Mighty Quinn Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 16 minuti fa, Ggr ha scritto: Se tra 2 dac uno ha un rapporto s/n di 118 db, e l'altro di 112 db, non posso sentire la differenza Ma allora dillo che sei sordo! Manco i meno centodiciotto dibbi' mi senti! 1
Elettro Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 1 ora fa, Max440 ha scritto: Avevo detto che non volevo innescare flame..., ma vabbè, almeno un minimo diciamolo All'interno dello stesso brand (e non faccio nomi, per cui nessuno si offenda), il prodotto dal costo 2X va meglio di quello dal costo X aggiungendo circa 1/10X di componentistica. es1: modello A 5k, modello B 2,5k, componenti aggiunti 0,5k es2: modello A 10k, modello B 5k, componenti aggiunti 1k etc... Più o meno, funziona così, che sia Eversolo piuttosto che Accuphase La realtà sta nel mezzo, se da un lato la fisica impone soluzioni costose per raggiungere la perfezione, dall'altro il mercato dell'alta fedeltà applica ricarichi geometrici sui modelli di punta, perché l'appassionato disposto a spendere è spesso guidato dalla ricerca dell'esclusività e della massima prestazione possibile, a prescindere dal costo reale del silicio o dell'alluminio inseriti nello chassis.
ascoltoebasta Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre Io invece scelgo quello che preferisco,la cosa strana è che ciò accade per qualunque scelta dipenda dai miei sensi,quale udito,vista,gusto,tatto etc,al resto delle opinioni do il peso che hanno....opinioni.
Felis Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre Lo stato dell'arte secondo Bob Katz è questo: https://imersiv.com/the-d-1-dac/ 10k€.
Elettro Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 42 minuti fa, Ggr ha scritto: Se tra 2 dac uno ha un rapporto s/n di 118 db, e l'altro di 112 db, non posso sentire la differenza, quindi il più caro diventa un puro esercizio di stile che pago caro. Dal punto di vista puramente uditivo la risposta è no, non puoi sentire la differenza di rumore di fondo tra i due DAC nella stragrande maggioranza delle situazioni d'ascolto reali. La soglia teorica dinamica dell'orecchio umano in condizioni perfette è di circa 120 dB, ma cala drasticamente in una stanza reale a causa del rumore ambientale. Ecco perché quel divario di 6 dB tra 118 dB e 112 dB è virtualmente impercettibile. 1
ilmisuratore Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 3 ore fa, robem ha scritto: se le misure di due apparecchi che suonano diversamente sono uguali, significa che le misure sono insufficienti. Ci sono molti casi (soprattutto per l'olfatto) nei quali la percezione umana riesce a superare quella di moltissimi apparecchi per la misurazione. Che succeda questo è impossibile... ovvero che l'orecchio umano possa distinguere con certezza comprovata la differenza tra due apparecchi passando poi questa inosservata alle misure Magari potrebbe accadere con le misure convenzionali (quelle che pubblicano sulle brochure) ma MAI con i test di crosscorrelazione o specifiche misure con segnali complessi da replicare l'inviluppo di un segnale musicale Ci sono metodi e strumenti che misurano oltre 60 dB sotto la minima soglia di udibilità umana...una disparità di circa 1.000.000 di volte più sensibile Così come per i microscopi capaci di osservare cose che l'occhio umano non può...vale lo stesso per un analizzatore moderno con rumore interno efficace di -132,5 dB (che su FFT 65K viene rappresentato a -177 dB) Diciamo che se qualcosa si sente e non viene misurata... l'operatore che effettua le misure dovrebbe cambiare mestiere
robem Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 12 minuti fa, ilmisuratore ha scritto: Che succeda questo è impossibile... ovvero che l'orecchio umano possa distinguere con certezza comprovata la differenza tra due apparecchi passando poi questa inosservata alle misure Questo è un grave errore metodologico: nulla è impossibile a meno che tu non l'abbia provato. Peraltro, scendendo in dettaglio, l'olfatto umano sa distinguere chiaramente e nettamente e in maniera riproducibile entantiomeri della stessa molecola che la grandissima parte delle misurazioni non riesce a differenziare. Ripeto, bisogna partire dalla percezione. Dimostrare che A viene percepito, anche da un solo ascoltatore, come diverso da B nelle condizioni ideali e - ovviamente - senza sapere se sta suonando A o B. Dal dato di questo "esperimento" percettivo si parte con le misure. Se A e B suonano in maniera identica e tu riscontri una differenza in una misura, significa che l'orecchio umano non è in grado di percepire quella differenza misurata invece da una macchina.
