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JBL L-100 Classic: versione moderna di una leggenda


robyprof60
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13 ore fa, Bruce Wayne ha scritto:

JBL è parte del gruppo Harman

Esatto, come parimenti è giusto sottolineare come la massima parte del fatturato JBL sia oggi ottenuto con la vendita di diffusorini bluetooth e robaccia simile, di grande successo e per questo motivo imitatissimi dai soliti cinesi.
E' anche giusto spiegare che le L 100 Classic, ad esempio, sono assemblate in Indonesia, ma questo non ne inficia la qualità, se piacciono a chi le ha ascoltate i motivi ci saranno; del resto le famose 4319 erano realizzate in Messico, quindi c'è ben poco da scandalizzarsi.

Quanto ai prezzi in hi-fi, mi sembra che sotto i 5k si possa tranquillamente parlare di fascia medio-bassa, ovviamente attenendosi a quello che espongono i listini, sempre più "indicativi"...

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@Bruce Wayne per economia di scala si intende che i costi sono spalmati su un grande numero di (un) prodotto. L'appartenere ad un grande gruppo non è la stessa cosa .

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SpiritoBono

Le 4319 sono più prestazionali, ma ad alcuni le L100 potrebbero piacere di più...non pagano assolutamente pegno alle monitor quanto a raffinatezza (e ne hanno), le L100 risultano giustamente più home, più rotonde pur rimanendo sempre JBL come sound, per me sono state una piacevolissima sorpresa, pensavo ad un operazione di marketing e basta, invece vanno alla grande 

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magicaroma
5 ore fa, codex ha scritto:

Quanto ai prezzi in hi-fi, mi sembra che sotto i 5k si possa tranquillamente parlare di fascia medio-bassa

Vabbè, e che sono per uno che fuma

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n.enrico
5 ore fa, 78 giri ha scritto:

per economia di scala si intende che i costi sono spalmati su un grande numero di (un) prodotto

Quoto. 

Proprio oggi parlavo con i titolari di Audiogram i quali mi dicevano che tutti i grandi marchi storici (McIntosh, Naim, Focal, Sonus Faber, ecc...) sono stati acquisiti da multinazionali, e/o gruppi di investitori, perché erano costantemente in perdita. Non solo, ma passano continuamente di proprietà perché continuano ad essere costantemente in perdita. E questo per un solo motivo: non c'è più, minimamente, il mercato di un tempo. 

P. S.:

Lo ricordo per chi non lo sapesse che i titolari di Audiogram, prima di mettersi a progettare in proprio elettroniche e - ora - anche diffusori, sono stati i primi importatori e distributori per l'Italia di marchi come Linn e Naim; questo fin dal lontano 1982. Quindi è gente che è da quarant'anni nel settore. 

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captainsensible
28 minuti fa, n.enrico ha scritto:

sono stati acquisiti da multinazionali, e/o gruppi di investitori, perché erano costantemente in perdita. Non solo, ma passano continuamente di proprietà perché continuano ad essere costantemente in perdita.

E che razza di investitori sarebbero?

 

CS

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Avevo letto alcune discussioni sui forum stranieri dove dicevano che a un confronto diretto le 4429 erano superiori.
Volevo sapere se qualcuno ha avuto la fortuna di fare questo confronto…

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n.enrico
1 ora fa, captainsensible ha scritto:

E che razza di investitori sarebbero?

Comprano marchi blasonati, pensano di riuscire a tirarli su, ma senza conoscere il mercato fanno solo grossi buchi nell'acqua, quindi se ne disfano oppure cominciano a far quadrare i conti sputt@n@ndo la produzione, come sta succedendo per la linea economica di Sonus Faber, prodotta in Cina. 

Questo mi hanno detto. 

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1 ora fa, Webby ha scritto:

che a un confronto diretto le 4429 erano superiori.

Se ti riferisci ad un confonto diretto con le 4319, coeve delle 4429, sappi che le prime sono da considerarsi molto più "hi-fi" delle seconde.

La differenza, penso determinante, è il driver dei medi che sulle 4429 è caricato a tromba, mentre sulle 4319 è un elemento a cupola rovesciata di derivazione Revel.

Non che le 4429 suonino male, non è il mio pensiero, ma sono estremamente direttive, quindi da posizionare attentamente.
Va detto anche che il top della serie, all'epoca le 4365, avevano una tromba dei medi con un angolo verticale di dispersione di soli 40°, quindi c'era differenza ad ascoltarle seduti, oppure in piedi...

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Bruce Wayne
11 ore fa, SpiritoBono ha scritto:

sarà ma io di robetta ne ho ascoltata tanta...e queste L100 suonano proprio bene, ripeto i componenti sono molto buoni.

non ho motivo di dubitarne. Le mie sono considerazioni generali. Ad ogni modo il prezzo mi pare, a naso, un tantino esagerato. 

