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Una sfida ad alto livello di realismo


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3 minuti fa, Ggr ha scritto:

Una domanda sul realismo.

In teoria andrebbe esteso a tutta l!esperienza di ascolto, compresa la Spl.

Cosa si fa se non si può e probabilmente anche non si deve per ragioni di salute, ascoltare un paio di ore al giorno a 100 db? Rinuncoamo perché non è realistico?

Secondo me, negli ultimi tempi stiamo esagerando su tutti ifinti, ( 120 db, almno 30 cm di woofer, almeno 400 watr, ecc ecc)  questo è solo l'ultima frontiera. Mi immagino uno che vuole iniziare adesso con questa passione, cosa possa pensare...

Mica uno è obbligato ad ascoltare a volumi realistici sempre e per ore 

Ogni tanto si però e sarebbe meglio averne la possibilità 

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best_music
Adesso, Ggr ha scritto:

In teoria andrebbe esteso a tutta l!esperienza di ascolto, compresa la Spl.

"In teoria" secondo quale autorevole teorico?

:

E cosa è "realistico"? Un conto è un concerto amplificato ascoltato in prima fila e ben altro è un concerto non amplificato ascoltato in auditorium dalla "piccionaia" ...

:

... a mio avviso ascoltare a volumi (SPL) sostenuti più che altro causa emozioni accessorie non necessariamente riconducibili alla musica.

  • Melius 2
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Aniroceppa
43 minuti fa, Ggr ha scritto:

Secondo me, negli ultimi tempi stiamo esagerando su tutti ifinti, ( 120 db, almno 30 cm di woofer, almeno 400 watr, ecc ecc)  questo è solo l'ultima frontiera.

Dipende dalla spesa.

Se acquisto una Ferrari, che possa (possa, non debba) fare i 300 all’ora, è il minimo sindacale.

Spendere 300 mila euro e ritrovarsi una Skoda, non è saggio.

 

Per ascoltare ai soliti”volumi condominiali”, una coppia di Indiana Line è perfettamente sufficiente.

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21 minuti fa, best_music ha scritto:

"In teoria" secondo quale autorevole teorico?

:

E cosa è "realistico"? Un conto è un concerto amplificato ascoltato in prima fila e ben altro è un concerto non amplificato ascoltato in auditorium dalla "piccionaia" ...

:

... a mio avviso ascoltare a volumi (SPL) sostenuti più che altro causa emozioni accessorie non necessariamente riconducibili alla musica.

I concerti si dovrebbero ascoltare nelle migliori posizioni non in piccionaia o al bar.

Poi i dischi simulano un ascolto ravvicinato quasi sempre

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37 minuti fa, Aniroceppa ha scritto:

ascoltare ai soliti”volumi condominiali”, una coppia di Indiana Line è perfettamente sufficiente.

Perché bisogna sempre esagerare?

Perché tirare fuori nomi e marchi?

Parliamo di sostanza.  Vediamo chi ha il coraggio di dire la verità. 

Ascoltiamo tutti 2 ore al giorno a oltre 100 db?

Se non lo si fa, o non si hanno impianti in grado di farlo,  non si può parlare di realismo? Alla fine una discussione dovrà portare a qualcosa, oltre a tirare acqua al proprio mulino.

Io lo dico e lo ripeto, il realismo è fatto di tante cose, non solo di spl e botte allo stomaco, e ho sempre detto che un impianto di livello,  deve dare soddosfazione e emozione anche a volumi medio bassi, se ha bisogno di pocchiare forte, è perché gli manca molto di altro, e gli resta solo la botta per smuovere qualche pelo sulle braccia.

