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Jazz!


analogico_09
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Gabrilupo

Mi permetto di intervenire in questo bel topic suggestionato dalla recentissima visione di un film da poco sugli schermi: "Stati Uniti contro Billie Holiday".

Non un lavoro biografico tradizionale ma un film a tema (il rapporto profondo fra la leggenda del canto jazz e il brano "Strange Fruit", con tutto il corollario di pesanti conseguenze che l'eseguirlo ebbe per lei e, alla fine, per la travagliata storia del suo paese).

Un giudizio? Alcuni recensori lo hanno definito film di "grana grossa", salvando quasi esclusivamente la splendida interpretazione della cantante Andra Day che esegue magnificamente tutti i brani cantati.

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analogico_09
10 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Un giudizio? Alcuni recensori lo hanno definito film di "grana grossa", salvando quasi esclusivamente la splendida interpretazione della cantante Andra Day che esegue magnificamente tutti i brani cantati.

 

Prescindendo dalla riuscita  strettamente cinematografica che andrebbe  eventualmente discussa nella sezione dedicata, tu cosa ne pensi del film, sotto i profili umani, antropologici socio-razziali, strettamente legati alle profonde e poetiche realtà  musicologiche dell'intero "popolo del blues", i quali, se non avessi inteso male, dovrebbe trasparire (nella finzione filmica come nella realtà)  dal dramma umano e artistico vissuto dalla grande Billie Holiday? ... Dove quest'ultima si fa, nella realtà storica, sociologica, musicale, spirituale,  specchio tragico esemplare dell'orrore del razzismo USA in voga all'epoca ( più di quanto non lo sia ancora oggi) specialmente in "quel SUD" degli alberi  dai cui rami pendevano "strani frutti" dei linciaggi disumani. 

Non conoscevo questo film che gira nelle sale. lo vedrò certamente, grazie della segnalazione. 

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Gabrilupo

@analogico_09 Ho postato qui perché mi sento di trattare più il contenuto che il contenitore (le mie capacità di giudizio cinematografiche sono carenti), non l'ho fatto ieri perché cascavo letteralmente dal sonno.

Adesso sono fuori a godermi in bici una meravigliosa mattinata di tarda primavera palermitana.

Più tardi integrerò 😉

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analogico_09

@Gabrilupo Hai fatto benissimo a postare qui, distinguevo proprio perchè mi interessava conoscere il tuo parere sotto l'aspetto dei contenuti "testuali", diciamo così, del film.., se il film riesce o meno nell'intento di cogliere l'autentica realtà sociale e poetica della questione razziale e musicale afroamericana, oppure se prende spunto da questa per banalizzarla o mistificarla.., "americanizzarla".., se ti ritrovi o meno con quello che scrivono alcuni recensori che definiscono il film di "grana grossa" salvando solo le performance canore di Andra Day alla quale è stato affidato il difficilissimo e ingrato compito di interpretare l'immensa, inimitabile e ininterpretabili Holiday...
A suo tempo ci penso Diana Ross protagonista del film "Lady Sings The Blues" (la signora del blues), primi anni '70, a interpretare con tutta la buona volontà e con la sua qualità musicale, di per se molto buona.., ma si era a grande distanza dal carisma poetico e spirituale di Billie.., film conbvenzionale e stareotipato. Io penso che se proprio si vogliono "rifare" certe vicende e certi personaggi dell'arte così unici al mondo, unici nel tempo.., irrifacibili.., sarebbe meglio "stilizzare" il tutto, trarre lo spunto da... per poi reinventare gli stessi cercando di conservare in più possibile lo "spirito" delle cose... Questo è molto più difficile che "imitare" pedissequamente o quasi senza immaginazione, seguendo solo la logica dello spettacolo più facilmente fruibile dal grande pubblico che "becca" ogni tipo di granaglia gli venga offerta, credendo di ascoltare e "vedere" l'autentica Billie Holiday che viene ripresa dalle pubblicità che accompagnano ai loro miserabili "prodotti" del nulla la sublime voce della grande profetessa della musicalità.

