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Ottimizzare l'ascolto: verifica sala e metodi per migliorare il suono


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3 ore fa, gobert4 ha scritto:


Esatto, alla fine si tratta di assorbire quelli che sono i punti di prima riflessione.

Anche senza specchio, diciamo la zona che sta tra il punto di ascolto ed i diffusori audio (e volendo anche il punto alle nostre spalle).

 

Qui si dovrebbe sempre assorbire…

Vedo molti usare anche diffusori acustici ma non è la scelta migliore in ambienti molto piccoli, per più di un motivo.

 

 

 

C'è anche una via di mezzo, assorbimento e "diffusione", per non perdere troppa brillantezza, ariosità e "vivacità",

ultimamente sto provando quelli in foto, ma temo sia meglio senza diffusione nel mio caso,

si è più brillante/vivace, ma con il solo assorbimento mi sembra che la scena sia più profonda ed a fuoco.

Devo fare altre prove.

 

Immagine 2026-05-25 193332.png

ilmisuratore
13 minuti fa, extermination ha scritto:

Tenendo in debito conto del DI - della dispersione - risposta in asse fuori asse dei diffusori e della possibilità di avvalersi del Toe-in. 

Esatto

Un diffusore a tromba ad esempio può trarre vantaggi dalle pareti (tenendo conto del controllo delle riflessioni) mentre un radiazione diretta fa generalmente l'opposto

1 ora fa, dariosch ha scritto:

C'è anche una via di mezzo, assorbimento e "diffusione", per non perdere troppa brillantezza, ariosità e "vivacità",

ultimamente sto provando quelli in foto, ma temo sia meglio senza diffusione nel mio caso,

si è più brillante/vivace, ma con il solo assorbimento mi sembra che la scena sia più profonda ed a fuoco.

Devo fare altre prove.

 

Immagine 2026-05-25 193332.png


il problema dei diffusori acustici in generale è che hanno bisogno di spazio perché siano efficaci.

Essi diffondono a raggio ma se la stanza è piccola e si è troppo vicini ad essi, il raggio sarà inevitabilmente piccolo.

 

Il risultato sarà:

comb filter ancora presenti e scarsa diffusione nel punto di ascolto.

 

Allora, meglio piazzarli nel punto più lontano dalle orecchie (ma dipende sempre della metratura a disposizione).

 

Intendiamoci, un minimo di effetto lo fanno ma nei punti di prima riflessione non si deve aver paura di assorbire in ambienti non trattati; c’è bisogno di farlo e tanto, dalla frequenza più bassa possibile a salire.

Ci sono tutti gli altri punti per diffondere e creare un ambiente “vivo”.

 

Un sistema ibrido può comunque andar benissimo…

Purtroppo non c’è una regola, bisogna valutare caso per caso.

 

 

1 ora fa, gobert4 ha scritto:


il problema dei diffusori acustici in generale è che hanno bisogno di spazio perché siano efficaci.

Essi diffondono a raggio ma se la stanza è piccola e si è troppo vicini ad essi, il raggio sarà inevitabilmente piccolo.

 

Il risultato sarà:

comb filter ancora presenti e scarsa diffusione nel punto di ascolto.

 

Intendi i QRD ?!

Ho visto un po' di video a riguardo,

più sono profondi i pozzi, più devono stare lontani,

esempio con un pozzo profondo 15cm, si deve stare a 90cm minimo per sentire l'effetto.

Più sono profondi, più scendono in frequenza.

Io ne ho ordinato uno per "tastare" il terreno, ma profondo 10cm, sono in stanza piccola.

Lo proverò nel muro al centro dietro i diffusori, 2.30m dal punto di ascolto.

Erik il Rosso
18 minuti fa, dariosch ha scritto:

Intendi i QRD ?!

Ho visto un po' di video a riguardo,

più sono profondi i pozzi, più devono stare lontani,

esempio con un pozzo profondo 15cm, si deve stare a 90cm minimo per sentire l'effetto.

Più sono profondi, più scendono in frequenza.

Io ne ho ordinato uno per "tastare" il terreno, ma profondo 10cm, sono in stanza piccola.

Lo proverò nel muro al centro dietro i diffusori, 2.30m dal punto di ascolto.

Ne ho realizzati diversi, da quel che ho letto i qrd1 ( quelli a setti verticali per intenderci), sono ideali per le riflessioni laterali perché lavorano diffondendo principalmente in orizzontale, mentre i qrd2 a pozzi alternati a torrette, sulle pareti anteriori e posteriori o soffitto diffondendo più ampiamente. Le dimensioni degli avvallamenti devono anche essere proporzionate alla distanza del pannello dal diffusore oltre che dalla posizione di ascolto. Ci sono indicazioni in merito sul web.

  • Thanks 1
47 minuti fa, dariosch ha scritto:

Intendi i QRD ?!

Ho visto un po' di video a riguardo,

più sono profondi i pozzi, più devono stare lontani,

esempio con un pozzo profondo 15cm, si deve stare a 90cm minimo per sentire l'effetto.

Più sono profondi, più scendono in frequenza.

Io ne ho ordinato uno per "tastare" il terreno, ma profondo 10cm, sono in stanza piccola.