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Bruce Wayne
11 ore fa, 78 giri ha scritto:

per economia di scala si intende che i costi sono spalmati su un grande numero di (un) prodotto. L'appartenere ad un grande gruppo non è la stessa cosa .

Non è corretto. Lo spalmare i costi su un maggior numero di unità prodotte riguarda solo i costi fissi, quelli relativi al funzionamento degli impianti. Ma i costi variabili dipendono dal numero di unità prodotte. Il problema della massimizzazione del profitto e quello della minimizzazione del costo per una singola impresa sono già considerati e risolti prima di proporre in vendita un prodotto. E la loro soluzione porta ad una quantità ottima venduta. Aumentare il volume di vendita tenendo immutata la tecnologia di produzione non porta mica economie di scala: deviando dalla quantità ottima peggiori il costo medio. Le economie di scala ottenibili da una holding si concretizzano nella condivisione di componentistica all'interno delle gamme dei brand appartenenti alla holding, nonché nella condivisione di un medesimo impianto produttivo impiegato nella produzione di più modelli. E' quello che accade nel gruppo VW con il pianale MQB-A0 che che viene impiegato su Audi A1, Seat Ibiza e Arona, Skoda Fabia e Scala, VW Polo e T-Cross. E' il motivo principale che ha portato alla concentrazione in pochi gruppi dell'attuale panorama mondiale dell'HiFi.

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Bruce Wayne
5 ore fa, n.enrico ha scritto:

Quoto. 

Proprio oggi parlavo con i titolari di Audiogram i quali mi dicevano che tutti i grandi marchi storici (McIntosh, Naim, Focal, Sonus Faber, ecc...) sono stati acquisiti da multinazionali, e/o gruppi di investitori, perché erano costantemente in perdita. Non solo, ma passano continuamente di proprietà perché continuano ad essere costantemente in perdita. E questo per un solo motivo: non c'è più, minimamente, il mercato di un tempo. 

Ho spiegato sopra il concetto di economie di scala. La concentrazione di marchi in mano a poche holding non avviene per sommare le unità rispettivamente vendute, ma per condividere impianti e componenti, incorporare know how e capitale intellettuale. In tal modo cambia la "scala di produzione": a parità di costo di produzione si ottiene un volume di prodotto maggiore, oppure per lo stesso volume di output si riduce il costo totale, in modo da ridurre il costo unitario (o medio).

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  • Moderators
paolosances
Il 25/8/2022 at 23:03, Bruce Wayne ha scritto:

si pensi a Magnat e Klipsch che sono parte del gruppo VOXX. 

 

Screenshot_20220827-044630_Google.jpg

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SpiritoBono

@Bruce Wayne non lo so, ad oggi mi pare tutto costosissimo, in primis gli amplificatori in classe D...migliaia di euro per poco più di nulla...

Non sono in grado di giudicare il costo delle L100, non so quanto costano i componenti che tra l'altro JBL si produce da sola con un know how che al mondo pochissimi hanno...

Street price quanto stanno?

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n.enrico

@Bruce Wayne comunque non si può paragonare il settore automobilistico a quello dell'hi-fi. In campo auto puoi condividere -  anche fra case diverse - lo stesso pianale, lo stesso motore e persino lo stesso modello, prodotto uguale identico, con pochissime personalizzazioni, da più case automobilistiche. 

In hi-fi una cosa del genere è impensabile. 

Detto questo, anch'io concordo nel pensare che certi prezzi siano molto di fantasia e poco di realtà. 

Nell'alta moda poi il concetto è ancora più esasperato. 

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n.enrico

Insomma, il prezzo delle JBL Everest come me lo giustifichi? Con quella cifra cominci a poterti permettere un automobile di lusso, 2 tonnellate di tecnologia teTesca. 

Sono cose che non riesci a spiegare solo con le economie di scala o la mole di prodotti venduti. 

 

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  • Administrators
cactus_atomo

@n.enrico un prezzo non lo si giustifica,  nel settore del lusso,  di cui le Everest fan parte,  se un oggetto ti interessa e te lo puoi permettere lo compri,  un po' come l borsa firmata in plastica da 1000 euro.  E in una borsa dii tecnologia ce ne è poca.  Un Vacheron è meno tecnologico di un qualsiasi quarzo ma costa di più.  Prezzi e costi di produzione non sono allineati,  a me del macchinone tedesco nun me ne po' frega di meno per altre cose potrei fare follie.  Le Everest non sono farmaci salvavita sono prodotte in numero limitato chi le compra non bada al prezzo e non sono un prodotto nato per fare grandi nuneri

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