Sono rari i film sul jazz che rendono giustizia a quel mondo di grande complessità, apparentemente facile e difficile da capire nello stesso tempo...

Buona pedalata ma non ti distrarre a scrivere.., occhio sempre sulla strada! 😄 😉

 

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analogico_09
Il 8/5/2022 at 15:38, Forespro ha scritto:

resto curioso del tuo parere. 

 

Ascoltato da Tidal con vivo interesse la musica di questo "Fado Jazz" che grazie alla sua apparente "semplicità", tutt'altro che banale, riesce a trasmettere un mondo musicale delicato e sensibile, comunicativo, capace di emozioni che non siano  di mera "pancia". Bravi i musicisti ben affiatati nell'ordire questa mistura di fado e di jazz dal quale traspare sempre un tocco di "romantismo" nobile e misurato, insieme al sottile senso della "nostalgia" propria del "fado" portoghese, della "saudade" brasiliana, simile al duende spagnolo, del feeling del jazz, di quel "pathos" proprio di tutte le musiche del mondo che nascono dall'animo umano, dalle più articolate alle più semplici nella forma, profonde nei contenuti poetici. Musica della "danza", del corpo, della mente, della psiche.

Si fanno sempre più incalzanti le forme di commistioni musicali che mettono insieme questo e quello in modo sempre più manierato, prevedibile, già ascoltato mille volte - di pari passi aumenta la mia insofferenza... - mentre trovo genuino e molto personale questo "progetto" poetico di Julio Resende e del suo gruppo che sto riascoltando proprio ora... 

Grazie della segnalazione! 😉

 

P-S. Incantevole il ... canto finale di Lina, l'unico brano vocale, intitolato "Profezia"...

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analogico_09
16 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

Stati Uniti contro Billie Holiday

 

 

Ho capito di cosa si tratta.., il titolo non mi suonava.., sapevo però di un film "razziale americano"... lo voglio vedere e come con tutti i film che non ho visto ancora non voglio saperne quasi niente prima di averlo visto... solo cose meno cinematografiche... 😉

 

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analogico_09

@Gabrilupo Non ci provare... 😁vabbè che sarai stanco dalla lunga pedalata.. ma almeno il tuo parere lo puoi dire, se l'operazione "denuncia" del misfatto razziale si è riuscita o meno, che non si sia trattato di un pretesto per fare spettacolo.., e poi mica devo leggere solo io, la cosa interesserà anche ad altri tu magari al messaggio ci scrivi sopra "spoiler per anslogico_09 ... poi decido io se leggete o meno... 🤔😊

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Gabrilupo

Premesso che non ho letto nè il libro a cui il film si ispira nè l'autobiografia della Holiday, penso che il film esprima bene il rapporto tra vita vissuta ed espressione artistica, il vuoto personale e l'incapacità di vivere relazioni che esulino dalla sottomissione, problemi che vanno oltre la questione razziale (fu sfruttata anche da neri). Una perplessità è il modo il cui è stata tratteggiata la figura di Lester Young di cui, però, conosco troppo poco.

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analogico_09

@Gabrilupo Non importa, credo, che non si siano letti i libri dai quali vengono tratti i film; anzi, pur avendolo letto, lo spettatore dovrebbe dimenticare ciò che "scrive" il libro e concentrarsi su ciò che "mostra" il film che andrebbe valutato come tale, in base alle specifiche caratteristiche estetiche e linguistiche cinematografiche diverse da quelle letterarie.

Questo chiedevo, per mera curiosità.., come ti era sembrato il film sul piano della "vicenda".

Da ciò che scrivi mi sembra capire che il film esprima il drammatico, dicotomico, "schizofrenico" (non clinico) dualismo rappresentato dalla persona "privata" e dall'artista "pubblica", due entità opposte ed in una unite, dove l'una influenza l'altra dove si crea anche una dinamica "dissociativa".., il cosidetto fenomeno "genio/sregolatezza", la "gloria" e l'autodistruzione..., argomento scivoloso e piuttosto abusato sul quale non vorrei soffermarmi.
Ovviamente dovrò vedere il film per capire meglio ciò che intendi dire, come il film rappresenta la figura di Billie Holiday, la sua vicenda, e le ragioni per le quali gli "stati uniti" ce l'hanno con lei...

