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Per quale motivo la maggioranza dei sistemi top non è attivo ma passivo ? Qualità assoluta ? Praticità ? Costi o altro ?


Messaggi raccomandati

Inviato
1 ora fa, one4seven ha scritto:

La risposta la si potrebbe trovare in quei produttori che lavorano per entrambe i mercati (home e pro). Vedi PMC o ATC.

Offrono lo stesso prodotto in entrambe le configurazioni. 

Ogni mercato ha esigenze ed aspettative diverse. Tutto qui. 

 

Concordo sul fatto che marchi come ATC e PMC siano eccezioni straordinarie, ma per me la vera linea di demarcazione non è tanto tra mercato Pro e Home, banché interessante perché l'idea parte proprio da lì,  quanto tra la tecnologia attiva e quella passiva.

Avendo avuto ATC passive, posso confermare che la superiorità tecnica e acustica dell'attivo (controllo, fase, assenza di compressione) è semplicemente schiacciante.

Infatti poi le mie le ho vendute.

Quando ascolti un sistema simile, capisci che dal punto di vista delle prestazioni , per quella firma sonora, la partita è chiusa.

Il vero motivo per cui il mercato Hi-End resta ancorato al passivo è una questione di specializzazione industriale: progettare diffusori e progettare elettronica sono due mestieri diversi. ATC ci riesce perché fa tutto in casa. La maggior parte degli altri brand non ha questo know-how elettronico: se passasse all'attivo dovrebbe comprare moduli di terze parti (compromettendo l'esclusività del prodotto) o affrontare un incubo logistico per l'assistenza.

Il passivo difende semplicemente i limiti e la specializzazione dei costruttori tradizionali, anche di fronte a una tecnologia superiore.

 

 

  • Melius 1
  • Thanks 1
Inviato

Perchè è un gioco!

Ciao.
Evandro

Inviato
2 minuti fa, Partizan ha scritto:

Perchè è un gioco!

vero anche questo, la "perfezione" dell'attivo è, ironicamente, il suo più grande limite commerciale in questo hobby.

Inviato
12 ore fa, Luca44 ha scritto:

Per quale motivo la maggioranza dei sistemi top non è attivo ma passivo ? Qualità assoluta ? Praticità ? Costi o altro ? 

Esprimete il vostro gradimento e quelle che ritenete siano le cause, nonostante in studio, per produrre musica siano tanto apprezzati .

Per me un sistema attivo fatto bene non ha nulla da invidiare ad un sistema top passivo, anzi credo che il rapporto qualità prezzo sia a favore dell'attivo.

Tra gli audiofili le semplificazioni non sono ben viste, si toglie il piacere di giocare con gli accostamenti. Per questo fuori dal professionale i sistemi attivi non hanno successo.

  • Melius 1
loureediano
Inviato

Se intendiamo il crossover per me meglio attivo analogico 

Certo cavi e ampli a profusione.

Se intendiamo il diffusore, io preferisco il passivo

Azoto One
Inviato
9 ore fa, IlRisolutore ha scritto:

Pensa che ci sono appassionati che ascoltano con le Tannoy...

Dopo questo capisci perchè le reali migliorie non vengono accettate dallo zoccolo duro.

Tu pensi che un diffusore attivo top possa fare meglio di una Westminster/Ongaku? 

Inviato
4 minuti fa, 51111 ha scritto:

Per me un sistema attivo fatto bene non ha nulla da invidiare ad un sistema top passivo, anzi credo che il rapporto qualità prezzo sia a favore dell'attivo.

Tra gli audiofili le semplificazioni non sono ben viste, si toglie il piacere di giocare con gli accostamenti. Per questo fuori dal professionale i sistemi attivi non hanno successo.

 

Però, attenzione. Finora, in tutti i sistemi attivi di livello che ho sentito, non sono mai riuscito a scollarmi di dosso una certa caratterizzazione monitor, leggi: quell'impostazione radiografica e a tratti rigida che alla lunga, in casa, può stancare.

Mi riservavo di ascoltare meglio delle Avantgarde per capire se un approccio diverso potesse fare il miracolo, ma in realtà le ascoltai a Monaco e non mi convinsero nemmeno quelle.

Alla fine, il limite dell'attivo potrebbe essere proprio questo: eccezionale sul piano tecnico, ma con un'anima timbrica che fatica a regalare la fluidità e la naturalezza di un passivo top.

 

 

  • Melius 1
Inviato
4 minuti fa, antonew ha scritto:

 

Però, attenzione. Finora, in tutti i sistemi attivi di livello che ho sentito, non sono mai riuscito a scollarmi di dosso una certa caratterizzazione monitor, leggi: quell'impostazione radiografica e a tratti rigida che alla lunga, in casa, può stancare.

Mi riservavo di ascoltare meglio delle Avantgarde per capire se un approccio diverso potesse fare il miracolo, ma in realtà le ascoltai a Monaco e non mi convinsero nemmeno quelle.

Alla fine, il limite dell'attivo potrebbe essere proprio questo: eccezionale sul piano tecnico, ma con un'anima timbrica che fatica a regalare la fluidità e la naturalezza di un passivo top.

 

 

Non credo che tutti i sistemi attivi hanno impostazioni monitor, nella mia collezione ho anche diffusori attivi (meridian) e non suonano come tu dici.

Inviato
9 ore fa, Ulmerino ha scritto:

Lo sai che hai ragione? All'inizio non ti sopportavo, adesso mi sei quasi simpatico, se non fosse per quel tuo "dico non dico", e per i tuoi miliardi di post ermetici...😁

Ne sai parecchio di audio, ma non lo metti al servizio del forum...

