one4seven Inviato 12 ore fa Condividi Inviato 12 ore fa @antonew l'hai fatta lunga, ma così è. Non ho mai capito perché gli audiofili si fissano solo sugli strumenti acustici e si fermano lì. Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803684 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
antonew Inviato 12 ore fa Condividi Inviato 12 ore fa 18 minuti fa, one4seven ha scritto: @antonew l'hai fatta lunga, ma così è. Non ho mai capito perché gli audiofili si fissano solo sugli strumenti acustici e si fermano lì. Hai perfettamente ragione, l'ho fatta lunga ma era un concetto che meritava di essere sviscerato. Purtroppo c’è questo vecchio mito duro a morire per cui l'Hi-End sia nata solo per il quartetto d'archi o il trio jazz acustico. Ci si dimentica che restituire la violenza dinamica, i micro-contrasti elettrici di un amplificatore valvolare saturo e la "materia" di un nastro rock o post-hardcore senza impastare tutto è una sfida altrettanto titanica per qualsiasi impianto. E questo è solo un esempio di una personalissima cifra stilistica, figurarsi le scelte di chiunque altro che ha ed ha avuto ben più da dire ! La grande musica ha la stessa dignità fisica e la stessa complessità, che sia acustica o elettrica. Un saluto e grazie per lo spunto! Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803699 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Mamo Inviato 12 ore fa Condividi Inviato 12 ore fa @antonew penso,ma è una mia idea, che per ottenere ciò che hai citato serva una multiamplificazione attiva e ottimi driver. Mi avvicinerei al professionale. Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803704 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
antonew Inviato 12 ore fa Condividi Inviato 12 ore fa 25 minuti fa, Mamo ha scritto: @antonew penso,ma è una mia idea, che per ottenere ciò che hai citato serva una multiamplificazione attiva e ottimi driver. Mi avvicinerei al professionale. Forse i miei esempi terra-terra sul Farfisa anni '60 e sul post-hardcore hanno generato un piccolo malinteso. Quelli erano solo paradossi ed un mio vezzo di produrre musica , ma anche per far capire un concetto elementare: un vero impianto Hi-End deve saper rendere grandiosa e materica tutta la musica, senza distinzioni di serie A o serie B. Se un sistema si siede o impasta davanti alle correnti e all'energia di un nastro elettrico, significa che ha dei limiti fisici evidenti nel dominio del tempo. Detto questo, nella mia catena cerco ben altro: ho abbandonato ATC perché cerco la massima raffinatezza timbrica, la ricostruzione genuina della scena, la trasparenza, ma per darmi quella raffinatezza assoluta con gli strumenti acustici, l'impianto deve prima essere in grado di gestire l'energia e i transienti senza andare in crisi. L'Hi-End per me non è un genere musicale o un catalogo di dogmi da salotto; è la capacità di restituire la verità fisica e l'emozione di qualsiasi registrazione, che sia un quartetto d'archi o un muro di chitarre. Il 3D è per me interessante proprio perché recupera la dimensione musicale del nostro hobby. Un saluto! 1 Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803711 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
SimoTocca Inviato 11 ore fa Condividi Inviato 11 ore fa 5 ore fa, one4seven ha scritto: No, si fanno con tutti gli strumenti, finanche quelli elettronici. Anzi, sono tra i più maniaci nella ricerca del timbro dei loro synth. 1 ora fa, antonew ha scritto: per chiunque pensi che gli strumenti elettrici siano "facili" o privi di una loro voce acustica intrinseca) Io non ho mai sostenuto che gli strumenti elettronici siano facili da riprodurre! Ma sostengo invece che sono privi, assolutamente privi, di una loro voce propria: si esprimono solo, e solamente, tramite una catena audio a valle (ampli + altoparlanti). Sostengo quindi che di un basso Fender, per fare un esempio, si ascolta quello che di “personale” ha da dire solo attraverso una catena audio, che ci mette così tanto del suo da alterarne la “voce intrinseca”. Il Synth, anche per “i più maniaci” lo si ascolta solo amplificato! E quindi vale quello che ho scritto proprio sopra per il basso elettrico. In definitiva quello che mi suona strano, nel titolo dico, è il riferimento all’alto livello di realismo! Ma se la realtà “della voce” di un basso Fender o di un Synth cambia a seconda dell’amplificazione, realismo verso cosa?? Questa la mia riflessione…in fondo è una riflessione che vale per una testina