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Una sfida ad alto livello di realismo


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Discopersempre2
7 minuti fa, Luca44 ha scritto:

Ti do una forte delusione, e` @ilmisuratore quello a cui chiedo le spiegazioni di certe misure e di alcuni fenomeni acustici, e non sempre capisco... Pero` sono bravissimo a fingere di farlo !:classic_laugh:

be'! La "dote" di spiegare queste cose, anche ad un "duro" come me, ce l' hai:classic_sleep:.

 

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Guardate qui...la piccola opera callas con il wooferottolo seas da 13 cm (tredici) capace  di riprodurre 90 dB a 40 hz con un segnale gravoso a basso fattore di cresta con THD del 4%

Basta un ottimo minidiffusore con driver da 17/18 per produrre ampiamente la SPL e la frequenza necessaria per il contrabbasso (e dobbiamo anche aggiungere la room-gain)

 

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@Discopersempre2 ho smesso di mangiare coniglio da quando ne ho avuto uno come animale da compagnia, in effetti fin da piccolo li adoravo ma mia nonna li allevava per mangiarli e cercavo di impedirle di ucciderli ( invano ). In effetti sono davvero buoni se ben cucinati ma mi riesce difficile superare il pensiero che siano in effetti adorabili animali da compagnia. In questo periodo sono in Toscana da mio fratello e mia nipote ne ha uno bellissimo, di 7 mesi, ano ma non un ariete come quello del mio avatar ( adoro anche i Lyon )spesso lo lascia alle mie cure. Non credo di farcela a mangiare conigli, ma ti ringrazio comunque, in caso una bistecca ma pure del pollo andranno benissimo ( ho sempre un po' litigato con le galline...) !:classic_laugh:

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Discopersempre2
7 minuti fa, Luca44 ha scritto:

@Discopersempre2 ho smesso di mangiare coniglio da quando ne ho avuto uno come animale da compagnia, in effetti fin da piccolo li adoravo ma mia nonna li allevava per mangiarli e cercavo di impedirle di ucciderli ( invano ). In effetti sono davvero buoni se ben cucinati ma mi riesce difficile superare il pensiero che siano in effetti adorabili animali da compagnia. In questo periodo sono in Toscana da mio fratello e mia nipote ne ha uno bellissimo, di 7 mesi, ano ma non un ariete come quello del mio avatar ( adoro anche i Lyon )spesso lo lascia alle mie cure. Non credo di farcela a mangiare conigli, ma ti ringrazio comunque, in caso una bistecca ma pure del pollo andranno benissimo ( ho sempre un po' litigato con le galline...) !:classic_laugh:

be'! Immaginavo che il coniglio fosse un "membro" della famiglia; era tanto per ruzzà:classic_tongue:.

Comunque, qualcosa da farti/farvi al forno, si trova:classic_wink:.

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Argomento molto interessante quello della riproduzione delle basse frequenze in ambiente domestico.

Tra l'altro, il discorso del room-gain introdotto da @ilmisuratore , ma anche l'altrettanto fondamentale tema della "ricostruzione virtuale" della fondamentale accennato da @antonew , sono da tenere in considerazione proprio quando si cerca di basare il giudizio sull'ascolto (e sul realismo) dei "bassi" facendo solo riferimento alle dimensioni dei woofer o, d'altro canto, alle misure sulla carta...

Per darvi un ulteriore spunto, vi ricordo che in parecchi organi a canne, in chiese o auditorium dove c'è poco spazio per installare canne di grandi dimensioni, si sfrutta proprio il principio del "terzo suono di Tartini" per creare l'effetto di un registro che suoni una ottava più bassa, combinando un suono fondamentale con la sua quinta.

Ovvero, per spiegare a chi non lo sapesse, facendo l'esempio sul primo Do della pedaliera:

 - si fa suonare una canna da 16' (altezza circa 5 metri) che produce il Do

 - insieme ad una canna da 10 2/3' (altezza circa 3,2 metri) che produce il Sol (la quinta della fondamentale)

 - il risultato "acustico" è che si sente un Do all'ottava sotto, come se provenisse da una canna da 32' (altezza circa 10 metri)

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ilmisuratore
2 ore fa, Max440 ha scritto:

Argomento molto interessante quello della riproduzione delle basse frequenze in ambiente domestico.

