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Melius Club

La "voce" dell'impianto: punto della situazione dopo 20 anni di discussioni


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ilmisuratore
1 ora fa, Max440 ha scritto:

Ma... il problema è mica la fatica o il fastidio!

Il punto è che una chitarra acustica ha quel massimo volume di suono, il violino ha quel massimo volume di suono, una voce umana ha quel massimo volume di suono, etc............

Andare oltre è irrealistico (e tre!) :classic_rolleyes:

Che @Grancolauro e @Felis vengano in mio aiuto, per favore! :classic_biggrin:

Max...una chitarra va ascoltata per quello che è...non deve suonarla King Kong 

Hai visto tutti i grafici di erogazione ?

È palesemente visibile l'impiego di watt in relazione al programma musicale 

De Andrè ha richiesto soltanto 1,8 watt di picco massimo 

Se Felis e Grancolauro verranno in tuo aiuto è per farti ragionare meglio... perché "se vuoi" puoi farlo 

A parte che una chitarra ascoltata in campo aperto suona in un modo, in un ambiente con un controllo delle basse frequenze ed una dolce diffusione suona diversamente ed in un ambiente casalingo suona letteralmente di merdæ se non c’è alcun trattamento.

 

I miei monitor attivi, a volumi ben lontani dall’essere alti (70-73dB spl) in una stanza non trattata suonano pietosi e fastidiosi tra le onde stazionarie, le riflessioni…

Gli stessi in ambiente trattato suonano molto più puliti e meno affaticanti anche a volumi alti.

 

L’acustica fa il bello e cattivo tempo insieme ai diffusori (già più staccata per me l’amplificazione, se decente).

 

In più, come detto giustamente da ilmisuratore, è necessario capire l’interazione tra il materiale sonoro, in relazione alla percezione del sistema uditivo (rms Vs picco) e della possibilità a certi volumi, di mandare in clip il sistema anche solo quel poco che basta per introdurre distorsione armonica, diminuire il crest factor e di conseguenza aumentare l’rms.

 

  • Melius 1
8 ore fa, Max440 ha scritto:

Se durante un concerto dal vivo, anche in prima fila, nessuno ha mai (e dico mai) la sensazione di un volume eccessivo e doloroso (tipo quello che si prova nei concerti amplificati, in discoteca, o vicino ad un aereo al decollo...), né tantomeno questa sensazione ce l'hanno gli orchestrali che stanno a pochi metri tra di loro, vorrei capire come mai in moltissimi impianti, quando ascolti i tanto citati Bruckner e Mahler, ti devi tappare le orecchie o dire gentilmente di abbassare il volume...

Segno evidente che si sta ascoltando a volumi irrealistici

Se ascoltassi le poche registrazioni fatte e rese disponibili su supporto comunemente diffuso con la stessa dinamica ad esempio del citatissimo Sheffield Drum Record e con strumenti acustici ( come la batteria delle ultime 2 tracce ) posso garantirti che dopo anche 2-3 ore di fila a volumi da tirar giù  le pareti non avresti alcun fastidio, anzi avresti una curiosa forma di esaltazione senza nessun fastidio durante l'ascolto ma neppure alla fine. idem con alcuni noti e arcinoti brani in dischi che spesso si usano come test vari dove la dinamica viene rispettata. Il primo, peggiore e forse irrecuperabile difetto di un impianto sta nella qualità tecnica della traccia registrata subito seguito dall'ambiente di ascolto e poi il resto. 

extermination
1 ora fa, Luca44 ha scritto:

primo, peggiore e forse irrecuperabile difetto di un impianto sta nella qualità tecnica della traccia registrata

Perfettamente d’accodo ma la responsabilità della qualità è in mano ad altri.

30 minuti fa, Dufay ha scritto:

Di roba buona ce n'è vieppiù .

