore, di duende  e di morte. 

 


Ne sapeva molto De Falla, ispirato anche dalle profonde affinità elettive che lo legavano intellettualmente e spiritualmente all'amico Federico Garcia Lorca ("La trtistezza che ebbe la tua coraggiosa allegria"...)  


E' stata per caso eseguita una delle canciones populares espa(g)nolas di De Falla intitolata Asturiana?
Un canto metafisico, impalpabile, astratto. Parimenti il testo. L'interprete è "La Lole" cantaora gitana di flamenco (non di cante jondo) della (ex) nuova generazione. Una voce pura priva di vibrato, non impostata, un soffio di struggente poesia con risonanze liriche che risalgono dai  profondi recessi dell'anima. 

 

Piange il testo, piangono le note. Piange la limpida voce de "La Lole" che canta il singhiozzo non già  ad imitazione naturalistica dello stesso accompagnata dall'Orchestra Sinfonica di Londra. 

 

 

Por ver si me consolaba,
arrimeme a un pino verde,
Por verme llorar, lloraba.
Y el pino como era verde,
por verme llorar, lloraba! 

(Gregorio Martínez Sierra)

 

Impossibile tradurre rispettando l'originaria forma "surreale" ... 

 

(Per cercare conforto,

mi avvicinai a un pino verde, 

Vedendomi piangere, pianse anch'esso.

E il pino essendo verde, 

vedendomi piangere, pianse anch'esso)


Un bellissimo disco che acquistai molti anni fa in Spagna. Integrale nel Tubo

 

 

analogico_09
Inviato
2 ore fa, PL-L1000 ha scritto:
2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Un piacevole ritorno al passato

Basta non viverci!:classic_laugh:


Ogni presente diventerà passato quindi vivere il presente è come vivere il passato in anticipo... non si scappa: è il presente che deve rispondere al passato non il passato al presente (S. E. & O.) :classic_laugh:

analogico_09
Inviato
Il 14/10/2026 at 14:19, Grancolauro ha scritto:

Beatrice ha iniziato con la seconda Suite francese di Bach: i pezzi meglio riusciti della serata, direi. Splendidi, non saprei che altro dire. Starei ad ascoltare il Bach di Beatrice Rana per ore senza stancarmi mai. Se a qualcuno interessa provo a entrare più nel dettaglio. Ma meglio ascoltare, che si capisce molto meglio.

 
Senza offesa, Damiano, ma questo modo di suonare le note di Bach sta a Bach come l'orzobimbo sta al caffè miscela arabica. Non vorreri dire nel dettaglio da cosa nasce la mia opinione, basta ascoltare avendo presente l'estetica barocca di Bach e non quella post-romantica di chi non si sa chi, oppure "minimalizzato" come in uso negli attuali frangenti storici  in cui tutto viene alleggerito e omologato secondo una spiccata propensione degli esecutore di interpretare principalmente se stessi dimenticando l'autore. Il suo Chopin, lo Scherzo, è precipitato, scoordinato ai limiti dell'isteria. La Sonata è inascoltabile svuotata dell'impeto selvaggio e rivoluzionario che sorprese e destabilizzò Schumann ai tempi. 

Il problema non risiede in qualche nota "acciaccata", in qualche passeggera smemoratezza, altre piccole "imperfezioni" tecniche che non vanno a detrimento del polso musicale dell'insieme, che anzi umanizzamno maggiormente l'interprete che rifugge la perfezione robotica. Il guaio serio e devastante si annida nella rinuncia alla trascendenza insita nel sangue, nella forma, nello stile, nei linguaggi, nell'estetica nell'espressione musicale di Chopin misteriosa quanto quella del Kantor, di Scarlatti, di Mozart, etc. La quale ha per l'appunto radici profonde nella mistica, complessa, spesso disarcionante musicalità dell'architettura barocca bachiana e, in una, nel trasparente, "illuministico" e fondamentale  "snodo cardanico" (uno dei tanti) della storia della musica rappresentato dal Classicismo.
Tutto questo mentre assistiamo, da parte di... buona parte delle nuove generazioni di interpreti votate alle facili "scorciatoie", al rapido e prosciugamento delle febbrili, visionarie e "devastanti" ragioni "emotive",  lavorando di calma piacevole e piatta, rinunciando al giusto rigore filologico non fine a se stesso bensì frutto di approfondite ricerche estetiche, storico-musicologiche, schiudendo le porte all'insigne musicalità originaria che appare oggi più moderna di tanta modernità fatta in serie, di bello stile, forse, ma risaputa e sostanzialmente omologata. 
Un programma eseguito 2 anni fa, oggi la pianista suonerà in maniera più matura, ma devo dire che fino ad ora non sono rimasto ancora folgorato sulla via di damasco dalla sua esecuzione tutt'altro che modesta ma che non vibra nelle mie corde mentali ed emotive.  

