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Pre e finali che hanno fatto la storia di Accuphase


GFF1972
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@GFF1972

Ciao Gianluca, siamo tutti abbastanza curiosi di conoscere le tue impressioni sulla comparazione dei due impianti vintage che hai assemblato.

Quando ne avrai voglia (e tempo) scrivi due righe di aggiornamento, credo si tratti di una esperienza non facilmente ripetibile e dunque interessante per tanti forumer...

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@codex Ciao Mariano, per ora posto questa foto. Appena ho un attimo di tempo (spero già domani), scriverò due righe su questa meravigliosa esperienza di ascolto!

Ciao e grazie,

Gianluca 

 

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@codex Allora, il doppio impianto di studio è quasi completo. Rispetto alla precedente foto, ora c’è il giradischi Teac TN-400 Magnefloat, con il plinto realizzato da un caro (e bravo) amico su mio basico disegno. Manca solo il braccio (un audio Technica), che è in revisione da Simone Lucchetti.

Non mi dilungo sui giradischi (a meno che qualcuno non abbia qualche domanda specifica) e passo immediatamente alle differenze che ho notato nell’ascolto tra pre e finale McIntosh e pre e finale Accuphase.

Premetto che entrambe le amplificazioni sono state provate con i medesimi diffusori e cioè con i McIntosh ML 2C, collegati ad entrambi i diffusori grazie ad un commutatore Dynavox AMP-7 (ho fatto più prove, ma non ho percepito significative differenze, collegandoci, di volta in volta, direttamente i diffusori ai sistemi di amplificazione).

Allora, ho ascoltato vari cd e dischi di tutti i generi musicali. Anche gli stessi giradischi li ho ascoltati con entrambi gli amplificatori (a “regime”, invece, i primi due giradischi a sinistra nella foto saranno collegati all’amplificazione McIntosh; gli altri due, invece, all’amplificazione Accuphase).

Ho ascoltato il lettore cd Accuphase 65V sia con l’amplificazione McIntosh che con quella Accuphase. Insomma, ho cercato di utilizzare le stesse sorgenti con entrambe le amplificazioni, per apprezzarne maggiormente le differenze.

L’ascolto è avvenuto senza utilizzare i toni ed è durato circa tre ore. Cosa ha percepito il mio orecchio? Allora, sound totalmente e sensibilmente diverso (bello, almeno per me, con entrambe le amplificazioni, ma molto diverso): l’amplificazione McIntosh più grintosa, ma decisamente più ambrata; sicuramente, il classico sound (che a tanti non piace, ma che a me piace) del C28 si è sentito, e non poco; l’amplificazione Accuphase, viceversa,

è più aperta ed ariosa; se posso usare un termine, il suono è più “live”; a volume fino al 30% circa del potenziometro dei rispettivi pre, l’ascolto dell’Accuphase è più gradevole e riposante; specie la musica classica, si ascolta decisamente in modo più coinvolgete e rilassante rispetto al McIntosh; tuttavia, quando il potenziometro dei rispettivi pre si avvicina al 50% (non sono andato oltre), il “colore” ed il coinvolgimento, per non dire “avvolgimento”, che viene fuori dal McIntosh è da paura, ma veramente da paura. Il suono dell’Accuphase resta lo stesso, solo più forte, ma lo stesso; quello del McIntosh cambia incredibilmente, in meglio; l’ambrato cede il passo alla corposità; da quasi cupo, il suono diventa squillante, dinamico e analitico (forse dipende dalla maggiore potenza del finale McIntosh rispetto al finale Accuphase?).

Insomma, una esperienza di ascolto veramente bella! In ogni caso, nel poco tempo che ho, a giorni alterni, utilizzo (o la mattina o la sera) entrambe le amplificazioni e quei trenta minuti in cui riesco ad ascoltare un po’ di musica giustificano i sacrifici economici che ho dovuto sostenere per avere questi due meravigliosi impianti a studio. 

L’unica prova che non ho fatto ancora (e che mi incuriosisce molto) è collegare il C28 con il P250 ed il C200 con l’MC2105 ed ascoltare il suono che ne viene fuori.

Appena ho tempo, la farò.

Ciao e grazie,

Gianluca

 

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Riscrivo, perché per la fretta ho notato fastidiosi errori, anche di battitura.

 

Allora, il doppio impianto di studio è quasi completo. Rispetto alla precedente foto, ora c’è il giradischi Teac TN-400 Magnefloat, con il plinto realizzato da un caro (e bravo) amico su mio basico disegno. Manca solo il braccio (un audio Technica), che è in revisione da Simone Lucchetti.

Non mi dilungo sui giradischi (a meno che qualcuno non abbia qualche domanda specifica) e passo immediatamente alle differenze che ho notato nell’ascolto tra pre e finale McIntosh e pre e finale Accuphase.

