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Jazz!


analogico_09

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54 minuti fa, ansonico ha scritto:
Il 6/1/2022 at 20:02, analogico_09 ha scritto:

prove prima del concerto

Fantastico!

 

 

Per il jazzista non c'era differenza tra "prove" e concerto; le stesse prove non erano tali.., non lo erano nell'accezione letterale e corrente del termine, non avevano bisogno di provare.., gran parte della musica suonata dal vivo, e anche quella registrata (uno, due giorni, si registravano capolavori vertiginosi) si basava su uno "schema" tematico e armonico basilarissimo, il resto, quasi tutto, era improvvisazione.., e l'improvvisazione nn ha bisogno di essere "provata".., nasce all'istante, imprevedibile, sempre diversa ad ogni nuova performance, sempre sostenuta da un felling bruciante e senza avere mai come obiettivo lo "spettacolo" musicale bensì il disiderio e forse il "bisogno" dell'afroamericano, e dei bianchi con il cuore "nero",  di comunicare la loro musica interiore... Ora tutto questo non c'è più se non in rare forme sopravvissute in qualche rarissimo "celebrante" della liturgia musicale che investe lo spirito, la profonda poesia dell'anima: "il resto è morte, e solo morte..." (citando il poeta) 

E del fatto che il jazz sia morto ne riceviamo ulteriore conferma anche dal silenzio che regna in questo topic dedicato al jazz, e non ai suoi surrogati, il quale dopo gli iniziali contributi si è quasi desertificato... Io ci provo ogni tanto a portare un po' d'acqua affinchè rispunti qualche piantina verde nella riarsa oasi.., ma mi pare capire che  sia non solo "le donne odia(va)no il jazz e non si cacisce il motivo"... secondo il nostro Paolo Conte, musicista in jazz, negli ultimi anni in cui i cieli del jazz erano ancora rischiarati da tante belle stelle da "rubare" avidamente.
Però abbimo l'"ECM"..., che botta di... fortuna!  😄

 

 

 

 

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Il 11/1/2022 at 16:28, analogico_09 ha scritto:

silenzio che regna in questo topic dedicato al jazz,

Hai ragione e nel mio piccolo faccio mea culpa.

Intanto grazie ancora per i video e le tue parole.

È sempre un piacere vedere quel gruppo di mostri sacri in azione, I filmati di quel tempo sono un patrimonio, eterna riconoscenza agli spiriti illuminati che hanno avuto l'idea di realizzarli.

Dolphy lo guardo sempre con un misto di gioia e malinconia, dato il suo addio di pochi mesi dopo.

Ne approfitto per condividere un brano classico (almeno per me) di Jackie McLean, che ha sempre avuto il potere di 'sospendermi'

 

  • Melius 2
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E poi ritorno su Don Cherry e la sua Organic Music Theatre per segnalare una recente uscita, un concerto del 1972 al festival del jazz di Chateauvallon nel sud della Francia.

Una edizione del gruppo-comune particolarmente gioiosa, festosa, cantata

Cherry in questo disco non suona la sua tromba, 'solo' tanta gioia di vita.

 

https://blankformseditions.bandcamp.com/album/organic-music-theatre-festival-de-jazz-de-chateauvallon-1972

 

Ecco un paio di foto dalla copertina

 

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  • Melius 1
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@ansonico  Ho ascoltato alcuni brani dalla pagina che hai linkato, fantastico! Non ho questo disco registrato nel '72, ma conosco il percorso musicale di Don Cherry di quegli anni attraverso il doppio LP "Don Cherry ‎– Organic Music Society" registrato nel 1973 per l'etichetta svedese Capice di cui posseggo la prima stampa originale che acquistai in quegli anni d'importazione dalla Black Saint di Milano, oramai sparita.., pagandolo non poco. Ora ha quotazioni che superano i 300 euro in Discogs.. Ma non c'è pericolo che possa farmi tentare dal vile denaro.., questi sono i veri tesori, a parte gli affetti  familiari e amicali, a cui più tengo 😉

L'organico è più o meno lo stesso del live di Chateauvallon, anche i brani, presente il grande Nanà Vasconcelos, credo sia uno dei migliori dischi, se non il migliore, del periodo "etnico" di Don Cherry, quando viveva in "comunità" in Svezia, con la moglie Moki e gli altri amici musicsti. Non gli è da meno.., sono molto simili , il  live di Chateauvallon...

Il brano iniziale del primo disco Caprice, il "North Brazilian Ceremonial Hymn", fu registrato su "campo" all'alba.., così.., in modo casareccio, familiare, dentro un grande tendone da "nomadi", mentre la "comunità" eseguiva la musica "organica" che è per l'appunto un "inno" religioso, umanissimo, spirituale.., un antico rituale mistico, Nanà Vasconcelo  con Berimbau crea suoni "ipnotici"... In alcuni brani di questo dsco Cherry suona la sua leggendaria pocket trumpet...

