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Jazz!


analogico_09
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  • Moderators
oscilloscopio

Gene Krupa forse il primo batterista jazz che riscosse tanto successo da potersi creare una propria Big Band..

 

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9 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

Gene Krupa

starò x dire un'eresia ma l'assolo finale mi ha fatto tornare in mente "In A Gadda Da Vida" degli Iron Butterfly 😅

.

ovviamente anche di Krupa ignoravo completamente l'esistenza.

Questo thread riserva sempre delle gran sorprese 🥰

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Oste onesto
Il 7/4/2021 at 13:18, analogico_09 ha scritto:

Provo ad aprire uno spazio dedicato a questa musica di cui si parla via via sempre meno. Lo apro con l'aspettativa di uno scambio delle idee sulle musiche, sui musicisti, sulla storia del jazz, senza limiti di epoche e di "generi".

Grazie per aver aperto questo thread, mi mancavano i discorsi sul jazz!

Ricordo i bei confronti che abbiamo avuto nel vecchio thread ante incendio, mi pare si chiamasse "jazz per neofiti", in cui si parlava anche dei diversi tipj di approccio a questa musica meravigliosa.

Dato che mi sembra di non andare fuori tema, provo ad arricchire gli spunti di discussione, anche con una riflessione sulle enormi capacità tecniche/culturali che i musicisti jazz devono avere.

Certo anche chi suona la classica deve essere un perfetto esecutore, ma in me desta sempre meraviglia l'apparente facilità con la quale il musicista jazz si adatta a suonare tutto (classica compresa) Bollani è un esempio vivente.

Guardatevi questo interessante video sull'incontro tra i due mondi musicali, anche un gigante della classica quale John Williams (peraltro il mio chitarrista classico preferito) sembra incredulo di fronte alla facilità e spontaneità della perfetta improvvisazione di Joe Pass.

Ciao Sergio 

 

 

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@lofuoco Geri Allen, che brava pianista. Capace di spaziare da Monk a momenti di romanticismo puro.

Etudes non riesco a trovarlo a prezzi adeguati, ma prima o poi riuscirò ad averlo 🙂

D.

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analogico_09

Mi fa piacere che il topic abbia ingrato una buona marcia; ringrazio chi ha usato parole di apprezzamento per l'iniziativa, spero a breve di tornare e riprendere il filo del discorso riagganciantomi agli interessanti post letti; da unn paio di giorni sono alle prese con altre faccende "burocratiche" (riassumendo...) e mi resta poco tempo per il forum.

 

Appendo il cartello del "torno subito" e nel frattempo vorrei condividere un ascolto, per ora "senza parole"... uno dei brani di Mingus improvvisati per il film "improvvisato" (detto in estrema sintesi) di John Cassavetes, "Shadows, incentrato sulle drammatiche questioni razziali delle metropoli americane. Benchè utilizzato solo in parte, lo score di Mingus è molto di più di un commento misicale, bensì parte integrante del linguaggio e della poetica cinematografica. Immagine musicale e immagine filmica fuse insieme. Abbiamo altro fulgido esempio di Miles Davis e Louis Malle di "Ascensore per il patibolo", ma i matrimoni per amore stretti e straordinari tra jazz e cinema sono molteplici.., una questione sulla quale mi piacebbe tornare, approfondire un po' e scambiare qualche parere.

 

Proprio ieri mattina in un negozio di dischi "fisico" molto ben fornito ho trovato l'LP, 45 delle suddette musiche cinematografiche, e non solo... Mi piacerebbe in seguito tornare sulla musica del disco,  della qualità tecnica potrei fin da ora dire che serve molto bene la musica, facendo si che ci si possa immergere al suo interno.., il resto è secondario, complementare. Prima la musica...

 

Tutti i musicisti del gruppo - i suoi dedelissimi grandi musicisti - compreso Mingus, suonano le percusioni; sopra l'improvvisazione al flauto di Shafi Hadi ...

 


DSCF2650.thumb.JPG.fb333dd7c9548ee70ecc74826621445e.JPG

 

 

 

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  • Moderators
oscilloscopio

@Gabrilupo  Concordo...altra cantante di riferimento nell'ambito degli albori del jazz registrato. Purtroppo come Bessie Smith, falciata dalla crisi del '29 che ha investito anche il settore della musica registrata su disco, a vantaggio della nuova star della riproduzione sonora: la radio...

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analogico_09
Il 8/4/2021 at 23:58, desmo21 ha scritto:

 

Chiedo una cosa a voi amanti del jazz.

Ma possibile che a me A Love Supreme di Coltrane mi fa sanguinare le orecchie?

Ma secondo il mio gusto alcuni strumenti come il sax andrebbero dosati, le alte frequenze e i cambiare nota ogni microsecondo affaticano l'ascolto.

