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Jazz!


analogico_09

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Pensate che io ho fatto il percorso inverso.

Fino a circa 30 anni per me tutto ciò che era melodia mi pareva inascoltabile, questo in tutti i generi, nella classifica il mio riferimento era Alban Berg, nel jazz Ornette Coleman, nel rock i LED Zeppelin o i primissimi Pink Floyd.

I Beatles per me erano canzonette per alunni delle medie in gita.

Insomma ho fatto tutto al contrario ed ora ascolto con piacere quello che altri hanno usato per iniziare.

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Qui si parla di dischi Jazz ma io vorrei raccontare un momento della mia vita legato al Jazz, anche se potrei andare OT.

Ai tempi che furono, conobbi per motivi lavorativi una ragazza la quale si dilettava a cantare in un gruppetto jazz.

Quella creatura dai modi squisiti mi invitò più di una volta a partecipare ad i suoi concerti, un modo per rimpolpare l'audience, mica per altro, ma all'epoca io ascoltavo di tutto tranne il jazz ed io più di una volta declinai dimostrando immensa scortesia e profonda ignoranza.

Ma quando scoprii che nel suo gruppetto suonava l'ex-bassista di una dark band che seguivo, bè, allora accettai di andare ad un suo concertino.

Era incuriosito da quella sua trasfo-migrazione, e cmq sarebbe stata un'occasione per parlare dei vecchi tempi quando la cosa più "negra" delle ns serate musicali erano...i negroni 🍹😉

Poi una ciliegia tira l'altra e, tra una Autumn Leaves ed una All Blues, quella ragazza divenne la mia.

Per un paio di anni non ci perdemmo una serata jazz in tutti i localini cittadini e di provincia, tante belle serate, tanta musica, tante sigarette e vini, tanti lieti fini...

Fu un periodo davvero bellissimo, una parentesi nella mia vita musicale, e pure quella collezionistica, anche se a onor del vero i primi dischi che acquistati in realtà erano più Acid-Jazz che Jazz e basta.

Mi rifeci qualche anno dopo da Ray's Jazz.

Ah, dimenticavo: dopo tante My Favourite Things e Stormy Weather, oggi quella ragazza è mia moglie.

Grazie @analogico_09 per l'OT.

 

 

  • Thanks 2
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analogico_09

Come dicevo sopra il mio svezzamento musicale è stato misto; nel '64 ascoltavo i Beatles come Beatles; le "melodie" di ogni genere musicale come "melodie"; il jazz e il free-jazz come jazz e free-jazz, ecc... Mi è sempre piaciuto variare e passavo con molta disinvoltura da una canzone "pop-rock" (in tutte le varie declinazioni) di 3/4 minuti alle estese "reiterazioni" dei Popol-Vuh (Affenstunde - In den garten pharaos... ), oppure alle estenuanti e viscerali improvvisazioni modali di Coltrane che girava intorno alla fiamma di candela come una farfalla di luce "impazzita" senza mai restarne bruciata ("immagine" della farfalla molto bella da me mutuata e "rivista" da una monografia allegata a un discgetto di Coltrane)

 

The Inch Worm (brano per il quale ho una particolare predilezione "istintiva", tra le tante...)

 

 

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analogico_09
6 minuti fa, Morenik ha scritto:

Grazie @analogico_09 per l'OT.

 

Ma figurati.., a parte il fatto che io potrei semmai suggerire mai cercare di imporre, neppure se fossi in grado di "comandare"...

 

Bellissima la tua storia, la mia opinione è che la condivisione di una testimonianza diretta, personale, vissuta nel mondo del jazz sia sempre valore aggiunto, qualcosa che aiuta a capire il jazz, il mondo nel quale lo ascoltavamo e nel quale l'influenza del jazz creava l'amore tra spettatori e musicisti ed era così cj he in alcuni casi si finiva pure in matrimonio! 😍

Complimenti!

