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Scena che si estende oltre i lati dei diffusori


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jackreacher
Inviato
7 ore fa, salvatore66 ha scritto:

sui diffusori che scompaiono ci siamo perfettamente ma con un ologramma compreso tra lo spazio dentro i confini laterali dei diffusori non oltre. Per andare oltre i confini destro e sinistro occorrono come mi pare di capire registrazioni fatte ad ok

Come ha già tetto @Titian  non puoi realmente sentire ciò che non c'è,  si tratta solo di un'illusione uditivo/percettiva.

Ha un ruolo fondamentale la tipologia e quantità di riverbero nella registrazione e il sound della stanza di ascolto, ma rimane una illusione.

@salvatore66 probabilmente con te l'illusione dei suoni "al di fuori" dei diffusori non funziona come con me non ha mai funzionato bene l'illusione del 3 D dei film, dopo 5 minuti mal di testa e senso di fatica, sia al cinema che a casa.

jackreacher
Inviato
8 minuti fa, extermination ha scritto:
16 minuti fa, jackreacher ha scritto:

Cosa intendi di preciso?

Prime riflessioni omolaterali e controlaterali precoci - medie frequenze - livelli elevati delle riflessioni e ritardi minimi ( posizionamenti diffusori vicino le pareti laterali prive di alcun trattamento acustico)- basso fattore di smorzamento delle pareti ( basse frequenze) 

Ma quindi tu hai camera anecoica? 

Guarda che una dose (non elevata ovviamente) di prime riflessioni e riverbero dell'ambiente di ascolto è preso in considerazione nella lavorazione del mix audio.

extermination
Inviato
1 minuto fa, jackreacher ha scritto:

Ma quindi tu hai camera anecoica? 

Lasciamo perdere va! 

jackreacher
Inviato
Adesso, extermination ha scritto:

Lasciamo perdere va! 

Infatti 

jackreacher
Inviato
6 ore fa, gobert4 ha scritto:

Sono tutti “giochi” fatti in mix, soprattutto con la fase del segnale:

differenze tra L ed R, da riverberi e delay usati in maniera più o meno convenzionale, tecniche Mid/Side tra stereo enhancer, equalizzare e comprimere diversamente il Mid ed il Side e cose così.
Il fatto di sentirli o non sentirli dipende dal brano, dai diffusori e anche dall’acustica dell’ambiente (se hai i punti di prima riflessione troppo riflettenti ad esempio).

Conta anche cosa ascolti di un brano, dove ti concentri con le orecchie ed il cervello.

Concordo e confermo tutto, in particolare ciò che ho sottolineato per evidenziare

Inviato

Non dimentichiamo di ripetere a oltranza, semplificando al massimo, che la stereofonia in sé è un illusione generata dalla mente..e ovviamente anche dalla distanza temporale, attorno ai 20 ms rapportati alla velocità del suono in aria libera, dei due organi microfonici naturali riceventi, cioè delle due nostre fidate orecchie.
Questo comparto percettivo è stato sviluppato con grande saggezza da madre natura, perché che ci permette, non soltanto di localizzare destra e sinistra dell‘origine del suono, ma anche distanza, altezza e movimento della sorgente sonora, fattori determinanti per la sopravvivenza nella giungla.

Le particolari conformazioni del lobo di cartilagine e del padiglione a guisa di tromba aiutano inoltre a distinguere con precisione, attraverso una curva di risposta differenziata, pure il davanti, il sopra, il sotto e il dietro della sorgente sonora con particolare attenzione a ciò che si pone frontalmente innanzi a noi..  e una buona ripresa microfonica riproduce proprio questa situazione di partenza.

E non è certo un caso che parecchie registrazioni basiche degli anni 50, con dotazioni tecniche appunto basiche, senza particolari manipolazioni post produzione, abbiano in riproduzione una sensazione di veridicità e tridimensionalità completamente svincolate dai diffusori, qualità purtroppo ancora sconosciute anche alle più raffinate registrazioni multimicrofoniche attuali, caratterizzate ahimè da pesanti interventi di correzione digitali.

 

  • Melius 1
regioweb
Inviato
31 minuti fa, antonew ha scritto:

Se in quel caso non senti i suoni provenire letteralmente dai lati della tua testa, allora c'è un problema di setup o di cancellazioni nel tuo punto d'ascolto.

credo dipenda anche dalla tipologia di diffusori

nel mio ambiente ad esempio, a parità di amplificazione e di posizionamento, le mg12 e le vandersteen restituiscono una scena abbastanza diversa 

con le prime la carrozza di amused to death sembra provenire letteralmente dalla stanza accanto mentre con le vandies l’effetto è più contenuto

 

jackreacher
Inviato
12 minuti fa, alexis ha scritto:

E non è certo un caso che parecchie registrazioni basiche degli anni 50, con dotazioni tecniche appunto basiche, senza particolari manipolazioni post produzione, abbiano in riproduzione una sensazione di veridicità e tridimensionalità completamente svincolate dai diffusori, qualità purtroppo ancora sconosciute anche alle più raffinate registrazioni multimicrofoniche attuali, caratterizzate ahimè da pesanti interventi di correzione digitali.

