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Bi-Amplificazione con ampli in classe D: nuova esperienza istruttiva …


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1 ora fa, Erik il Rosso ha scritto:
2 ore fa, Partizan ha scritto:

Ha senso provare su delle Minima Amator? 

Ha senso di sicuro se vuoi abbinarle ad un sub utilizzandolo per dividerlo dai diffusori.

solo sulle Minima puoi provare però non potresti escludere il crossover passivo interno a meno di aprirle e modificarle internamente, ma avresti poi il problema della configurazione del cross elettronico e non lo vedo semplice fare un lavoro accurato.

potresti provare a dividere con il cross elettronico senza toccarle, eliminando solo i ponticelli e connettendo un ampli per ogni coppia di morsetti. Io imposterei  il crossover digitale nei pressi delle frequenze del passivo, che resterebbe comunque in funzione. Mi spiego:

se il passivo interviene a 2500hz imposterei il passa basso del wooferun po più in alto a 3000/3500 e al contrario il passa alto del tw a 1500/2000 hz provando magari anche altre frequenze. Questo per far lavorare bene il passivo interno.

sinceramente non so che differenze potresti percepire, ma se hai già i due ampli, con poca spesa potresti comprare un cross anche usato.

 

Che senso ha? Si usa un filtro attivo per eliminare quello passivo.

Erik il Rosso
3 ore fa, corrado ha scritto:

Che senso ha? Si usa un filtro attivo per eliminare quello passivo.

Non solo, puoi anche lasciarlo in opera e limitare la banda utile dell’ampli che pilota quell’altoparlante come ho specificato. In questo modo ogni ampli lavora in pratica solo sulle frequenze utili facendoti avere più potenza utile su ogni altoparlante. Certo il filtro attivo è meglio ma deve essere ben configurato per sostituire il passivo e non è semplice. In pratica è un passo avanti rispetto al BIAMP passivo.

55 minuti fa, scroodge ha scritto:

forse se ne è già parlato, nessuno ha a vuto modo di confrontare, a parità di moduli Purifi, Audiophonics con Apollon?

Dovrebbe cambiare solo lo chassis, che giustifica il prezzo leggermente maggiore dell'Apollon.

audiophonics-lpa-s450et.jpg

Apollon-Purifi-Eigentakt-1ET6525SA-Stereo-Amplifier-Inside-1.jpg

  • Thanks 1
ildoria76
Il 15/06/2026 at 10:52, Bunker ha scritto:

E a chi ricerca "fedelta" spesso piace cio che alle sue orecchie suona "credibile" sulla base della memoria sensoriale dell'evento live che fa da metro di paragone.

..che è alla fine quello che conta davvero, il resto sono discorsi sul sesso degli angeli

ildoria76
Il 15/06/2026 at 18:56, eduardo ha scritto:

@SimoTocca non per polemizzare, ma questi "pipponi" risultano un po' supponenti, come se solo tu avessi chissà quali esperienze di  ascolto che agli altri la vita continua a negare.

Hai aperto il thread con apparente iniziale spirito di condivisione, ma sei rapidamente salito in cattedra scrivendo e difendendo peraltro diverse inesattezze tecniche, ed ora vuoi pure insegnare ad ascoltare.

Mi pare tutto un po' eccessivo 

A me non mi pare, io non frequento teatri per via del mio poco feeling con la musica classica che pur apprezzo, ma da sempre anch'io adoro la musica live e chi ha molto "allenamento" in questo tipo di ascolti ha sicuramente una percezione differente sul suono di determinati impianti hifi casalinghi.

Non a caso il mio impianto è assolutamente catalogabile come "LiveCentrico" sia per la scelta dei diffusori che anche come amplificazione e tutto il resto di contorno.

ildoria76
21 ore fa, Coltr@ne ha scritto:
22 ore fa, SimoTocca ha scritto:

cioè  la maggiore fedeltà possibile.

100 strumenti diversi, con pattern diversi, che emettono dalla larghezza di una grande orchestra, in un teatro di quanti metri quadri? Insonorizzato come? Ripresi da quanti, due microfoni (apparecchio tipo tweeterino al contrario)? o tre? o 1000? Che deve passare da una decina di Cristiani che fanno Mastering in una control room, con che casse? La control room insonorizzata come? Sputano se va bene un cd (fino l'altro ieri ci barcamenavamo con un diamante "finto" sballottato tra un solco) che deve passare tutti i nostri meravigliosi cavetti, uscire da che diffusori? saranno 10.000 diversi? Che rimbalzano tra sei pareti, quali? con che mobili? saranno almeno "infinite" variabili? Alla fine ce l'abbiamo fatta, arriviamo al sistema percettivo, quale? Possiamo dire che qui le variabili sono al momento attuale solo 8 miliardi, però possiamo dire che le variabili dall'inizio dell'umanità son stimate quante? facciamo 100 miliardi? Sistema percettivo non certo sviluppatosi per ascoltare cosa, lo stereo? No, è fatto per proteggerci la chiappe da chi voleva/vuole mangiarci.

Veridicità di cosa? Con quale fantasia dovrebbe essere vera, a già vado ai concerti.

Mettetevi il cuore in pace.

