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Crossover Sine Cap (senza condensatori): esperienze in merito


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2 ore fa, walge ha scritto:

L'analisi tecnica fu scritta da Paolo Nuti quindi  è la più chiara possibile.

Il numero è il 108 Settembre 1991

Confermo, tanto che da allora ventunenne e ancora abbastanza digiuno di crossover comunque riuscii a costruire dei filtri sine cap per impiegarli nel taglio non tra woofer e tweeter ma in un quasi tre vie tra woofer e mid a cupola, il mid che usavo essendo non molto grande e con molta estensione  in gamma acuta, in alto non lo tagliavo e tagliavo in basso il solo supertweeter da incrociare. Il guadagno in trasparenza sul mid era enorme, anche perché non potevo permettermi condensatori di livello stratosferico ( e la scelta nel 1991 non era certo quella di oggi, unico vantaggio era relativamente semplice trovare ottimi carta-olio vintage a costi abbordabilissimi ) . 

19 ore fa, Franzbossio ha scritto:

Sinecap è una tecnologia proprietaria dell'ing. Alberto Bellino, il quale utilizza sinecap a 12 dB/oct.

Tecnicamente si potrebbero realizzare filtri sinecap anche del 4° ordine (24 dB/Oct) ma si valica un limite fisico che ne comprometterebbe la resa, quindi non conviene oltrepassare il 2° ordine.

Sarebbe comunque molto interessante, almeno in ottica di autocostruzione, in definitiva lo spazio alla fine lo troviamo,  esternamente al diffusore e i costi anche delle migliori induttanze sul mercato, visti i valori di solito in gioco ( non le andiamo ad usare per sub o simil-sub ) sono molto inferiori a quelli dei condensatori top . In più non è neppure impossibile autocostruirsi delle induttanze eccellenti a costo irrisorio, a spese sempre dello spazio da impiegare.

20 minuti fa, walge ha scritto:

@alexis

non è proprio vero

 

 

Walter

Ma poi dimmi tu se son matto, ma scelta la marca che piace, qualsiasi sia, se sa fare un pre o un finale non sa fare un cross? Ste fantasie audiofile mi mandano ai pazzi :classic_biggrin:

@Luca44

il segreto delle Extrema risiede nella eccellentissima ( scusate ) qualità del mid-woofer.

Mr. Skaanings, che creò ScanSpeak, ha il marchio https://audiotechnology.dk/

All'epoca ci parlai per una idea proprio seguente alla Extrema e mi mandò il suo ( allora) catalogo.

Praticamente ti faceva il trasdutore on demand.

Per la Etrema relizzò un altoparlante che rasenta la perfezione sopratutto sul lato meccanico.

Ovviamente non tralasciando il tweeter.

Il B139 fungeva da supporto ( intelligente) al mid-woofer.

 

 

Walter

@walge sicuramente non sarà una passeggiata, però anche solo per sperimentare penso sia interessante e forse ancor più il 24 dB/Oct, mi piacerebbe almeno sapere da @Franzbossio cosa porterebbe a valicare limiti fisici, se fosse per spazio e numero di induttanze credo che qui di "pazzi furiosi" disposti a fare crossover da mezzo mq non ne manchino ! 

1 minuto fa, walge ha scritto:

@Luca44

il segreto delle Extrema risiede nella eccellentissima ( scusate ) qualità del mid-woofer.

Mr. Skaanings, che creò ScanSpeak, ha il marchio https://audiotechnology.dk/

All'epoca ci parlai per una idea proprio seguente alla Extrema e mi mandò il suo ( allora) catalogo.

Praticamente ti faceva il trasdutore on demand.

Per la Etrema relizzò un altoparlante che rasenta la perfezione sopratutto sul lato meccanico.

Ovviamente non tralasciando il tweeter.

Il B139 fungeva da supporto ( intelligente) al mid-woofer.

 

 

Walter

Sì, ricordo benissimo e addirittura trovai all'epoca chi me li potesse procurare (uguali identici) ma il costo degli Skaanings e degli Esotar mi raffreddò gli entusiasmi e mi divertii a fare le prove che ho descritto prima, moooltoo meno costose. 

@alexis

questo che vedi

Foto1-.d.thumb.JPG.838aa61ff595c4320027f9f1511fc04c.JPG

è il progetto di crossover a tubi che presentai sul nr. 408 di Audioreview ( ci sono tutte le info, chi vuole se lo costruisca)

Due vie. Quin in forma di prototipo perfettamente funzionante e misurato.

Guadagno zero. In realtà poco meno di uno; accettazione molto alta con distorsione estrememente bassa.

Si è giocato su una variazione del cathode follower.

Due canali separati con controllo singolo per le vie alte e basse.

Ne sono stati fatti due ( poi presentail il progetto)

Uno per un sistema VOT originale; un ampli s.e. con 2A3 ( sempre progetto) sulla tromba e un finale p-p 300B ( sempre progetto su Audio)

Il secondo fu una sfida stimolante

Questa: 

IMG_6404.thumb.JPG.1effad6ebe0d572cbcf9e4da81ee1f5f.JPG

 

 

B&W 800D, quattro finali mono con 4 x KT150 cadauno. 

Descritto sempre sul nr. 408.