A parte che parlavamo non di incisioni buone ma di quelle allo stato dell'arte in quanto a dinamica, che sono una minuscola frazione, in ogni caso non e` detto che tra quelle comunque davvero buone uno riesca a trovare le proprie opere preferite con l'esecuzione che musicalmente preferisca. 

8 ore fa, Max440 ha scritto:

Ma... il problema è mica la fatica o il fastidio!

Il punto è che una chitarra acustica ha quel massimo volume di suono, il violino ha quel massimo volume di suono, una voce umana ha quel massimo volume di suono, etc............

Andare oltre è irrealistico (e tre!) :classic_rolleyes:

Che @Grancolauro e @Felis vengano in mio aiuto, per favore! :classic_biggrin:

Non so se quello che scriverò ti verrà in aiuto :classic_biggrin: ma la registrazione non è l'evento dal vivo al 100% è mediato dal produttore. Ci sono limiter, compressori per avere un suono di un volume accettabile per funzionare su una gamma più ampia possibile di dispositivi, dalla Tivoli alle Magico. :classic_laugh:  Per esempio a San Petronio a Bologna, nessun disco replica il volume degli organi che senti dal presbiterio ma inesorabilmente per essere ascoltabile, viene pompato bene, soprattutto quando usi il flauto in ottava da solo, in questi casi si fa un mastering diverso per ogni traccia. 

6 ore fa, Felis ha scritto:

Non so se quello che scriverò ti verrà in aiuto :classic_biggrin:

 

No, non mi sei venuto in aiuto :classic_laugh:

Diciamola in un altro modo, che tra suonatori d'organo ci intendiamo...

Qualsiasi strumento tu suoni, dal Biroldi da 1000 canne al Mascioni da 15000 canne, nessuno ti darà mai la sensazione di doverti tappare le orecchie per via del volume elevato.

invece moltissimi audiofili esigono un volume di ascolto che, spesso, ti fa ricorrere agli indici nelle orecchie: e non ditemi che è solo un problema di distorsione!

Sai invece quando devi tappartele? Se per caso ti trovi all'interno della cassa organaria e qualche bontempone ti spara dentro un bel cluster con il ripieno: direi una condizione assolutamente irrealistica per gli ascoltatori :classic_wink:

Comunque stiamo parlando sempre troppo di assolutismi, senza minimamente tenere in conto la musica stessa. Non tutta la musica è pensata,.mixata, adatta, a 120 db.

Ci sono molte musiche che non hanno bisogno di spl elevati per essere apprezzate, e altre che ne dipendono totalmente, altre che suonano mediamente tra 80 e 90, e non è poco. Fare di ogni erba un fascio, sull'altare dei 120 db, mi pare un po riduttivo. 

  • Melius 1
ilmisuratore
2 ore fa, Max440 ha scritto:

moltissimi audiofili esigono un volume di ascolto che, spesso, ti fa ricorrere agli indici nelle orecchie: e non ditemi che è solo un problema di distorsione!

Una cosa è ascoltare in modo sconsiderato...ben altra è ascoltare in modo coinvolgente e "verace"

Personalmente regolo il volume in modo da sintonizzare la sensazione di un ascolto realistico rigorosamente in relazione al tipo di strumento e/o genere musicale 

Se poi durante l'ascolto il cervello e l'udito mi invita ad alzare ulteriormente il volume...non accade sicuramente per cercare fastidio...ma per puro piacere ed emozione 

Se per ascoltare De Andrè mi sono bastati circa mezzo watt RMS e qualche sporadico picco massimo di meno di due watt...vuol dire che bisogna saper adeguare il giusto volume e che la spl la decide il genere e anche il tipo di registrazione 

 

@Ggr delle due l'una però: o si ascolta in modo "casalingo" e ce ne freghiamo dei 120db di picco (però dopo non veniamo a raccontarci la storiella del "come dal vivo"), o se vogliamo la storiella del "come dal vivo", poi non possiamo fare gli gnorri sui 120db di picco. 

A voi la scelta. 

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