  • Thanks 1
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Forse, però varrebbe la pena di definire ciò che è Jazz da ciò che jazz non è…ora questo è facile è naturale in molti casi, mentre diventa discutibile in altri…esempio la world music, il funky, la fusion a mio parere non sono jazz…non basta scimmiottare e copiare per dire che si fa jazz…personalmente arrivò è parzialmente comprendo Bitches Brew nel jazz, ma non ci metterei niente altro composto successivamente da Miles Davis in quanto finalizzato principalmente a fini meramente commerciali…

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analogico_09
Il 11/8/2021 at 22:26, ferdydurke ha scritto:

personalmente arrivò è parzialmente comprendo Bitches Brew nel jazz, ma non ci metterei niente altro composto successivamente da Miles Davis in quanto finalizzato principalmente a fini meramente commerciali…

 

 

Non sono d'accordo con la generalizazione. Il periodo funky immediatamente dopo B.B. è grande jazz, fino al '75 circa, grande musica che vede come co-protagonisti sotto la guida del demiurgo Miles musicsti eccezionali. Alcuni album di riferimento: Live Evil; Jack Johnson; At Fillmore (doppio album strepitoso); Agharta, Pangaea; Dark Magus; ecc... 

Il Davis dell'ultimo rientro, a partire dal 1982, fino alla morte, è a fasi alterne.
I dischi di tale epoca non trasudano la genialità di prima; alcuni sono più convincenti di altri, per me il migliore resta Amandla (Wea) che contiene quella gemma intitolata "Mr. Pastorius", omaggio al bassista prematuramemte scomparso, nel quale la tromba di Davis si rituffa nei più lontani trascorsi lirici, senza forzature e ridondanze, e risaputezze.
Ma in concerto era tutt'altra storia, anche qui non sempre al massimo  Davis rimarcava tuttavia distanze a volte siderali dai suoi dischi.
Penso di poter "testimoniare" ciò avendo ascoltato Miles dal vivo 7/8 volte (lo avevo già ascoltato una sola volta in piena fase funky - "acida" - nel '73, al festival jazz di Pescara e furono brividi) avendo verificato su campo come nel luglio nel 1986 mentre a Roma fece un buon concerto, al pescara jazz di qualche giorno dopo, stesso gruppo, con Bob Berg al sax, stessa musica ovviamente sempre "rivista", il leader e l'intero gruppo fecero letteralmente faville che non vidi " volare" nel concerto romano pur bello e stimolante. E' un fatto di stato di grazia che non sempre fa capolino tutte le sere... 
Per non parlare del memorabile concerto di Terni, Umbria Jazz 1984, con John Scohfield anch'esso al massimo dell'ispirazione in blues..,  grande fu l'interplay tromba/chitarra e con il pubblico in visibilio il quale decretò un'interminabile standing ovation a Davis e alla splendida formazione. 
Buono il concerto del 1975 a Perugia, ancora Umbria Jazz, ma, più che per la buona musica, si ricorda per l'insolità "mossa" di Davis il quale discese dal palco per avvicinarsi "sorridente" (un Miles Smiles bis...) senza smettere di suonare ad una parte di pubblico seduto sul sottostante prato dello stadio cittadino il quale ricambiò la "cordialità" del trombettista notoriamente "scontroso" con un caldo "abbraccio". Quello fu "l'evento"...
Ho già parlato in questo stesso topic del concerto di Roma, luglio 1991, uno degli pochi ultimi tenuto due mesi della morte, un concerto "controverso", a tratti sfinente.., Davis era visibilmente "gracile", ma inframmezzato da sorprese, da momenti di musica magicamente regalati, pochi forse ma preziosi come una perla nera unica ma rara.

La "gracilità" umana, fisica e spirituale, a volte è più geniale e intimamente lirica della "forza" estroversa richiesta per lo "spettacolo"...

La musica di Davis, anche quella più apparentemente contaminata dal "pop/rock", è sempre stata intrisa di jazz, nel beat proprio del jazz benchè mascherato di "afro/rock (conio all'impronta), nella forma, che era anche sostanza poetica, dell'improvvisazione collettiva caratteristica peculiare del jazz, dove il rock (nel Davis migliore, più ispirato, meno aperto al "commerciale", al divismo, forse per la paura di "invecchiare", di finire come tanti altri grandi colleghi quasi dimenticati , più o meno in povertà poco lieta)  ci stava come "colore" di superfice, dove la forma più evidentemente rock/pop era ciò che detti generi avevano preso a piene mani dal jazz, dalla musica afroamericana, e di cui il jazz legittimamente andava riappropriandosi dopo che tutti avevano beneficiato della "gallinella dalle uova d'oro" chiamata jazz... (E)semplificando...

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8 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Ho già parlato in questo stesso topic del concerto di Roma, luglio 1991, uno degli pochi ultimi tenuto due mesi della morte, un concerto "controverso", a tratti sfinente.., Davis era visibilmente "gracile", ma inframmezzato da sorprese, da momenti di musica magicamente regalati, pochi forse ma preziosi come una perla nera unica ma rara.