  • Melius 1
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Erik il Rosso
2 ore fa, Ggr ha scritto:

Secondo me, negli ultimi tempi stiamo esagerando su tutti ifinti, ( 120 db, almno 30 cm di woofer, almeno 400 watr, ecc ecc)  questo è solo l'ultima frontiera. Mi immagino uno che vuole iniziare adesso con questa passione, cosa possa pensare...


ma vedi, le centinaia ( o addirittura migliaia) di watt oggigiorno, per me, servono esclusivamente sui bassi, su medi ed alti no, salvo casi limite di diffusori particolarmente inefficienti.

e non solo per ottenere un volume sonoro assurdo, ma soprattutto per avere dinamica sui picchi sonori alle basse frequenze e ancor più controllo . Ancor più dei watt conta erogazione di corrente e lo smorzamento elettrico per i woofer ma anche per midbassi e mid, cosa che non tutti gli ampli hanno. Parlo soprattutto di multi amplificazione. I Picchi arrivano a anche ben oltre i +20db rispetto al livello base per cui almeno 100 volte superiori in watt. 
poi dipende dal modo di ascolto preferito. Se io dovessi ascoltare a volumi condominiali, oltre alle cuffie che non amo particolarmente, amplificherei diffusori ad alta efficienza probabilmente con ampli a valvole meno dinamici, per un ascolto più composto e corposo a bassi livelli.



 

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Grancolauro
6 ore fa, antonew ha scritto:

 

vorrei inserire una tessera nel mosaico sul concetto di verosimiglianza, ponendomi però dal punto di vista del rispetto rigoroso della registrazione.

Per me la verosimiglianza non è un fine alternativo alla fedeltà del supporto, ma è l'atto pratico attraverso cui misuriamo la corretta riproduzione dell'incisione stessa. Uso la memoria dello strumento reale come mezzo di contrasto per avere maggiore contezza di ciò che è effettivamente impresso nel disco.

Quando una registrazione è di alto livello, un impianto capace di gestire l'energia e i transienti nel dominio del tempo restituirà inevitabilmente quella sensazione di verità fisica e materica. Quella verosimiglianza non è un'illusione creata ad arte dall'impianto, ma è la prova empirica che la catena audio è riuscita a estrarre la totalità delle informazioni scritte nel supporto senza comprimerle o impastarle.

I due concetti quindi si compenetrano: la memoria del suono reale ci dà semplicemente il metro biologico per discernere e avere piena contezza di quanto fedelmente sia stato riprodotto il disco.

 

In astratto credo ti abbia ragione. In concreto le cose sono un po’ più complicate perché le variabili in gioco sono tantissime. La registrazione perfetta non esiste, e sul lato della riproduzione ciascuno deve fare i conti coi limiti del proprio ambiente e dei propri apparecchi. Per quanto mi riguarda, si tratta di trovare il bilanciamento migliore possibile tra gli elementi in gioco, in modo da ottenere un risultato il più verosimile possibile, nel senso che ho detto prima. La memoria, come dici tu, o “il sapere come suona”, come direi io, non sono solo un mezzo di contrasto; individuano anche l’obbiettivo da inseguire, da cui dipende, alla fine, il piacere di ascoltare e la meraviglia che si prova nel farlo.

  • Melius 2
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Grancolauro
5 ore fa, one4seven ha scritto:

Non sottovaluterei il medium, in cui gli operatori del settore fanno scelte peculiari sul suono. 

No, certo, non va sottovalutata la registrazione. Semplicemente, credo sia soltanto un elemento della catena di riproduzione di un evento reale (nella musica acustica perlomeno), non un valore assoluto.

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12 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

In astratto credo ti abbia ragione. In concreto le cose sono un po’ più complicate perché le variabili in gioco sono tantissime. La registrazione perfetta non esiste, e sul lato della riproduzione ciascuno deve fare i conti coi limiti del proprio ambiente e dei propri apparecchi. Per quanto mi riguarda, si tratta di trovare il bilanciamento migliore possibile tra gli elementi in gioco, in modo da ottenere un risultato il più verosimile possibile, nel senso che ho detto prima. La memoria, come dici tu, o “il sapere come suona”, come direi io, non sono solo un mezzo di contrasto; individuano anche l’obbiettivo da inseguire, da cui dipende, alla fine, il piacere di ascoltare e la meraviglia che si prova nel farlo.

Oddio ci sono registrazioni che vanno molto vicino all'evento reale o comunque a quello che uno mediamente ascolta in un evento reale. 

 

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Giannimorandi

 

18 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Nel caso del pianoforte, è molto più difficile riprodurre in modo realistico le note acute che i bassi, ammesso la registrazione sia buona.

È anche difficile prendere riferimenti dato che ogni registrazione di pianoforte suona diversa, perché la difficoltà parte dalla registrazione dello strumento 

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