Tra l'altro, il discorso del room-gain introdotto da @ilmisuratore , ma anche l'altrettanto fondamentale tema della "ricostruzione virtuale" della fondamentale accennato da @antonew , sono da tenere in considerazione proprio quando si cerca di basare il giudizio sull'ascolto (e sul realismo) dei "bassi" facendo solo riferimento alle dimensioni dei woofer o, d'altro canto, alle misure sulla carta...

Per darvi un ulteriore spunto, vi ricordo che in parecchi organi a canne, in chiese o auditorium dove c'è poco spazio per installare canne di grandi dimensioni, si sfrutta proprio il principio del "terzo suono di Tartini" per creare l'effetto di un registro che suoni una ottava più bassa, combinando un suono fondamentale con la sua quinta.

Ovvero, per spiegare a chi non lo sapesse, facendo l'esempio sul primo Do della pedaliera:

 - si fa suonare una canna da 16' (altezza circa 5 metri) che produce il Do

 - insieme ad una canna da 10 2/3' (altezza circa 3,2 metri) che produce il Sol (la quinta della fondamentale)

 - il risultato "acustico" è che si sente un Do all'ottava sotto, come se provenisse da una canna da 32' (altezza circa 10 metri)

La percezione della fondamentale mancante è un fenomeno noto...ma pur sempre di natura psicoacustica

Relativamente al contrabbasso...lo spettro dello strumento permette anche al minidiffusore la riproduzione verace in quanto i picchi vengono raggiunti nel segmento compreso tra i 60/100 hz

Più tardi lo posto 

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SimoTocca

Probabilmente sono io che non ho capito e, quindi, mi sono fatto sfuggire qualcosa.

Un basso elettrico di per sé non suona se non attaccato ad un “amplificatore”. 
Il suono finale dipende sia dallo strumento usato (marca o modello diversi, per dire Fender o Ibanez, suonano diversamente) sia (sopratutto) dall’amplificatore usato 

Ora un classico amplificatore come il Fender Rumble 15 costa, tutto compreso 81 euro

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Se lo strumento  basso elettrico, attaccato ad un impianto da 2000 euro non suona meglio… vuol semplicemente dire che l’impianto vale meno di 81 euro!

Semplice e lineare.

Le prove di realismo, amici miei, si fanno con strumenti naturali… allora si che si trova un significato intrinseco… e la vera motivazione che ci ha portati a spendere 2000, o 20.000, o 200.000 euro nel nostro impianto…

Tutto il resto … è tempo speso piacevolmente ad ascoltare un basso elettrico… ma senza alcuna comparazione con il “suono” del basso elettrico (perché se non amplificato, non ha suono!).

 

 

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26 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

La percezione della fondamentale mancante è un fenomeno noto...

 

Ok, ma io intendevo proprio sottolineare il fatto che, in ambiente domestico, è forse più facile e con risultati migliori far lavorare un diffusore dai 40Hz in su, piuttosto che avere dei woofer giganteschi che producono flat dai 20Hz ai 40Hz dovendo poi correre ai ripari con correzioni acustiche o digitali per via della "melma" che si viene a creare... :classic_wink:

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SimoTocca

Nel caso di @silvanik ha comparato il “combo”, cioè l’amplificatore che usa e che monta un altoparlante Celesfion ai suoi diffusori di casa.

Differenza di prezzo fra l’ampli con il woofer Celestion e tutto l’impianto “di casa”?
Tipo 81 euro versus impianto da 2000 euro? 
Ecco… mi aspesso che suoni meglio tutto l’impianto, no?

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one4seven
17 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Le prove di realismo, amici miei, si fanno con strumenti naturali…

 

No, si fanno con tutti gli strumenti, finanche quelli elettronici. Anzi, sono tra i  più maniaci nella ricerca del timbro dei loro synth.

Altrimenti non avrebbe senso che gli artisti usassero attrezzature diverse in base al suono. 

La prova non è di realismo, ma di fedeltà al suono contenuto nella registrazione.

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46 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

Se lo strumento  basso elettrico, attaccato ad un impianto da 2000 euro non suona meglio… vuol semplicemente dire che l’impianto vale meno di 81 euro!

 

 

be', allora vediamo di precisare.

Sono anche io bassista come @silvanik anche se uso un Precision e non un jazz bass.

Il combo Fender in questione è un " practice amp" ossia un amplificatore per esercitarsi. Nessun professionista si sognerebbe di utilizzarlo. Tuttavia la questione è ancora un'altra. Quel combo sia pure basico è in grado di riprodurre sia pure in scala e a livelli di db " contenuti" le frequenze di un basso elettrico. Meglio sarebbe l'utilizzo di un'amplificazione professionale. L'impianto hifi ne deve riprodurre molte di più, di frequenze, spesso però a livelli di db più civili e condominiali.

