alberto75 Inviato 6 Ottobre Inviato 6 Ottobre At Friulano – Aquila del Torre: Un Friulano schietto e di carattere, che parla chiaramente del suo territorio. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdolini. Non è un vino da meditazione ma da tavola, e proprio lì dà il meglio. 2
rebeccariccobon Inviato 9 Ottobre Autore Inviato 9 Ottobre Il Tocai macerato del mio amico Stefano Poser [Sassocorno] - vigne vecchie di 90 anni - che manca della finezza ed eleganza dei migliori, ma schietto e diretto, sempre un gran bere tra i 'naturali'. Riki ps: il Requiem di Verdi [Karajan -Berliner Philharmoniker 1972], nella splendida edizione DG Original Vinyl Source 1
Coltr@ne Inviato 9 Ottobre Inviato 9 Ottobre Belle anche le casse bravo, ma ne hai una sola? Con tutto quello che ti bevi ne vedi due? 1
alberto75 Inviato 10 Ottobre Inviato 10 Ottobre Meulenhof Erdener Treppchen Riesling Kabinett 2018 elegante, di grande bevibilità e ancora in splendida forma a otto anni dalla vendemmia. Perfetto con cucina speziata, maiale o pesce delicato. in una parola….favoloso 1
rebeccariccobon Inviato 12 Ottobre Autore Inviato 12 Ottobre Sempre Sassocorno [Malvaszja 2023], e la strepitosa ripresa della 2nda di Mahler [Solti / London Symphony - Decca 1966 edizione Speakers Corner] Riki ps: ... e l'amico Leonida ! 2
Questo è un messaggio popolare. simpson Inviato 12 Ottobre Questo è un messaggio popolare. Inviato 12 Ottobre Blanc de blancs grand cru molto buono, 7 anni sui lieviti! Sul web viaggia a 66€, secondo me li vale 3
best_music Inviato 13 Ottobre Inviato 13 Ottobre Vini con il voto in etichetta Spero di non essere "impallinato" per questo ma stiamo parlando di... supermercato! Recentemente sono spuntati vini con in etichetta un bollino dorato ed un numero (per lo più da 80 a 90) che dovrebbe essere il puntegqio (nel range da 1 a 100) assegnato al vino da un "master of wine" (si presume che sia un sommelier si una certa autorevolezza). Da quanto si capisce un voto tra 80 e 90 starebbe per "molto buono" mentre da 90 a 100 sarebbe "eccellente" (infatti non mi è capitato di vederne). Vi è mai capitato di notarli? Se ne avete assaggiati, vi è sembrato che il "voto" fosse corretto? E, soprattutto, può essere una informazione utile a scegliere un vino?
simpson Inviato 13 Ottobre Inviato 13 Ottobre 35 minuti fa, best_music ha scritto: Vini con il voto in etichetta Spero di non essere "impallinato" per questo ma stiamo parlando di... supermercato! Recentemente sono spuntati vini con in etichetta un bollino dorato ed un numero (per lo più da 80 a 90) che dovrebbe essere il puntegqio (nel range da 1 a 100) assegnato al vino da un "master of wine" (si presume che sia un sommelier si una certa autorevolezza). Da quanto si capisce un voto tra 80 e 90 starebbe per "molto buono" mentre da 90 a 100 sarebbe "eccellente" (infatti non mi è capitato di vederne). Vi è mai capitato di notarli? Se ne avete assaggiati, vi è sembrato che il "voto" fosse corretto? E, soprattutto, può essere una informazione utile a scegliere un vino? Bisognerebbe conoscere un po' la storia del critico, quale il suo pubblico di riferimento, ecc Per esempio Robert Parker, che è probabilmente il più famoso dei critici (nelle votazioni è identificato da RP), predilige i rossi molto carichi e strutturati, bisogna fare un po' la tara. Altri danno sempre voti molto alti, secondo me ingiustificati; altre volte per me palesemente assurdi. Esempio: James Suckling dà 92 al brut reserve di Bereche, 93 ai base di Roederer e Bollinger e, udite udite, 94 al Ca' del Bosco Cuvee Prestige, secondo me questa cosa non sta né in cielo né in terra 1
best_music Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre 7 ore fa, simpson ha scritto: Bisognerebbe conoscere un po' la storia del critico, Ha senz' altro senso in generale quanto dici, trattandosi di vini di fascia commerciale i sommelier potrebbero essere illustri sconosciuti. Ho un Negroamaro IGT "Masso Antico" (2025) che esibisce un voto di 96 di tale Luca Maroni e la citazione "annuario dei migliori vini italiani" (credo significhi che la recensione è stata pubblicata). Stesso sommelier da voto 97 ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi doc classico superiore Casal Farneto (2025). (a quanto pare sbagliavo, di bottiglie con voto 90-100 ce ne sono) Tale Pietro Russo dà infine un 87 ad una Malvasia Nera IGP(2025) specifica la data dell' assaggio (04/2026) ed un codics (Tested on L1365M, qualsiasi cosa significhi). Quest' ultimo l' ho assaggiato, dopo una oretta di apertura è risultato meritevole di essere bevuto in famiglia, certo non con piatti leggeri.