 

Sempre secondo quello che è il mio modo di sentire ciò che ascolto, magari errando ma senza pregiudizi 

 

 

 

Grancolauro
Inviato
47 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

 
Senza offesa, Damiano, ma questo modo di suonare le note di Bach sta a Bach come l'orzobimbo sta al caffè miscela arabica. Non vorreri dire nel dettaglio da cosa nasce la mia opinione, basta ascoltare avendo presente l'estetica barocca di Bach e non quella post-romantica di chi non si sa chi, oppure "minimalizzato" come in uso negli attuali frangenti storici  in cui tutto viene alleggerito e omologato secondo una spiccata propensione degli esecutore di interpretare principalmente se stessi dimenticando l'autore. Il suo Chopin, lo Scherzo, è precipitato, scoordinato ai limiti dell'isteria. La Sonata è inascoltabile svuotata dell'impeto selvaggio e rivoluzionario che sorprese e destabilizzò Schumann ai tempi. 

Il problema non risiede in qualche nota "acciaccata", in qualche passeggera smemoratezza, altre piccole "imperfezioni" tecniche che non vanno a detrimento del polso musicale dell'insieme, che anzi umanizzamno maggiormente l'interprete che rifugge la perfezione robotica. Il guaio serio e devastante si annida nella rinuncia alla trascendenza insita nel sangue, nella forma, nello stile, nei linguaggi, nell'estetica nell'espressione musicale di Chopin misteriosa quanto quella del Kantor, di Scarlatti, di Mozart, etc. La quale ha per l'appunto radici profonde nella mistica, complessa, spesso disarcionante musicalità dell'architettura barocca bachiana e, in una, nel trasparente, "illuministico" e fondamentale  "snodo cardanico" (uno dei tanti) della storia della musica rappresentato dal Classicismo.
Tutto questo mentre assistiamo, da parte di... buona parte delle nuove generazioni di interpreti votate alle facili "scorciatoie", al rapido e prosciugamento delle febbrili, visionarie e "devastanti" ragioni "emotive",  lavorando di calma piacevole e piatta, rinunciando al giusto rigore filologico non fine a se stesso bensì frutto di approfondite ricerche estetiche, storico-musicologiche, schiudendo le porte all'insigne musicalità originaria che appare oggi più moderna di tanta modernità fatta in serie, di bello stile, forse, ma risaputa e sostanzialmente omologata. 
Un programma eseguito 2 anni fa, oggi la pianista suonerà in maniera più matura, ma devo dire che fino ad ora non sono rimasto ancora folgorato sulla via di damasco dalla sua esecuzione tutt'altro che modesta ma che non vibra nelle mie corde mentali ed emotive.  

 

Sempre secondo quello che è il mio modo di sentire ciò che ascolto, magari errando ma senza pregiudizi 

 

 

 

Carissimo Peppe, rispetto ovviamente il tuo giudizio. Mi sorge tuttavia un dubbio. Ho provato ad ascoltare il video che hai postato da youtube e la qualità audio è davvero pessima. Tra gli aspetti più straordinari e artisticamente interessanti del modo di suonare di questa pianista vi è la varietà di nuance timbriche che Rana riesce ad estrarre dal pianoforte, e la capacità di graduare e variare la dinamica del suono, davvero fuori dal comune. Ora, da questa registrazione il suono del pianoforte esce monocorde, sempre uguale, e la dinamica è completamente azzerata, piatta in modo innaturale. Se Rana suonasse dal vivo come si sente in questo video, me ne sarei andato dal concerto dopo 10 minuiti. Inascoltabile davvero. Per fortuna non è così.
Possibile quindi che un ascolto più "fedele" possa farti cambiare opinione. Possibile, dico.
Poi sulle valutazioni estetiche più generali, si può ovviamente discutere, come abbiamo fatto molte altre volte.

