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La "voce" dell'impianto: punto della situazione dopo 20 anni di discussioni


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Capisco dal punto di vista logico tutte le spiegazioni tecniche (un po' meno dal punto di vista fisico, ma vedrò di studiare :classic_rolleyes: ), però il confronto va fatto con la realtà.

Se durante un concerto dal vivo, anche in prima fila, nessuno ha mai (e dico mai) la sensazione di un volume eccessivo e doloroso (tipo quello che si prova nei concerti amplificati, in discoteca, o vicino ad un aereo al decollo...), né tantomeno questa sensazione ce l'hanno gli orchestrali che stanno a pochi metri tra di loro, vorrei capire come mai in moltissimi impianti, quando ascolti i tanto citati Bruckner e Mahler, ti devi tappare le orecchie o dire gentilmente di abbassare il volume...

Segno evidente che si sta ascoltando a volumi irrealistici

Punto e a capo: palla al centro :classic_wink:

8 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Questo è uno dei motivi per il quale non bisogna essere terrorizzati da questi valori di picco

Almeno nel mio caso nessuna paura. Conti alla mano il mio impianto ci arriva, anche bene,  anche se il mio modo di ascoltare, non mi porta mai verso quei territori. Almeno da parte mia, c'è solo la volontà di capire davvero sino in fondo. Alla fine, secondo me, quello che si può aspirare è avere un impianto in grado di coprire un range di 60 db in modo corretto e pulito, Poi se va da 40 a 100 o da 60 a 120, dipende dal gusto di ognuno. Non aspiro a Dinamiche da 70 db, ottenute misurando un picco di 100 millisecondi, al cospetto di 3 minuti che non superano i 50, che tecnicamente mi affascinano, ma nella vita reale incontrerei una volta ogni 1.000 ore di ascolto.

ilmisuratore
6 minuti fa, Max440 ha scritto:

Capisco dal punto di vista logico tutte le spiegazioni tecniche (un po' meno dal punto di vista fisico, ma vedrò di studiare :classic_rolleyes: ), però il confronto va fatto con la realtà.

Se durante un concerto dal vivo, anche in prima fila, nessuno ha mai (e dico mai) la sensazione di un volume eccessivo e doloroso (tipo quello che si prova nei concerti amplificati, in discoteca, o vicino ad un aereo al decollo...), né tantomeno questa sensazione ce l'hanno gli orchestrali che stanno a pochi metri tra di loro, vorrei capire come mai in moltissimi impianti, quando ascolti i tanto citati Bruckner e Mahler, ti devi tappare le orecchie o dire gentilmente di abbassare il volume...

Segno evidente che si sta ascoltando a volumi irrealistici

Punto e a capo: palla al centro :classic_wink:

Buongiorno Max 

Il motivo per il quale un impiantaccio ti fa tappare le orecchie è legato alla compressione dinamica unita alla distorsione di forma

Quando il sistema comprime si riducono i picchi, si riduce il fattore di cresta e aumenta la sensazione di volume 

Va a finire che un bel pezzo di classica assume le sembianze di un concerto rock amplificato 

Un grande impianto invece fa il contrario...invita ad alzare il volume creando un assuefazione ai livelli senza che questi diano fastidio... proiettando l'ascoltatore dentro una dimensione sonora coinvolgente ed emozionante 

Ci si accorge del volume alto soltanto dopo che la moglie ti viene a bussare alla porta ed entra con gli occhi minacciosi 

extermination
25 minuti fa, Max440 ha scritto:

vorrei capire come mai in moltissimi impianti, quando ascolti i tanto citati Bruckner e Mahler, ti devi tappare le orecchie o dire gentilmente di abbassare il volume...

una risposta la trovi nella distorsione e compressione del sistema di riproduzione; l’altra la trovi nei rapporti tra potenza acustica emessa e volume ( metri cubi) tra saletta di ascolto e auditorium - considerando tra l’altro che nel primo caso ( saletta casuale) hai sorgenti reali e virtuali ( riflessioni primarie) a 3 metri di distanza che ti “sparano” a dx e manca. Il divario tende ad attenuarsi in presenza di una sala di ascolto acusticamente adeguata. 

Ricapitolando- Audotorium- la potenza acustica impressionante ( dicevamo Mahler) si distribuisce in un volume d'aria enorme- la densità energetica per metro cubo resta bassa.

A Casa -La densità di energia nella stanza - se non adeguatamente controllata nella sua distribuzione-  può diventare molto alta ( ad alte SPL ovviamente) aggredendo fisicamente il il timpano. Chiaramente i diffusori, caso per caso, ci mettono del proprio -da poco a molto- vedi 1 punto

 

  • Melius 1
Wildwood
1 ora fa, Max440 ha scritto:

Segno evidente che si sta ascoltando a volumi irrealistici

Punto e a capo: palla al centro :classic_wink:

Non credo si tratti di volumi irrealistici, ma semplicemente di evidente distorsione la quale sembra  progressivamente ridursi al diminuire del volume d'ascolto con evidente beneficio sull'equilibrio in generale.

