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Melius Club

La "voce" dell'impianto: punto della situazione dopo 20 anni di discussioni...


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ilmisuratore
17 minuti fa, Ggr ha scritto:

Quindi andrebbe usata la C con tempi brevissimi.

Con il classico fonometro (non in classe zero) userei la C con pressioni sonore alte (musica) e la A per le rilevazioni del rumore ambientale acustico

Poi è chiaro che con un fonometro in classe 0 uscirebbero tutti gli altri dati per una visione completa e professionale...ad esempio il valore di picco massimo corrisponderebbe a sua volta a quello che produce l'amplificatore nella cresta in cui raggiunge il picco...per il fatto che di mezzo non c'è alcuna mediazione

Nella lista manca il dato Leq che alla fine rispecchia il livello sonoro continuo equivalente...come se fosse la parte "RMS" percepita ma descrive anche quanta energia acustica totale ti è arrivata alle orecchie dall'inizio alla fine della canzone

Ad esempio una registrazione compressa produce generalmente un Leq piu alto di una registrazione dinamica...e il fatto che quella compressa dia piu fastidio lo dimostra

Insomma alla fine si tratta di dare il giusto peso e la corretta interpretazione alle grandezze in gioco e per quanto tempo si viene esposti (vedi il picco massimo il cui segmento temporale spazia sui 50 microsecondi, che sarebbero un paio di campioni audio su frequenza di campionamento di 44.1 khz)

ilmisuratore
Adesso, Ggr ha scritto:

A questo punto diventa fondamentale il tempo che deve durare questo picco, per essere percepito pienamente dal nostro udito, e quindi tarare lo strumento su quella finestra. 

Questo tempo lo si conosce in media?

Il tempo stabilisce tutto...ed è qui il succo del discorso (tutto ruota attorno il tempo)

"120 dB di picco" per una durata di 50 uS sono alla fine una "sciocchezza"

Mentre 120 dB Leq ci porterebbero in ospedale

Il tempo lo stabilisce l'inviluppo del segnale, dunque per un osservazione/quantificazione si deve misurare

Diversamente ci si affida alle nostre capacità naturali di prevenzione e allarme

L'uomo (intelligente) sa individuare quando la SPL assume limiti di pericolosità

ilmisuratore
3 minuti fa, extermination ha scritto:

Con riferimento ai meccanismi uditivi ( e di sponda percettivi) LeaqA correla in maniera più accurata di una ponderazione C. 

...si...ma non ai livelli piu alti (in quanto le curve isofoniche subiscono un allineamento di percezione diverso)

Infatti sono stabilite da una grandezza (phon) diversa

ilmisuratore
1 minuto fa, extermination ha scritto:

@ilmisuratore Vedi anche la

misurazione di FC su santa Cecilia postata più addietro è LAeq!!

E' una questione di interpretazione alla fine ma...l'orecchio umano ad alti volumi (sopra gli 80-90 dB) percepisce le basse frequenze in modo molto più ben bilanciato rispetto ai volumi bassi

La ponderazione C tiene conto di questo effetto e non taglia i toni bassi e sub-bass (come i colpi di cassa o le linee di basso della musica)

Di contro il rumore di fondo di un ambiente silenzioso (es. una stanza vuota, uno studio di registrazione o una camera da letto) si attesta solitamente su livelli molto bassi (20-40 dB)

A questi livelli l'orecchio è molto poco sensibile alle basse frequenze e sensibilissimo tra 1 kHz e 4 kHz

La ponderazione A rispecchia esattamente questo comportamento :classic_smile:

captainsensible

@extermination per fare un paragone con tutte le pippone che si fanno con gli sterei non è un dato utile perché si confronta un livello ponderato A, misurato col fonometro, con quanto emesso da un impianto stereo, nei cui calcoli non viene applicata alcuna ponderazione.

Per avere un dato utile per il confronto non dovrebbe essere ponderato.