Buona giornata!   

analogico_09
Inviato

Però Damiano, all'origine della musicalità di un interprete secondo me  il bello o il brutto suono della registrazione, nella quale i parametri sonori/fonici vengono fatalmente, irrimediabilmente alterati, non ci permetteranno di cogliere pienamente la nuance e il chiaroscuro (non del tutto, in trasparenza, intuitivamente, immaginativamente un orecchio abituato all'ascolto più profondo potrà  a coglierne l'ectoplasma...) fattori dello stile/linguaggio di emanazione romantica post-romantica, il tutto riattualizzato in uno stile "presente" inesistente quindi arbitrario, benchè a volte di per se, decontestualizzando, bellissimo, del tutto estraneo allo spirito musicale integrale che caratterizza inalienabilmente la "frase" infinita di Bach che è rotonda e potrebbe ripetersi in eterno in direzione circolare.  Una "frase" cosmica, trascendentale che va ben oltre il bello stile, le raffinatezze formali che riguardano realtà musicali di tutt'altra natura. Potremmo riconsiderare non na cuor leggero la questione per quanto riguarda Chopin, ma con Bach la discussione si farà sempre complessa e scarsamente unificante  circa i danni irreparabili che si (ri)producono suonando Bach alla romantica, post-romantica, di modernismo, minimalismi estatici più o meno consolatori per gli interpreti e gratificanti per gli ascoltatori, entrambi "pigri"" a cui piace giocare più sul sicuro con il rassicurante pianoforte a coda. Magnifico strumento il piano nella immensa letteratura musicale composta per isso stesso, ma non potrà mai eguagliare, figuriamoci sostituire il clavicembalo, lo strumento d'elezione del Kantor che proprio da quel vetusto "cassettone" trovava sovrumana, infinita, "circolare" e cosmica ispirazione per le sue "offerte musicali", sullo stesso unicamente eseguite, di rocciosa e inscalfibile costruzione sotto il profilo tecnico-linguistico, formale, contenutistico, stilistico. Spirituale. 

Nulla da togliere, nulla da aggiungere. 

 

 

 

 

Questa pianistica è tra le rare che mi portano ad accettarne il "compromesso", a fronte di una musicalità misurata e lineare  tuttavia profonda senza gli "effetti" stilistici speciali di cui la "frase" bachiana è completamente priva. 

 

 

 

analogico_09
Inviato
24 minuti fa, garmax1 ha scritto:

(stessa impressione già avuta anche con la sinfonia 0 di Bruckner).

 Stessa impressione che ne ricavai io, ma non nella misura in cui mi piacque tantissimissimo de più la sinfonia -0 cioè un'emozione profonda un sacco bella che mi portò a volare nel cielo come un uccello naufrago e satollo di bellezze musicali che voi mortali.... :classic_laugh: Vabbè.., si scherza,  con la tua rece ti sei meritato un bel kebab al chiosco che sta di fonte all'auditorium, posto semplice senza le file e i "prezzi" dei bar interni alla struttuta, con possibilità  di incontrare anche gli orchestrali che vanno a rifocillarsi prima del concerto serale. Te lo lascerò pagato in occasione del mio prossimo concerto, da ascoltatore, s'intende... 

  • Thanks 1
Grancolauro
Inviato
8 ore fa, analogico_09 ha scritto:

circa i danni irreparabili che si (ri)producono suonando Bach alla romantica, post-romantica, di modernismo, minimalismi estatici più o meno consolatori per gli interpreti e gratificanti per gli ascoltatori, entrambi "pigri"" a cui piace giocare più sul sicuro con il rassicurante pianoforte a coda

Perché tanto astio Peppe? Quale male avranno mai fatto al mondo questi poveri musicisti? Se li meritano giudizi del genere, che rischiano di risultare offensivi se interpretati alla lettera? Perdonami, ma mi sembra un po’ ingeneroso da parte tua. Lo dico in amicizia, ovviamente. Siamo qui per chiacchierare.

Sulla tua valutazione estetica del suonare Bach al pianoforte, e sul tuo modo di intendere la musica di Bach e la “frase bachiana”, sono poi in radicale disaccordo. Trovo Beatrice Rana al pianoforte più in sintonia con lo spirito di Bach di molti clavicembalisti. Ma su questo ci siamo intrattenuti innumerevoli volte, quindi evito di tornare sull’argomento. Sarei sicuramente ripetitivo e noioso. A ciascuno il suo Bach, mi viene da dire a questo punto.
Buonanotte e buoni ascolti! 

analogico_09
Inviato
51 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Perché tanto astio Peppe? Quale male avranno mai fatto al mondo questi poveri musicisti? Se li meritano giudizi del genere, che rischiano di risultare offensivi se interpretati alla lettera?