 

  • Haha 1
49 minuti fa, ildoria76 ha scritto:

A me non mi pare, io non frequento teatri per via del mio poco feeling con la musica classica che pur apprezzo, ma da sempre anch'io adoro la musica live e chi ha molto "allenamento" in questo tipo di ascolti ha sicuramente una percezione differente sul suono di determinati impianti hifi casalinghi.

Non a caso il mio impianto è assolutamente catalogabile come "LiveCentrico" sia per la scelta dei diffusori che anche come amplificazione e tutto il resto di contorno.

"come se solo tu avessi chissà quali esperienze di  ascolto che agli altri la vita continua a negare" significa che non è certo solo lui ad avere esperienze di musica dal vivo.

 

SimoTocca
8 ore fa, eduardo ha scritto:

come se solo tu avessi chissà quali esperienze di  ascolto che agli altri la vita continua a negare" significa che non è certo solo lui ad avere esperienze di musica dal vivo

Ma quando mai ho scritto che “solo io” ho esperienze di musica dal vivo?? Riporta per cortesia la citazione esatta e se ne parla.

Io ho scritto tutt’altra cosa: solo chi conosce bene la musica dal vivo, quella con strumenti “naturali” (cioè non amplificati) ha un “metro di paragone” attendibile per valutare la fedeltà di un impianto audio.

Il “sentirsi colpiti e affondati” da questa affermazione significa essere parte della schiera di chi non frequenta spesso le sale da concerto. Ma non è certo una offesa, la mia, semmai l’invito ad andare più spesso  ai concerti… che male non fa! 

10 ore fa, ildoria76 ha scritto:

E a chi ricerca "fedelta" spesso piace cio che alle sue orecchie suona "credibile" sulla base della memoria sensoriale dell'evento live che fa da metro di paragone.

@Bunker Quanto ho riportato sopra è sintetizzato in maniera “meno pippona della mia” nella frase di bunker che riporta ildoria. È del tutto evidente che “l’utilizzatore finale” è il nostro cervello, che elabora la percezione sonora. La percezione inizia dall’orecchio (il nostro microfono). Ma.. anche questo “microfono” non è universale o standardizzato per tutti, ma ha una sua “impronta digitale personale”. Senza considerare poi l’usura con gli anni, il calo di frequenze udibili, sordità parziali, ecc, ecc  che iniziano prima dei 30 anni e peggiorano con l’età, tanto che a 60 anni lo Stato passa in cassa mutua gli apparecchi acustici per chi ha inizi di sordità…hehe 😉)

E comunque, a “parità di efficienza di orecchio” (fatto come si è visto non scontato) tutta l’elaborazione successiva dello stimolo acustico passa prima per i sistemi sottocorticali (in particolare il Talamo e l’Ippocampo) per le “reazioni istintive” (il gatto sente un rumore e scappa perché teme un agguato, per esempio; oppure si sente una voce dietro di noi, e automaticamente si gira la testa e poi gli occhi verso la fonte del suono, ecc ecc). Quando arriva alla corteccia il messaggio sonoro viene elaborato in maniera complessa e analizzato per così dire (e se uno/una è musicista professionista, si “illuminano anche le aree della conoscenza tecnica degli spariti e e di come si eseguono su uno strumento). Ma il bello è che dalla nostra corteccia partono di nuovo risposte allo stimolo sonoro che tornano in basso, verso il talamo & Co, e questo arricchisce lo stimolo sonoro anche di una componente affettiva,  di “emozioni”, nel senso vero e proprio del termine.

Con questa complessità del viaggio che compie il suono del tasto del LA della quarta ottava di un pianoforte a coda, per dire, è del tutto evidente che la “soggettività” la faccia da padrona.

Ma questo non vuol mica dire che “tutto può essere tutto”, oppure che perché ci sono infiniti parametri di cui tener conto, il nostro cervello, se “allenato” a riconoscere una orchestra dal vivo, non sia in grado di valutare se il suono della radiolina è meno fedele del suono che esce dalle Magneplanar!

Questa storia “dell’allenamento” per riconoscere bene e catalogare i suoni, è una parte fondamentale del processo di elaborazione e giudizio, da parte del “nostro cervello”.

È solo allenandolo che il cervello riconosce e distingue e poi classifica. 
Il cervello è come i bicipiti: se non li alleni tutti i giorni, come fai poi a sollevare balle da 25 kg l’una??

Insomma, che la questione sia complessa è del tutto evidente, ma la complessità mica autorizza a dire che “tutto può essere tutto”, o che “uno vale uno”! 

Gustavino
14 hours ago, bluenote said:

Dovrebbe cambiare solo lo chassis, che giustifica il prezzo leggermente maggiore dell'Apollon.

audiophonics-lpa-s450et.jpg

Apollon-Purifi-Eigentakt-1ET6525SA-Stereo-Amplifier-Inside-1.jpg

cambiano le schede pre/drive  assai fondamentale sul risultato finale , sono quelle nere ...qui le ufficiali
%5BFE02C%5D%20Stereo%20Front%20End%20for
c'e' anche la versione delux ...%5BFE08%5D%20Deluxe%20Stereo%20Frontend%

Gustavino
19 minutes ago, scroodge said:

@Gustavino quindi quelle degli audiophonics sono inferiori?

 

anzi mi sembrano meglio rispetto ad Apo,specialmente nella parte dei regolatori e la possibilità di sostituire gli opa , saranno identici in entrambi ?
gli originali meglio sicuro i delux  ...

  • Thanks 1

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