simpson Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre Capisci anche tu che, in un mercato dove ci sono vini da n-mila euro a bottiglia, con invecchiamenti importanti, vigne vecchie di cent'anni, terroir riconosciuti come pregiati, chef de cave prestigiosi che sapranno pure qualcosa più dell'enologo che abita davanti a casa mia, ecc ecc dare 97 ad un (peraltro buono) verdicchio di Jesi da dieci euro o poco più può voler dire solo due cose: o è TUTTO un'enorme truffa, oppure il critico (attenzione, non sommelier, sono due cose diverse) usa i voti in maniera scorretta, per fini suoi. Poi non è che vino costoso=vino buono e viceversa, però una scala di valori c'è... sicuramente, nascosta l'etichetta, l'esperienza di assaggio-giudizio cambia decisamente, come in hi-fi, però i valori di base esistono. Il caso del Ca' del bosco che ho citato più sopra è abbastanza eloquente, non esiste al mondo che un vino così sia superiore la Bereche, non ci credo nemmeno se lo vedo, oltretutto a me sembra che il Ca'del Bosco sia peggiorato negli ultimi anni.. cmq ho ordinato un paio di bottiglie, voglio proprio assaggiare questo portento della natura 1
best_music Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre 1 ora fa, simpson ha scritto: è TUTTO un'enorme truffa Indubbiamente quel "97" sembra fuori scala rispetto agli esempi che hai fatto nel post precedente, resta da capire se quel voto ha una qualche validità nell' ambito dei vini commerciali, quelli prodotti in grandi e grandissime quantità per fornire la grande distribuzione. Un po' come dire "per quello che costa , è un voto 97".
simpson Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre 6 minuti fa, best_music ha scritto: Indubbiamente quel "97" sembra fuori scala rispetto agli esempi che hai fatto nel post precedente, resta da capire se quel voto ha una qualche validità nell' ambito dei vini commerciali, quelli prodotti in grandi e grandissime quantità per fornire la grande distribuzione. Un po' come dire "per quello che costa , è un voto 97". Sono dell'opinione che un voto dovrebbe essere espresso su una scala di valori 'assoluta' (prendiamo il termine per quel che vale in questo contesto), altrimenti è diventa un circo. Dovrebbe essere poi l'acquirente a fare la tara al prezzo. Altrimenti, visti gli aumenti post 2021, bisognerebbe segare i voti di tutti i vini del mondo, visto che molti sono raddoppiati!
Ste81 Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre considerate, che se non sbaglio, in Italia, ci sono solo 4 master of wine. é un percorso veramente impegnativo: devi essere stato sommelier professionista per un tot di anni, aver fatto wset (il corso più qualificante in assoluto nel mondo del vino, sono 4 livelli decisamente impegnativi), credo serva una lettera di presentazione di un altro master of wine e poi esame d'ingresso. Non so che costo possa avere tutto il percorso. Qualcuno cercherà di mettere a reddito in diversi modi l'essere diventato un supereroe del vino. Ricordiamo anche che alcune guide assegnano punteggi non solo in base alle qualità intrinseche del vino nella specifica annata, ma anche in base alle sovvenzioni che alcune cantine danno alle guide stesse, sotto forma di pubblicità, o perché si comprano la pagina intera sulla guida per avere più risalto. Sui 94 punti alla cuvee prestige, prendo atto e mi taccio 1
best_music Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre Adesso, Ste81 ha scritto: in Italia, ci sono solo 4 master of wine Grazie a questa tua segnalazione ho cercato e trovato conferma che Pietro Russo (che ha dato 87 alla malvasia nera citata) è uno dei quattro. Sì, avrà trovato il modo di "arrotondare" senza esporsi troppo. Detto per inciso lo stesso supermercato ha coinvolto Gambero Rosso per far valutare prodotti meritevoli di attenzione. Scopro parimenti che anche Luca Maroni, che ha speso il suo nome per le altre due bottiglie da me citate (quelle con i voti più alti), è un personaggio noto, creatore nel '93 dell' Annuario dei vini italiani. Presumo che quei punteggi siano gli stessi riportati sull' annuario (possibile?). D' altro canto il valore commerciale dei vini è quello che è, credo che nessuno i illuda che aprendo quelle bottiglie esca chissà cosa.
FedeZappa Inviato 14 Ottobre Inviato 14 Ottobre Io ho provato a star dietro alle votazioni ma, non conoscendo il nome dei critici/degustatori/sommelier che assegnano premi e punteggi e non sapendo quali tra questi sono i più affidabili, ho preso qualche cantonata. Da allora uso praticamente solo le votazioni degli utenti su Vivino. Fatte le dovute tare (prezzo, numero dei voti, annate, gusti personali relativamente alle tipologie di vino), ho riscontrato molto spesso attendibilità nei voti o, perlomeno, all’interno della fascia 10/40€ che è quella che bazzico. 1
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