 

Allora la musica di Charlie Parker, più in generale il bop caratterizzato da tempi velocissimi, da cambiamenti improvvisi e continui di ritmo, di linee melodiche e combinazioni armonico-tonali, dovrebbero affaticare, o peggio, non solo l'orecchio. Eppure.., il be-bop è il cuore del jazz, il momento inalienabile di congiunzione tra la tradizione, la modernità, e quello che sarà il futuro: il free jazz, la new thing, ecc. . Se si toglie segmento portante cade l'intera impalcatura del jazz... Idem se pensassimo di "dosare" Coltrane...

 

 

Il 9/4/2021 at 00:16, Gaspyd ha scritto:

eh... Io x esempio non riesco ad ascoltare il free jazz o molto del jazz contemporaneo... Alcuni mi sembra (da ignorantone che sono del genere) che diano fiato agli strumenti premendo a casaccio sui tasti delle note 😅

Preferisco anche io il jazz classico 

 

... ma ci sta che possano apparire ostiche certe forme di free-jazz atonali, più o meno rivoluzionarie, che "superano" (apparentemente) le forme e i linguaggi consolidati per costruirne dei nuovi senza perdere la continuità nè la cromosomica identitarietà con le "consuetudini" che dai nuovi corsi non traggono danno, tutt'altro.., dal momento che si tratta di processi evolutivi che non rendono superatri i potenti, rocciosi paradigmi.
Anche nella classica accadono cose simili; dopo più di un secolo la dodecafonia, l'atonalismo, le numerose altre esperienze compositive ed esecutice che irrompono nella secolare "tradizione", scompigliandola (sempre in ""famiglia") hanno ancoara vita difficile presso molti ascoltatori d'oggi dì...

Normale.., molti sono i motivi per cui l'ascoltatore si sente più portato per una cosa e meno per l'altra, per un fatto di rispettabile gusto personale, ma... pensare che il free jazz sia solo note pigiate a casaccio mi permetto di dire che è un pensare male senza alcun motivo, spesso solamente alla luce di una non conoscenza un minimo adeguata della musica verso la quale si nutre il pregiudizio.

E' il pregiudizio non corrisponde al ripettabile "gusto personale"...

 

Su questa faccenda, il free jazz come musica fatta a caso, caos.., più o meno, non ricordo il titolo esatto, fu aperto un topic specifico che nopn si potrebbe ripetere.., semmai se ne apre un'altro specifico per l'approfondimento, ci proverò.., o chiunque altro voglia aprirlo, questa discussione dovrebbe trattare il jazz nel suo insieme, dai primi ritmi dei washbord, con ukulele o banjo e kazoo... delle comunità rurali post schiavitù afroamericani, fino alle estreme, "lancinanti" note del free-jazz drammaticamente ancora post-"schiavo" ... ma diversi decenni dopo e con una maggiore consapevolezza antropologica, razziale, sociale, politica, psicologica, ecc, in più

 

Molto diversi.., potremmo comprensibilmente dire.., si.., ma si arriva a certe vette solo partendo da certe basi e percorrendo certi percorsi... il free jazz non è caos, anarchia, non viene dal "nulla".., semmai è "MU"... (senza Ayler forse o quasi sicuramente non avremmo avuto gli "Zappa"...)

 


 

 

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analogico_09

Questo è il free jazz, anche questo è il grande Albert Ayler.., che non metteva le note a caso... ogni nota era una piccola stilla di dolore di un'animo gigantesco, l'animo del "popolo del blues".

 

 

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analogico_09
28 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

@analogico_09  Allora ci sei ancora Peppe...ti davo per disperso...:classic_biggrin:

 

Veramente a un certo punto mi era sembrato che mi volessero "disperdere"... 😈

No.., scherzo, ho avuto un paio di giorni incasinatissimi.., forse le rogne sono state sistemate, ma quanto può essere ferocemente ottusa la burocrazia in questo paese... 

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analogico_09
31 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

è così fin dai tempi dell'impero romano...

 

 

Solo che ai tempi delli antichi romani se il burocrate sbagliava con il patrizio (che sarei stato io... 😄 ) finiva al colosseo...