 

7 ore fa, Gabrilupo ha scritto:

il film si ispira nè l'autobiografia della Holiday, penso che il film esprima bene il rapporto tra vita vissuta ed espressione artistica, il vuoto personale e l'incapacità di vivere relazioni che esulino dalla sottomissione, problemi che vanno oltre la questione razziale (fu sfruttata anche da neri).

 

Non riesco a capire esattamente cosa intendi dire con le frasi che quoto: sottomissione a cosa?..., problemi che vanno oltre la questione razziale (la questione razziale è enorme, determinante a fronte del dissidio tragico esistenziale, la repressione costante nonostante la notorietà, anzi l'accanimento controlady day.., le coneguenze furono la droga, l'alcol, la spinta autodistruttiva... la causa prima è il ghetto", "il campo di concentramento" che la nazione democratica seppe, sa ancora istituire...) ... non capisco inoltre cosa avrebbero sfruttato anche i "neri"...

 

Vedrò il film.., anche se quella storia, una storia molto semplice, non ci vuole hollywood per raccontarla.., a dire il vero, la conosco già, non solo io, siamo in molti a sapere perchè una donna nera, proveniente dai bassifondi del ghetto, vissuta negli stenti materiali e morali, nel degrato dei bordelli presso i quali lavorava non solo come sguattera (riassumento le drammatiche, tragiche vicende della più disumana ghettizzazione infantile e giovanile.., se si ama l'arte di Billie legata alla sua vicenda umana, non si può non conoscere la sua autobiografia), a un certo punto scopre di avere un talento artistico "miracoloso", un talento disceso dal "cielo", l'eleganza della persona, del corpo, di spirito, di musicalità, di arte e di poesia.  Tutte cose magnifiche che invece di aiutarla a superare il "ghetto" (morale e topografico), nonostante la notorietà, i successi, i riconoscimenti della sua grande arte, finirono per rappresentare una "condanna" decretata da un sistema di potere politico e di società malata entrambi razzisti, disumani, persecutori, capaci di distuggere l'alta arte delle più nobili menti, dei più poetici spiriti, neri e bianchi, specialmente neri... E come se c'entra il razzismo, come prima "causa" in tutto questo... L'amerika ce l'ha con la dolce "pantera nera" perchè, incurante del razzismo, delle vessazioni -  la braccavano fin dento i locali nei quali cantava la sua Canzone spirituale.., la polizia in cerca della droga con la quale Billie cercarva di sostenere i gravoso fardello che le piombava costantemete addosso.., problemi strettamente legati alla questione razziale.., altro che...) trovò il coraggio, anzi la naturale ispirazione di cantare contro il razzismo amerikano, degli stati del sud specialmente, dove i "nazisti incappucciati" del KKK (forte l'assonanza con le SS(S)...) linciavano i fratelli neri e li appendevano ai rami degli alberi... "Strange Fruit".
E ti credo che l'amerika razzista colpiata al cuore marcio ce l'avesse e ce l'ha con lei... Per fortuna c'è l'altra america, dei bianchi, dei neri e dei gialli..,  che sicuramente è con lei...
Un grade artista, una grande donna che ha sfidato il "!sistema" bruciando se stessa per vivere in terno come donna e come poetessa della musica, messaggera di pace.

Basterebbe leggere l'autobiografia di Lady Day per scoprire le cause della "contrarietà" dell'amerika razzista [diffido dei racconti cinematografici "hollywoodiani".., lo dicevo nell'altro post che i film sul jazz, salvo poche eccezioni, sono per lo più pessimi, o mediocri, o mistificatori, superficiali, approssimativi e "presuntosi" .., vedi Bird di C. Eastwood.., tanta buona volontà ma.., il solito film sul "negro" tutto genio e sregolatezza"... che noia assoluta.., che mancanza di immaginazione e di senso della realtà!] 