E' nstato per lungo tempo una rarità.., è stato infine ristampato... doppo LP ottimo prezzo Amazon, da non perdere!

 

 

https://www.discogs.com/it/release/1828685-Don-Cherry-Organic-Music-Society

 

 

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  • Melius 2
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6 ore fa, ansonico ha scritto:

Dolphy lo guardo sempre con un misto di gioia e malinconia, dato il suo addio di pochi mesi dopo.

Ne approfitto per condividere un brano classico (almeno per me) di Jackie McLean, che ha sempre avuto il potere di 'sospendermi'

 

 

Dolphy, ineffabile.., morire così giovani perchè, un genio così puro, perchè in ospedale la sua crisi diabetica fu presa come quella di un drogato, o di uno straccione alcolista.., pazzesco.., era una persona gentile, elegante, bellissima figura.., ricorda tante altre vicende di razzismo ottuso e feroce.., ricorda l'altra tragica vicenda di Bessie Smith che non fece in tempo ad arrivare viva nell'ospedale dei neri dopo essere stata rifiutata dagli ospedali dei bianchi mentre l'emorragia diventava sempre più copiosa... 

 

J. MacLean.., un grande, ne abbiamo parlato in questo topic... certi ricordi ora mi hanno un po' rattristato.., ed è un bene.., mai dimenticare.., essere appassionati di musica è avere anche una profonda compassione per queste cose..,mperchè la musica non è "spettacolo".., la musica è la voce dell'anima di chi la fa e a volte anche di chi nla ascolta....

 

Grazie dei tuoi interventi. di aver condiviso quella chicca di Don Cherry! .

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5 ore fa, ansonico ha scritto:

E poi ritorno su Don Cherry e la sua Organic Music Theatre per segnalare una recente uscita, un concerto del 1972 al festival del jazz di Chateauvallon nel sud della Francia.



Featured Artist: Naná Vasconcelos Composer: traditional Composer: Abdullah Ibrahim

 

 


Elixir

 

Featured Artist: Naná Vasconcelos Composer: traditional /Don Cherry Composer: Christer Bothén

 

 

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10 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Don Cherry ‎– Organic Music Society

Non me lo sono fatto scappare questo disco quando è stato ristampato 10 anni fa!

Anch'io mi terrei stretta la copia originale, a maggior ragione se è un pezzetto di vita.

Anche quello è inciso quasi, o tutto non ricordo, live, ma a differenza della nuova uscita raccoglie brani registrati in occasioni diverse e con vari gruppi, come hai detto offrendo una panoramica delle esperienze di quel periodo (c'è anche un brano di Terry Riley, con cui Cherry suonerà successivamente).

10 ore fa, analogico_09 ha scritto:

"North Brazilian Ceremonial Hymn", fu registrato su "campo" all'alba.., così.., in modo casareccio, familiare, dentro un grande tendone da "nomadi", mentre la "comunità" eseguiva la musica "organica" che è per l'appunto un "inno" religioso, umanissimo, spirituale.., un antico rituale mistico,

Bellissimo!

Ricordo di avere letto una recensione della ristampa Caprice, in cui veniva riferito che nella Relativity Suite Cherry non suonava la tromba come sul disco omonimo ma si limitava a declamare versi e riflessioni 'mistiche', chiamiamole così per brevità, sul cui contenuto si diceva che erano una dimostrazione del fatto che quegli anni erano proprio un altro mondo..

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@analogico_09 Ciao Peppe, guardando il bellissimo video del concerto di Oslo mi viene da ridere di gusto pensando a quando, presi da paturnie audiofile (me compreso), ci danniamo l'anima alla ricerca di parametri come la "spazialità" della scena sonora, in questo caso vera e propria chimera (i musicisti fanno una gran bella ammucchiata al centro del palco!🤣).

Più musica e meno audiomenate!😎

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Quando si parla di jazz, e di artisti, è di registrazioni... allora si deve parlare dell etichetta americana Prestige Records, che secondo me è in assoluto la più rappresentativa e anche la più ben suonanti. Ora non è un caso che molti artisti degli anni 60/70 l abbiano scelta per i loro album, e non è un caso che le migliori registrazioni siano Mono. D'altronde come non ricordare che la stereo-fonia è nata per lo più per generare maggiori vendite di album, in quel lontano periodo stava nascendo la voglia di ascoltare musica e.. pertanto il business aveva la sua priorità, ma secondo me le registrazioni Mono della Prestige Records rimangono le più affascinanti e le più bensuonanti, se poi questi vinili Mono vengono ascoltati con una bella testina Mono allora.. si tocca il massimo della riproduzione domestica, io ho molti vinili Mono, quasi tutti di matrice jazz e devo dire che sono gli unici che mi regalano delle vere emozioni, assieme a dei bei doppi vinili a 45rpm stereo. Questi LP mono ormai sono diventati tutti da collezione, sono molti anni che non vengono più prodotti, e se uno li vuole deve rivolgersi purtroppo.. solo al mercato dell usato, a dei prezzi non proprio popolari. Se avete l occasione di ascoltarli capirete subito il loro sound così tanto materico, e di grande spessore timbrico, sono degli album meravigliosi. Gli apparecchi analogici con loro tocca le vette più altre della riproduzione sonora domestica. 