 

E vuoi che non sia sempre uno spettacolo la sezione dei fiati del Conte...  in quegli anni dove coglievi coglievi bene, era tutto un "florilegio" di "big Band".., uno dei pionieri di questo tipo di compagine fu Fletcher Henderson.., gioco serratisimo dello swing al "fiato" e alla ritmica, al quale si ispirava Sun Ra (che aveva suonato all'inizio carriera con Henderson) per il suo jazz mistura di tradizione e di free ... Senza Henderson Benny Goodman non sarebbe stato quello che fu.., il re dello  swing con la corona deglia altri... ma è un'altra storia... 😉

 

Ah.., Count Basie lo ascoltai a Umbia Jazz, prima edizione itinerante, la vera Umbria Jazz leggendaria, nei '70... Ci furono degli imbecilli politicizzati di estrema idiozia (che purtroppo è di destra e di sinistra) che cercarono di boicottare il concerto distribuendo ciclostilati nel quali si diceva, ricordo benissimo, quasi testualmente, che " la musica di Count Basie era uno swing oliato per il piacere delle classi borghesi sfuttatrici...in concetto era quello). Peccato che non pensari di conservarne uno di quei figlietti... oggi su ebay chissà quanto mi ci darebbero... 😄
 

 



 

 

 

 

 

 

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  • Moderators
oscilloscopio
16 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

" la musica di Count Basie era uno swing oliato per il piacere delle classi borghesi sfuttatrici...

Accostare la musica alla politica è come accostare una deliziosa zuppa di pesce a delle uova marce...

Tornando ad Henderson che dire...molti "grandi" sono transitati nella sua orchestra, da Armstrong a "red" Allen, e Coleman Hawkins. C'è da dire che molti arrangiamenti erano eseguiti oltre dal citato Sun Ra, anche da Benny Carter (mica pizza e fichi) ed infine Henderson stesso divenne arrangiatore e non a caso del citato Benny Goodman...:classic_wink:

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analogico_09
8 ore fa, Oste onesto ha scritto:

Dato che mi sembra di non andare fuori tema, provo ad arricchire gli spunti di discussione, anche con una riflessione sulle enormi capacità tecniche/culturali che i musicisti jazz devono avere.

Certo anche chi suona la classica deve essere un perfetto esecutore, ma in me desta sempre meraviglia l'apparente facilità con la quale il musicista jazz si adatta a suonare tutto (classica compresa)

 

 

Il musicista jazz è abituato all'improvvisazione, a considerare il proprio strumento come '"appendice" del proprio corpo,  voce diretta della sua stessa anima nel momento in cui il musicista jazz compone mentre suona e suona mentre compone.., anche quando interpreta uno standard "pubblico" che il jazzista trasfigura a misura della sua personale espressione, dello stile, del linguaggio, della forma personali. Il jazzista è un po' un "uno e duo"... esecutore e creatore di musica, di una musica che nessun altro jazzista potrà ripetere allo stesso modo. Ogni jazzista trasforma lo "standard" un qualunque brano composto da altri, magari una canzone semplice, "ballabile", ballabile, in creatura propria, unica e irripetibile. Questo permette al jazzista di adattarsi ai diversi contesti musicali, non solo "colti", con una certa elasticità

Il musicista classico ha le sue altrettanto preziose particolatità,  all'interno del suo contesto musicale specifico, con ampie eccezioni di musicisti in grado di uscire dai confini e di scrivere e suonare anche jazz...
I musicisti del "barocco", della musica "antica", abituati abituati a improvvisare molto più che i "romantici", ad esempio , si avvicinavano di più all'idea di un musicista "integrale" come il jazzista.., ma tutto questo detto per sommi capi, bisognerebbe specificare, approfondire meglio.

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analogico_09

@oscilloscopio  Magari fosse stata "politica".., era puro nunc'houncacchiodafare! 😩

 

32 minuti fa, oscilloscopio ha scritto:

Henderson stesso divenne arrangiatore e non a caso del citato Benny Goodman...

 

Il quale Goodman, aldilà di tutte le battute, un grande clarinettista, riconobbe con grande onestà intellettuale e graditudine il grande "auxilium" ricevuto da Henderson ... Senza contare quante altre orchestre "bianche" attingevano a Henderson, prima ancora a King Oliver.., ad es. Original Jazz Band.., dixieland... 😉

 

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analogico_09
Il 9/4/2021 at 19:07, terlino ha scritto:

Ciao, mi rivolgo a te perchè sei una enciclopedia vivente.

Del Video di Fine And Mellow esiste una registrazione audio del concerto?

Canzone che conosco in molte edizioni della immensa Billie Holiday ma non avevo mai sentito questa edizione

 

 

Più che come enciclopedia mi sento un po' come uno con appiccicati addosso tantissimi postit multicolorati sui quali ho appuntato le esperienze personali fatte in tanti anni di frequentazioni musicali di ogni genere... 😉

Ti ringrazio della fiducia però non so rispondere alla tua domanda in tutta sicurezza, credo che non vi sia una versione discografica del Fine and Mellow la stessa identica che si ascolta nel film. Incuriosito ho provato a guardare anche in discogs ma non ne trovo... magari ci sarà o ci sarà sato qualcosa negli USA, ma mai vista in Italia.

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