ilmisuratore Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 8 minuti fa, robem ha scritto: Questo è un grave errore metodologico: nulla è impossibile a meno che tu non l'abbia provato. Peraltro, scendendo in dettaglio, l'olfatto umano sa distinguere chiaramente e nettamente e in maniera riproducibile entantiomeri della stessa molecola che la grandissima parte delle misurazioni non riesce a differenziare. Ripeto, bisogna partire dalla percezione. Dimostrare che A viene percepito, anche da un solo ascoltatore, come diverso da B nelle condizioni ideali e - ovviamente - senza sapere se sta suonando A o B. Dal dato di questo "esperimento" percettivo si parte con le misure. Se A e B suonano in maniera identica e tu riscontri una differenza in una misura, significa che l'orecchio umano non è in grado di percepire quella differenza misurata invece da una macchina. Come ti avevo scritto...si...provato tantissime volte in 250 contesti diversi Lo strumento "batte l'orecchio umano" 1.000.000 a zero Parlo in termini di differenza comprovata...differenza...non gradimento tra A e B (li giocano altri fattori) Quindi quando in cieco un ascoltatore distingue con certezza A da B...poi alle misure accade uno sfracello Abbiamo anche fatto al contrario...ovvero anticipare le soglie misurate dalle quali poi non si sarebbe potuto distinguere una differenza...e cosi è stato
Mighty Quinn Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 4 ore fa, robem ha scritto: se le misure di due apparecchi che suonano diversamente sono uguali, significa che le misure sono insufficienti Ma quando mai Può solo significare che sono state fatte coi piedi Le misure sono enormemente più attendibili delle orecchie Le differenze tanto strombazzate dagli audiofili sono in gran parte suggestione Se ci sono davvero si stramisurano Il resto è suggestione o marketing Affermare che le misure non bastano è un tipico pensierino consolatorio per ammantare di qualità audio scelte dettate da preferenze che nulla hanno a che vedere con la qualità audio Nulla 1
MaurilioMc Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre Gli apparecchi non sono tarati come l'orecchio umano. L'udito non può percepire differenze tra misure come 0,001 e 000000, 1. Gli apparecchi si. Sono costruiti così proprio per evidenziare queste differenze in laboratorio. L'orecchio umano, invece non ha alcuna necessità di essere così selettivo nelle misure, perché in natura non è necessario né utile percepire queste percezioni distorsive, non serve. Anzi può anche accadere che l'orecchio possa considerare come gradevole un cero tipo o una certa quantità di distorsione. L'orecchio non è un apparecchio da laboratorio, è un organo dell'udito. Non si possono confrontare i cavoli con le mele. Non hanno nulla in comune. Ogni cosa ha il suo compito specifico nel proprio ambito e nella propria funzione.
ilmisuratore Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 4 minuti fa, MaurilioMc ha scritto: Gli apparecchi non sono tarati come l'orecchio umano. L'udito non può percepire differenze tra misure come 0,001 e 000000, 1. Gli apparecchi si. Sono costruiti così proprio per evidenziare queste differenze in laboratorio. L'orecchio umano, invece non ha alcuna necessità di essere così selettivo nelle misure, perché in natura non è necessario né utile percepire queste percezioni distorsive, non serve. Anzi può anche accadere che l'orecchio possa considerare come gradevole un cero tipo o una certa quantità di distorsione. L'orecchio non è un apparecchio da laboratorio, è un organo dell'udito. Non si possono confrontare i cavoli con le mele. Non hanno nulla in comune. Ogni cosa ha il suo compito specifico nel proprio ambito e nella propria funzione. Giusto, ma il discorso verteva sul fatto che nel momento in cui l'orecchio umano distingue con certezza un suono da un altro...questa differenza poi si misura cantando e fischiettando
Mighty Quinn Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 10 minuti fa, MaurilioMc ha scritto: L'orecchio non è un apparecchio da laboratorio, Parole sante Vaglielo a fare capire a chi crede che quello che percepisce sia 100% dovuto a quello che sta suonando Sono decenni ma finora nessuno ci è riuscito a farglielo capire nemmeno er misuretor
MaurilioMc Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre Hai perfettamente ragione, ma chi canta e fischietta e sempre un organo, o un insieme di organi, non uno strumento da laboratorio tecnico.
ilmisuratore Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre 5 minuti fa, MaurilioMc ha scritto: Hai perfettamente ragione, ma chi canta e fischietta e sempre un organo, o un insieme di organi, non uno strumento da laboratorio tecnico. Sono due cose diverse Lo strumento misura una differenza (o grandezza) elettrica L'orecchio e il cervello con questa "elettricità" ci costruisce la musica
Elettro Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre Giusto! La verità è che lo strumento misura una differenza elettrica, ma il cervello ci costruisce la musica. Se torniamo alla domanda iniziale del thread , ovvero il confronto tra CD e Streaming , la motivazione tecnica spesso non risiede nel formato in sé (visto che i bit, se ben veicolati, quelli sono), ma in tutto ciò che sta intorno. Nella cura della conversione del DAC (dove, come dicevo prima, i ricarichi del mercato sono geometrici ma le soluzioni di alto livello costano), nel rumore di fondo reale della stanza d'ascolto, che livella i famosi decibel di differenza, nella masterizzazione della sorgente, che cambia l'esperienza molto di più del supporto utilizzato. La saggezza sta nell'accettare che la tecnologia oggi ci permette di raggiungere vette straordinarie con entrambi i sistemi. Godiamoci la comodità dello streaming e il fascino fisico del CD senza trasformare una bellissima passione in una guerra di religione tra oscilloscopi e suggestioni. Alla fine, l'unico verdetto che conta davvero è il piacere che proviamo quando si spegne la luce e parte la musica
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