da giradischi: ascolti la testina o ascolti tutto l’impianto? Ascolti la testina … o quanto invece il braccio, il,giradischi, il pre phono, l’ampli e…sopratutto, forse, i diffusori? E… torno subito al realismo del basso elettrico…. Realismo rispetto (e parlo per i bassisti professionisti che si sono espressi) a quanto esce da un muro di casse JBL dentro San Siro? Oppure realismo rispetto ad una ventina di Bose 801 piazzate dentro un Teatro Tenda? E cioè a dire: se la realtá, cioè la voce intrinseca di uno strumento elettrico/eletronico (o di una testina, per tornare al mio esempio) muta al mutare della amplificazione che uso, come valuto non solo la fedeltà alla realtà, ma addirittura la realtà medesima?? So che è un ragionamento molto filosofico, ma a mio avviso è pertinente…ed è attinente al concetto di Principio della Realtà. E cioè: se ascolto un pianoforte grancoda Bosendofer Imperial, seppure influenzato dall’ambiente, so che il suono del Bosendorfer è quello, perché la sua voce non ha bisogno di “interpreti o intermediari”. Ascolto invece il basso Fender… e insieme alla sua voce ascolto, per necessità, la voce dell’interprete, e a seconda dei casi (impianto audio cioè) posso dire che ascolto anche o addirittura sopratutto la voce dell’interprete.. e non posso aver presente, MAI, la voce originale… Non so se è chiaro quello che penso… probabilmente mi sono espresso male… P.S. Sulla “voce propria”: non è che non esista, ma là si sente, questo è il concetto, solo attraverso una interpretazione da parte di una catena audio… spero di aver chiarito bene il punto… 1 Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803735 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
SimoTocca Inviato 11 ore fa Condividi Inviato 11 ore fa 4 ore fa, one4seven ha scritto: Anzi, sono tra i più maniaci nella ricerca del timbro dei loro synth. Altrimenti non avrebbe senso che gli artisti usassero attrezzature diverse in base al suono. Certo… ma questo è il principio di MyFi… il mio suono preferito… non di HiFi, cioè massima fedeltà al suono… Cambia cioè il parametro di giudizio! La ricerca del “proprio suono”, non del suono più fedele… Non è un caso che nella sezione Musica un thread nel quale molti di voi sono intervenuto verte sulla doppia ristampa MoFi di un famoso album Rock. La prima versione rimasterizzata non “era piaciuta” ai molti audiofili… e MoFi ne fa uscire una seconda con “più bassi”… Ecco.. fossero stati i Preludi di Chopin eseguiti da Maurizio Pollini negli anni ‘70 su un pianoforte grancoda Steinway model D non sarebbe successo… Per ipotizzare che una determinata catena audio, professionale o meno, riproduca in maniera fedele la voce intrinseca di uno strumento elettrico… mi servono certamente le misure ma anche l’ascolto comparativo di uno strumento naturale che, come prova del nove, mi dica che quell’impianto audio è fedele a suono naturale, e quindi per riflesso, è fedele alla voce intrinseca… Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803741 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
zigirmato Inviato 11 ore fa Condividi Inviato 11 ore fa Non so come viene incisa la musica , perciò ho fatto una rapida ricerca , e a quanto pare , per quanto riguarda le frequenze ci sono nelle ci sono dei limiti per l'appunto di incisione, per esempio un album in vinile non potrà mai essere inciso in una qualità pari al digitale, inoltre anche il digitale ha i suoi limiti , quindi tutto sta da come viene effettivamente incisa la musica che sia analogica o digitale non conta . Praticamente il miglior impianto hi fi al mondo suonerà al massimo pari alla qualità di incisione dell' album, per esempio supponiamo che un album viene inciso con un basso a 40 kz , non si potrà mai sentire a 30kz , a meno che qualcosa si inventa qualcosa , cioè qualche componente si inventa di andare oltre il limite di incisione, e così tutti vissero felici e contenti .😎 Ora passo la palla a chi sa veramente come si incide la musica e come si passa il suo limite usando componenti hi fi diciamo fantascientifici. 😎 Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803746 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