Qualunque sia l'apparecchiatura impiegata, dalla radiolina al massimo sistema hifi, la sensazione di distorsione ed il conseguente affaticamentio percepito all'incrementare del volume viene inconsciamente risolto con la riduzione del livello d'ascolto, e mai con un'analisi della reale origine del problema anche quando la causa non sia evidentemente da attribuire a limiti energetici o alla qualità del segnale.

Succede infatti  con qualsiasi tipo di registrazione, la compressione semmai accentuerà il problema ma non sembra che questo si risolva o venga eliminato con registrazioni meno compresse.

Succede  con ampli di elevata o elevatissima potenza quindi il clipping ed in generale la capacità energetica non sembrano essere la reale causa da cui l'abituale tendenza a  dotarsi di dispositivi via via con maggiori capacita di erogazione.

Di fatto non sembra esistere un solo sistema che mantenga   intatto l'equilibrio tonale e le dimensioni di strumenti e voci all'incrementare del livello d'ascolto.

Basterà confrontare l'equilibrio a basso volume e poi confrontarlo con il risultato che si ottiene via via all'incrementare del livello d'ascolto.

Teoricamente, in base alle curve isofoniche,  dovrebbe succedere esattamente il contrario, ma l'evidente spostamento verso tonalità schiarite ed asettiche ed  ed il progressivo scollamento delle basse,  da cui le evidenti

sensazioni di eccesso di brillantezza, aggressività, invadenza, ingigantimenti di voci e strumenti etc... sembrano platealmente confliggere con quanto teoricamente e plausibilmente cii si aspetterebbe.

 

 

 

 

 

 

 

Maurjmusic
2 ore fa, Max440 ha scritto:

Segno evidente che si sta ascoltando a volumi irrealistici

Punto e a capo: palla al centro :classic_wink:


No e’ un segno evidente che l’impianto ( per primi i diffusori!)  “produce”  una distorsione molto, molto bassa. Il miglior pregio di un impianto ben assemblato in una stanza adeguata è proprio dato dalla possibilità di ascoltare la musica al livello adeguato al genere che puo’ essere 80 db con il quartetto d’archi o 110 db con “Quadri ad una esposizione”  di Modest M. … solo così si fa un bel goal. 

  • Thanks 1
5 minuti fa, Maurjmusic ha scritto:


No e’ un segno evidente che l’impianto ( per primi i diffusori!)  “produce”  una distorsione molto, molto bassa. Il miglior pregio di un impianto ben assemblato in una stanza adeguata è proprio dato dalla possibilità di ascoltare la musica al livello adeguato al genere che puo’ essere 80 db con il quartetto d’archi o 110 db con “Quadri ad una esposizione”  di Modest M. Punto! 

Mai sentito un quadretto d'archi da vicino?

Può arrivare a 100 db nei fortissimo.

Chiaramente a pochi metri e in sale piccole come e dove questa musica dovrebbe essere ascoltata .

Insomma la musica da camera è una brutta bestia altro che.

ilmisuratore
3 ore fa, Wildwood ha scritto:

Non credo si tratti di volumi irrealistici, ma semplicemente di evidente distorsione la quale sembra  progressivamente ridursi al diminuire del volume d'ascolto con evidente beneficio sull'equilibrio in generale.

Qualunque sia l'apparecchiatura impiegata, dalla radiolina al massimo sistema hifi, la sensazione di distorsione ed il conseguente affaticamentio percepito all'incrementare del volume viene inconsciamente risolto con la riduzione del livello d'ascolto, e mai con un'analisi della reale origine del problema anche quando la causa non sia evidentemente da attribuire a limiti energetici o alla qualità del segnale.

Succede infatti  con qualsiasi tipo di registrazione, la compressione semmai accentuerà il problema ma non sembra che questo si risolva o venga eliminato con registrazioni meno compresse.

Succede  con ampli di elevata o elevatissima potenza quindi il clipping ed in generale la capacità energetica non sembrano essere la reale causa da cui l'abituale tendenza a  dotarsi di dispositivi via via con maggiori capacita di erogazione.

Di fatto non sembra esistere un solo sistema che mantenga   intatto l'equilibrio tonale e le dimensioni di strumenti e voci all'incrementare del livello d'ascolto.

Basterà confrontare l'equilibrio a basso volume e poi confrontarlo con il risultato che si ottiene via via all'incrementare del livello d'ascolto.

Teoricamente, in base alle curve isofoniche,  dovrebbe succedere esattamente il contrario, ma l'evidente spostamento verso tonalità schiarite ed asettiche ed  ed il progressivo scollamento delle basse,  da cui le evidenti

sensazioni di eccesso di brillantezza, aggressività, invadenza, ingigantimenti di voci e strumenti etc... sembrano platealmente confliggere con quanto teoricamente e plausibilmente cii si aspetterebbe.

 

 

 

 

 

 

 

Con le ottime registrazioni e un impianto ben strutturato e ben interfacciato acusticamente...tale "teoria" (di abbassare il volume) si capovolge 

C'è un invito ad alzare il volume...piu si alza e piu il suono sembra verace, nessuna fatica o fastidio

A volte si sconfina in volumi anche irrazionali...da denuncia...ma continua a piacere e soprattutto a coinvolgere ed emozionare

Se questo non avviene c'è un problema...e generalmente è risolvibile a botte di componenti compatibili, interfacciamenti acustici e (ancora meglio) effettuando una serie di misurazioni opportune

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