Sicuramente conoscere gli strumenti sia acustici sia elettrici aiuta a ragionare correttamente su cosa sia una riproduzione verosimile.

 

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ilmisuratore
1 ora fa, Max440 ha scritto:

 

Ok, ma io intendevo proprio sottolineare il fatto che, in ambiente domestico, è forse più facile e con risultati migliori far lavorare un diffusore dai 40Hz in su, piuttosto che avere dei woofer giganteschi che producono flat dai 20Hz ai 40Hz dovendo poi correre ai ripari con correzioni acustiche o digitali per via della "melma" che si viene a creare... :classic_wink:

Dipende Max dal contributo modale 

Fino a 250 hz può scaturire melma acustica

Che sotto i 40 hz sia complicato assorbire un rinforzo è scontato 

Se la resa acustica è ottimizzata integralmente ottenendo estensione in prossimità dei 20 hz sarebbe l'ideale 

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3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Probabilmente sono io che non ho capito e, quindi, mi sono fatto sfuggire qualcosa.

Un basso elettrico di per sé non suona se non attaccato ad un “amplificatore”. 
Il suono finale dipende sia dallo strumento usato (marca o modello diversi, per dire Fender o Ibanez, suonano diversamente) sia (sopratutto) dall’amplificatore usato 

Ora un classico amplificatore come il Fender Rumble 15 costa, tutto compreso 81 euro

image.jpeg.752174e4c2a1a98f1b52fe9ac9208d94.jpeg

Se lo strumento  basso elettrico, attaccato ad un impianto da 2000 euro non suona meglio… vuol semplicemente dire che l’impianto vale meno di 81 euro!

Semplice e lineare.

Le prove di realismo, amici miei, si fanno con strumenti naturali… allora si che si trova un significato intrinseco… e la vera motivazione che ci ha portati a spendere 2000, o 20.000, o 200.000 euro nel nostro impianto…

Tutto il resto … è tempo speso piacevolmente ad ascoltare un basso elettrico… ma senza alcuna comparazione con il “suono” del basso elettrico (perché se non amplificato, non ha suono!).

 

 

 

@SimoToccae per chiunque pensi che gli strumenti elettrici siano "facili" o privi di una loro voce acustica intrinseca)

Il discorso sull'amplificazione solleva un punto che merita una riflessione profonda, perché il rischio è quello di cadere in una forte banalizzazione del messaggio musicale e, di conseguenza, del concetto stesso di realismo.

Dire che un basso elettrico non ha un suono proprio e che le prove si fanno solo sugli strumenti naturali significa guardare solo la superficie.

Da chitarrista posso garantirvi che la realtà è l'esatto contrario.

Lo strumento elettrico ha un'anima materica e acustica enorme: il tipo di legno (frassino, ontano, mogano), la densità del manico e la costruzione determinano il sustain e lo spettro armonico prima ancora che il segnale tocchi il cavo. I pick-up non inventano un suono dal nulla, catturano la vibrazione fisica di quel legno.

Non serve essere musicisti per capire che la "voce" cambia drasticamente tra un magnete e l'altro: io ad esempio uso pickup Seymour Duncan specifici per le sfumature del mio genere (post-hardcore), abbinati a un amplificatore Farfisa valvolare degli anni '60.

Perché?

Perché la saturazione naturale di quelle valvole, i trasformatori d'uscita e l'interazione elettromeccanica creano un tessuto armonico, una micro-dinamica e una matericità che sono uniche e irripetibili.

Non si può pensare che un basso Fender registrato equivalga a un ampli Rumble da 15 watt (un oggettino economico che del marchio ha solo l'adesivo).

Un grande impianto hi-fi ha il compito titanico di restituire esattamente l'identità di quella catena: devi sentire la finitura del legno, il timbro specifico di quel pickup, la pressione acustica e la saturazione della valvola originale impressa sul nastro.

Liquidare tutto questo solo perché c'è un'amplificazione di mezzo significa appiattire la musica.

Il vero realismo non si misura dalla presenza di una cassa armonica in legno acustico, ma dalla capacità dell'impianto di restituire la complessa, violenta e meravigliosa realtà fisica di come quel suono è stato generato e registrato nel dominio del tempo.

 

 

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