IMHO

CS

2 ore fa, Max440 ha scritto:

prova del 9:

avete mai provato a parlare con qualcuno seduto vicino quando si ascoltano gli impianti degli audiofili a tutto gas?

Bene... non si riesce neppure a sentire quello che parla a 50 cm di distanza...

Fate la stessa prova al concerto e, quello seduto dietro, vi tira una scoppola in testa per farvi tacere.

Questa è la realtà, punto.

Il resto sono le paturnie di chi vuole tirare giù la cristalleria a tutti i costi per puro celodurismo maschile :classic_tongue:

Nei fortissimo?

 

ilmisuratore
1 ora fa, Ggr ha scritto:

Secondo al Ai, un suono per essere percepito pienamente, deve durare almeno 200 ms. Non è che alla fine sti picchi manco li sentiamo davvero?

Hai anticipato un discorso che stavo menzionando

I tempi di integrazione...cosi si definiscono...spaziano tra 80-100 ms

Questi tempi di integrazione producono due effetti:

 

1) poter distinguere un suono spaziato da un altro (sopra questa soglia riusciresti a distinguere due picchi ben distinti...se sotto questa soglia ne sentiresti "uno solo")

Questa è una media stimata in quanto ci sono soggetti che distinguono anche due suoni temporalmente spaziati da meno di 80ms

Questo al netto dell'effetto mascheramento (la cosa è alquanto complessa) poichè se il primo transiente ha un livello piu alto del secondo tali tempi si allungano (il primo transiente maschera il secondo con livello piu basso e serve un piccolo lasso di tempo per stabilizzare la percezione)

 

2) la sensazione dell'effetto "spl"...poichè se un picco massimo è isolato e sporadico si avverte come una specie di "spike" (tipo all'udito suona come un TAC...con percezione del volume relativamente "poco significativo")

Se invece i picchi cumulano un pattern temporale (o uno solo con distribuzione che spazia oltre i 40-50 ms) che si integra nei tempi di cui sopra la sensazione di livello SPL sale..e piu la distribuzione temporale è alta e piu il livello di SPL percepita è importante

Cosi accade esattamente per la distorsione di forma (la tosatura dei picchi) dunque se un solo picco isolato non si nota, ma se si cumula nei tempi di integrazione ecco che scaturisce il suono piatto, aspro e con il tempo maggiormente stancante

Questo è uno dei motivi per il quale non bisogna essere terrorizzati da questi valori di picco

Tuttavia bisogna aggiungere una cosa importante: quando l'impianto è capace di riprodurli bene (non tosati e dinamici) il suono assume una "verve" diversa per il fatto che complessivamente durante la riproduzione di un brano in qualche segmento si vanno a cumulare picchi con sufficiente tempo di integrazione

 

Mi sembra che la discussione stia prendendo una piega interessante

ilmisuratore

Chi stabilisce il rapporto tempo d'integrazione/picchi ?....l'analisi dell'inviluppo musicale

Ecco qui sotto il famigerato disco della Sheffields Drums

I picchi si susseguono in successione e cumulano anche dei pattern di oltre 2 secondi (in quanto occupano un segmento di 100.000 samples...e per una frequenza di campionamento di 44,1 khz vuol dire 22,67 uS x 100.000)

 

fffffffffffffffffffffffffffff.jpg

ilmisuratore

La tensione massima di picco di un amplificatore (la cosiddetta scarica istantanea) se ascoltata a 120 dB tramite un segnale "delta di Dirac" (che sarebbe un transiente distribuito su 22,67 US x 44,1 khz) darebbe la sensazione di uno spike...come quando avviene un contatto accidentale tra due cavi e la massa...una sorta (come descritto) di TAC

Questi sarebbero i "120 dB" meno significativi e che all'ascolto non dicono quasi nulla 

Se invece si crea un transiente con frequenza molto bassa (50/60 hz) dentro la stanza avviene un bel botto che crea spavento (perchè la distribuzione temporale è piu ampia)

Tutte prove che ho condotto in passato

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