Lo proverò nel muro al centro dietro i diffusori, 2.30m dal punto di ascolto.


2,3m va bene per i qrd 👍 

provalo se puoi alle spalle se la distanza è giusta e se puoi/vuoi assorbi invece dietro ai diffusori del tuo impianto

  • Thanks 1
52 minuti fa, gobert4 ha scritto:


2,3m va bene per i qrd 👍 

provalo se puoi alle spalle se la distanza è giusta e se puoi/vuoi assorbi invece dietro ai diffusori del tuo impianto

Uhm, dietro purtroppo ho poco spazio, circa 90cm,

al momento ho messo 2 di questi (misto assorbimento/diffusione) , spessi 11cm, di contro sono diventati 79cm :classic_laugh:

Posso sempre spostarli altrove, o togliere il pannellino di diffusione, sono in fase di prove. 

Dietro i diffusori ho messo solo assorbimento,

e centralmente proverò il QRD N23 che ho ordinato, al posto di pannelli in PVC 3D "decorativi" che comunque qualcosa hanno fatto.

 

Immagine 2026-05-26 002323.png

Immagine 2026-05-26 003358.png

Immagine 2026-05-26 003612.png

extermination

Solo due parole a proposito di assorbimento:

-) I meccanismi si distinguono in assorbimento per porosità, per risonanza di cavità, per risonanza dí membrana; per estendere il range di frequenza su cui l’assorbimento è efficace, vengono utilizzati moduli  combinando i meccanismi di cui sopra.

-) Le proprietà assorbenti di un modulo vengono espresse attraverso il coefficiente di assorbimento acustico. L’assorbimento di un modulo, varia, al variare della frequenza, al variare dell’angolo di incidenza della riflessione, al variare del posizionamento del modulo ( vedi distanza dalle pareti - cavità d’aria tra modulo e parete) al variare della densità, spessore del materiale ( poroso o non poroso) ed altre peculiarità specifiche per i risonatori.

-i materiali porosi risultano efficaci a frequenza elevate ma non adeguati mano a mano che si abbassa la frequenza - scendendo di frequenza prevale l’efficacia all’assorbimento per risonanza di membrana ( ad esempio un pannello in legno che agisce in funzione dello spessore e della distanza di posizionamento dalla parete) piuttosto che per risonanza della cavità ( vedi risonatori di helmholtz la cui risposta dipende dalla sezione del collo, dalla sua lunghezza, dal volume della cavità e da un eventuale inserimento di materiale poroso all’interno ( vedi a riguardo il fattore di merito - il rapporto frequenza di risonanza e larghezza di banda) 

Giusto!

Aggiungo alcune considerazioni…

Per porosità si può assorbire molto bene anche in basso (entro certi limiti), ma occorrono spessori giusti, materiali buoni e con la giusta resistività al flusso (cui la densità è solo in parte collegata a questo parametro).

Il problema dei sistemi che lavorano per porosità è che anche ammettendo riescano ad essere efficaci fino a 100Hz, tutte le modali e sbir entro quel range le scalfirà di pochissimo.

Lavorerà ed assorbirà bene tutte le frequenze intorno, ma sui modi e sulle cancellazioni delle sbir farà poco (troppa energia in gioco).

 

Inoltre a parità di sistema, parlando di bass trap a pressione (o membrana), per esperienza personale conta anche quanto è grande la struttura (a parità di profondità)…Una 120x60cm è meglio di due 60x60, una 240x60cm è meglio di due 120x60.

Ovviamente c’è il rovescio della medaglia…

Strutture più grandi hanno bisogno di più accortezze costruttive (non solo per il loro ingombro s’intende).

 

È utile anche ricordare che i sistemi a pressione sono efficaci dove appunto la pressione è alta mentre i sistemi che lavorano per porosità saranno più efficaci nei punti dove la velocità dell’onda è alta (in questo caso può valer la pena sfruttare un gap d’aria riducendo lo spessore del materiale, quindi diminuendo anche il costo della struttura stessa ma mantenendo praticamente le stesse proprietà acustiche)

extermination

A completamento - sempre in un contesto di estrema sintesi- la velocità di un onda è nulla a ridosso di una parete mentre è massima ad un quarto della lunghezza d’onda (distanza dalla parete). 1\4 lunghezza d onda che equivale al massimo assorbimento di un materiale poroso. Al contrario, la pressione è massima negli angoli ( 2 pareti + pavimento /soffitto); angoli, detti anche il cimitero” delle risonanze modali. In buona sostanza, nella stanza si sviluppano nodi e ventri ( o antinodi) ovvero minimi e massimi di pressione di determinate frequenze ( vedi ad esempio sviluppo modi assiali - fondamentale e armoniche) ecco dunque che spostandosi all’interno della stanza, varia la risposta alle basse frequenze - salvo lavorare su elementi per avere una più omogenea distribuzione delle basse frequenze nello spazio e più uniforme nel tempo. 

Il "tubetto trap" della PSI Audio, la cui foto del modello AVAA C214 ho postato più in alto, va proprio nella direzione di ridurre l'ingombro in 64 x 21 centimetri intervenendo digitalmente, per assorbire i modi di risonanza ambientale dai 15 ai 160 hz.

Solo che costa un botto 

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