Premetto che entrambe le amplificazioni sono state provate con i medesimi diffusori e cioè con i McIntosh ML 2C, collegati ad entrambi i finali grazie ad un commutatore Dynavox AMP-7 (ho fatto più prove, ma non ho percepito significative differenze, rispetto al collegamento diretto dei diffusori ai finali).

Allora, ho ascoltato vari cd e dischi di tutti i generi musicali. Anche gli stessi giradischi li ho ascoltati con entrambi gli amplificatori (a “regime”, invece, i primi due giradischi a sinistra nella foto saranno collegati all’amplificazione McIntosh; gli altri due, invece, all’amplificazione Accuphase).

Ho ascoltato il lettore cd Accuphase 65V sia con l’amplificazione McIntosh che con quella Accuphase. Insomma, ho cercato di utilizzare le stesse sorgenti con entrambe le amplificazioni, per apprezzarne maggiormente le differenze.

L’ascolto è avvenuto senza utilizzare i toni ed è durato circa tre ore. Cosa ha percepito il mio orecchio? Allora, sound totalmente e sensibilmente diverso (bello, almeno per me, con entrambe le amplificazioni, ma molto diverso): l’amplificazione McIntosh più grintosa, ma decisamente più ambrata; sicuramente, il classico sound (che a tanti non piace, ma che a me piace) del C28 si è sentito, e non poco; l’amplificazione Accuphase, viceversa,

è più aperta ed ariosa; se posso usare un termine, il suono è più “live”; a volume fino al 30% circa del potenziometro dei rispettivi pre, l’ascolto dell’Accuphase è più gradevole e riposante; specie la musica classica, si ascolta decisamente in modo più coinvolgente e rilassante rispetto al McIntosh; tuttavia, quando il potenziometro dei rispettivi pre si avvicina al 50% (non sono andato oltre), il “colore” ed il coinvolgimento, per non dire “avvolgimento”, che viene fuori dal McIntosh è da paura, ma veramente da paura. Il suono dell’Accuphase resta lo stesso, solo più forte, ma lo stesso; quello del McIntosh cambia incredibilmente, in meglio; l’ambrato cede il passo alla corposità; da quasi cupo, il suono diventa squillante, dinamico e analitico (forse dipende dalla maggiore potenza del finale McIntosh rispetto al finale Accuphase?).

Insomma, una esperienza di ascolto veramente bella! In ogni caso, nel poco tempo che ho, a giorni alterni, utilizzo (o la mattina o la sera) entrambe le amplificazioni e quei trenta/quaranta minuti in cui riesco ad ascoltare un po’ di musica giustificano i sacrifici economici che ho sostenuto per avere questi due meravigliosi impianti a studio. 

L’unica prova che non ho fatto ancora (e che mi incuriosisce molto) è collegare il C28 con il P250 ed il C200 con l’MC2105 ed ascoltare il suono che ne viene fuori.

Appena ho tempo, la farò.

Ciao e grazie,

Gianluca

 

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@GFF1972

Grazie Gianluca, direi che mi attendevo una conclusione del genere, che deriva innegabilmente da filosofie progettuali differenti e non sovrapponibili.

Immagino, altresì, che l'utilizzo di diffusori più "neutrali" potrebbe dare risultati ancora diversi, ma resta per tutti l'insegnamento che, quando gli apparecchi sono fatti bene e con criterio, anche dopo cinquant'anni meravigliano e commuovono.

Ora, giradischi a parte (ho capito che sei un accumulatore seriale 😂) goditi il risultato della tua certosina ricerca, con il plauso ed un pizzico di sana invidia da parte di tutti noi.

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@codex Grazie a te Mariano; un po’ è vero, sono diventato quasi un accumulatore seriale di giradischi, ma, sia pure nel poco tempo che ho, riesco ad ascoltarli tutti; per poco tempo, ma tutti.

Tornando al confronto tra le amplificazioni McIntosh ed Accuphase, sicuramente, con altri diffusori avrei risultati sonici differenti; per ora, però, non ho modo - ne voglia - di ulteriori modifiche (ho ancora tante cose da sistemare); chissà in futuro!

La cosa che mi sorprende di più di queste amplificazioni, comunque, è proprio l’accuratezza delle sezione phono, di altissimo livello per entrambi, nonostante la loro “età” (il pre Mc è, addirittura, ancora più “vecchio” del pre Accuphase): sia nel C28 che nel C200 (sia pure, in quest’ultimo caso, limitatamente al primo ingresso phono) si può variare la sensibilità e questa funzione mi è tornata molto utile con testine MC ad alta uscita (utilizzo per due dei quattro giradischi una Denon DL160 ed una Sumiko Blue Point Evo).

Ciao,

Gianluca

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12 ore fa, GFF1972 ha scritto:

è proprio l’accuratezza delle sezione phono,

Credo non sia casuale, dopotutto all'epoca le sorgenti erano tutte analogiche, anche i tuner ed i recorder, ma con assoluta prevalenza del giradischi.

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