Io c'ero e ne ho un ricordo bellissimo, allo stadio Olimpico con mia moglie che aspettava nostra figlia che sarebbe nata ad ottobre. Il gruppo di apertura del primo set era Pat Metheny Group.

Miles era più gracile del solito, quasi sempre rivolto alla ritmica .....

Ciao 

D.

 

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analogico_09
5 ore fa, damiano ha scritto:

Il gruppo di apertura del primo set era Pat Metheny Group.

 

Sopportai quella lunga, "pedante" e noiosa performance solo perchè dopo sarebbe arrivato Miles...

 

Immagino che la vostra figlioletta, oramai fattasi signorina (in che giorno ottobrino nacque se non sono indiscreto?) ebbe ad assorbire i flussi positivi della musica di Davis. 🙂

 

 

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4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Sopportai quella lunga, "pedante" e noiosa performance solo perchè dopo sarebbe arrivato Miles...

 Io apprezzai molto l'esibizione del PMG, forse all'apice della maturità. La scrivo così di getto, chiedendo venia in anticipo: penso che PMG abbia chiuso il cerchio aperto da Davis con la sua contaminazione.

Mi figlia è nata il 18 e non ama il jazz e le sue forme limitrofe 🙂

Ciao 

D.

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analogico_09
1 ora fa, damiano ha scritto:

penso che PMG abbia chiuso il cerchio aperto da Davis con la sua contaminazione. .... Mi figlia è nata il 18 e non ama il jazz e le sue forme limitrofe 🙂

 

 

hummmm... acqua acqua, diluvio universale!... 🤣 😉

 

Mannaggia, se nasceva il 27 come me magari avrebbe subito le influenze degli astri in blu(es) coincidenti con quel giorno... 😄  Non importa, i giovani devono seguire il loro talento, anche mio figlio cresciuto tra classica, jazz, e tanta altra roba ha abbracciato la fede "metallara".., ma è polistrumentista, canta, compone i brani, ha il suo trio, fanno concerti in proprio e da spalla a gruppi importanti del metal girando antecovid spesso l'Europa... Il jazz non è il suo genere, ma gli piace Davis e anche Beethoven.., nascostamente.., però è nella fase che non lo si deve ancora dire al proprio padre... 😌

 

  • Haha 1
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analogico_09

Le forme di evoluzione di Coltrane e Davis sono molto diverse.., ciascun musicista ha dato la sua chiave di svolta dove tra chiave e chiave è possibile la confluenza con o senza convivenza, oppure nel ciascuno a casa sua ma la sera si esce a far festa insieme...

😄

 

Non c'è una sola "evoluzione" del jazz, il jazz è una continua evoluzione per sua natura, ciascun ascoltatore avrà la sua del cuore o tutte quante insieme, io quella di Coltrane e di Davis le coltivo entrambe dove chi sia il migliore non è di casa in queste realtà estetiche espressioni di stagioni storiche tanto diverse mentre invece si potrebbe quasi "misurare" quanto appaiano vicine... Nella seconda metà dei '60 mentre Coltrane, scomparso nel '67,  spingeva la sua musica verso gli straordinari orizzonti del non ritorno, Miles elaborava con il leggendario quintetto una musica di rara raffinatezza formale ed espressiva del tutto increata.., poi la svolta elettrica anche quella fatta di fasi diverse su cui mi sono soffermato nell'altro post. Sappiamo cosa fece Davis dal '68/'69 in poi.., purtroppo non possiamo sapere, mortis causa, cosa avrebbe fatto Coltrane che era già giunto al culmine di una "rivoluzione" la quale invero nel jazz non finisce mai.., non fino a quando non sia giunta alla fase involutiva, quella a cui stiamo assistendo oggi, in diretta, iniziata già qualche lustra fa... 

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analogico_09
9 minuti fa, leoncino ha scritto:

Ho appena finito di ascolta In A Silent Way

Era un pò che non lo ascoltavo questo fantastico disco.

Stellare

 

 

Concordo. Straordinario, la prima volta che lo ascoltai, di notte, nel silenzio della mia stanza di giovanotto, di ritorno da una bella serata con amici e amiche.., ne restai ipnotizzato e letteralmente "volai"...
Uno snodo cardanico tra il Davis del "Quintetto" e il Davis preparatore della "mistura di cagne".., o brodo di cagne, oppure come andrebbe tradotto più precisamente in italiano... anche se un "enigma" non va' mai "tradotto" altrimenti non è più tale.

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