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Bi-Amplificazione con ampli in classe D: nuova esperienza istruttiva …


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SimoTocca

Di certo c’è il fatto pratico: con gli ampli in classe D, il loro miglioramento sonoro, il fatto che non scaldano neppure messi dentro l’interno di un diffusore, le altre potenze che possono erogare…ecco con loro si rende possibile una multiamplificazione di alta qualità e dal costo non stellare…

@SimoTocca non sono qui per proteggere le Beolab, ma lo spiega, la loro filosofia, modificare l'angolo di emissione digitalmente, solo così si può fare, per comprenderle vanno fatte proprie e sperimentare, il progettista Geoff Martin non è ne fesso ne matto, ascoltarle in fiera come fai, in quale configurazione, non le comprerà o non piaceranno a nessuno? Va bene anche così, restano un innovazione che solo in quel modo si possono fare.

I link li ho postati per capire cosa si può fare, e Bruno è anche buon divulgatore. 

  • Melius 1

Però c è da considerare che mentre un amplificatore in classe A o AB utilizza circuiti lineari discreti, facilmente riparabili da qualsiasi tecnico sostituendo singoli transistor o condensatori, la classe D si basa su schede a montaggio superficiale  altamente integrate e microchip dedicati. Se un modulo si guasta fuori garanzia, spesso è impossibile ripararlo sul singolo componente e si è costretti a sostituire l'intera scheda elettronica, con costi elevati o il rischio di non trovare il ricambio se il modulo è uscito di produzione

La mia esperienza di multiamplificazione parte dagli anni 90.

Avevo una coppia di Altec 19 che triamplificavo. La terza via era una tromba KT88 poggiata sul diffusore con uno stand.

I primi crossover a 2 vie erano dei Cabre 45 e utilizzavo 6 finali mono Marantz. Quelli che commutavano da classe A a classe AB(30watt/120watt) con lo sportellino sul frontale. Non ricordo la sigla. Il Pre era anch'esso un Marantz __11. Anche di questo non ricordo la sigla precisa.

Era un gran bel sentire! Ma ero anche giovane e inesperto

Poi, col tempo, e dopo un'esperienza decennale con le Infinity Beta che avevano il loro bravo crossover attivo addirittura con l'accelerometro, sono tornato alla bi-amplificazione attiva. Questa volta con le JBL 4350. Utilizzavo, in primis, il crossover JBL a due vie M552 a cui avevo cambiato dei componenti. I finali, stavolta, erano quattro. Krell KMA250.

Poi ho cominciato con la carambola dei cambi dei crossover attivi analogici. Ne ho comprati almeno quattro (nessun negozio ha disponibile un crossover attivo). Per amore di informazione, il migliore che ho sentito era il Nelson Pass a due vie.

Poi la svolta. I crossover digitali. Dal Behringer ad andare avanti ne ho, anche qui, comprati non ricordo quanti, ma la migliore soluzione l'ottenni con il PC e un programma di crossover (non ricordo il nome) che mi permetteva di modificare tutto. Qualsiasi parametro. Utilizzavo una scheda Prism per collegare le due vie al PC. Rimpiango di non aver provato a mettere tutta la JBL 4350 in attivo. In pratica le tre vie superiori andavano ancora col crossover passivo che, nel frattempo, avevo ricostruito tutto Mundorf.

Poi ho ascoltato multi amplificazione attiva in diversi contesti, Ci vuole manico ma i risultati sono davvero incredibili.

Al momento i miei attuali diffusori (JBL Everest DD66000) li ho collegati in by-wiring con due finali mono dell'ing. Cianci. In teoria potrei adottare una multi amplificazione senza stravolgere il progetto perché è prevista la separazione dei woofer dalle due trombe direttamente dal pannello (esterno) dei diffusori ma sento talmente bene (per me) che la voglia di giocare i è passata:classic_dry:

  • Melius 1

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