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Melius Club

Ucraina, Russia e Nato


ilbiffo

Messaggi raccomandati

Inviato
13 minuti fa, claravox ha scritto:

Marco Travaglio

Com'era la storia del pensiero autonomo e dell'oscillazione tra le due tifoserie? A me pare che tu sia spalmato su una delle due.

Gaetanoalberto
Inviato
57 minuti fa, wow ha scritto:

spalmato su una delle due.

Se almeno Travaglio si facesse un partito suo...

Sto giornalismo militante dovrebbe contenere della avvertenze per l'uso..

Inviato

Non c'è nessuno schema rigido, ma la fattualità di ciò che accade. Di fatto tu riporti o citi esclusivamente Marco Travaglio e altri riconducibili ad una certa curva. Smentiscimi se puoi. 

Inviato

Ti ricordo inoltre che la polemica sul pensiero autonomo e sul tuo presunto equilibrio sulla scelta dei canali informativi l'hai iniziata tu, facendomi una  lezioncina sull'inopportunità di "abbeverarsi" ai giornali d'opinione dopo che io avevo postato un articolo de Il Foglio (sionista) e una intervista pubblicata da quei fascistoni de Il Manifesto. 

Inviato
12 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Se almeno Travaglio si facesse un partito suo...

Un altro?

Gaetanoalberto
Inviato
9 ore fa, appecundria ha scritto:

Venuti fuori dal nulla, sono infiltrati da 35 anni, facilmente eterodiretti, per indebolire il paese e la Ue con costose distrazioni di massa (federalismi, romaladronismi, pontismi, pensionismi, remigrazionismi, rosarismi).

Gaetanoalberto
Inviato
14 minuti fa, audio2 ha scritto:

ha ragione.

30 anni persi dietro alle loro cazzate, più debito pensionistico vario. 

Inviato

ministro delle finanze giorgietti contro ministro finanze gualtieri.

trova le differenze.

Gaetanoalberto
Inviato
3 minuti fa, audio2 ha scritto:

giorgietti

vabbè, salviamo lui (un pochino). 

Inviato
1 ora fa, audio2 ha scritto:

guarda che ha ragione.

sono passati 4 anni e ancora non sono riuscito a capire la logica di affermazioni del genere. Forse è perché da bambino non giocavo all'oratorio ma in mezzo a una strada con dei grandi figli di p. 

Inviato

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Bandiera bianca

Di Marco Travaglio

 

Se volete spendere bene un’ora del vostro tempo, riguardatevi sul nostro sito o sul canale Youtube l’incontro alla festa del Fatto “Pane e bombe.
L’Europa va alla guerra”, con Lucio Caracciolo, Gian Andrea Gaiani e Andrea Riccardi.
Un breve tour nella follia di chi annuncia e prepara una guerra che non è in grado di vincere, ma neppure di combattere, dunque dovrebbe provarle tutte per evitarla con la diplomazia e la cooperazione: quella contro la Russia, prima potenza atomica mondiale, con 6.200 testate nucleari e missili ipersonici che nessuno può intercettare.
Chi vaticina attacchi russi entro 2 o 3 anni, chi aumenta i letti negli ospedali e i loculi nei cimiteri, chi scava bunker, chi distribuisce manuali e kit da guerra atomica, chi mina i confini (Finlandia e Baltici), chi (in Spagna) fa scorte di carta igienica nel comprensibile timore di farsela sotto, chi (il governo svedese) annuncia che ogni notizia di una resa andrà considerata falsa (quindi Stoccolma non potrà mai arrendersi).
Intanto i vertici militari e spionistici Nato fanno sapere a Politico che non risultano piani russi per attaccarci.
Ergo dovremmo attaccare per primi, anche se la propaganda tenta di convincerci che saremmo i secondi perché Putin già ci attacca con la mitica “guerra ibrida” (che però fanno tutti da sempre).

I più bellicosi sono Baltici (10mila soldati in tre), Finlandia (17mila), Svezia (6mila) e Polonia, che almeno ha un esercito vero, ma non è solo anti-russa: è pure anti-ucraina, non avendo mai digerito lo scippo di Galizia e Volinia.
In caso di guerra convenzionale, l’Italia rischierebbe non gli 86 caduti in vent’anni fra Afghanistan e Iraq, ma migliaia, senza contare i feriti e i prigionieri: perdite che nessuna società europea potrebbe sopportare per una settimana.
Ma un attacco di Paesi Nato alla Russia, per le rispettive dottrine militari, innescherebbe una risposta nucleare che neppure Stati atomici come Francia e Uk potrebbero fronteggiare.
E non c’è riarmo Ue né 5% di Pil alla Nato che possa colmare il gap: già oggi i paesi Ue spendono in difesa il triplo della Russia, ma hanno munizioni per 2 o 3 settimane, avendo per giunta svuotato gli arsenali per Kiev.
Siccome poi la propaganda europea (Putin combatte con pale, tossici, ciechi e sordi, ma sta per invaderci) è meno credibile di quella russa (siamo il Paese più grande del mondo: perché dovremmo invadervi?), crescono fra gli europei i No al riarmo e alle armi a Kiev (in Italia i Sì sono rispettivamente il 28 e il 18%), figurarsi a un arruolamento: i politici che non vogliono chiudere bottega sanno cosa fare.

Si spera che si avveri la profezia di Caracciolo: “Se entrassimo in guerra, non potrebbe durare più di qualche minuto: il tempo necessario per arrenderci”.

 

 

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