antonew Inviato 10 ore fa Condividi Inviato 10 ore fa 31 minuti fa, SimoTocca ha scritto: Io non ho mai sostenuto che gli strumenti elettronici siano facili da riprodurre! Ma sostengo invece che sono privi, assolutamente privi, di una loro voce propria: si esprimono solo, e solamente, tramite una catena audio a valle (ampli + altoparlanti). Sostengo quindi che di un basso Fender, per fare un esempio, si ascolta quello che di “personale” ha da dire solo attraverso una catena audio, che ci mette così tanto del suo da alterarne la “voce intrinseca”. Il Synth, anche per “i più maniaci” lo si ascolta solo amplificato! E quindi vale quello che ho scritto proprio sopra per il basso elettrico. In definitiva quello che mi suona strano, nel titolo dico, è il riferimento all’alto livello di realismo! Ma se la realtà “della voce” di un basso Fender o di un Synth cambia a seconda dell’amplificazione, realismo verso cosa?? Questa la mia riflessione…in fondo è una riflessione che vale per una testina da giradischi: ascolti la testina o ascolti tutto l’impianto? Ascolti la testina … o quanto invece il braccio, il,giradischi, il pre phono, l’ampli e…sopratutto, forse, i diffusori? E… torno subito al realismo del basso elettrico…. Realismo rispetto (e parlo per i bassisti professionisti che si sono espressi) a quanto esce da un muro di casse JBL dentro San Siro? Oppure realismo rispetto ad una ventina di Bose 801 piazzate dentro un Teatro Tenda? E cioè a dire: se la realtá, cioè la voce intrinseca di uno strumento elettrico/eletronico (o di una testina, per tornare al mio esempio) muta al mutare della amplificazione che uso, come valuto non solo la fedeltà alla realtà, ma addirittura la realtà medesima?? So che è un ragionamento molto filosofico, ma a mio avviso è pertinente…ed è attinente al concetto di Principio della Realtà. E cioè: se ascolto un pianoforte grancoda Bosendofer Imperial, seppure influenzato dall’ambiente, so che il suono del Bosendorfer è quello, perché la sua voce non ha bisogno di “interpreti o intermediari”. Ascolto invece il basso Fender… e insieme alla sua voce ascolto, per necessità, la voce dell’interprete, e a seconda dei casi (impianto audio cioè) posso dire che ascolto anche o addirittura sopratutto la voce dell’interprete.. e non posso aver presente, MAI, la voce originale… Non so se è chiaro quello che penso… probabilmente mi sono espresso male… P.S. Sulla “voce propria”: non è che non esista, ma là si sente, questo è il concetto, solo attraverso una interpretazione da parte di una catena audio… spero di aver chiarito bene il punto… Quando parliamo di realismo di un evento elettrico o elettronico registrato, l'oggetto della riproduzione non è lo strumento nudo, ma l'intera catena originaria impressa sul nastro. Il "realismo" a cui teso non è la fedeltà al Fender non amplificato, ma la fedeltà a quel Fender filtrato da quel preciso amplificatore valvolare, catturato da quel microfono in studio e registrato sul nastro. La chitarra o il basso elettrico hanno sì un'impronta meccanica propria (la vibrazione del legno, il tipo di pickup, l'attacco della corda), ma l'evento reale da riprodurre è il pacchetto completo: Strumento + Ampli + Ambiente dello studio. Se un impianto domestico non ha la velocità nel dominio del tempo, la trasparenza e la capacità di gestire l'energia di quel fronte d'onda, finirà per sovrascrivere la sua interpretazione (quella dell'impianto hi-fi) a quella originale del musicista. Invece di farti sentire la saturazione materica di un Farfisa degli anni '60 o l'impatto di un cabinet Aguilar registrato sul master, ti farà sentire il suono standardizzato del tuo diffusore da salotto. L'impianto hi-fi deve essere il mezzo trasparente che ti riporta a San Siro o nello studio di registrazione, non un ulteriore interprete che impasta tutto. Questo per dire che il "Principio di Realtà" per la musica elettrica esiste, ma risiede nella fedeltà assoluta al master originale. Ed è una sfida acustica titanica, non un ripiego. Un caro saluto! 2 Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803756 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 10 ore fa Condividi Inviato 10 ore fa 56 minuti fa, SimoTocca ha scritto: Ma sostengo invece che sono privi, assolutamente privi, di una loro voce propria: si esprimono solo, e solamente, tramite una catena audio a valle (ampli + altoparlanti). Non diciamo eresie Simo. Il fatto che uno strumento venga amplificato, prima cosa non significa che non abbia un suo suono. Al contrario. Cosa amplifica sennò l'amplificazione? Secondo, è vero che l'amplificazione aggiunge un altro tassello al suono, a maggior ragione le cose si fanno più complesse, ed interessanti. Una Gibson Les Paul + Marshall, non suona come una Fender Stratocaster + Orange. Il compito dell'impianto, in ogni caso, è riprodurre e far distinguere correttamente i due suoni (registrati). 2 Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803773 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