 

 

Nessun astio Damiano, è la mia opinione mi riferisco al fenomeno interpretativo generale così come mi ritrovo ad interpretarlo dal mio personal punto di vista. Non ho usato parole offensive verso nessun musicista verso i quali nutro rispetto in quanto persone e in quanto artisti che vanno soggetti al giudizio del pubblico così come è nelle cose. Nulla di personale dunque, il mio è un giudizio di natura estetica giusto o sbagliato, condivisibile o meno. Mi sarà spero consentito pernsare a ragion veduta che oggi si affrontino i repertori musicali di Bach, degli altri grandimusicisti antichi e barocchi, anche classici, senza specifica preparazione, senza aver aver approfondidito né ricercato le specificità estetiche, le prassi esecutive di tali meravigliosi repertori sui quali si fonda il nostro presente musicale e che ciò nonostante restano i fanalini di coda rispetto ai repertori che vanno molto per la maggiore e sui quali si investe e si promuove molto ma molto di più a livello concertistico e sul piano dell'educazione o formazione musicale dei giovani e meno giovani? Non mi pare sia il caso di restare fermi sul "pensiero unico".
Basti vedere di cosa parliamo di più qui molto di più nel nostro forum. Si apre un topic su Handel o Scarlatti, su altri musicisti delle sconosciute meraviglie si creai il vuoto intorno.
In me non c'è astio, Damiano, da appassioinato di musica da quando avevo i calzoncini corti, a volte mi indigno per tale realtà a mio avviso scompensata. La "colpa" è tuttavia del "sistema" educazionale, culturale nazionale, non già dei singoli musicisti liberi di seguire la propria rispettabile vocazione interpretativa,  e mi limito a dire di ciò che accade soprattutto in Italia. 
Mi dispiace se involontariamente potrei aver urtato la tua sensibilità o degli altri amici del forum visto che siamo in contatto diretto, ma è più che certo e credo che tu ne sia cosciente, che non c'era nelle mie parole nessun riferimento a te, nessuna offesa per nessun altro, solo che  in queste cose preferisco andare al nocciolo della questione in maniera franca e diretta ciò nonostante mi scuso se non ho ingranato il ritmo del minuetto.

Grancolauro
Inviato
19 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Mi dispiace se involontariamente potrei aber urtato la tua sensibilità visto che siamo in contatto attraverso il forum

Figurati, nessun problema, ci mancherebbe. Ma conosco musicisti che ti sarebbero saltati al collo per molto meno. A volte sono un po’ focosi, sti benedetti musicisti 😂.

Ribuonanotte e ti dedico per penitenza le Goldberg della Rana, da ascoltare 3 volte di fila senza interruzioni 😃

 

analogico_09
Inviato
4 minuti fa, Grancolauro ha scritto:
33 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Mi dispiace se involontariamente potrei aber urtato la tua sensibilità visto che siamo in contatto attraverso il forum

Figurati, nessun problema, ci mancherebbe. Ma conosco musicisti che ti sarebbero saltati al collo per molto meno. A volte sono un po’ focosi, sti benedetti musicisti 😂.

Ribuonanotte e ti dedico per penitenza le Goldberg della Rana, da ascoltare 3 volte di fila senza interruzioni 😃

 

 

Mi era partito il post prima di concludere il pippone... :classic_laugh: Scrivevo al buio ... conosco credo bene come funzionino le cose  negli ambienti muscali che sono tra i più "competitivi"  rispetto agli altri ambiti artistici, specialmente gli italiani. Ascolterei le Goldberg della Rana anche fino a tre volte di seguito ma potrebbe non reggermi la pompa dopo un mprimo passaggio e mezzo...  Vedremo... :classic_wink: 

 

  • Haha 1
Spadaccino1
Inviato

Per l’inaugurazione della stagione dell’Orchestra Rai (con la direzione di Andrés  Orozco Estrada) giovedì 22 ottobre su Rai 5 (e Radio 3) alle 21.25 va in onda la Sinfonia n. 6 in la minore di Gustav Mahler, detta “Tragica”, dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.

Una bella occasione per chi, come me, ha voglia di ascoltare (io mai fatto) l'Orchestra della Rai.

  • Thanks 1

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