D'accordissimo , infatti prediligo tali tipologie di registrazioni :classic_wink:,  anche anni sessanta e settanta. 

Inviato
6 minuti fa, regioweb ha scritto:

credo dipenda anche dalla tipologia di diffusori

nel mio ambiente ad esempio, a parità di amplificazione e di posizionamento, le mg12 e le vandersteen restituiscono una scena abbastanza diversa 

con le prime la carrozza di amused to death sembra provenire letteralmente dalla stanza accanto mentre con le vandies l’effetto è più contenuto

 


Certamente, ed è ovvio sia così.

Ma qui mi sembra ci si lamenti davvero di una questione ben più radicale.

Inviato
41 minuti fa, antonew ha scritto:

Dipende da come le prime riflessioni laterali interagiscono con l'emissione diretta e, soprattutto, dalla capacità del sistema di mantenere la correttezza di fase.

 

Capisco il punto, ma stai confondendo due cose.

È vero che la percezione di sentire strumebti oltre i diffusori ha una base fisica, ma se è dominata da riflessioni laterali intense (caso in cui si sentono fuori), stai ascoltando soprattutto la stanza, non il segnale.

Più le riflessioni sono forti, più l’immagine si allarga artificialmente. Ma questo non è alta fedeltà.

In un sistema realmente controllato, con riflessioni limitate e tempi di riverbero bassi (richiesti dalle regole Hifi), ciò che si estende oltre i diffusori è l’ambienza registrata, non la posizione di strumenti “fantasma”.

Se senti strumenti chiaramente fuori dai diffusori, nella maggior parte dei casi è un effetto della stanza o della riproduzione, non della registrazione.

 

  • Thanks 1
extermination
Inviato

Giusto cosi ...per mettere a fattore comune, anche se ai più è nota. Un elemento del puzzle-Effetti riflessioni laterali- Olive e Toole.

ps- la si osservi con attenzione.

IMG_0979.jpeg

  • Melius 1
dariosch
Inviato
Il 27/03/2026 at 15:35, Maurjmusic ha scritto:


uhm il cane  ( anzi i cani … in lontananza pare che altro cane risponda al primo cane 😏  … una cagnara! ) è  a destra appena dietro le spalle ben oltre il muro della stanza ) 

Non ci credevo, appena ascoltato,

allucinante, anche da me cosi'.

extermination
Inviato

Altra cosa - tener sempre ben presente le differenze sostanziali tra riflessione e diffusione. Parliamo dall’ABC

Inviato
20 minuti fa, Titian ha scritto:

 

Capisco il punto, ma stai confondendo due cose.

È vero che la percezione di sentire strumebti oltre i diffusori ha una base fisica, ma se è dominata da riflessioni laterali intense (caso in cui si sentono fuori), stai ascoltando soprattutto la stanza, non il segnale.

Più le riflessioni sono forti, più l’immagine si allarga artificialmente. Ma questo non è alta fedeltà.

In un sistema realmente controllato, con riflessioni limitate e tempi di riverbero bassi (richiesti dalle regole Hifi), ciò che si estende oltre i diffusori è l’ambienza registrata, non la posizione di strumenti “fantasma”.

Se senti strumenti chiaramente fuori dai diffusori, nella maggior parte dei casi è un effetto della stanza o della riproduzione, non della registrazione.

 

 

non confondo affatto le due cose, anzi, il mio discorso partiva proprio dalle cancellazioni (sottrazione di segnale) e non dalle riflessioni che 'gonfiano' la scena.

Se un impianto è a posto e la registrazione contiene informazioni di fase coerenti, la scena si apre naturalmente.

Non è che la stanza 'aggiunge' larghezza: è che un setup sbagliato o un ambiente sordo la uccidono.

Dire che sentire strumenti fuori dai diffusori sia solo 'colpa' della stanza è riduttivo.
Se così fosse, lo sentiremmo con ogni disco. Invece, come ha notato anche alexis, accade soprattutto con riprese microfoniche fatte bene che preservano i rapporti temporali originali.

Per me la fedeltà è proprio questa: non perdere l'olografia che è già nel supporto.

 

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