grisulea Inviato 10 ore fa Condividi Inviato 10 ore fa 45 minuti fa, SimoTocca ha scritto: cioè a dire: se la realtá, cioè la voce intrinseca di uno strumento elettrico/eletronico (o di una testina, per tornare al mio esempio) muta al mutare della amplificazione che uso, come valuto non solo la fedeltà alla realtà, ma addirittura la realtà medesima?? Scusa ma le voci per te sono tutte uguali? I violini suonano tutti uguali? Lo stesso identico strumento suona uguale chiunque lo suoni? Chitarre classiche o acustiche sono tutte uguali? Ciononostante se suonano reali o fasulle lo senti lo stesso. Senza nessun bisogno di conoscere corde, marca, modello. Il basso elettrico riprodotto reale o prossimo al reale, non con una scatoletta da 81 euro ma con 4/8 woofer, e' quanto di più improbabile riprodurre. Anche solo approssimare la quantità è precluso al 99% degli impianti. 1 Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803789 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 10 ore fa Condividi Inviato 10 ore fa Poi se aggiungiamo le catene di effettistica, campa cavallo. Mi ricordo ancora da adolescenti, cercare di capire le catene di effetti e come si usavano, che portavano al suono di Cobain. Mai riusciti nemmeno a scimmiottare decentemente (col gruppetto con quale suonavo) quel suono che sentivamo sull'impianto. Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803794 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
antonew Inviato 10 ore fa Condividi Inviato 10 ore fa @one4seven Sai cosa mi lascia perplesso, per non dire basito? Quando tempo fa ho dovuto scegliere il nuovi pick-up insieme a un amico che di chitarre se ne intende davvero tanto, abbiamo fatto dei test d'ascolto persino tramite i video sul tubo Bene, anche attraverso la compressione audio della piattaforma, non si faceva alcuna fatica a percepire le differenze timbriche nette e la diversa risposta dinamica tra un magnete e l'altro. Questo mi fa pensare che spesso nell'Hi-End si giri attorno a un'idea del suono estremamente riduttiva, che si ferma ai numeri e perde di vista la reale e unica voce dello strumento originale. A volte ho l'impressione che molti appassionati semplicemente non ci facciano caso; poi, quando finalmente hanno l'occasione di ascoltare e comprendere come suona davvero uno strumento nella realtà, gridano al miracolo parlando di "upgrade" dell'impianto, quando in verità hanno solo capito per la prima volta come quel messaggio acustico avrebbe sempre dovuto suonare. Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803799 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
one4seven Inviato 10 ore fa Condividi Inviato 10 ore fa 2 minuti fa, antonew ha scritto: nell'Hi-End si giri attorno a un'idea del suono estremamente riduttiva Per altri versi, rispetto a te, ma sono della stessa idea anch'io. Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803806 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Luca44 Inviato 9 ore fa Condividi Inviato 9 ore fa 2 ore fa, one4seven ha scritto: @antonew l'hai fatta lunga, ma così è. Non ho mai capito perché gli audiofili si fissano solo sugli strumenti acustici e si fermano lì. Perché gli strumenti acustici più o meno possiamo sapere come debbano suonare ( ma non come siano stati registrati ovviamente ) , degli strumenti che devono essere amplificati non sappiamo come suonassero e neppure come siano stati registrati, quindi non dico che ogni interpretazione dell'impianto sia lecita ma... Quasi. Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803814 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Maurjmusic Inviato 9 ore fa Condividi Inviato 9 ore fa 12 minuti fa, Luca44 ha scritto: Perché gli strumenti acustici più o meno possiamo sapere come debbano suonare ( ma non come siano stati registrati ovviamente Non ne sono molto convinto: non mi sorprenderebbe scoprire che meno della metà di chi parla di timbrica e suono materico assista frequentemente a concerti dal vivo di musica classica o acustica … ma anche amplificata bene che male non fa! Link al commento https://melius.club/topic/29982-una-sfida-ad-alto-livello-di-realismo/page/7/#findComment-1803817 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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