... Billie Holiday: "La Signora canta il Blues" ... (Universale Economica Feltrinelli)

 

Buona lettura a tutti! 🙂

 

 

 

 

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Billie Holiday la mia cantante preferita l'ascolto di rado perché devo trovarmi  nello stato d'animo giusto e nella massima concentrazione , non é arte da consumare con nonchalant .

Non si ripeterà più una cantante che non interpreta  ma ha sofferto e vissuto quello che canta .

 

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Il 13/5/2022 at 23:36, Gabrilupo ha scritto:

"Stati Uniti contro Billie Holiday".

 

 

Ho visto il film ieri, spettacolo delle 16,45, ero solo, unico spettatore in sala. 🤷‍♂️

 

Sul film in quanto "storia", fiction, melodramma, biopic "romanzato", non vorrei esprimermi qui, sinteticamente: voto 51/2 per la messa in scena; voto 6 per aver detto la "verità" sulla persecuzione  subita da Billie Holiday da quell'amerika razzista che già ai tempi veniva definita democratica - sic!.. doppio sic!! ... - ma in modo troppo "spettaccolare" incapace di scuotere le coscienze  in modo più incisivo e profondo; voto 4 per aver calcato la mano sul risaputo, abusato dualismo genio/autodistruzione, con abbondanti dosi di facile sentimentalismo,  e per non aver saputo o voluto catapultare lo spettatore nella sostanza delle cose che sono musicali. Solo qualche siparietto "musicall" esteriore e prevedibile nelle  risapute location troppo ben ricostruite per essere "vere".
Un'occasione mancata per acconpagnare lo spettatore nell'arte della grande, irripetibile Billie Holiday, nella sua grande musica, nel suo sfaccettato e vasto repertorio di canzoni e ballate, sfrondando i tragici aspetti esistenziali da non nascondere e che sarebbero emersi da soli senza lavorare per "addizione", senza stracaricare la realtà esistenziale di Lady Day, i fattori "testuali" di uno script e di una messincena confusi e irrisolti, privi di "swing". Questo non è un film (in) jazz...

La graziosa interprete nei panni della regina del blues è brava e volenterosa.., ma... nun le "somiglia" pe' niente!... sia fisicamente, sia spiritualmente, ovvero nel gesto che esprime le cose e i sentimenti, spesso più che le parole.
Il tentativo di pedissequa imitazione della voce di Billie è davvero il t(ri)onfo del kitsch "necrofilo".., semplicemente irritante, imbarazzante... Tra l'atro Billie era "stonata", l'attrice/cantante che imita l'inimitabile per "costituzione" invece no.., ma...

Per non parlare degli altri.., di Lester Young.., indegnamente ridotto a una ridicola caricatura, a pesonaggio defilato, secondario.., sembra un "pischello" hip pp d'ogfgi dì capitato lì per caso.., un genio di tale levatura musicale e carismatica che ha rivoluzionato la letteratura jazzistica legata non solo al suo strumento, il quale intratteneva con Billie un rapporto di profonda intesa musicale, l'uno si ispirava all'altro per rinnovare i contorni del jazz moderno.., oltre che sentimentale, affettivo, di affinità elettive, poetico-liriche. Qui siamo alla carta vetrata di grana gossissima...

Sono cose di una tale superficialità disinformativa che un neofita del jazz ancora imberbe non dovrebbe vedere...   Ma questo era scontato, anzi annunciato, lo dicevo negli altri post, impossibile che un approccio imitativo filmico al "mito" musicale o letterario di "esagerate" dimensioni, del quale si cerca di trovare caricaturale somiglianza, possa servire a qualcosa di più profondo e sostanziale, poetico e "informativo", diversamente da quella che è la logica dello spettacolo cinematografico industriale, più mainstream, sentimentalistico, inoffensivo. Il quale anzi sfrutta la feccenda della "canzone proibita" ddegli stani frutti .., facendo praticamente confluire quasi esclusivamente in quello specifico avvenimento l'intera, stratificata e complessa, vicenda umana e artistica della cantante. 