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Buonasera tutti. 
Nei giorni scorsi, sul lavoro, mi è capitato di parlare con un collega di musica, in particolare di jazz. Finendo a fare dei nomi di musicisti da ascoltare, è rimasto stupito quando, nel volergli fare un nome da ascoltare “facilmente” si è reso conto essere un musicista “contemporaneo”, ancora in attività. 
“Ma secondo te c’è ancora qualcosa di nuovo da scoprire?” 
Ammetto di essere rimasto spiazzato da questa domanda. Dopo qualche secondo istintivamente ho risposto “certo, sennò non parleremmo di jazz”.

Senza entrare in quelle che possono essere tecniche di vari musicisti, ispirate a quelle di altre, ovviamente, va da sè che il jazz, per come lo concepisco io, per come lo “vivo” io, è sempre l’espressione di un momento, diverso da qualunque altro, a prescindere inevitabilmente da chi è l’interprete del caso. 
Avrei piacere di conoscere quale risposta avrebbe dato qualcuno di voi.

E a proposito di etichette, mi permetto di segnalarne una che era a me sconosciuta: la tedesca ACT MUSIC dalla quale ho fatto inoltre acquisti online, ad ora solo cd, che si sono rivelati davvero ben prodotti. Producono inoltre sacd e vinili che alla prima occasione acquisterò. 
Scoperta per un album dove tra gli interpreti c’è il nostro Paolo Fresu, che io apprezzo, ne ho scoperti diversi interessanti. Mi permetto di postarvi qui due album che reputo interessanti.

 

saluti a tutti

 

 

“E coloro che furono visti danzare vennero giudicati pazzi da quelli che non potevano sentire la musica.” 
 

 

 

 

 

 



 

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  • Melius 1
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@Masinol'ho sentito tante volte dal vivo. Ho tutti i dischi di Jarrett parte 1: il quartetto americano da Life Between Exit Signs in poi e del quartetto europeo. Il solo di Prism è il più bell'assolo di Jarrett pareggiato, a mio parere, da quello espresso in Top Young To Be Steady che è Jarrett parte 2 (il trio).

Ciao 

D.

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@damiano @damiano

 

Ma non c'è solo il Jarrett ECM... per atlantic e Impulse ilmpianista scorbutico e "sfortunato" per i suoi problemi di salute ha fatto grandi cose.., non staremo a dire se migliori e peggiori bensì che sono diverse, dove ovviamente il segno stilistico di sempre è riconoscibile, e che quindi bisognerebbe conoscere questo e quello... Io ascoltai per la prima volta Jarrett dal vivo, da solo, prima ad Umbua Jazz, '72, poi a Pescara Jazz nel '73, in quella edizione festivaliera fu la mia prima volta con Miles Davis verso la fine del suo pewriodìo "funky", non so se rendo l'idea di cosa passasse allora il "convento"... al solo ricordo ancora oggi "piango" ma non  rimpiango perchè ciò che mi da' nostalgia l'ho tuttavia pienamente e intensamente vissuto e ringrazio il "caso" che mi abbia fatto nascere in un momento della storia in cui il jazz era ancora stravivo e vegeto!  🙂


Ora vado di corsa, sono giorni questi abbastanza pieni, vorrei anche contribuire a fronte degli ultimi post pervenuti,  non mi metto a disserare su tali dischi jarrettiani dei quali si parla raramente.., sta bene l'ECM (quella del "fecittio" Garbareck ripassato in padella che non se ne può più.., a tutto c'è un limite.., anche a riproporre un talento che però tale fu.., a me sta molto meno bene, ma, proviamo ad ascoltate questo "Atlantic", per chi non lo conoscesse, per chi vogli spendere qualche minutino di musica eccellente.., proviamo ad ascoltare l'ineffabile brano che da il titolo all'album. Birth!!

 

 

 

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6 ore fa, analogico_09 ha scritto:

per atlantic e Impulse ilmpianista scorbutico e "sfortunato" per i suoi problemi di salute ha fatto grandi cose..

...e pure i primi suoi album registrati per la costola Vortex, tra i quali figura Restoration Ruin, un curioso disco in tinte Folk-rock dove Jarrett, oltre a suonare qualsiasi cosa, canta.

Life Between The Exit Signs, sempre su Vortex, è invece la sua prima registrazione come leader.

 

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