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Crossover Sine Cap (senza condensatori): esperienze in merito


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1 ora fa, Franzbossio ha scritto:

In pratica, la bobina di Tesla si comporta contemporaneamente come una bobina e come un condensatore incorporato nello stesso oggetto.

Sfruttando la geometria dell'avvolgimento, si crea una frequenza di risonanza specifica.

Il filtro fa passare solo la banda di frequenze che entra in risonanza tra il primario e il secondario, respingendo le altre.

Il crossover Quadra, nella sua implementazione brevettata a trasformatori, funziona con lo stesso principio ? 

Il titolare dell'azienda per cui Bellino progettava si era iscritto anche qui, 5 anni fa intervenne https://melius.club/topic/93-nuovi-diffusori-tmaudio-di-bellino-cosa-ne-pensate/#comments @Marco Tagliaverga chissà se...

Questo il mio crossover esterno fatto da Franco,una bobina e una resistenza solo in parallelo sugli Esotar T330D e 10,3 uf di condensatori(facendo la somma dei ClarityCap Duelund e il K72 teflon russo ) una bobina e una  resistenza sempre solo in parallelo sui doppi medi Audiotechnology 15I521206sdkm in ogni diffusore.Niente in serie sia sui tweeter che sui medi,sui tweeter nessun condensatore sia in serie che in parallelo.Che dire,rispetto al crossover "normale"  una naturalezza  fedeltà e veridicità aumentate in maniera esponenziale e maggior spinta e dinamica,non tornerei più ai primi crossover nemmeno sotto tortura

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  • Thanks 1

@captainsensible ciao

I miei diffusori sono a 4 vie e il crossover dei medio alti e' il ripiano messo piu' in alto mentre quello sotto piu' grande e' del medio basso e dei woofer.

I tre condensatori di quello superiore (quindi il crossover dei midrange e dei tweeter) sono messi tra di loro in parallelo fino a formare un valore di 10,3uf e sono solo sul ramo parallelo dei medi,in serie non c'e' nessun componente.

14 ore fa, Franzbossio ha scritto:

Facciamo chiarezza.

La tecnica di filtrare un altoparlante senza condensatori, utilizzando reti a ponte bilanciate (configurazioni a traliccio o a "T" simmetrica), è nota nella radiotecnica e nei manuali di ingegneria elettronica fin dalla prima metà del Novecento.

Anche nel mondo dell'audio, come abbiamo visto con le Sonus Faber Extrema degli anni '90, l'idea di base non era un segreto di stato.

Allora perché si dice che Alberto Bellino (progettista di TMAUDIO) ne sia il "proprietario"?

La risposta sta nella differenza tra un'idea teorica e la sua industrializzazione commerciale:

Il Marchio e il Brevetto del Sistema "Sinecap"

Il termine stesso "Sinecap" non è un termine accademico, ma un nome commerciale depositato.

Alberto Bellino e il team di TMAUDIO hanno preso quel concetto storico, lo hanno ottimizzato matematicamente per gli altoparlanti moderni e hanno ingegnerizzato un modulo crossover specifico e stabile, registrandone la tecnologia e il marchio proprietario (come la tecnologia Full Sinecap usata nella linea LaPurista).

Nessun altro costruttore può vendere un diffusore chiamando il suo crossover "Sinecap".

Molti sanno che teoricamente si può fare, ma pochissimi lo fanno nei diffusori commerciali a 2 o 3 vie per un motivo pratico: l'impedenza.

Nelle vecchie applicazioni o nei progetti autocostruiti, eliminare i condensatori creava spesso un carico elettrico micidiale che faceva impazzire o surriscaldare gli amplificatori tradizionali.

Il merito di Bellino è stato quello di sviluppare una rete di compensazione geometrica che permette al filtro di tagliare a 12 dB/ottava mantenendo l'impedenza del diffusore stabile e lineare, rendendo questa tecnica finalmente "sicura" e interfacciabile con qualsiasi amplificatore moderno.

Qualcuno qui ha capito che non è affatto semplice realizzare un 3 vie sinecap stabile come una rete resistiva.

In sintesi

Il principio fisico di base è patrimonio dell'elettronica, ma il "Sinecap" come sistema ottimizzato, calcolato per l'Hi-End moderna e protetto da marchio, è farina del sacco di Alberto Bellino e TMAUDIO.

È il classico caso in cui un progettista prende un'idea d'élite nota a pochi e la trasforma in una tecnologia commerciale concreta e rifinita.

Per vedere da vicino il lavoro e l'approccio pratico del progettista, ti segnalo l'intervista Alberto Bellino e il suo tweeter particolare, utile per comprendere la sua filosofia costruttiva artigianale applicata ai componenti dei diffusori.

Anche la tecnica di Tesla fa utilizzo di "sinecap" ma sfrutta un altro principio.

Il filtro stile Tesla, invece, è basato sul principio del trasformatore d'accoppiamento o induttanza mutua.

Il segnale proveniente dall'amplificatore non è collegato fisicamente all'altoparlante.

Entra in una prima bobina (primario) e, per induzione magnetica attraverso l'aria o un nucleo, trasferisce l'energia a una seconda bobina (secondario) collegata all'altoparlante.

Come fa a tagliare le frequenze senza condensatori?

Tesla scoprì che avvolgendo le bobine in un modo particolare (avvolgimenti bifilari o a spirale piatta) era possibile fare in modo che la bobina stessa esibisse una grandissima capacità parassita interna.

In pratica, la bobina di Tesla si comporta contemporaneamente come una bobina e come un condensatore incorporato nello stesso oggetto.

Sfruttando la geometria dell'avvolgimento, si crea una frequenza di risonanza specifica.

Il filtro fa passare solo la banda di frequenze che entra in risonanza tra il primario e il secondario, respingendo le altre.

 

 

Ripeto: Alberto Bellino non ha brevettato nulla. Non copiare e incollare quello che trovi su una "intervista" trovata in rete. Non esiste nessun brevetto depositato.

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