La sfida era di inserire il crossover in un sistem con già i diffusori con il loro proprio network

Dopo alcune misure si trovò la quadra e devo dire che il risultato fu eclatante.

 

 

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3 ore fa, Oscar ha scritto:

Non è proprieta di nessuno Bellino che non si è inventato nulla. i filtri "sinecap" sono dei semplici filtri RL(che si studiano all'inizio degli istituti tecnici) e niente altro.
Non è neanche una "sfida tecnica", visto che l'unica peculiartita è l'uccisione della sensibilita dell'altoparlante filtrato tramite le resistenze messe in serie dei vari filtri RL messi a cascata.
Un "famolo strano" che non ha senso di esistere nei diffusori "normali". se si ha invece tanta sensibilita da buttare nelle ortiche, allora si puo usare, ma sarebbe un nonsense.

Facciamo chiarezza.

La tecnica di filtrare un altoparlante senza condensatori, utilizzando reti a ponte bilanciate (configurazioni a traliccio o a "T" simmetrica), è nota nella radiotecnica e nei manuali di ingegneria elettronica fin dalla prima metà del Novecento.

Anche nel mondo dell'audio, come abbiamo visto con le Sonus Faber Extrema degli anni '90, l'idea di base non era un segreto di stato.

Allora perché si dice che Alberto Bellino (progettista di TMAUDIO) ne sia il "proprietario"?

La risposta sta nella differenza tra un'idea teorica e la sua industrializzazione commerciale:

Il Marchio e il Brevetto del Sistema "Sinecap"

Il termine stesso "Sinecap" non è un termine accademico, ma un nome commerciale depositato.

Alberto Bellino e il team di TMAUDIO hanno preso quel concetto storico, lo hanno ottimizzato matematicamente per gli altoparlanti moderni e hanno ingegnerizzato un modulo crossover specifico e stabile, registrandone la tecnologia e il marchio proprietario (come la tecnologia Full Sinecap usata nella linea LaPurista).

Nessun altro costruttore può vendere un diffusore chiamando il suo crossover "Sinecap".

Molti sanno che teoricamente si può fare, ma pochissimi lo fanno nei diffusori commerciali a 2 o 3 vie per un motivo pratico: l'impedenza.

Nelle vecchie applicazioni o nei progetti autocostruiti, eliminare i condensatori creava spesso un carico elettrico micidiale che faceva impazzire o surriscaldare gli amplificatori tradizionali.

Il merito di Bellino è stato quello di sviluppare una rete di compensazione geometrica che permette al filtro di tagliare a 12 dB/ottava mantenendo l'impedenza del diffusore stabile e lineare, rendendo questa tecnica finalmente "sicura" e interfacciabile con qualsiasi amplificatore moderno.

Qualcuno qui ha capito che non è affatto semplice realizzare un 3 vie sinecap stabile come una rete resistiva.

In sintesi

Il principio fisico di base è patrimonio dell'elettronica, ma il "Sinecap" come sistema ottimizzato, calcolato per l'Hi-End moderna e protetto da marchio, è farina del sacco di Alberto Bellino e TMAUDIO.

È il classico caso in cui un progettista prende un'idea d'élite nota a pochi e la trasforma in una tecnologia commerciale concreta e rifinita.

Per vedere da vicino il lavoro e l'approccio pratico del progettista, ti segnalo l'intervista Alberto Bellino e il suo tweeter particolare, utile per comprendere la sua filosofia costruttiva artigianale applicata ai componenti dei diffusori.

Anche la tecnica di Tesla fa utilizzo di "sinecap" ma sfrutta un altro principio.

Il filtro stile Tesla, invece, è basato sul principio del trasformatore d'accoppiamento o induttanza mutua.

Il segnale proveniente dall'amplificatore non è collegato fisicamente all'altoparlante.

Entra in una prima bobina (primario) e, per induzione magnetica attraverso l'aria o un nucleo, trasferisce l'energia a una seconda bobina (secondario) collegata all'altoparlante.

Come fa a tagliare le frequenze senza condensatori?

Tesla scoprì che avvolgendo le bobine in un modo particolare (avvolgimenti bifilari o a spirale piatta) era possibile fare in modo che la bobina stessa esibisse una grandissima capacità parassita interna.

In pratica, la bobina di Tesla si comporta contemporaneamente come una bobina e come un condensatore incorporato nello stesso oggetto.

Sfruttando la geometria dell'avvolgimento, si crea una frequenza di risonanza specifica.

Il filtro fa passare solo la banda di frequenze che entra in risonanza tra il primario e il secondario, respingendo le altre.

 

 

  • Melius 1
38 minuti fa, Luca44 ha scritto:

@walge sicuramente non sarà una passeggiata, però anche solo per sperimentare penso sia interessante e forse ancor più il 24 dB/Oct, mi piacerebbe almeno sapere da @Franzbossio cosa porterebbe a valicare limiti fisici, se fosse per spazio e numero di induttanze credo che qui di "pazzi furiosi" disposti a fare crossover da mezzo mq non ne manchino ! 

Come avevo accennato, il culmine attuale si ferma a 12 dB/Oct, andando oltre la richiesta di componenti allunga e peggiora il percorso del segnale, non ne vale la pena.

 

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