Certo.., qualche scena riesce pur a impressionare lo spettatore.., per quanto siano mirate alla lacrimuccia, e si vede,  siamo mica cuori di ferro...

Come dicevo, sul jazz sono stati realizzati pochi film durante la lunga storia del cinema.., quasi tutti mistificatori, oppure superficiali, brutti, insignificanti. a parte qualche pellicola in grado di entrare in profondità nelle "cose" della musica, a cui abbiamo già fatto cenno in questa discussione.
Questo nel cinema mainstream.., negli ambiti delle produzioni indipendenti, underground, ecc, rigorosamente lasciate nel sommerso poichè scomode ed invise dal "sistema" di potere culturale,  socio-economico politico, governativo, è possibile trovare un cinema più autentico e incisivo, ma il discorso si farebbe lungo (si potrebbe citare al volo Shadows di J. Cassavetes, con le musiche di Mingus, controversa la collaborazione tra i due artisti ousider.., la musica fu utilizzata solo in parte, un film in cui il jazz ci sta apparentemente di sguincio mentre è un film jazz poichè come il jazz è basato sull'improvvisazione del copione canovaccio, della regia, delle interpretazioni.., secondo i criteri dell'Acrors's Workshop creato dallo stesso Cassavetes e autogestito, antitetico all'Actor's Studio più accademico e tradizionale in via di superamento.

Bisognerebbe bandire le impossibili imitazioni brutte copie "naturalistiche" delle opere d'arte della scaturigine (cinema-lettertura-musica- pittura ecc..) nel riproporre un progetto artistico specifico con i linguaggi e le estetiche delle altre arti, scombinando le forme della "sorgente" che non si possono ripetere, restando fedeli allo spirito della stessa: impresa ben più ardua da compiere che le scorciatoria spattacolaristiche... **

Nel frattempo suggerisco di leggere l'autobiografia di Billie Holiday per capire e conoscere, oltre gli stereotipi mediatici mainstream, la sua autentica ed essenziale vicenda umana e artistica

 

 

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**

 

 

A volte può bastare una foto per cogliere lo spirito di una persona, magari nel suo momento di ispirazione artistica e poetica se il soggetto è Billie Holiday...
In questa meravigliosa foto di Lady Day scattata nel 1959 dal clarinettista italo-americano Tony Scott -  grande amico della cantante, andavano insieme a fare musica nei club, nei teatri, nelle sale di registrazione - a me sembra di ritrovarci  tutta la "verità" esistenziale e artistica del "soggetto".., una felicità che anche Billie Holiday provava.., non fu solo disperazione.., anzi.., lei "danzava" con la sua musica, a detta dello stesso Tony Scott, tornato in Italia, che una sera mi raccontò qualcosa di Lei...

 

Una buona copia di questa foto era esposta in una parete "grezza" del leggendario jazz club "Music Inn". Mi piaceva molto. Una sera di molti anni  (novembre 1974, ricordo ancora.., suonava il quartetto di Charles Tolliver, concerto memorabile che registrai...) la fotografai con flash perchè la luce del Music Inn era di un profondo grigia - la "grotta" si illuminava quando si riempiva con la luce e con i colori del jazz - e la conservo da allora come una reliquia...

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Un mio scatto del concerto di quella sera


 

 

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@analogico_09 sempre grato per i tuoi interessanti e personali post!

Per Mingus non posso che dire splendido sia per l'autobiografia e l'ottima edizione Marcos y Marcos che per il classico Tijuana Moods.

Ne approfitto per segnalare l'ultimo live pubblicato da Resonance, The Lost Album From Ronnie Scott's, puro distillato del suono mingusiano, inciso a meraviglia per di più.

E che dire della foto della Holiday!

È bellissimo fare risuonare la sua voce con quell'immagine negli occhi!
Ma deraglio su Charles Tolliver; a quei tempi suonava col suo gruppo Music Inc. ed incideva dischi per la sua casa discografica Strata East insieme al pianista Stanley Cowell.

Dischi bellissimi, in particolare i live!

Ci dici qualcosa di più su di lui, su quella serata? Grazie!

 

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