Secondo te posso dire sempre esattamente quello che penso senza essere sospeso una settimana si e una no?

Certo poi dire che io non condivido le mie esperienze è una stupidaggine gigante .

Non faccio altro.

Inviato
5 minuti fa, 51111 ha scritto:

Non credo che tutti i sistemi attivi hanno impostazioni monitor, nella mia collezione ho anche diffusori attivi (meridian) e non suonano come tu dici.

 

Ti do atto dell'obiezione anche se, lo ammetto, non ho mai avuto occasione di ascoltare Meridian nel mio ambiente. Parliamo comunque di un pioniere che ha sempre sviluppato sistemi attivi pensati esclusivamente per la casa e non per la console di uno studio.

Il mio però era un discorso più generale sulla tendenza odierna dei sistemi attivi di livello. Oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, la ricerca esasperata della prestazione numerica, della linearità millimetrica e del controllo spietato porta con sé quella rigidità o quella sensazione 'radiografica' di cui parlavo prima.

Se Meridian riesce a smarcarsi da questa statistica ne sono felice, ma l'anima da monitor resta il compromesso più difficile da digerire per chi, in un sistema attivo moderno, cerca la fluidità di un passivo top.

 

Inviato
8 ore fa, leosam ha scritto:

Il mio sistema e' due diffusori 4 vie passivi con 4 sub attivi separati e affidati a un processore Xilica.Quasi tutto autocostruito a parte il pre ,il lettore cd/sacd e i finali in classeD per i sub.Non solo i miei diffusori,ma molti dei miei amici e conoscenti hanno  diffusori passivi che suonano meglio di queste Kii,il fatto e' che manca proprio l'anima per emozionare e un certo livello di fedelta',e fino ad ora tutte le attive che ho sentito in contesti abbastanza adeguati mi hanno dimostrato questo.Anche i miei stessi diffusori con lo Xilica purtroppo non hanno retto il confronto con i crossover passivi,le prove e i tentativi si fanno e non sono un tipo che preclude niente ma poi si prende atto dei fatti.

Suonare peggio delle Kii ce ne vuole .

È l'esempio perfetto della "ideologia" audio più deleteria.

  • Melius 1
Inviato
56 minuti fa, antonew ha scritto:

 

Concordo sul fatto che marchi come ATC e PMC siano eccezioni straordinarie, ma per me la vera linea di demarcazione non è tanto tra mercato Pro e Home, banché interessante perché l'idea parte proprio da lì,  quanto tra la tecnologia attiva e quella passiva.

Avendo avuto ATC passive, posso confermare che la superiorità tecnica e acustica dell'attivo (controllo, fase, assenza di compressione) è semplicemente schiacciante.

Infatti poi le mie le ho vendute.

Quando ascolti un sistema simile, capisci che dal punto di vista delle prestazioni , per quella firma sonora, la partita è chiusa.

Il vero motivo per cui il mercato Hi-End resta ancorato al passivo è una questione di specializzazione industriale: progettare diffusori e progettare elettronica sono due mestieri diversi. ATC ci riesce perché fa tutto in casa. La maggior parte degli altri brand non ha questo know-how elettronico: se passasse all'attivo dovrebbe comprare moduli di terze parti (compromettendo l'esclusività del prodotto) o affrontare un incubo logistico per l'assistenza.

Il passivo difende semplicemente i limiti e la specializzazione dei costruttori tradizionali, anche di fronte a una tecnologia superiore.

 

 

Ovviamente hai fatto il confronto con la versione passiva di serie .

Non è proprio corretto.

In foto c'è un crossover pmc ma se ne trovano diversi in rete. 

La differenza tra un crossover è così e uno di alto livello è ancor più schiacciante...

Quindi i confronti vanno fatti in maniera diversa.

https://pmc-speakers.com/technology/crossovers/

 

 

crossover-3-2.png

Inviato

Ovvio che per far funzionare un sistema attivo commerciale lo imbottiscono di amplificazioni industriali miserande, peraltro obbligate a condividere lo stesso cabinet con i driver.. peggio di così è difficile.. ma ovviamente tutto ciò piace alle massaie.. 

  • Haha 2
Inviato
8 minuti fa, alexis ha scritto:

Ovvio che per far funzionare un sistema attivo commerciale lo imbottiscono di amplificazioni industriali miserande, peraltro obbligate a condividere lo stesso cabinet con i driver.. peggio di così è difficile.. ma ovviamente tutto ciò piace alle massaie.. 

Infatti per capire limiti di una tecnologia sarebbe opportuno arrivare appunto ai limiti...

Diciamo tre vie più sub multi amplificato con roba di alto livello esterna.

 

Inviato

 

 

@Dufay, sul fatto che il filtro passivo di serie sia il vero collo di bottiglia industriale rispetto a un passivo artigianale senza compromessi sfondi una porta aperta, ed è una sacrosanta verità.

Ma se guardiamo oltre le sfumature, credo che la si veda allo stesso modo.

Il punto d'incontro è proprio questo: la comodità plug-and-play dell'attivo industriale moderno (penso alle Kii citate o a certe amplificazioni standard stipate dentro i cabinet a subire vibrazioni) vincerà pure sui grafici del DSP e piacerà alle massaie, @alexis dixit, ma si scontra con quella rigidità timbrica di cui parlavo.

Un passivo top, ingegnerizzato come si deve e assistito da elettroniche separate e dedicate, mantiene una fluidità e una nobiltà nel porgere il suono che l’approccio attivo commerciale odierno si sogna.

L'ascolto sul campo, alla fine, spazza via ogni ideologia teorica.

 

 

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